mercoledì 23 aprile 2008

Riflessione su come evitare la caccia alla non-promozione in A1

Penso che bisognerebbe separare di netto la A1 e la A2. Sono mondi troppo diversi: professionismo vs dilettantismo, straniere a go-go vs una sola straniera, eccetera. Perciò propongo, a nome del governo provvisorio del Comitato, la seguente rivoluzione: una sola retrocessione dall'A1 e l'unica promozione dall'A2 viene fatta in base alle richieste. 


Mi spiego: a fine stagione la Lega riceve tot richieste di ammissione all'A1. Si stabiliscono dei parametri (in primis il piazzamento in A2, ma anche requisiti economici, palazzetto e non so che altro) e la società più meritevole viene ammessa in A1 al posto della retrocessa. I playoff di A2 assegnano non più la promozione, ma uno scudetto di A2 che sarebbe in sostanza il titolo italiano dilettanti, platonico ma sicuramente prestigioso. 

In tal modo elimineremmo la farsa di società che temono la promozione più della peste, e che se salgono sono rovinate; o di giocatrici che sanno che se si va in A1 devono fare le valigie e quindi si mettono a segnare autocanestri, o quasi. Potrebbero giocare al 100% senza farsi troppi problemi: poi se la società è economicamente pronta, farà richiesta e se accettata salirà, altrimenti rimarrà lì dov'è.

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