mercoledì 30 aprile 2008

Il Bollettino Lombardo (25)

 B1


Missione compiuta per Biassono, che doveva battere la già appagata Rho nel derby milanese per evitare il riaggancio di La Spezia che era 2-0 negli scontri diretti.

Abbiamo già visto i dettagli del 78-69 che ha dato alla squadra di Gualtieri il "pass" per affrontare la Secchia Rapita Bologna nella prima serie di playoff. Inutile dunque la vittoria, peraltro di strettissima misura (62-60), di La Spezia sull'Auxilium.

Il primo posto, come da pronostico, è di Lavagna, che non soffre più di tanto per regolare la "quarta forza" Costamasnaga (61-44 con 19 di De Scalzi). Dopo aver già partecipato alle finali-promozione dello scorso anno, le liguri, purtroppo sempre senza il play titolare Sonaglia, se la vedranno con S. Martino di Lupari con in palio la promozione in A2, mentre la perdente avrà una "prova d'appello" contro la vincitrice della serie Biassono-Bologna. Si comincia già domenica con gara-1 in casa di Biassono e Lavagna.

Valmadrera ha chiuso in bellezza travolgendo la Pall. Torino.

Nella maxi-volata a 4 squadre per evitare la retrocessione diretta, poteva uscire di tutto, ma quella messa peggio, per via dei doppi confronti a sfavore quasi con tutte, ma anche per il periodo di crisi nera e per l'impegno difficile in casa della Fulgor Spezia, era Varese. E retrocessione di Varese è stata.

In realtà c'era una possibilità di evitare la mannaia anche perdendo, per la squadra di Miglio: se Albissole avesse battuto Savona (partita che stranamente si giocava 3 ore prima delle altre) e Fiorenzuola avesse perso ad Albino. Ma Albissole, unica del gruppone a quota 20 a essere già sicura dei playout, ha perso nettamente il derby con la società da cui è fuoriuscita in estate. Sicché a Varese non restava che vincere: ininfluente che nel frattempo Fiorenzuola perdesse ad Albino (51-43), esito che ha contato solo per dare alle bergamasche il fattore campo nella serie-playout proprio contro le emiliane.
A Spezia, Varese è stata anche a +4 a metà del 3° quarto, pur avendo perso la leader Catella (una delle pochissime veterane in campo vista l'età media "under 20" da entrambe le parti) per un problema alla schiena. Ma alla distanza le alte percentuali da fuori delle liguri, con Templari e Bestagno sugli scudi, hanno scavato il break decisivo a cavallo dell'ultimo quarto, a dispetto di un'ispirata Grotto (20 punti) e qualche spunto di Sechi e Gatti (troppi errori però per la lunga). Finale 77-70, Fulgor ai playout con Albissole, Varese torna subito in B2 a meno di 11 mesi dalla promozione del 2007, dopo un'annata assolutamente rocambolesca, iniziata bene, poi guastatasi, poi più volte sul punto di raddrizzarsi ma due volte precipitata nel momento della verità, cioè all'ultima giornata della prima fase e della seconda. Alla fine dell'andata della seconda fase, ricordiamo, Varese era in testa insieme a Moncalieri e aveva 8 punti di vantaggio sulla penultima, Albissole, tutti "mangiati" in un girone di ritorno da 1 vinta e 6 perse, con differenze canestri anche cospicue gettate al vento.

Ci affidiamo al commento di Ezio Parisato su Imbecilli.it: «Certo dispiace per Vaccaro & C. ma è inutile nascondersi che la conduzione di questo anno passato attraverso licenziamento di allenatori (nell’ordine in panca Ganguzza, Corti, Vittori senior, Lucarelli, Miglio, vari ed eventuali), abbandono di giocatrici (Angelo, Manera), richiamo impensabile di altre alla fine non ha certo aiutato la tranquillità della squadra ed il risultato (direi inevitabilmente) è stato questo».

Da segnalare, per il platonico primato nella poule "retro", la vittoria dopo 2 supplementari (100-102) di Moncalieri a Vittuone, nonostante il canestro del pareggio di Nadia Rovida allo scadere dei regolamentari. La nostra Nadiuccia chiude così la stagione a quota 3 prodezze di questo tipo, non male. 

CLASSIFICHE – POULE PROMOZIONE: Lavagna 28; Biassono 26; E. La Spezia 24; Costamasnaga 22; Rho 18; Valmadrera 16; Pall. Torino 14; Auxilium 12.

POULE RETROCESSIONE: Moncalieri 28; Vittuone 24; F. La Spezia, Albino 22; Fiorenzuola, Albissole, Varese 20; Savona 2.


B2

Una giornata al termine della regular season. Al vertice ormai c'è solo da definire gli accoppiamenti-playoff. Al momento sarebbero Cantù-Mariano e Usmate-Urago.
Urago ha colto facilmente, con la già retrocessa Bustese, i punti che mancavano per la qualificazione. Da segnalare i 36 dell'americana Flynn più 24 di Marcolini. Sticaz. 
Usmate ha vinto in volata il big match con Mariano (65-64), con un canestro di Soncin a pochi secondi dalla sirena, e si è assicurata il terzo posto, mentre Mariano finirà probabilmente quinta, ma dato che lo spauracchio di tutti è Urago, non è detto che sia una sfortuna affrontare Cantù, non esaltante in quest'ultima parte di stagione, tanto più che la formula di quest'anno prevede un doppio confronto anziché una serie al meglio delle 3, e quindi arrivare davanti serve solo ad avere il ritorno in casa.
L'interesse dell'ultimo turno starà soprattutto nel duello a distanza tra Melzo e Idea Sport Milano per non retrocedere. Entrambe hanno perso nello scorso weekend, sicché la situazione è immutata: l'Idea deve fare 2 punti in più delle rivali, che hanno il 2-0 negli scontri diretti. Ma le "cittadine" hanno un impegno duro contro Usmate, sia pure in casa, mentre Melzo va a Cucciago contro una squadra di livello non eccelso e senza obiettivi di classifica.

Così le prime posizioni: Lodi 48; Cantù 44; Usmate 42; Urago, Mariano 38.

Commento a un post di Claudia Biscari dal suo blog

 E vai ancora con la cronaca rosa. Qui dal blog di Claudia Biscari, un'artista della penna oltre che del parquet: :blink2:


E’ proprio vero che quando meno te lo aspetti…arriva quello che avevi cercato da una vita…arriva, ed è proprio come l’avevi sognato e ogni giorno che passa ti stupisce perchè avevi quasi perso le speranze, eri pronta a stilare una lista dei compromessi a cui saresti potuta scendere, a quelli a cui non avresti mai ceduto. Inconsciamente eri arrabbiata con te stessa perchè il primo elenco (quello dei compromessi) era nettamente più lungo dell’altro…poi all’improvviso tutto cambia! E rimani affascinata e sbalordita nell’accorgerti che non c’è bisogno di nessuno elenco.

La cosa più incredibile è che quello che avevi sempre sognato si manifesta nei mdi più impensati. Se penso a come alcuni amici o amiche hanno trovato l’altra metà della loro mela, credo che sì, il destino abbia proprio fantasia nel creare gli incontri. C’è chi si conosce da una vita, poi ad un certo punto…TRACK cupido ha lanciato la sua freccia! C’è chi fa un commento ad alta voce in uno spogliatoio, lui lo coglie e per una scommessa fai in modo di darle il numero di telefono e TRACK…ancora cupido! C’è chi appare nei momenti di incertezza di un rapporto, così come amica e confidente…poi il rapporto con l’altra va in crisi, si organizza una vacanza scaccia pensieri in amicizia e TRACK…CUPIDONE colpisce! C’è chi lo punta in tribuna per tuttto il campionato e poi lo incontra in un locale sulla spiaggia in Sicilia, che lei aveva frequentato da 1000 anni..e TRACK cupido li unisce per tutta la vita!

E si, c’è anche chi lo aveva lì, vicino, vicinissimo…direi 37” e qualche centesimo, ma deve aspettare che gli passi davanti a casa con il cane per spingere CUPIDO a lanciare la sua freccia per ME più bella!


Ahò, è proprio innamorata la ragazza!! Grandioso.

martedì 29 aprile 2008

Sempre meglio dell'ufficio - Una giornata a Parma (2)

 Non mi aspetto un allenamento dei più spettacolari, visto che le sedute del mattino, a quanto spiega Masha, sono soprattutto delle sessioni di tiro, quindi ben altra cosa rispetto alla sera; però rimane la curiosità di vedere come si lavora e che atmosfera c’è in squadra alla vigilia di gara-2 dei quarti. Sul clima tra le giocatrici, l’impressione è positiva. Nei minuti di attesa prima dell’inizio dell’allenamento, le ragazze sembrano distese e sorridenti, così come nei momenti di pausa o durante i “briefing” con l’allenatore. È vero che le donne sono maestre di simulazione,  però in questo caso se fingono armonia sanno fingere bene. A meno che – sospetto ora, col senno di poi – non ci fosse una certa euforia (stile “penultimo giorno di scuola”) all’idea di perdere l’indomani con Napoli e iniziare le vacanze…


Si comincia con una breve riunione a metà campo con coach Scanzani, cui segue una decina di minuti in cui le tipe scorrazzano libere per il parquet, palleggiando e tirando come gli pare e piace, un po’ come si fa in tutte le squadre dalla serie A al Csi. La rosa è al completo a parte Stabile, che si è vista per un attimo e poi è sparita, credo per andare ad allenarsi a parte, causa problemi fisici. Non ci sono giovincelle, che negli stessi giorni sono impegnate nell’interzona under 19. In compenso, a un certo punto entra in campo un cagnolino, che dev’essere del custode o magazziniere, comunque un tizio facente funzioni.

Segue un quarto d’ora di stretching a bordo campo. E qui Maiorano comincia a fare gruppo: «Manuela, non fare l’asociale», dice richiamando Zanon che stava dalla parte opposta. «Ilaria, pure tu!», grida poco dopo a Zanoni. Che leader! Ma Scanzani ha pronta la battuta: «Non andare vicino a Maiorano, che ti rovina!», dice a Iaia.  Intanto notiamo Paparazzo conversare con Zanon gesticolando vivacemente.


Zanon, Paparazzo e Maiorano si sgranchiscono.

Essendo ancora latitante Paperinik (andato a fare colazione), sono da solo sulle tribune, e ho timore di dare nell’occhio, impegnato alacremente come sono a scattare foto e girare video. In effetti ho l’impressione che qualche tipa mi scruti con sospetto. A un metro di distanza, ora, ho Jennifer Screen ed Eglie Sulciute che si stirano. Quest’ultima, la lituana, è decisamente la più enigmatica del gruppo: sarà perché è l’ultima arrivata, sarà per l’ostacolo linguistico, ma in tutto l’allenamento avrà detto tre parole e cambiato una volta l’espressione della faccia.  Fisicamente è piuttosto statuaria, mentre altre lunghe come Rejchova e Van Malderen qualche chilo di troppo ce l’hanno, e forse anche più di qualche.

Finito il riscaldamento, la seduta entra nel vivo. A dirigerla è il preparatore, Guido Marcangeli, mentre Scanzani resta seduto al tavolo degli ufficiali di campo, prendendo appunti e intervenendo solo ogni tanto. Ho preso nota della sequenza di esercizi, sperando che non ci sia il copyright:

- scatti sulle righe del volley: serie da 6 per volta;

- scivolamenti, sempre sul campo da volley;


Scivolamenti laterali. Le lunghe leve di Van Malderen (di spalle) e Rejchova faticano a piegarsi…

- ball handling: palleggio in vari modi (tra le gambe, ecc.), con gran fragore di palloni;

- lanciare palla contro il tabellone, prendere il rimbalzo e appoggiare a canestro; poi stesso esercizio, ma ricadendo a terra con la palla e facendo una finta prima di segnare;

- esercizio simile nella variante che chiamano “tap in”; in realtà, essendo donne, è un appoggio al volo dopo aver lanciato la palla contro il tabellone; (clicca qui per il video);

- esercizio di arresto e tiro, poi variante con giro dorsale prima di tirare;


Un jump shot per Masha…


… e uno per Iaia Zanoni.

- ora tutte in riga per una serie di esercizi sul palleggio: palleggio sul posto, poi in movimento, poi partenze in palleggio alternate a corsa all’indietro (Battisodo spiega a Sulciute, che è un po’ frastornata a capire le direttive in italiano);


Tutte in riga per l’esercizio di ball handling. In primo piano sulla destra Egle Sulciute.

- qualche minuto di pausa per fare stretching o bere. Mahoney infila un canestronzo da metà campo, mentre Zanoni mostra la sua rinomata abilità calcistica palleggiando coi piedi con elegante disinvoltura. Intanto Paperinik mi molla di nuovo perché, come detto, fa il procurateur e pare che una società di A maschile stia per tagliare un americano, e quindi lui deve telefonare al g.m. a proporre un “cavallo” della sua agenzia;

- si riprende con un esercizio di entrate a canestro. Divise nelle due metà campo, le tipe passano la palla al preparatore o a un altro assistente, appostati in lunetta, che gliela riconsegnano per il terzo tempo (clicca qui per il video);

- dopo un breve discorso di Scanzani a metà campo, si arriva alla parte finale dell’allenamento: raffiche di tiri, montagne di tiri (clicca qui per il video). Si lavora a coppie: a turno, ogni tipa deve fare 6 tiri piazzati e poi 6 dal palleggio, da ognuna delle 5 posizioni previste. Il tutto va avanti per circa tre quarti d’ora e ben presto comincia a fare un effetto ipnotico, per non dire che induce alla sonnolenza (soprattutto Paperinik, che nel frattempo è tornato), dato che l’occhio dello spettatore si perde tra migliaia di parabole di tiri che s’intrecciano in aria per poi sbattere sul ferro o finire nella retina. 
Sto toccando con mano, insomma, il lato impiegatizio del giocare a basket ad alto livello: io a fare tutti i giorni così, centinaia di tiri ed esercizi assortiti, mi romperei dopo nemmeno un mese. Ma forse è sempre meglio che andare in ufficio (devo dirlo almeno una volta per puntata…). 
Risveglierebbe anche un cadavere, però, la prestazione balistica di Jennifer Screen: con Sulciute a passarle la palla, l’australiana infila una tripla dopo l’altra come nemmeno il grande Oscar Schmidt faceva nelle gare di tiro agli All Star Game degli anni ’80-90. Per fortuna sono riuscito a immortalarla in questo video(clicca qui) in cui ne mette dentro 24 su 28. Mica male! 

Si termina con una serie di tiri liberi. Alla fine Scanzani saluta tutte, raccomandando di farsi trovare già riscaldate all’inizio dell’allenamento del pomeriggio, previsto alle 18. Una curiosità: negli appunti mi sono segnato a questo punto un “Rejchova vaffanculo”, che non mi ricordo assolutamente a cosa si riferisse. Non mi pare che qualcuno abbia mandato affanculo la suddetta, probabilmente è lei che ha imprecato per qualche contrarietà. Però, ripeto, non mi ricordo proprio… 


Iaia passa palla a Masha per una serie di tiri liberi.

Nella parte finale dell’allenamento si vede anche uno strano tipo, corpulento e pelato, che è pappa e ciccia con varie giocatrici (ad esempio Mahoney lo saluta con un caloroso “Cciao, comme stai?” in italiano con accento yankee). Mi spiega Paperinik che costui è il capo ultrà del Basket Parma, anzi, maligna, l’unico ultrà. Addirittura sento dire, non mi ricordo se da Paperinik o più tardi a tavola, che costui di sera fa spettacoli “en travesti” in qualche locale…  O forse ho avuto un’allucinazione uditiva per la fame, visto che era l’una passata.

(fine 2. parte – continua)

lunedì 28 aprile 2008

[B1] Resoconto di Biassono-Rho

 Sabato una delegazione del Comitato ha assistito a Biassono-Rho, decisiva per l’accesso ai playoff di B1, cioè Biassono doveva battere la già appagata Rho nel derby milanese per evitare il riaggancio di La Spezia che era 2-0 negli scontri diretti.

La palestra, per chi non la conosce, è in una delle “location” più belle che esistano, almeno in Lombardia, ovvero in un centro sportivo di fronte al recinto del parco di Monza. L’impianto in sé, poi, non è un granché, una tensostruttura probabilmente pensata più per l’hockey a rotelle (visto il gabbiotto per il tavolo e i dirigenti) che per il basket, ma arrivare lì in un sabato sera primaverile, con ancora un po’ di luce e gli alberi in fiore, mette già di buonumore. 

Ma andiamo al sodo. E il sodo è che in questa partita c’erano ben una Favorita, una quasi-Favorita e una sorella di Favorita,  ovvero Claudia BiscariSilvia Scudiero e… rullo di tamburi, Susanna Frantini, appunto sorella minore (classe ‘86) della Miky nazionale.  Inconfondibile il fisico, davvero di famiglia, un po’ meno somigliante nel viso, ancor meno nel gioco, visto che Susanna, nella “Banda Bassotte” di Rho, gioca sotto canestro (pur essendo alta più o meno come Michela) e prima di tirare ci pensa bene, preferibilmente passa. Ma ci piace la sua espressione seria e concentrata. Promossa immediatamente al rango di quasi-Favorita. 


Eccola lì, di spalle col numero 15: Susanna Frantini.

Ok, ora si fa sul serio. Anzi, all’inizio solo Biassono fa sul serio: lancio lungo di Barbiero per Zanon ed è già 11-2 dopo 4 minuti. Le due cugine “Princess” e “Fifi”, cioè Zanon e Scudiero, segnano da sotto a ripetizione (bella una finta con partenza in palleggio e appoggio in entrata per Zanon; ancora meglio un rimbalzo in attacco di Scudiero che senza abbassare le braccia realizza subendo fallo: da manuale), anche la concreta Dell’Orto ci mette del suo in una supremazia interna nettissima: nel solo 1° quarto Biassono segna 11 canestri da dentro l’area. Di là invece Rho non ne azzecca una, perde palloni e si fa pure male Bonalumi, che non rientrerà più. Al 10’ è già 25-8, al 14’ si tocca il +20 sul 33-13 dopo una tripla di Barbieri su un ribaltamento ben eseguito dalla Pilot.


Si lotta a rimbalzo.

A quel punto Rho si stanca di fare da punching-ball e inizia a ringhiare un po’ di più in difesa, rubando qualche pallone e innescando il suo classico contropiede. La nostra Biscari ha un buon impatto dalla panchina, mette la prima tripla della serata per le sue contro una zona biassonese non impeccabile e guida un parziale di 0-10 che rende la partita interessante sul serio. Il cambio di rotta di Rho si nota dalla cifra dei tiri liberi guadagnati: 0 nel 1° quarto, 17 nel 2° (di cui però solo 8 a segno). A Biassono, assente Viganò, manca qualche rotazione per tenere costante l’intensità quando qualche titolare riposa. Ma c’è una ispiratissima Barbieri che arriva già alla sua quarta tripla della serata e subito dopo segna al volo in contropiede su assist di Dell‘Orto (all’intervallo il play della Pilot sarà a quota 16 punti, poi si calmerà). Così Biassono riparte e all’intervallo è 41-28. (Quanto a Frantini, ha segnato il suo unico canestro della partita in avvio di 2° quarto dopo un bel pick-and-roll con Ceppi.)


Barbieri, micidiale nel primo tempo, carica una tripla contro Poli.

Terzo quarto di transizione: vantaggio di casa che oscilla tra i 14 e i 19 punti. Un bel palleggio-arresto e tiro per Claudia Colombo, rientrata da poco dal lungo infortunio (e infatti ha una mega-ginocchiera, oltre a capelli scuri rispetto a quelli biondi, sospetto tinti, che sfoggiava al torneo di Binzago dell’anno scorso…), poi ci si diverte anche con un colpo di Biscari nell’occhio di Dell’Orto (vecchi trucchi di “Nonna Bisca” contro un’avversaria di 11 anni più giovane), ma Biassono gioca molto bene di squadra in questo frangente e pesca più volte le varie Zanon, Scudiero, Dell’Orto sia da sotto che dalla media. Rho trova qualche accelerazione di Menapace ma non basta a limitare i danni. Al 30’ è 62-46 e sembra tutto chiuso.

Invece all’inizio del 4° periodo Biassono cala improvvisamente sia in attacco (dove affretta qualche tiro di troppo e perde palloni), sia soprattutto in difesa, dove quasi di colpo le guardie rhodensi diventano imprendibili e vanno continuamente fino in fondo: Ceppi si è sbloccata dopo un primo tempo sottotono, Bassani e Poli piazzano qualche bel guizzo anche loro, poi rientra pure Menapace e fa il suo (ecco, il problema per Rho è che non può mettere tutte queste guardie contemporaneamente: sotto canestro, con Selmi non molto incisiva, e Frantini e Bonetti idem, c’è troppo poco): a 6’ dalla fine è 64-56 e sembra potersi riaprire la partita. 


Un passaggio in salto di Ceppi a cercare Selmi.

Ma dopo il timeout, con coach Gualtieri che sbraita di bbestia, si sblocca Gariboldi, fin lì a secco, che pesca un’entrata provvidenziale, ridando fiato a Biassono. Ceppi sbaglia la replica da 3 e Zanon pianta invece una tripla decisamente pesante (clicca qui per il video): 69-56. Di lì in avanti è tutto in discesa per Biassono che vola fino al traguardo. La nostra Frantini travolge Barbieri a rimbalzo in attacco, ma poi sbaglia una tripla che poteva ridare qualche speranza a Rho. Biscari trova un paio di canestri ma è tardi. L’ultimo canestro di Gariboldi sulla sirena fissa il punteggio sul 78-69. Migliori marcatrici: Zanon 25 (10/18 dal campo), Barbieri 18 (6/12), Scudiero 15 (7/15); di là Menapace 16 (8/15), Ceppi 12 (5/13) e Poli 10 (3/11). Complessivamente una partita molto gradevole, con difese forse un po' svagate ma tanti canestri anche difficili da una parte e dall'altra.
Biassono festeggia con i suoi circa 100 spettatori il traguardo-playoff, dove troverà la Secchia Rapita Bologna con vari nomi noti come Bergami, Neri, Monici e Vidimar.

domenica 27 aprile 2008

Sempre meglio dell'ufficio - Una giornata a Parma (1)

 Avvertenza: non tutto di quanto scritto qui di seguito e nelle successive puntate va preso sul serio. Il testo è passibile di revisione qualora mi giungano sms di lamentele.



Andare a trovare Masha Maiorano a Parma.
Perché all'improvviso quest'idea? Intanto perché c'era da lavare un'onta: quella di aver bucato, dopo 3 presenze consecutive, il suo passaggio annuale dalle mie parti per giocare contro la Comense. Un minimo omaggio, nei confronti di colei che ha causato l‘inizio. Di cosa? L‘inizio e basta.
Poi perché la routine da pendolare (un'ora e mezza di viaggio dalla provincia di Monza all'estrema periferia sud-ovest di Milano per incollarsi 8-9 ore alla scrivania a correggere bozze di libri scolastici, indi un'altra ora e mezza per tornare a casa in mezzo a bimbe e mogli che piangono e sclerano) alla lunga può far venire voglia di un diversivo.
Oppure, nella "fiction" forumistica, perché c'erano le elezioni del Comitato alle porte e quindi Meursault doveva recuperare consensi a Parma, laddove la sostituzione di Maiorano con Frantini come donna-immagine ha suscitato rivolte popolari.
Insomma, c'avevo 'sta fissa di andare. Allora mi sono messo d'accordo con Paperinik, non il supereroe, ma quello che scrive su 'sto forum. Perché un supporto logistico e umano era indispensabile.

Il giorno scelto è l'8 aprile, vigilia di gara-2 dei quarti contro Napoli, in modo tale che ci sia un allenamento da vedere al mattino. Si parte alle 9 dal PalaSharp, a Lampugnano, quello che col vecchio nome di PalaTrussardi ospitava la mitica Tracer Milano di D'Antoni, Meneghin e McAdoo. La giornata è uggiosa, per dirla con un termine letterario, ovvero c'è un cielo tipicamente padano: bianco tendente al grigio, cupo, che ti fa venire sonno. Inutile sperare che a Parma sia diverso, basta che non piova. Fa pure freddino. Ma è sempre meglio che andare in ufficio.
Il viaggio non dura molto. Alle 10.30 siamo già a Parma. Paperinik è già stato diverse volte da Masha, sicché sa bene la strada per casa sua. Non ho memorizzato la via, né la posizione rispetto al centro, comunque è un condominio in una zona semiperiferica, piuttosto anonima, con un parcheggio grondante di macchine, tra le quali Paperinik riconosce la Smart della nostra giuocatrice.

Entrando nel condominio, notiamo un'inquietante anziana che ci scruta dalla finestra di casa sua al pianterreno. Inevitabile pensare che ogni volta che Masha porta a casa qualcuno, passa sotto il ferreo vaglio di costei... Anche l'appartamento di Masha è al pianterreno.
È dalla finale dell’ultimo torneo di Binzago, cioè meta di luglio, che non la vedo. Anni fa, se fossi stato 9 mesi senza incontri ravvicinati, avrei avuto più di una crisi d‘astinenza, ma da allora ne è passata di acqua sotto i ponti, e anche gli scambi di sms si sono diradati parecchio. Insomma, le cose sono cambiate ed è normale. Ciò non toglie che mi faccia piacere ritrovarla.
Ha una maglietta del Basket Parma, senza maniche, e non posso fare a meno di notare il tono muscolare delle sue braccia. Probabile che fuori dal campo faccia più effetto che in divisa da gioco, fatto sta che decisamente non ha il look della tipica donna della porta accanto.  Come forse ho già fatto capire in altre occasioni, il mio tipo fisico preferito è un po' diverso, però, onestamente, male non sta. Tra l'altro mi sembra pure più alta: me la ricordavo 2 o 3 centimetri più bassa di me, invece mo' mi pare uguale se non di più. Si vede che l'età mi sta comprimendo. Va bè.
Paperinik le consegna il suo omaggio, un sacchetto di cioccolatini, mentre il mio, una copia di Superbasket, l'ho lasciato in macchina. In casa c'è un tecnico di Fastweb, di una certa età, che sta sistemando la centralina. Quando ha finito, prima di andare, fa a Masha: «Auguri per i playoff!». E si scopre che viene da Borgotaro ed è un appassionato. «Ma non si dice auguri», ci fa poi lei. «E dai, ha una certa età, comprendilo», replico.


Masha nella sua casa di Parma

Abbiamo circa tre quarti d'ora prima di uscire per l'allenamento. Di casa sua non è che ho visto molto, solo il soggiorno. A parte qualche strana roba appesa alle pareti, tipo quei geki che si vedono nella foto (a proposito, qualcuno, nel portale dove l'ho caricata, ha lasciato il seguente commento: «Anche la mia casa è piena di geko come quelli. Bellissimiiiiiiiii!!!!!!!! »)  , spiccano un bel po' di fotografie, tra cui quelle della nipotina di Masha, cioè la bambina di suo fratello maggiore (lei ha pure un gemello, lo ricordo a chi non avesse studiato la sua biografia), di nome Asia. Inevitabilmente si parla pure delle mie due. «Eh, sì, la più grande ormai ha 3 anni e qualche mese», faccio presente.
«Però, come passa il tempo», commenta.
«A proposito, scusami se non ti ho mai mandato una foto della bimba col completino che le avevi regalato... avrei dovuto. L'ha usato un paio d'anni fa, le stava bene».
«Eh, in effetti potevi».
Poi le chiedo qualcosa sulle sue abitudini: «Esci spesso, la sera?»
«No, non tanto. Sto diventando seria, con l'età...»
«Ma al mattino a che ora ti svegli, di solito?»
«Alle nove, nove e mezza, più o meno», fa.
«E be', dai, c'è chi sta peggio. E poi tu almeno puoi dormire tutta la notte. Io sono tre anni che non dormo una notte intera, per le bimbe».

E così poi si va avanti con un discorso dopo l'altro. Come in passato, parlando con Masha non mi capita mai un momento di pausa nella conversazione, in cui non sappiamo cosa dire... a parte quando è di cattivo umore e ti spaventi solo a rivolgerle la parola! Ma ovviamente non è il caso di questa mattina.
Ben presto si passa al pettegolezzo sulla fauna dell'ambiente-basket: Masha conosce più o meno tutto di tutti, Paperinik è ben ferrato pure lui, visto che fa il procuratore (nel maschile, però). Lei, quando vuole, è una lingua piuttosto tagliente,  ma non è mai gratuita nei suoi giudizi, anzi sa fare ironia in modo molto intelligente, anche se ha la particolarità che scherza e parla sul serio usando più o meno lo stesso tono, sicché a volte faccio fatica a distinguere, essendo tardo di comprendonio.
Tra un discorso e l'altro si parla ovviamente del forum. La cosa inquietante, anche se tutto sommato è un onore, è che tiene d'occhio tutto quello che si scrive qui. Non poteva perciò mancare la frecciatina:
«Ci sono un po' troppe Favorite, ultimamente...»
«Ma no, ne ho solo 11 tra A1 e A2 e quattro o cinque tra B1 e B2», mi giustifico. «... E comunque tu sei sempre la prima che viene nominata nel Gazzettino settimanale!».
«Però mi hai sostituita con Frantini come donna immagine»,  incalza.
«Per forza, lei gioca nella mia squadra al torneo di Binzago, tu non più», mi difendo. E svicolo raccontando dell'incidente stradale di Michela, capitato giusto la settimana prima.
Paperinik invece tira in ballo la sua preferitissima Marcella Filippi. «Non per dire, eh, ma ha fatto 20 punti con Muggia», si bulla.
«Te l'ho già detto, non è per sminuirla, ma Muggia in trasferta fa pietà», ribatto.
«Va be', però 20 punti bisogna pur sempre farli. Tra l'altro, sottolineo le percentuali: 4/6 da 2, 4/5 da 3… », insiste.
«Ok, ok, lo so che è un’ottima giocatrice, mi permettevo solo di dire che Muggia non è un test così probante», ri-puntualizzo io. È bello poter fare discorsi così senza sentirsi idioti. 

Alla fine arriva il momento di andare al palazzetto. In macchina salgo io dietro (la signora è giusto che stia davanti), solo che siccome sono entrato dalla parte di Paperinik, che è lungo assai, e l'auto non è tanto grossa, mi devo accartocciare incastrato che nemmeno sui treni delle Nord. Per fortuna il tragitto è breve: anche qui non saprei ricordare bene la strada, si piglia una specie di tangenziale, poi si arriva in un quartiere periferico e alla fine ci si ritrova nel parcheggio del PalaCiti. Durante la strada si parla della stagione di Parma: dalle parole di Masha, che pure è sempre contenta di far parte di questo ambiente e ci rimarrebbe volentieri (al momento la permanenza è in sospeso), traspare un po' di amarezza per un'annata che sembrava promettere meglio, sia come risultati di squadra che a livello individuale per lei.  E' vero che in teoria ci sarebbe ancora la possibilità di raddrizzare le cose (ricordo che siamo alla vigilia di gara-2 con Napoli), ma non ci sono molti margini di speranza, a essere realisti.

Mi spiace per Masha e penso che, pur essendo comunque meglio che andare in ufficio (tormentone), non è che sia tutto rose e fiori fare la giocatrice di A1: sei lontana da casa, relazioni sentimentali stabili fai fatica a mantenerle (e credo che a una donna questi due aspetti pesino più che a un uomo), la tua vita è un continuo avant'indrè dalla palestra, e poi ci sono alti e bassi da far paura, nel senso che se sei un impiegato sai sempre, più o meno, cosa aspettarti dalla tua giornata, invece se giochi a basket passi continuamente dall'euforia per una vittoria o una bella prestazione alla depressione per una serie di sconfitte o un periodo in cui proprio non la metti dentro. E spesso dipende più da mille fattori esterni che dal tuo impegno.
Nel caso specifico di Masha, poi, la vita da panchinaro può essere frustrante, perché lavori duro come le altre per tutta la settimana, poi la domenica magari il coach ti mette dentro 10 minuti scarsi, nei quali ti escono di sfiga un paio di tiri, perdi un pallone banale... ed è finita lì. Essendomi trovato in una situazione così, un anno che giocavo in una squadra meno merdosa delle mie solite, immagino quanto debba bruciare a Masha, per quanto da professionista accetti tutto con la massima disponibilità. Però, almeno, io potevo sfogarmi con qualcos'altro, dato che giocavo per hobby, mentre per lei il basket è il lavoro. (Banale ma vero, credo.)
Forse è per questo che ultimamente mi piace di più l'A2, dove il basket, pur giocato ad alto livello, non è la tua unica occupazione dalla mattina alla sera, cioè hai anche una vita normale oltre lo sport, anzi la tua vita “vera” sta da un'altra parte.

Ma eccoci in palestra, e mentre Paperinik va a cercare un bar per fare colazione, Masha mi spiega dove si va alle tribunette a bordo campo. L'allenamento comincia alle 11.30.

(fine 1. puntata - continua)

sabato 26 aprile 2008

[A2] Geas a Muggia per ripartire... e per Carugate

(pubblicato anche su Basketnet.it) 

Delicata trasferta a Muggia per il Geas Sesto S. Giovanni.

Non è tanto una questione di classifica: impensabile che nelle ultime 3 giornate, con il fanalino di coda Ivrea all'ultima, non arrivino almeno i due punticini che mancano alla qualificazione-playoff; resta qualche speranza di 2° posto (bisogna fare 2 punti più di Bologna di qui a fine stagione), ma visto che la Tuv Italia quest'anno ha dato il meglio di sé lontano da casa, non è nemmeno detto che sia un gran vantaggio avere il campo a favore nella serie con Bologna.

L'importanza della partita di stasera sta soprattutto nella necessità di dare una svolta dopo le incertezze e i nervosismi delle ultime settimane. Dopo Pasqua, il Geas, fin lì impeccabile, ha perso smalto, andando k.o. con Cavezzo e Marghera (sconfitte che ci stanno, ma in entrambe le partite si è visto solo qualche sprazzo positivo in prove complessivamente opache), vincendo a fatica con la pericolante Borgotaro e infine scivolando in casa con Bolzano, primo scivolone dell'anno contro una squadra di bassa classifica per le rossonere.
Di pari passo con il calo del rendimento sul campo, si è creata qualche tensione decisamente stonata rispetto a una stagione finora da incorniciare.

Difficile distinguere la realtà dalle "voci di corridoio", e poi qualche battibecco capita anche nelle migliori famiglie; l'unica certezza è che Selene Marulli è finita fuori squadra. L'ala dell'86, redarguita da coach Roberto Galli in occasione della partita a Marghera di 3 settimane fa, è stata estromessa senza comunicati ufficiali da parte della società, sicché lo si è venuto a sapere solo per "vie traverse" dopo una decina di giorni. Galli poi ha confermato: "Motivi tecnici e disciplinari" alla base della decisione. A dire il vero, si fatica a immaginarsi l'angelica Selene nei panni della guastatrice, però evidentemente il tecnico milanese avrà avuto i suoi motivi per tagliare un elemento che, in prospettiva di giocarsi i playoff, poteva tornare utile, tanto più che al suo posto ci sarà una giovane destinata all'"n.e.".

Lo stesso Galli aveva anche annunciato di voler parlare con le giocatrici soprattutto per valutare "se c'è la volontà di andare fino in fondo o se ci si accontenta di fare da comparse ai playoff". E dunque la partita di stasera a Muggia è l'occasione di far vedere se la mossa ha funzionato e il chiarimento è servito. Un banco di prova significativo, perché se è vero che la caratura tecnica delle giuliane è assai inferiore a quella di Sesto, è altrettanto vero che le motivazioni della Hotel Greif sono al massimo, trovandosi in pratica all'ultima spiaggia per evitare la retrocessione diretta; e che giocare a Muggia non è mai facile, anche per via dell'interminabile trasferta che spesso fa arrivare già stanche le giocatrici.

Tra i più interessati al risultato c'è la ColdAir Carugate, che oltre a cercare due punti nella "sfida impossibile" con la capolista Marghera, spera vivamente che il Geas blocchi la rincorsa della sua più diretta inseguitrice, in modo da garantirsi, salvo cataclismi, i playout.

venerdì 25 aprile 2008

Peluche League - commento alla 27. giornata

 Pox, ancora un dominio

Ma Back, strenuo, non demorde
Punteggi bassi per il resto, ne approfitta Peluche


TIGNUZZO TEAM (Parmesans)
Con Racca e Azzellini in ribasso non bastano Martini e Carangelo

PELUCHE TEAM (Peluchers)
Pesca il jolly Giordano e approfitta degli stenti altrui nonostante il resto della squadra non esalti

MIO MAO TEAM (Kittens)
Una sorprendente Cerri fornisce un'alternativa a Corsi, ma i settori play ed esterne son sempre una tragedia

SCINTILLA TEAM (Baby Sparks)
Debacle: le ragazze segnano poco o nulla e non arriva quasi nessun bonus-vittoria

DELIO TEAM (Lady Mules)
Non conferma i recenti progressi, trovando buone cose solo da Vicenzotti

BACK TO THE FUTURE TEAM (Futures)
Una strepitosa Tarantino non trova gran supporto dalle compagne, ma per il 2° posto è sufficiente

PUNTELLO TEAM (Hard Workers)
Discrete Freschi e Fabris, ma torna a pesare l'incostanza di Zambarda

TERRA SARDA TEAM (Nuraghs)
Viaggia bene Sandri, ma stecca Brunetti e in questo periodo di alternative ce n'è poche

POX & ONE TEAM (Poxemons)
Conferma di aver ritrovato la forma migliore e rulla tutto e tutti con Crippa e Giorgi inarrestabili

SASSO29 TEAM (Stoners)
Si schioda dal consueto "6 politico" grazie all'exploit di Filippetti e al supporto di Pierno e Russo


CLASSIFICA DI TAPPA
Pox con un margine tra i più ampi della stagione
Supplementare da podio per Peluche su Sasso

CLASSIFICA GENERALE
Con 38 punti di margine a 3 turni dalla fine, Pox prepara lo spumante
Back sembra decisamente più in forma di Terra in chiave 2° posto
Per il resto non si vedono sorpassi all'orizzonte

giovedì 24 aprile 2008

Commento al questionario di Superbasket su Sciacca

 Tocca a una giocatrice solitamente lontana dai riflettori e dalle paillettes, ma sicuramente di pregio: Beatrice Sciacca di Priolo, che tra l'altro è molto amica della nostra Michela Frantini, dai tempi delle nazionali giovanili.

Consueta selezione di risposte:

- La giocatrice che ti sta più antipatica?
"Andrade".

- Look da giocatrice?
"Una via di mezzo tra i nostri ciclisti e una divisa da basket. Dobbiamo essere più femminili, nel volley sono seminude e colpiscono. Il perizoma va bene, le calze corte pure".

- L'America è?
"La Romagna... Andare ad applaudire delle amiche".

- Quanti soldi spendi col telefonino?
"Circa 100 euro al mese".

- Berlusconi o Veltroni?
"Veltroni, l'altro è improponibile".

- A un uomo chiedi?
"Di farmi ridere".

- Cosa deve fare un uomo per conquistarti?
"Mi deve saper corteggiare".

- Cosa non deve fare?
"Essere presuntuoso".

- Il sesso prima delle partite?
"Volentieri, ben venga".

- E' vero che il fenomeno dell'omosessualità è molto diffuso nel basket femminile e perché?
"Abbastanza diffuso. Non c'è una ragione precisa, molte ragazze lo sentono proprio".



Commento: un'altra pro-sesso prima delle partite: la maggioranza è abbastanza schiacciante. Abbastanza diplomatica sull'omosessualità. Sulla politica ovviamente non posso che applaudire, ma mi spiace per lei che si esponga, non è più tempo di libertà di espressione, conviene chinare la testa e rassegnarsi al regime.  Curiosa la risposta sull'"America", perchè le altre finora avevano interpretato come l'America vera, nel senso di cosa rappresentavano gli Usa per loro, invece Sciacca l'ha pigliata come una metafora. O è arguta o non ha capito un tubazzo, a seconda di cosa intendeva realmente Velluzzi con quella domanda.  Sulla divisa da basket forse si è lasciata andare un po' troppo, non si può scimmiottare il volley che ha tutto un altro tipo di fisico.
Infine noto per l'ennesima volta che le donne hanno tutta 'sta gran voglia di un uomo che le faccia ridere. 

mercoledì 23 aprile 2008

Il Bollettino Lombardo (24)

 B1


Lavagna ai playoff, per il secondo posto si decide tutto sabato. Non suda troppo l'Autorighi a staccare il biglietto, regolando in trasferta l'Auxilium (55-64 dopo un ampio vantaggio all'intervallo) con 23 punti di De Scalzi. Ora Lavagna è prima se batte Costamasnaga o se Biassono perde, altrimenti è seconda per lo 0-2 con le brianzole.
Biassono ha fallito la prima occasione di qualificarsi, perdendo in malo modo a Costa. La Pilot non fa canestro mai e poi mai (14/70 dal campo!  ), o meglio si pianta completamente dopo il 13-17 del 1° quarto, e Costa pur senza fare meraviglie si impone di 15 (59-44), e in fondo qualche rimpianto ce l'ha, perché con un Biassono così, se avesse giocato meglio avrebbe potuto ribaltare il -28 dell'andata (forse)... Invece ormai la "matricola terribile" di coach Frigerio è fuori, perché anche in una classifica a tre con La Spezia e Biassono sarebbe sotto.
Biassono invece ospita Rho (che ha perso con Valmadrera in una classica partita moscia da fine stagione) con l'obbligo di vincere, perché è dura aspettarsi regali dall'Auxilium che va a Spezia: quest'ultima è 2-0 con la Pilot e quindi spera che il derby milanese dia motivazioni a Rho per provare il colpaccio nonostante non gliene venga in tasca nulla. L'Euromar ha fatto il suo nella penultima giornata, battendo in trasferta la Pall. Torino con 20 di Fornaro e 17 di Castorani.

Situazione intricatissima nella poule "pregadio, sperindio". O meglio, tre verdetti su quattro ci sono, ma per l'ultimo è bagarre totale.
Vittuone è salva. Ha vinto netto (51-71) sul campo della già retrocessa Savona, allungando a dire il vero solo nella ripresa (nel finale anche due espulsioni per le liguri), con De Fiori che dopo lo "zero" della settimana prima si riscatta alla grande (20 punti, 7/13 dal campo, 4 assist) con l'aiuto di Bonfanti e Canova (13 a testa). 6 punti di Rovida e 5 di Rigamonti, le nostre due beniamine, in una partita poco adatta alle lunghe vittuonesi. Comunque è gran sollievo finale, certo che c'è da mangiarsi ancora le mani per la poule-promozione svanita in modo barbino a gennaio, ma questa seconda fase è stata più che positiva (10 vinte-3 perse finora).
Moncalieri, già salva, cede alle Albissole, che coronano la loro gran rincorsa con la certezza dei playout, visto che le varie combinazioni di scontri diretti e classifiche avulse dicono bene in ogni caso.
Si è creato un pantano incredibile a quota 20: infatti Albino va a vincere a Varese, sempre più in crisi, e La Spezia sbanca (63-65) Fiorenzuola, sicché i due team sconfitti, anziché guadagnarsi i playout matematici con una vittoria, si ritrovano quantomai nella m... (pardon per la franchezza). Varese, se perde a Spezia all'ultima giornata, è quasi spacciata. Ma non sicuramente come sembrava di primo acchito.
Infatti, come emerge da un cavillo regolamentare che né le società né il qui scrivente sapevano fino all'altro giorno (dice: ma un giornalista serio doveva leggersi attentamente il regolamento. Rispondo: appunto  ), a parità di punti tra squadre che erano già insieme nella prima fase, contano tutti e 4 gli scontri diretti, sicché Varese è avanti su Fiorenzuola anziché sotto come sarebbe stata contando solo la seconda fase.
In pratica, se Varese perde a Spezia, va lo stesso ai playout se Albino batte Fiorenzuola e Albissole batte Savona. In tal caso è Fiorenzuola a scendere, altrimenti va giù Varese. Ci sono altre combinazioni che punirebbero ora Albino, ora Spezia, ma sarebbero troppo lunghe da esaurire. Certo è che le condizioni attuali di Varese (5 sconfitte in 6 partite) non buttano bene. Servirà uno scatto d'orgoglio contro le giovani spezzine. Bestiale comunque la "fotocopia" della volata-thrilling della prima fase lombarda.

CLASSIFICHE – POULE PROMOZIONE: Lavagna 26; Biassono 24; Costamasnaga, E. La Spezia 22; Rho 18; Pall. Torino, Valmadrera 14; Auxilium 12.
POULE RETROCESSIONE: Moncalieri 26; Vittuone 24; Fiorenzuola, Varese, F. La Spezia, Albissole, Albino 20; Savona 2.


B2

Situazione ormai definita in cima (Lodi promossa, per festeggiare rifila un -35 al S. Gabriele Milano) e subito dietro (Cantù, Mariano, Usmate e Urago ai playoff), anche se Canneto prova a tener viva l'ultima fiammella battendo Urago al supplementare. Ma sarà dura recuperare 4 punti in 2 giornate, anche perché Urago gioca la prossima contro la già retrocessa Bustese.
C'è più interesse in coda, dove l'Idea Sport Milano ci crede ancora dopo aver battuto in trasferta Vertemate con 18 della spagnuola Sanchez e 17 di Carta, per un clamoroso 4-24 nell'ultimo quarto. Contemporaneamente Melzo perde male con Canegrate e quindi l'Idea lo appaia. Ma dovrà fare ancora 2 punti in più delle rivali, perché è 0-2 negli scontri diretti.
Per la griglia-playoff, perde terreno Mariano che si fa travolgere a Villasanta. Ma tra secondo e terzo posto non è che cambi granché, visto che al momento c'è quinta Urago, la più temuta sia per la trasferta interminabile nel bresciano, sia perché con Marcolini e le due americane ha le individualità più micidiali.

Così le prime posizioni: Lodi 48; Cantù 42; Mariano, Usmate 40; Urago 36; Canneto 32; S. Gabriele, Pro Patria 30.