martedì 29 aprile 2008

Sempre meglio dell'ufficio - Una giornata a Parma (2)

 Non mi aspetto un allenamento dei più spettacolari, visto che le sedute del mattino, a quanto spiega Masha, sono soprattutto delle sessioni di tiro, quindi ben altra cosa rispetto alla sera; però rimane la curiosità di vedere come si lavora e che atmosfera c’è in squadra alla vigilia di gara-2 dei quarti. Sul clima tra le giocatrici, l’impressione è positiva. Nei minuti di attesa prima dell’inizio dell’allenamento, le ragazze sembrano distese e sorridenti, così come nei momenti di pausa o durante i “briefing” con l’allenatore. È vero che le donne sono maestre di simulazione,  però in questo caso se fingono armonia sanno fingere bene. A meno che – sospetto ora, col senno di poi – non ci fosse una certa euforia (stile “penultimo giorno di scuola”) all’idea di perdere l’indomani con Napoli e iniziare le vacanze…


Si comincia con una breve riunione a metà campo con coach Scanzani, cui segue una decina di minuti in cui le tipe scorrazzano libere per il parquet, palleggiando e tirando come gli pare e piace, un po’ come si fa in tutte le squadre dalla serie A al Csi. La rosa è al completo a parte Stabile, che si è vista per un attimo e poi è sparita, credo per andare ad allenarsi a parte, causa problemi fisici. Non ci sono giovincelle, che negli stessi giorni sono impegnate nell’interzona under 19. In compenso, a un certo punto entra in campo un cagnolino, che dev’essere del custode o magazziniere, comunque un tizio facente funzioni.

Segue un quarto d’ora di stretching a bordo campo. E qui Maiorano comincia a fare gruppo: «Manuela, non fare l’asociale», dice richiamando Zanon che stava dalla parte opposta. «Ilaria, pure tu!», grida poco dopo a Zanoni. Che leader! Ma Scanzani ha pronta la battuta: «Non andare vicino a Maiorano, che ti rovina!», dice a Iaia.  Intanto notiamo Paparazzo conversare con Zanon gesticolando vivacemente.


Zanon, Paparazzo e Maiorano si sgranchiscono.

Essendo ancora latitante Paperinik (andato a fare colazione), sono da solo sulle tribune, e ho timore di dare nell’occhio, impegnato alacremente come sono a scattare foto e girare video. In effetti ho l’impressione che qualche tipa mi scruti con sospetto. A un metro di distanza, ora, ho Jennifer Screen ed Eglie Sulciute che si stirano. Quest’ultima, la lituana, è decisamente la più enigmatica del gruppo: sarà perché è l’ultima arrivata, sarà per l’ostacolo linguistico, ma in tutto l’allenamento avrà detto tre parole e cambiato una volta l’espressione della faccia.  Fisicamente è piuttosto statuaria, mentre altre lunghe come Rejchova e Van Malderen qualche chilo di troppo ce l’hanno, e forse anche più di qualche.

Finito il riscaldamento, la seduta entra nel vivo. A dirigerla è il preparatore, Guido Marcangeli, mentre Scanzani resta seduto al tavolo degli ufficiali di campo, prendendo appunti e intervenendo solo ogni tanto. Ho preso nota della sequenza di esercizi, sperando che non ci sia il copyright:

- scatti sulle righe del volley: serie da 6 per volta;

- scivolamenti, sempre sul campo da volley;


Scivolamenti laterali. Le lunghe leve di Van Malderen (di spalle) e Rejchova faticano a piegarsi…

- ball handling: palleggio in vari modi (tra le gambe, ecc.), con gran fragore di palloni;

- lanciare palla contro il tabellone, prendere il rimbalzo e appoggiare a canestro; poi stesso esercizio, ma ricadendo a terra con la palla e facendo una finta prima di segnare;

- esercizio simile nella variante che chiamano “tap in”; in realtà, essendo donne, è un appoggio al volo dopo aver lanciato la palla contro il tabellone; (clicca qui per il video);

- esercizio di arresto e tiro, poi variante con giro dorsale prima di tirare;


Un jump shot per Masha…


… e uno per Iaia Zanoni.

- ora tutte in riga per una serie di esercizi sul palleggio: palleggio sul posto, poi in movimento, poi partenze in palleggio alternate a corsa all’indietro (Battisodo spiega a Sulciute, che è un po’ frastornata a capire le direttive in italiano);


Tutte in riga per l’esercizio di ball handling. In primo piano sulla destra Egle Sulciute.

- qualche minuto di pausa per fare stretching o bere. Mahoney infila un canestronzo da metà campo, mentre Zanoni mostra la sua rinomata abilità calcistica palleggiando coi piedi con elegante disinvoltura. Intanto Paperinik mi molla di nuovo perché, come detto, fa il procurateur e pare che una società di A maschile stia per tagliare un americano, e quindi lui deve telefonare al g.m. a proporre un “cavallo” della sua agenzia;

- si riprende con un esercizio di entrate a canestro. Divise nelle due metà campo, le tipe passano la palla al preparatore o a un altro assistente, appostati in lunetta, che gliela riconsegnano per il terzo tempo (clicca qui per il video);

- dopo un breve discorso di Scanzani a metà campo, si arriva alla parte finale dell’allenamento: raffiche di tiri, montagne di tiri (clicca qui per il video). Si lavora a coppie: a turno, ogni tipa deve fare 6 tiri piazzati e poi 6 dal palleggio, da ognuna delle 5 posizioni previste. Il tutto va avanti per circa tre quarti d’ora e ben presto comincia a fare un effetto ipnotico, per non dire che induce alla sonnolenza (soprattutto Paperinik, che nel frattempo è tornato), dato che l’occhio dello spettatore si perde tra migliaia di parabole di tiri che s’intrecciano in aria per poi sbattere sul ferro o finire nella retina. 
Sto toccando con mano, insomma, il lato impiegatizio del giocare a basket ad alto livello: io a fare tutti i giorni così, centinaia di tiri ed esercizi assortiti, mi romperei dopo nemmeno un mese. Ma forse è sempre meglio che andare in ufficio (devo dirlo almeno una volta per puntata…). 
Risveglierebbe anche un cadavere, però, la prestazione balistica di Jennifer Screen: con Sulciute a passarle la palla, l’australiana infila una tripla dopo l’altra come nemmeno il grande Oscar Schmidt faceva nelle gare di tiro agli All Star Game degli anni ’80-90. Per fortuna sono riuscito a immortalarla in questo video(clicca qui) in cui ne mette dentro 24 su 28. Mica male! 

Si termina con una serie di tiri liberi. Alla fine Scanzani saluta tutte, raccomandando di farsi trovare già riscaldate all’inizio dell’allenamento del pomeriggio, previsto alle 18. Una curiosità: negli appunti mi sono segnato a questo punto un “Rejchova vaffanculo”, che non mi ricordo assolutamente a cosa si riferisse. Non mi pare che qualcuno abbia mandato affanculo la suddetta, probabilmente è lei che ha imprecato per qualche contrarietà. Però, ripeto, non mi ricordo proprio… 


Iaia passa palla a Masha per una serie di tiri liberi.

Nella parte finale dell’allenamento si vede anche uno strano tipo, corpulento e pelato, che è pappa e ciccia con varie giocatrici (ad esempio Mahoney lo saluta con un caloroso “Cciao, comme stai?” in italiano con accento yankee). Mi spiega Paperinik che costui è il capo ultrà del Basket Parma, anzi, maligna, l’unico ultrà. Addirittura sento dire, non mi ricordo se da Paperinik o più tardi a tavola, che costui di sera fa spettacoli “en travesti” in qualche locale…  O forse ho avuto un’allucinazione uditiva per la fame, visto che era l’una passata.

(fine 2. parte – continua)

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