8 gennaio (domenica)
Milano, che mazzata. Era tutto pronto per la festa per la qualificazione alla Coppa Italia di A2, un traguardo certo non incredibile visto l’organico a disposizione, ma certamente storico per un club giovane, che fino a 4 anni fa stazionava in B regionale. Invece è finita con una beffa che più beffarda era difficile. L’unica cosa che non doveva succedere era che Milano perdesse con Muggia, Vigarano perdesse a Udine e Bologna vincesse a Cervia. Ohibò, nessuno dei 3 risultati era impossibile, ma tutti insieme era come pensare che un fulmine ti cada in testa mentre passeggi nel bosco. Invece è successo, e il Sanga è fuori per classifica avulsa, pagando il -15 dell’esordio con Vigarano e questa sconfitta di oggi. In mezzo, 11 vittorie di fila. Non è bastato. Campione d’inverno in A2 Nord diventa Bologna che era rimasta a lungo un gradino sotto, frenata dall’infortunio a Cesnaviciute. Fare 11-2 e non piazzarsi tra le prime due è più unico che raro.--> Bisogna dire però che Milano oggi ha fatto poco per meritarsi una sorte meno bastarda. La prestazione in attacco è stata inguardabile per 35 minuti. La difesa dal 2° quarto in poi è stata più o meno la solita, cioè ha concesso pochissimo, tant’è che Muggia ha finito a 50 punti di cui 4 nell’ultimo quarto. Non è la prima volta, ultimamente, che il Sanga parte a handicap, però stavolta il divario accumulato è stato troppo, e il risveglio di solito avveniva già nel 2° quarto. In questo caso, i segnali di scossa, sia nel 2° che nel 3°, sono stati fiacchi, cioè due canestri in fila praticamente non arrivavano mai. Così Muggia l’ha vinta con 3 parziali: quello iniziale per andare 9-20 al 10’, quello del 2° quarto da +5 a +16; quello del 3° quarto che ha portato al massimo di +18 (24-42). Sempre con Borroni ad affondare il coltello: la difesa di Milano s’era chiaramente preparata per limitarla, e infatti lei non ha tirato molto e ha dovuto spesso forzare; ma negli sprazzi in cui s’è liberata delle cure altrui ha piazzato quelle stilettate di classe che le compagne non sarebbero riuscite a produrre. Compagne che però erano state molto brave all’inizio, quando Borroni non segnava. Le varie Jessica Cergol (soprattutto), Cumbat, Palliotto, ci hanno messo canestri e fisicità nel 1° quarto, che ha indirizzato la partita.
--> A 6’ dalla fine era ancora 33-48 per Muggia. Poi sono rientrate Frantini e Giunzioni, e poco prima Lidgren. Queste tre sono state le migliori per il Sanga, con la precisazione che Lidgren (altre volte evanescente) ha giocato un’ottima partita con 17 punti, 15 rimbalzi e tanto “ombrello” sulle avversarie, evitando canestri già fatti; Frantini ha tirato male per 3 quarti ma restava l’unica vera minaccia da 3 per Milano, indispensabile per provare a risalire (e infatti ha messo 2 triple della speranza); mentre Giunzioni pur coi consueti limiti in attacco ha messo quella reattività che altre non avevano. Anzi, diciamo pure che per le altre è stata una serataccia collettiva. Siccome ti aspetti di più da alcune, inevitabile che Gottardi, Stabile e Ntumba abbiano la maggior responsabilità, visto il loro complessivo 2/23 dal campo. Per la legge dei grandi numeri, di solito quando una giocatrice importante è in serata-no, prima o poi però almeno due o tre, insistendo, ne mette. Invece il super-trio in questione, stavolta, nada. E il 16/31 di squadra dalla lunetta ha tolto l’unica àncora di salvezza quando le percentuali dal campo sono tragiche. Così non è bastato che l’attacco di Muggia (vuoi per le zone miste di Milano, vuoi per stanchezza, vuoi per paura di vincere) sia andato in tilt completo, facendo zero canestri dal campo in tutto l’ultimo quarto (fuori controllo il giovane play Primossi), con appena 2 punti a referto fino a che J. Cergol ha messo i 2 liberi della staffa a -15”.
--> In precedenza Milano era risalita a -3 con un assist di Frantini per il taglio in area di Lidgren che segnava, subiva fallo ma sbagliava il libero. Poi Muggia falliva l'ennesima occasione e quindi palla sul -3 per il Sanga a una ventina di secondi dalla fine. L’idea logica, come confermerà Pinotti nel dopopartita, era cercare Frantini per una tripla. Ma ovviamente anche Muggia lo sapeva, così Frantini non ha ricevuto e la palla è andata a Ntumba sul limite dell’area, che ha dovuto forzare e ha sbagliato l’ennesimo tiro della sua serata. E così sono finite per Milano le speranze di raffazzonare una rimonta sì caparbia ma che non assolve dall’aver demeritato per tutta la partita. Certo però non era demeritata la Coppa Italia. La quale però svaniva in quegli stessi istanti, perché arrivavano le notizie dagli altri campi e calava il silenzio in via Cambini.
--> L’altra beffa di giornata, ma riguardante solo il sottoscritto, era una registrazione malfunzionata che non consentiva di catturare quella che a oggi è la partita dell’anno (inteso come stagione, non anno solare…), ovvero Umbertide-Comense su RaiSport.
--> Nel resto del programma di A1, i risultati più interessanti sono il colpo di Parma a Lucca (scorie di coppa per le toscane?) e quello di Priolo su Faenza. La quale, se non altro, sembra aver risolto i problemi di sopravvivenza immediata (non sappiamo quelli futuri). Per il resto i risultati sono andati da pronostico.
--> Venezia si aggiudica come da pronostico la Coppa Italia di B. Battuta in finale S. Marinella paròn di casa. Certo, tra la Coppa di A1 conquistata nel 2008 (se non erro) e questa, il passo non è breve, ma se non altro è un punto di partenza per ritrovare, si spera, una piazza importante.
9 gennaio (lunedì)
Complimenti doverosi a La Spezia, intesa come movimento cestistico. Termo e Virtus monopolizzano i posti per la Coppa Italia nel girone Sud. Alla Termo è bastato travolgere il fanalino Firenze, la Virtus invece è passata dallo scontro diretto con Ragusa, laureandosi campione d’inverno. Fossimo retorici, diremmo che è il riscatto di una città duramente provata dall’alluvione dello scorso autunno. In ogni caso, se Spezia ospiterà le finali (come sarebbe logico), ci sarà un interesse enorme, tanto più se ci fosse il derby in finalissima.
--> Cosa si può aggiungere, a freddo, sulla beffa di Milano? Innanzitutto, che parlare di Coppa Italia in anticipo porta una sfiga boia. È stata la replica della beffa subita dal Geas nel 2008/09. In entrambi i casi s’è arrivati a una vittoria dalle Final Four e nell’ambiente iniziava a circolare l’idea “dai che le ospitiamo noi a Milano”…
Scaramanzie a parte, nel complesso per il Sanga non essersi qualificato con due sconfitte in 13 partite è come pagare con l’ergastolo un’evasione fiscale di 100 euro, cioè una pena sproporzionata alla colpa. Però non è la prima volta che la squadra, diversamente da come ti aspetti, gioca più da “operaia” che da talentuosa qual è. Tiene le avversarie a 50 punti o meno, ma ne segna 60 di media o poco più. Ciò è un merito in termini di applicazione e concretezza (la Milano "grandi firme" di 2 anni fa, ad esempio, era l'opposto: brillava sublime a tratti ma cicaleggiava facendosi infilzare), ma è evidente che la somma del potenziale in attacco non c’è ancora.
È un discorso collettivo, ma la prima cosa che salta all’occhio è che Gottardi non sembra ancora aver trovato un ruolo preciso, ovviamente non nel senso di play, guardia, ala o pivot ma nel senso che l’anno scorso era il riferimento assoluto mentre quest’anno fatica (forse pagando ancora la preparazione estiva non fatta) ad adattarsi a una leadership suddivisa in parti uguali. Ieri era la più spenta delle 3 “big” milanesi in serataccia: perché Stabile e Ntumba spadellavano ma ci provavano (con qualche forzatura di troppo), lei invece prendeva poche iniziative. Non da lei.
Sabato c’è già il big match Vigarano-Milano.
--> Bilancino di A1 a fine andata. Taranto campione d’inverno: fa la differenza, logico, la vittoria in apertura con Schio. La quale ha perso anche con Como, ma quando ha giocato al massimo ha dato l’impressione di poter essere, ancora, più forte dell’arcirivale. Ford discontinua in attacco ma rimbalzista mostruosa. Lo scontro diretto di domenica vale mezza stagione perché non sembrano molte in grado di togliere punti a chi prende il comando.
Umbertide ha perso solo con le due big e ha vinto tante partite in volata: complimenti per la concretezza ma restano dubbi sul potenziale, qualora le cose girassero a sfavore. Comunque è nettamente la prima (e forse unica) alternativa alle solite due. Como e Lucca quarte, hanno raccolto di più tra le squadre “normali” (e Como, su 4 sconfitte, ne ha avute 3 al supplementare o all'ultimo tiro...)
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