venerdì 20 gennaio 2012

Diario (71)

 16 gennaio (lunedì)

--> Ovviamente il risultato più importante del weekend è stato il raid di Taranto Schio. Il problema è che se hai una partita cui devi assistere alle 18, devi uscire verso le 17.30 al massimo, e quindi cacchio vedi in tv? :huh: Parte del primo tempo l’abbiamo vista, il resto registrato ma lo guarderemo chissà quando. Figuriamoci chi deve uscire con più anticipo: se consideriamo una media di 500 persone sugli altri 5 campi di A1, abbiamo 2500 potenziali interessati alla partita tv che non la possono vedere: c’è qualcosa di spiacevole in tutto ciò. :(
Il primo tempo è stato anche spettacolare, con Taranto a quota 42; poi, siccome la moda quest’anno impone punteggi sui 50/60, nella ripresa non s’è più segnato. Mahoney 19, Sottana 13 e Vaughn 10 le top scorer. In ogni caso, una bella dimostrazione soprattutto di prontezza mentale e agonistica per il Cras, la stessa che aveva mostrato nella finale scudetto dello scorso anno, anche se alla fine non bastò per rovesciare l’inferiorità. Quest’anno gli organici sono più o meno alla pari (soprattutto se Macchi, come in questo caso, non è al meglio) e quindi si spiega almeno in parte il 2-0 netto per Taranto. Nei giorni scorsi patron Basile aveva definito deludente, almeno in parte, la stagione delle sue. Rimane la probabile esclusione dai playoff di Eurolega ma il primato in regular season è in carniere all’80%. Nota di colore: durante Geas-Umbertide, il gruppetto “ultras” degli umbri, alla notizia che Schio perdeva, si sono prodotti in un coro “Schio, Schio, vaffanculo”, evidentemente per qualche ruggine dopo le molteplici sfide (sempre vinte dal Famila) dell’ultimo anno e mezzo. :lol:

--> Per il resto è stata una giornata interessante, tutta di vittorie esterne (tranne Geas-Umbertide) in favore della squadra meglio piazzata. Comense e Lucca (quest’ultima reagendo bene ai k.o. in coppa e con Parma) hanno un +8 sulla zona-playout e quindi potremmo dire che 5 squadre su 8 dei playoff sono sicure; inoltre si riavvicinano a -2 da Umbertide e Schio. Parma sta venendo su bene, anche se Priolo ha ancora parecchi guai; Kireta, così a occhio, sta effettivamente dando un valore in più rispetto a Tobin. Alla pari c’è Faenza, in perenne lotta con i guai. Sembra ancora tutto molto aperto. Pozzuoli è ora la delusione stagionale: scavalcata dal Geas, sarebbe fuori dai playoff; certo, rispetto ai piani è mancato il presunto “crac” e cioè Adams (che adesso pare in arrivo), ma l’impressione è che laggiù nella solfatara cambino le interpreti ma il problema di fondo rimanga lo stesso, cioè una resa inferiore al potenziale (per quali motivi, lascio l’analisi a chi segue da vicino quella realtà; abbiamo letto anche di guai col campo di giuoco).
--> L’altro giorno abbiamo visto una foto della palla a due di Virtus Spezia-Ragusa, big match dell’ultima di andata di A2 Sud: una vittoria decisiva per Micovic e compagne ai fini della Coppa Italia, e un pubblico notevole sullo sfondo. Veniva da pensare che il Brunettaccio brontolone ce l’aveva finalmente fatta a coronare i suoi sforzi, sia a livello tecnico che di seguito (solitamente scarso rispetto a quello dell’altra Spezia). Neanche il tempo di pensarlo, e la Virtus perde di 21 in casa con Chieti in un nuovo big match. La Virtus ha avuto un ottimo rendimento nel complesso ma con due sconfitte rovinose: una nel derby e una appunto ieri.


17 gennaio (martedì)
--> Sono usciti ieri i tradizionali “oscar” (anche se non si possono chiamare così, per legge) della Prealpina, sull’anno solare appena trascorso. Bisogna considerare che il giornale copre l’area Varese-Milano e dunque le scelte sono limitate a quegli ambiti. È stato un 2011 pingue per il Geas e infatti ecco una riffa di premi e menzioni d’onore per il club sestese in tutte e 4 le sezioni del premio. In sintesi: miglior giocatrice senior: Iaia Zanoni (menzioni: Martina Crippa; Ponchiroli e Menapace di Rho poi Canegrate; la sempiterna Catella di Malnate); miglior allenatore senior: ex aequo Luca Paletti di Rho poi Canegrate e Franz Pinotti del Sanga (menzioni: Valter Montini; Ganguzza di Carugate; Marco Di Rico di Gavirate); miglior giocatrice under 20: Cecilia Zandalasini del Geas (menzioni: Kacerik sempre del Geas; Djedjemel di Vittuone; Galbiati di Biassono); miglior allenatore giovanili: Massimo Turconi della Pro Patria Busto (menzioni: Zanotti e Bacchini del Geas; Riccardi di Vittuone).

--> Bilanci anche per Superbasket, nella fattispecie del girone d’andata di A2, a firma Germano Foglieni. Vengono minuziosamente elencate e commentate le cifre salienti delle singole, squadra per squadra. In generale, viene presentato come positivo il massiccio impiego di giovani che si nota in questo campionato. In linea di principio siamo completamente d’accordo… a metà. :blink: Nel senso che è bello se c’è spazio per le giovani, ma no al giovanilismo a prescindere. Ovvero, come già detto in passato, preferiamo vedere in campo una veterana brava che una giovane scarsa. E con “scarsa” non intendiamo chi magari è ancora acerba e quindi può crescere se ha il giusto spazio, ma chi con l’A2 c’entra poco, e la sua presenza in campo non cava nulla di buono né per la squadra né per chi viene a vedere la partita. Perché rottamare chi a 28-30 anni ha ancora molto da dire e da dare, per far posto a chi non lo merita?
Ci sono poi squadre in cui le giovani magari sono anche tutte, o quasi tutte, valide, però sono prive di rete di protezione (= straniera valida e veterane di spessore), dovendo fare le boia e le impiccate in ardue rincorse alla salvezza, in cui perdono tanto e si scoraggiano, oppure sviluppano abitudini sbagliate, cosa che facilmente capita se ti danno carta bianca e minuti a piacimento senza che tu te li sia guadagnati con la gavetta, ma semplicemente perché in squadra non c'è di meglio.
La situazione ideale, insomma, è quando 3-4 giovani meritevoli sono inserite in un contesto di squadra ben equilibrato per età e valori, in cui possono “fare le giovani” (cioè portare energia e freschezza ma senza avere la responsabilità di determinare in esclusiva il risultato) e non le veterane che non possono essere. Se le tante giovani in campo in A2 sono frutto prevalentemente della crisi, che induce le società a rinunciare alle semi-professioniste in favore di ragazzine che costano poco o nulla, temiamo che non ci sia molto di cui rallegrarsi.

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