venerdì 6 gennaio 2012

Diario (63)

1 gennaio (domenica)

Cosa rimarrà del 2011, tanto per mandarlo in archivio con qualche momento da fissare nella memoria prima di buttarsi nella mischia del 2012?
Ognuno avrà la sua lista personale, determinata da ciò che segue da vicino (domani penso di fare la mia), ma provando a farne una oggettiva sceglierei questo:
1) la finale scudetto Schio-Taranto. Emozioni sempre, contenuti tecnici a sprazzi, ma meglio di così era difficile chiedere alla sfida tra le due superpotenze. In teoria Schio, dopo aver dominato la stagione mentre Taranto aveva a lungo stentato, rischiava di togliere interesse dominando. Invece Taranto ha superato se stessa, annullando il gap tecnico con un’aggressività e una voglia super, e poi, bisogna dirlo, trovando da Sophia Young quel ruolo da mattatrice che fin lì non aveva avuto. Ne è venuta fuori una serie incertissima fino alla fuga di Schio nell’ultimo quarto dell’ultima partita. Per Taranto il grande rimpianto di essersi fatta scappare quel rimbalzo poi preso da Macchi e trasformato nei due liberi della vittoria in gara-2: se il Cras andava 2-0 poi chissà se il Famila trovava la forza di ribaltare la serie... :woot:
2) il caso Wabara. Il fatto in sé (cioè gli insulti alla giocatrice) era già rilevante di suo, così come la serie tra Geas e Comense che, dal punto di vista agonistico (ma in fondo anche tecnico), è stata memorabile. Ma la rilevanza si deve soprattutto all’eco mediatica che ha avuto (mai successo che il basket femminile andasse sulle prime pagine dei quotidiani generalisti e fosse oggetto di tanti servizi tv) e che alla fine è diventato il centro della polemica tra Geas e Comense, o per meglio dire della reazione d’ambiente comasco contro il Geas e contro il circuito mediatico. La speranza è che prima o poi l’ascia di guerra venga riposta, ma al momento non sembrano essercene le condizioni.
3) il ricambio dietro il vertice in A1. Schio e Taranto sono rimaste le dominatrici assolute e lo stanno confermando anche quest’anno (pur con qualche scivolata, vedi Schio in Coppa Italia); ma dietro, tra i primi mesi del 2011 e questi ultimi della nuova stagione, sono emerse novità importanti nelle gerarchie. Geas, Umbertide e Lucca, ovvero 3 squadre arrivate dall’A2 fra il 2008 e il 2010, quindi di fresco, si sono portate sul secondo gradino della piramide: il Geas nella scorsa stagione, Lucca in questa, Umbertide in entrambe, e infatti le umbre sono l’alternativa numero uno alle “big”. Poi c’è la Comense un pizzico sotto ma con buona continuità tra le due annate comprese nel 2011. Per contro, quelle che erano ai medesimi posti d’onore fino a 2-3 anni fa arrancano: Venezia è scomparsa dall’A1, Faenza è oberata da problemi economici, Parma latita nella mediocrità. Tutto sommato il ricambio indica che un po’ di vitalità c’è ancora, ma non si riesce ad allargare il numero di piazze competitive per il vertice.
4) La Nazionale fuori dagli Europei. Delusione a giugno: l’Italia di Ticchi non sfrutta il fattore campo e non passa il girone addizionale di qualificazione a Taranto. D’accordo, sfiga ha voluto che una sola stecca, con la Germania, costasse la perdita di tutto. Ma non dimentichiamo che era la chance aggiuntiva dopo aver già fallito il primo colpo nell’estate 2010. Se non ti qualifichi con le tue forze, poi ci sta che ti metti nelle mani della sorte (compresa la sfiga che Macchi ti molli per imprecisati motivi). E ora il ricambio generazionale, pur con la fiducia doverosa in Ricchini e Lucchesi, lascia grosse incognite sul futuro.
5) In Europa: cresce la Turchia ma i trofei sono ancora russi e spagnoli. A livello europeo, la novità del 2011 è l’emergere della Turchia come superpotenza. Tante giocatrici di valore assoluto, cioè le stelle Wnba, che prima andavano all’80% in Russia, sono volate a Istanbul (l’ultima è Cappie Pondexter che ha appena mollato Ekaterinburg per il Fenerbahce, ma ci sono già Taurasi, Fowles, McCoughtry, eccetera eccetera). Del resto la Turchia, in mezzo alla crisi economica mondiale, è una delle poche nazioni in crescita. In Eurolega 2010/11 in realtà sono arrivate delusioni, soprattutto perché il caso-doping di Taurasi ha abbattuto il Fenerbahce. E così della flessione russa (col solito flop di Ekaterinburg) ha approfittato Salamanca (sulle italiane poco da dire, se non che restano nel limbo di chi è sì competitivo, ma solo da comprimaria). Quest’anno però sia il “Fener” che il Galatasaray capeggiano il loro girone. Ma la Turchia è stata anche la grande sorpresa degli Europei: sembrava esserlo il Montenegro, ma la Turchia gli ha scippato il ruolo battendolo nei quarti, poi ha fatto fuori la Francia prima di scoppiare contro la Russia, troppo esperta di finali (e anche più forte, profonda, tutto). Un’edizione peraltro livellata verso il basso, con risultati contraddittori, vecchie potenze apparse un po’ appassite (Spagna, Francia e la stessa Russia finché non ha cambiato marcia; ma anche Bielorussia e Lettonia) senza che sia emerso un ricambio dello stesso livello. Anche se noi, che non riusciamo a entrare nelle prime 16, dovremmo star zitti al riguardo.
6) Il bronzo Under 16 e la nostra competitività giovanile. Si piange miseria perché le 30enni nostrane sono prossime alla pensione e non si vede chi possa sostituirle. In effetti le annate dall’83 all’87 sono grame, come sappiamo già da tempo, e nonostante l’esplosione di Zanoni nei playoff 2011 dia qualche speranziella. Ma non è esatto dire che il futuro è tetro, perché le giocatrici in età giovanile sono di livello europeo. Lo dicono i risultati, e non quelli casuali di un’estate (tra cui rientra l'argento ai Mondiali 3vs3), ma quelli degli ultimi 3-4 anni. E poi il gruppo potenzialmente più forte è quello più giovane, ovvero le Under 16 che hanno vinto il bronzo a Cagliari. Qui intendiamo proprio il potenziale, di Zandalasini ma non solo; perché le ’92 d’oro nel 2010, purtroppo, danno meno garanzie in termini di singole da proporre a livelli assoluti nei prossimi anni (nonostante le buone cose di Carangelo a Faenza).


2 gennaio (lunedì)
Completiamo il discorso di ieri con la lista personale degli eventi cesto-femminili del 2011. Cerco di andare più veloce anche perché, dichiaratamente, sono cose che hanno interessato il qui scrivente ma forse non hanno sconvolto il mondo... :rolleyes:
1) Geas in semifinale. Una bella cavalcata, col rimpianto dell’infortunio a Haynie nel bel mezzo della serie con Taranto, ma la consapevolezza di aver scoperto una Zanoni di valore assoluto. Belle cose anche dalla Comense, ma tra qualche guaio d’infortuni o di rapporti con le giocatrici (caso Zampella una decina di mesi fa, caso Butler in questi giorni), oltre che con l’occasione sprecata in vari derby del 2011 (a proposito, il canestro vincente di Zanon è il tiro dell’anno in Lombardia), è finora mancata la lira per fare il milione.
2) Sanga Milano, prima salvo poi da primato. Il 2010/11 è stato drammatico per le lombarde di A2, ma Milano ha portato a casa la pellaccia ed è stato fondamentale per poter concretizzare le risorse che nel frattempo patron-coach Pinotti stava riuscendo a ricostituire dopo la crisi dell’estate precedente. Così sono arrivati acquisti di spessore (Stabile, Ntumba, Frantini e pure una Schieppati molto cresciuta) ed ecco che di botto la squadra è in testa e, si spera, può arrivare fino in fondo (anche se è presto per parlare di promozione). La foto dell’abbraccio Pinotti-Gottardi dopo la salvezza (vedi Panorama Lombardo di questa settimana, seconda pagina) per me è la migliore dell’anno.
3) La promozione fantasma di Rho. Ha vinto la B2, ma poi è scomparsa per problemi economici. Peccato perché era una piazza storica, dove sono cresciute Macchi, Gottardi, Frantini e varie altre. Le principali “profughe” di Rho sono passate a Canegrate dove hanno chiuso il 2011 in testa alla C. Dodici mesi di assoluto vertice: a livello regionale nessuno meglio di loro.
4) Le imprese di "super Maffe". Giulia Maffenini chiude la stagione di B1 con Cantù a 30 punti di media, poi va ai Mondiali Under 19 e, all'esordio assoluto in azzurro, è la miglior marcatrice per l'Italia con 11,9 a partita. Purtroppo il suo 2011 finisce lì, perché un infortunio la tiene fuori per tutto l'inizio della nuova stagione. Ma le sono bastati 7 mesi per diventare qualcosa di speciale: "chissà quanti ne ha fatti Maffenini stasera", veniva da pensare ogni volta che c'era stata una sua partita. Quasi fosse una Lataunya Pollard o una Cynthia Cooper de' noantri...
5) La partita di addio di Annalisa Censini. Grande serata, a inizio luglio, per l’addio dell’ex capitana Geas con tante giocatrici di spicco della storia recente del basket lombardo (ma anche italiano). Come un’epoca che si chiude, ma con la sensazione che non sia passata invano. Poi ci sono stati altri addii importanti in Lombardia quest’autunno, anche se non ufficiali: Mara Invernizzi, Roberta Colico (seconda maternità, tornerà mai?) e Martina Monticelli.
6) (personalissimo) Masha Maiorano che sbatte fuori il qui scrivente dal torneo di Binzago, rifilandogli 24 punti nello scontro diretto. Michela Frantini che in quella partita ne fa zero, ma poi, 4 mesi e mezzo dopo, torna grande in una partita ben più seria, il big match con Bologna: 27 punti con 7 triple. Non per far sempre preferenze tra giocatrici, però ogni tanto sì. :wub:


E su questo direi che il 2011 si può archiviare.

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