Ancora da Superbasket di questa settimana, ma a un livello più serio... C'è un'intervista di Giovanni Lucchesi a Roberto Galli, che immagino realizzata non proprio negli ultimissimi giorni, visto che non si accenna minimamente alla recente svolta del coach Geas verso una (possibile) attività da procuratore.
In ogni caso l'intervista è interessante per i vari argomenti che tocca, non tutti di ambito strettamente tecnico ma di più ampia portata, visto il personaggio. Impossibile riportarla tutta, riassumo solo i principali punti:
- la sconfitta di Milano nella finale scudetto con Vicenza del 1988, dopo la quale Galli lasciò la panchina, fu determinata da fischi dubbi degli arbitri;
- a livello di A2, la parte migliore del movimento sono le giocatrici: hanno più professionalità che in passato, trasmettono entusiasmo; invece mancano dirigenti e persone a supporto delle società;
- bisogna vendere meglio il prodotto basket femminile: una volta la Lega aveva un organismo apposito, presieduto proprio da Galli (fine anni '80-inizio '90), con lo scopo di coinvolgere imprenditori e trovare risorse. Tangentopoli ha poi rovinato tutto perché ha fatto scappare investitori e sponsor, e il femminile ne ha risentito più del maschile;
- siamo schiavi della cultura del "manca sempre qualcosa" e del "quello che facciamo non serve a nulla": ad esempio, perché una Piccinini del volley può fare anche servizi di moda e andare in tv, mentre alle nostre cestiste viene impedito?
- bisogna anche coinvolgere i giornalisti: molti di quelli più affermati di oggi, come Chiabotti, Vanetti o Arturi, arrivarono dal femminile. Non dobbiamo lasciare che la pallavolo occupi tutto lo spazio sui quotidiani;
- tecnicamente si palleggia e forse si tira meglio che in passato, però si passa la palla peggio: a tal proposito sarebbe utile un ritorno ai 30", perché l'aumento della velocità ha tolto il giocare bene assieme;
- bisogna stimolare le giovani praticanti con strutture che invoglino ad aggregarsi al di là della partita;
- rimpiange di aver smesso a suo tempo di allenare perché le ore sul parquet sono irrinunciabili (ma allora perché, coach, smetterebbe di nuovo??); ha l'orgoglio di aver fatto crescere dentro e fuori dal campo decine di atlete.
L'articolo è corredato da un paio di belle foto che riporto qua di seguito:
Foto di squadra. Ammetto che non riesco a identificare la numero 8 e la numero 19, due giovincelle del vivaio. Le altre sono, partendo dalla fila in basso e da sinistra: Marulli (10), Rios (18), Calastri (12), Schieppati (13), Tomanovic (4), Ponchiroli (9). Fila in alto, da sinistra: Arturi (5), Censini (6), Frantini (15), Crippa (14), Arnaboldi (16).
Timeout al mittttico PalaDozza di Bologna, recentemente sbancato dal Geas con 30 punti di Crippa. Si riconoscono, da sinistra, Calastri, Ponchiroli e Crippa; in piedi verso destra Arnaboldi e Marulli, più la leggendaria "Big Renata" Salvestrini, che oggi è vice di Galli.
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