domenica 8 gennaio 2012

Diario (65)

 5 gennaio (giovedì)

La primissima partita del 2012 crediamo sia stata, ieri (4 gennaio), un recupero Under 19 lombardo tra Costamasnaga e Biassono. Ma la vera ripresa agonistica era ovviamente oggi col ritorno dei quarti di Coppa Italia di A1. C’erano almeno 2 partite molto interessanti dopo i risultati dell’andata: Umbertide-Comense e Schio-Lucca. Anche Taranto-Pozzuoli poteva avere una vaga incertezza (molto vaga, in realtà), dopo il +2 per il Cras. Ma per motivi logistici dove potevamo essere, se non a Sesto S. Gianni per un Geas-Priolo che solo un cataclisma avrebbe potuto rendere avvincente (s’intende nell’ottica del doppio confronto) dopo il +18 esterno del Bracco?
A dar qualche sapore in più, si è giocato nel palazzetto di via Falck, ora intitolato a Natalino Carzaniga. Occasione per rivivere qualche ricordo degli anni rustici ma ruggenti che riportarono il Geas in A1. In effetti l’ultima partita ufficiale ivi fu gara-3 di finale di A2 del 2008. Poi solo amichevoli precampionato. Non so se era una sorta di esperimento per valutare l’interesse del pubblico, riportando la squadra nella sua città natale; ma era attendibile fino a un certo punto, anzi poco: coppa e non campionato; infrasettimanale in periodo di feste anzichè un weekend qualsiasi; qualificazione non in dubbio. Tuttavia l’afflusso non è stato malaccio: contati circa 160-170 spettatori. Ok, a Schio nel frattempo ce n’erano 10 volte tanto, ma è come paragonare mele con pere. -_-
Un vento non gelido ma intenso ha spazzato via le nubi, lasciando spazio a un’inattesa (per queste cementificate lande di periferia) parata di stelle in cielo. Immagine simbolica, a voler cercare significati laddove non ce n’è assolutamente, di un cielo cupo del Geas che si rasserena all’alba del nuovo anno. Essendocela presa un attimino comoda, s’arriva che stanno giocando l’ultimo minuto del secondo quarto.
Dal foglio statistiche apprendiamo di esserci persi uno show di Martina Crippa, già a 19 punti sui 29 della squadra contro i 28 di Priolo. Quest’ultima si presenta con un organico assolutamente rappezzato, comprendente una sola straniera (Cirov, a parte la naturalizzata Seino), con Bonfiglio e Favento a referto per onor di firma, Bertan in quintetto insieme alla bebè Milazzo che ha giocato 32 minuti con 1/10 al tiro (tiri che sono anche discretamente presi, ma poverina, sembra che le manchi la forza). A fare i conti della serva, che il Geas a organico pieno, in casa, abbia fatto punto a punto contro un organico del genere, è semi-scandaloso, :huh: però ha poco senso dirlo quando virtualmente si partiva da 18-0 e non da 0-0. Ma insomma è per dire che non c’è stato molto da scolpire nei ricordi. Se non il fatto che il traguardo raggiunto è per certi versi storico, in quanto il Geas non andava alle finali di Coppa Italia dal 1974.
Nel 3° quarto s’è visto un Geas imballato di fronte alla zona, segnando solo 8 punti (contro 12, non tantissimi in effetti) di cui 6 di un’Halvarsson precedentemente a secco. Summerton non pervenuta (finirà con 0), Zanoni imprecisa. Di là prima Cirov ha fatto un paio di penetrazioni, poi Fabbri, la quale alterna cose buone ad altre da mani nei capelli (tipo un “palo” preso facendo giro e tiro dal limite dell’area), ha messo un canestro da fuori e due liberi. Ohibò, niente di incredibile, ma sufficiente a portare Priolo sul +5 (35-40). Poi 37-40 con cui finisce il 3° quarto, nonostante Buccianti provi a pescare il jolly da 10 metri allo scadere dopo aver scippato Arturi dal palleggio.
Nel frattempo, il vero interesse sta nel seguire, tramite un vicino di posto armato di iPad, l’andamento sugli altri campi. S’apprende così del dilagare delle squadre di casa, comprese Schio che soffoca l’attacco di Lucca, e soprattutto Umbertide che distrugge la Comense allungando da fine 2° quarto in poi.
Tornando a Sesto, nell’ultimo quarto c’è un Geas più incisivo. Tocca a Michailova segnare 6 punti, poi a Haynie con quelli che in sostanza sono i punti del vantaggio definitivo (47-44). Priolo in realtà non molla, segna da sotto con fin troppa facilità con Cirov, Fabbri e Seino, ma il Geas ha una buona serie dalla media e quindi stavolta la zona non fa danni. Massimo vantaggio solo +6, poi finisce 56-53. Crippa resta ferma a 19 ma comunque top scorer, anzi unica in doppia cifra per le sue. Di là addirittura 16 per Fabbri, e per quanto la ragazzona sia migliorata è l’ennesimo segnale negativo per le lunghe del Geas. Se non altro, un allenamento in vista di Alcamo, partita importante domenica.
Un po’ paradossale che proprio l’anno in cui lo merita di meno, il Bracco vada alle finali di coppa. Ma la formula attuale è una sorta di premio per l’anno passato anziché per la stagione in corso (com’era prima). Tant’è che alle finali ci vanno le prime 4 del 2011. E quindi consideriamolo un legittimo bonus per aver fatto bene l’anno passato.
Certo però, formula o non formula, non era scontato che Schio rimontasse il -13, anche se era prevedibile che avrebbe giocato col coltello tra i denti dopo aver subìto da Lucca una sconfitta... e mezza (rimontò in campionato da -15) e con la prospettiva di non poter fallire le finali in casa (e se Schio gioca al 100%, i 20 punti di scarto con Lucca ci sono tutti; certo fa specie il 14-2 di parziale nel terzo quarto, che dà l'idea di una partita alquanto dura); e ancor meno era scontato che Umbertide facesse +40 con la Comense. Cos’è successo a Como? Occasionale disfatta o la fuga di Butler ha fiaccato morale e consistenza di un organico accorciato anche dalle assenze di Donvito e Pasqualin? Il replay della sfida, domenica in tv, potrà farlo capire.

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