venerdì 7 marzo 2008

Gottardi e Censini: galline (quasi) vecchie fanno buon brodo

Pubblicato anche su Basketnet.it

Passano gli anni, ma loro due sono sempre grandi. Intendiamo Silvia Gottardi e Annalisa Censini, che nelle partite di sabato scorso hanno trascinato con prestazioni-monstre le milanesi di A2, Carugate e Geas Sesto.

"Globetrotter" Gottardi (nel suo curriculum Comense, Priolo con scudetto nel 2000, le gallesi di Rhondda, Chieti e forse un altro bel po' di squadre che mo' non ci vengono in mente) non è bastata alla ColdAir per centrare l'impresa con Crema della grande ex Fumagalli, che alla fine l'ha spuntata 70-75. Ma lo show del play-guardia - di cui i veri collezionisti conservano gelosamente un servizio fotografico per And1 uscito sulla rivista "Black Jesus" intorno al 2001 - è stato strepitoso, soprattutto nei primi 3 quarti, in cui ha sparato 32 punti nel canestro del Cream Team; poi, tra logica stanchezza sua e "museruola" finalmente scattata da parte delle avversarie, ne ha segnati solo 4 nell'ultimo, ma lo scout finale è da ovazione: 36 punti, 9/10 da 2, 4/9 da 3, 6/6 ai liberi e 8 rimbalzi. Certo, il rovescio della medaglia è che, quando lei gioca così, le compagne restano un po' a guardare (a parte, nell'occasione, Occhipinti), però che colpa puoi darne a lei?

Se per Gottardi è l'ennesimo acuto (anche se forse il più alto) di un'annata individualmente super (19,2 punti di media), seppure frustrante quanto a risultati di squadra, per Censini è stato invece il ritorno a un ruolo da protagonista che negli anni passati era suo di diritto (top scorer del Geas da tempo immemorabile), ma che nel 2007/08 non aveva ancora rivestito, prima per l'assenza di 10 giornate per i problemi alla caviglia che l'avevano colpita già nel finale della scorsa stagione, poi perché, dopo il ritorno, sia per scelta che per necessità aveva tenuto un basso profilo.

Invece a Cervia, con Frantini a casa per influenza e le altre esterne in serata-no, la truppa-Geas aveva di nuovo bisogno che il Generale prendesse il comando delle operazioni. Voilà: 22 punti con 8/12 da 2, 0/1 da 3, 6/6 ai liberi, 7 recuperi e 2 assist. E la Tuv Italia ha risolto una partita che rischiava di complicarsi. Cifre davvero notevoli per "Censo" alla luce dei soli 22 minuti giocati (è ancora costretta a un impiego limitato): alla facciazza di qualche sapientone che in tribuna, ultimamente, mormorava che la capitana non era più la stessa. La verità è che non è al 100%, ma lampi di grandezza può ancora sfoderarne, eccome; e del resto l'attuale Geas non ha bisogno che lei faccia sempre gli straordinari: in sua assenza la squadra ha imparato a giocare bene anche senza di lei (cosa che in passato pareva impossibile), e i suoi ruoli sono già ben coperti dalle varie Frantini, Crippa, Marulli, Arturi. Ma la capitana non può che crescere, e nel finale di stagione potrebbe sfruttare il vantaggio di essere più fresca rispetto a compagne e avversarie spremute da un'annata di faticacce.

Cos'hanno in comune Gottardi e Censini? L'età, ormai intorno alla trentina (Silvia è del '78, Annalisa del '79: speriamo che non abbiano il ritiro nei loro piani a breve termine, se no è una disperazione, altro che l'addio di Pozzecco), le origini fuori regione (Veneto e Toscana rispettivamente) per poi diventare "giocatrici-cult" del movimento lombardo, mettiamoci pure il colore dei capelli (più o meno), poi i super-esperti ne sapranno di più. A noi basta sottolineare un paio di aspetti.
Intanto il fatto che entrambe conciliano alla grande gli impegni di basket con quelli lavorativi, che pure tolgono loro non poche energie fisiche e mentali (Gottardi, ad esempio, non può fare più di 3 allenamenti alla settimana). Ci sono cialtroni di Prima Divisione che accampano come scusa del proprio scarso rendimento la stanchezza per il lavoro, oppure giovinastri/e che vanno in crisi se hanno un paio di esami universitari in vista. Qui invece abbiamo Silvia che gestisce un'agenzia di eventi e Censo che fa la "product manager" (non sappiamo cosa voglia dire, ma suona importante) per Tv Sorrisi & Canzoni, il settimanale più venduto d'Italia. E giocano in A2 da protagoniste. Va bene che Wonder Woman si nasce, e loro modestamente lo nacquero, però che si può dire? Tanto di cappello.

Anche sul versante tecnico, poi, ci sono delle somiglianze, pur con stili diversi (più di talento e finezza Gottardi, più d'energia e agonismo Censini). Entrambe sono in grado di portar palla come di concludere, forse meglio la seconda cosa della prima, ma sanno fare bene anche l'altra. Non sono difensori nati, ma hanno in repertorio palle rubate e rimbalzi. Ma soprattutto (ecco il punto) sanno fare canestro in mille modi: entrata, giro e tiro dal post basso, arresto e tiro dalla media, "arcobaleno" in corsa, eccetera. Questo è il bello del loro gioco. Pur con una statura limitata (1.70 o poco più), non si fanno problemi a buttarsi in area sfidando le lunghe, usano il tiro da 3 ma solo se è la soluzione migliore, non come "coperta di Linus" quando non si sa cosa fare, o come scorciatoia per non faticare in uno contro uno.
Pur detestando il "passatismo", ci vien da dire che il loro modo di giocare riflette la vecchia scuola, quando l'abuso del tiro pesante era solo nelle visioni (purtroppo profetiche) di Aldo Giordani, e il concetto di "attaccare" veniva interpretato come battere l'avversario diretto, a costo di sfiancarsi con 10 cambi di direzione e 15 finte... non come tentare il "colpo gobbo" dalla lunga distanza senza nemmeno provare a metter palla per terra.
Niente da dire, uno che da 7-8 metri sa centrare quel buchetto è bravo, però dopo un po' diventa noiosetto, se fa solo questo.
Ecco, con Gottardi e Censini questo rischio non lo si corre. Basterebbe dire, in sintesi, che sono due donne che, quando giocano come sanno, torni a casa contento. Il piacere del basket.

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