EDIZIONE SEMI-RIDOTTA
Dal 28 marzo al 4 aprile [basket domestico]
--> Siamo alla vigilia dei quarti di A1 e come ogni anno la domanda più interessante è: in quale serie potrebbe verificarsi una sorpresa? È dal 2007 compreso che la risposta del campo è “in nessuna”. In poche parole l’ultima volta che una peggio classificata ha passato il turno nei quarti è stato nel 2006, quando Taranto eliminò Napoli. Un dato che indica gli squilibri tradizionali tra prime e ultime, ma anche, forse, che c’è qualche squadra di troppo che si dà per appagata col traguardo-playoff e pregusta le valigie e l’aereo per le vacanze una volta riscosso l’ultimo stipendio.
Quest’anno? Lucca-Umbertide parrebbe l’unica serie aperta, a patto che Umbertide abbia ripreso condizione rispetto all’ultimo periodo di stagione regolare. Come organico sarebbe meglio Umbè, anche perché ha in Stansbury e Ohlde un doppio torrione interno in grado di superare l’accoppiata Willis-Hampton che è un gran punto di forza di Lucca.
Per il resto, complicato credere che il Geas possa sgambettare Taranto, Parma inchiappettare Schio e Faenza bucciadibananare la Comense. Però almeno dobbiamo sperare in una parvenza di competitività, cioè no 20 punti all’andata e 20 al ritorno. Ma diciamo la verità: se la finale-scudetto non fosse Taranto-Schio sarebbe un’enorme sorpresa.
- Semifinali almeno parzialmente a sorpresa nella Coppa Italia di A2, che oggi vivrà la finale tra la Virtus Spezia e Bologna padrona di casa. La Virtus, dopo l’addio repentino di Balleggi, s’è ritrovata con un organico monco, in cui dalla panchina escono solo Azzellini e Zampieri (e infatti in campionato è ora a -6 dalla coppia Termo Spezia-Ragusa) ma ha disputato una prova super contro Vigarano che veniva da un’impressionante dimostrazione di forza con Alghero e quindi pareva leggermente favorita. Invece la Virtus le ha rifilato un -24 in 3 quarti. Roboante l’82-68 finale; 20 punti per la “fuori categoria” Marija Micovic. Poi il riscatto del girone Nord con Bologna che va a battere la leader del Sud, l’altra Spezia (seppure testa di serie n°2 perché a fine andata era seconda), in questo caso dopo un equilibrio di 3 quarti; finale 74-61 con, sottolineandum est, 23 punti della ’92 Cigliani e 18 della ’91 Nannucci (18 anche della gran veterana Costi e 19 rimbalzi di Hannah Teeth, ovvero Anna Denti). Oggi si gioca la finale e chissà se a incamerare il trofeo sarà finalmente il Brunettaccio brontolone con la sua Virtus o se Bologna farà il bis dell’edizione, se non erriamo, di 2 anni or sono. Facciamo un pronostico: Bologna vince di 3. [NB: lo so, è una gag, purtroppo la struttura del Diario m’impedisce di parlarne essendo datato il 4 aprile…].
- Domenica scorsa, assistito a Biassono-Cervia di A2 Nord. Partita interessante per motivi di classifica (Cervia a caccia dei playoff, Biassono con l’ultima speranza di evitare i playout) e perché si confrontavano varie giovani d’interesse nazionale. Purtroppo non un pubblico oceanico per vedere cotante virgulte, ma chi è venuto si è goduto una partita ad andamento alternissimo e decisa solo all’ultimo tiro (meglio che all’andata quando il team di Fassina aveva tenuto quello di Lucchesi a un punteggio abominevolmente basso). Squadre giovani e incostanti, tantissimi tiri nei primi secondi dell’azione come s’addice a stili garibaldini di gioco, qualche veterana in grado di mettere un po’ in riga le proprie, ovvero Bonaldo da una parte e Barbieri dall’altra (quest’ultima con più minuti del solito perché Porro non era proprio in giornata). Per Biassono una Galbiati che parte forte insieme a Contestabile (quest’ultima la più costante delle sue nel complesso) ma poi si spegne, lasciando le sue senza quel guizzo in più che solo lei può dare, anche se Canova è cresciuta nel 3° quarto dopo un inizio opaco complice un colpo. Per Cervia deve aver avuto qualche problema Morsiani, che non s’è quasi più vista dopo i primi 3 minuti, spunti alterni da Nori e Santarelli, quantitativamente imponente la prova di Panella col merito grosso di essere tornata in campo dopo un infortunio nel 3° quarto (in seguito al quale Cervia aveva avuto uno scatto d’orgoglio andando a +9, ma poi Biassono aveva ribaltato tutto, passando a +5 al 35’) per realizzare la tripla rivelatasi decisiva a circa 1’ dalla fine. Con quel canestro Cervia è andata a +2, poi Galbiati ha messo un libero, Cappucci ha fatto 0/2 ma Barbieri in penetrazione quasi allo scadere ha trovato un muro difensivo e, forse con fallo non fischiato (abbiamo il video per fare la moviola ma non l’abbiamo ancora guardato), ha fallito il tiro. Quindi Cervia vincente 56-57 ed è un colpo assai gobbo perché vale l’ottavo posto solitario mentre Biassono al 99% farà i playout.
--> Debbo arrendermi. Non si può più negare la gravità della crisi. È evidente la responsabilità della federazione e delle società miopi. Sta crollando tutto, siamo alla frutta.
(…) Atleti e club firmano contratti sostanziosi in estate. Quando tutti, inspiegabilmente, sono più ricchi. Poi, durante la stagione, la crisi (che è reale) si palesa, gli stipendi non sono puntuali e in alcuni casi, a fine campionato, società e giocatori trovano un accordo. Che non è quello pattuito all’inizio.
‘Dobbiamo far risparmiare ai club il 30, 40%”, spiega l’amministratore delegato della Lega (…). Ma dove sono le parole marketing, aumento della visibilità e appetibilità? Se no i sacrifici sono inutili. (…) Ridurre i costi deve essere un impegno di tutti, ma a questo va abbinato un discorso di crescita non di sopravvivenza. E di maggior trasparenza”.
E dopo questo, cosa aggiungere? Vestirsi di sacco e ammettere di aver sottovalutato i problemi. Ma… un momento. Ho letto male: non c’era scritto “pallacanestro” ma “pallavolo”!
Allibisco: in crisi il mitico volley, giardino sempre fiorito dove tutti ridono felici, la federazione fa sempre il bene del suo sport e i dirigenti sono tutti bravissimi a vendere il prodotto?
Ci dev’essere un errore.
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