venerdì 14 marzo 2008

Aldo Giordani (1983) e il passatismo

Riguarda il basket maschile, ma il discorso vale anche per il femminile. Che sto a dì? Che ho ripescato un articolo di Aldo Giordani, il maestro dei maestri del giornalismo di basket, datato 1983. Lo cito sul tema del "passatismo", visto che è saltato fuori di nuovo qualche giorno fa nel topic sulla Libertas Bologna. E poi ho beccato lo stesso ritornello sulla Settimana Sportiva, un sito internet dove scrive tra gli altri Oscar Eleni, che dava del pazzo a Danilo Gallinari per aver detto che l'Armani di oggi darebbe 20 punti all'Olimpia di suo padre, e i commenti degli utenti del sito si sono scatenati coi rimpianti del passato. Allora mi sono girati i suddetti e i cosiddetti e mo' mi voglio rifare.

Ora, si tenga presente che gli anni Ottanta, e il 1983 più di altri (perché abbiamo vinto gli Europei, perché c'è stata la mitica finale Roma-Milano, eccetera), nei discorsi sulla decadenza del basket di oggi sono sempre citati come l'età dell'oro, quella che "a quei tempi sì che c'erano grandi squadre, grandi campioni, ci si divertiva, quelli di ieri darebbero 30 punti a quelli di oggi giocando su un piede solo", eccetera.

Ebbè, ecco parole e musica del venerabile Giordani:
«Oggi si gioca peggio di una volta [...]. Oggi Peterson nel Billy manda in campo un Boselli, mentre Rubini mandava in campo un Riminucci. Oggi Primo nella Ford manda in campo Cattini, mentre Taurisano nella compagine canturina mandava in campo Recalcati. Se pensiamo ad altre squadre, Percudani manda in campo Anchisi e Mentasti, mentre Nikolic per i varesini mandava dentro Ossola e Vittori. [...] Lombardi, con la giacca e la cravatta, può presentarsi ad un raduno azzurro di oggi e dire: "Avanti, c'è qualcuno che vuol scommettere a chi ne mette di più?". Lombardi, gli azzurri di oggi non li vede neanche. Può bendarsi e legarsi le mani, farà sempre più canestro di loro. [...]
Oggi c'è il pubblico. La muraglia umana. Ma dentro la mettono poco. Quelli di una volta, il "back door" - bisogna riconoscerlo - non lo conoscevano. Conoscevano solo il fatto che quell'affare sferico e gonfio bisognava sbatterlo nel buco. Ed eseguivano. Dice: Ma il progresso? Il progresso di che cosa? Del roller-basket. Oggi menano di più, siamo d'accordo. Oggi sburtano, danno le caracche, ma non sanno più come si infila la tonda nell'anello».

Capito? Uguale uguale a quello che dicono i "vecchi saggi" del giorno d'oggi sul basket di 20 anni fa!
Probabilmente se scavo bene negli archivi, trovo che per Giordani l'epoca d'oro del femminile era quella di sua moglie, quando le partite finivano 30-25!! :ridi: Venerabile, pur sapendo di non essere nessuno al suo confronto (ma anche in generale, non solo al suo confronto), mi permetto di dirle: "Ma mi facci il piacere!". (Oltretutto Giordani sbagliava anche oggettivamente, perché i punteggi degli anni '80 erano ben più alti di quelli anni '60-70, quindi come faceva a dire che i giocatori di oggi non sapevano più fare canestro???)

Alla fine credo che abbia ragione una giuocatrice attuale di A2 alla quale recentemente ho chiesto un parere al riguardo: la sua risposta è stata che non esiste un meglio e un peggio nei confronti tra epoche diverse, ha poco senso fare il confronto.

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