domenica 22 aprile 2012

Diario (89)

 Sera del 18 aprile (mercoledì)


--> E dunque, con questa patina semi-depressiva addosso, ci si recava verso le lande del nord, per gara-1 Comense-Schio, ancora una volta sotto una pioggerella cupa e fastidiosa.
Ma ecco che, arrivati in fondo alla superstrada Milano-Lentate, là dove finisce l’immane e soffocante conurbazione che dalla metropoli s'estende verso settentrione per 20 chilometri abbondanti, finalmente e inaspettatamente sembra di respirare. Non solo, infatti, la luce della serata primaverile consente di godersi la vista di qualche prato non ancora ingoiato dall’ingordigia del connubio politici-costruttori, ma la vista delle montagne comasche appare limpida, giacché laggiù il cielo sembra sereno, e la pioggia scema progressivamente fino a... Fino (Mornasco), :shifty: dove smette.
Con l’animo già un po’ ristorato giungiamo al Palasampietro di Casnate e, oh meraviglia! Una distesa sconfinata di macchine ha già riempito il parcheggio in ogni ordine di posti. :lol: :woot: Tant’è che per non dover vagare alla cieca nei dintorni, essendo già le 20.29, si è costretti a infilare la macchina in un pertugio a ridosso di rovi che non lesinano graffi alla carrozzeria che conviene tenersi anziché riparare azzerandosi guadagni passati, presenti e futuri. :cry:
Ma pazienza, di fronte a questo meraviglioso intaso di macchine vien voglia, correndo verso il palazzetto mentre già s’odono le urla e le trombette dei tifosi per le prime azioni, di esibirsi in gesti dell’ombrello, anche se non saprei verso quale destinatario, per dire che siamo ancora vivi e che i beccamorti per una sera possono andarsene affanculo. :yes:
Entrando, incrociamo il cugino di Masciadri, giocatore di B1 (o come si chiama adesso), che si dirige verso le tribune dopo essersi lautamente servito a un bar che a sua volta è bello intasato di gente. Non è proprio tutto esaurito sugli spalti: abbiamo letto cifre che vanno dai 600 ai 1000 ai 1500 spettatori: non so quanto tenga il Palasampietro, quindi non azzarderò dati, ma è la maggior affluenza, pare, da 8 anni a questa parte.

--> Con scorno, scopriremo poi che essendo arrivati sul 6-2, ci siamo persi l’unico canestro di Maiorano della serata. Comense che parte con più intensità, più convinzione di Schio, che fa iniziare Macchi e McCarville dalla panchina e non ha un quintetto di grosso impatto, perché Ford, a parte i soliti rimbalzi, è ingabbiata e spenta, mentre né Jalcova, né Erkic né Nadalin sembrano molto sul pezzo. In pratica funziona solo Masciadri, delle prime cinque. Cohen è in borghese, seduta su un bidone della spazzatura dietro la panchina di Schio (non è uno scherzo: che contrasto, tra la caratura internazionale della giocatrice e l’umiltà del suo improvvisato sedile): :blink: non abbiamo appurato se sia infortunata o cosa. Certo che, senza Pastore e Consolini, Schio perde il vantaggio di profondità e ha anche problemi di rotazione, come del resto anche Como che come italiane ha 3 ali piccole (Maiorano, Benko e Spreafico) quando esce Gatti deve improvvisare Hicks o addirittura Harmon come portatrici di palla. Insomma sembra una lotta ad armi quasi pari, in cui chi se la gioca meglio può vincere. E la Comense scatta sull’11-4.
L’ingresso di Macchi, e una zona di Schio tenuta quasi in permanenza fino alla fine, cambiano il vento, portando all’11-11 di fine 1° quarto. La Comense finora ha fatto più quantità che qualità (3/18 al tiro). Mentre Macchi, così-così contro Parma, ha invece molta voglia qui nella sua ex casa di prendere in mano la situazione. Per tutta la partita s’accenderà di colpo con canestri impressionanti, tipo palleggio-arresto-tiro da 6-7 metri con l’avversaria incollata. Masciadri, dal canto suo, è puntuale nel punire alcuni vuoti perimetrali di una difesa comasca che punta soprattutto a blindare l’area (riuscendoci).

--> Il 2° quarto è il più scoppiettante e la Comense lo gioca alla grande in attacco, con ben 27 punti. Danno un contributo un po’ tutte, da Smith che sorprende sempre per la facilità con cui va al tiro (nel senso: può anche sbagliare, ma trova sempre il modo di crearsi l’occasione) e la varietà del suo campionario (dalla media, in gancio, in contropiede) a Benko fino a, soprattutto, Spreafico, che da metà 2° quarto dà il via al break con 3 bombe su 3, l’ultima delle quali vale un 36-26. Giovani promesse italiche che state leggendo, prendete nota: il mestiere di un’italiana di A1, salvo i fenomeni come Macchi, è al 70% quello di difendere e farsi trovare pronta sugli scarichi delle straniere. -_- È così che “Sprea” sfrutta la circolazione ben eseguita dalla Comense, smarcandosi sul perimetro. L’ultima pennellata prima dell’intervallo è di Hicks che, a lungo in ombra (probabile osservata speciale della difesa di Schio), scippa McCarville in pressing e segna il 38-28 allo scadere.
Nel frattempo s’apprende che Lucca sta comandando su Taranto. Sta’ a vedere che abbiamo dei playoff veri. Ma non è ancora finita né qua né là.

--> Si ricomincia col 3° quarto e la Comense non ha più la brillantezza del secondo. Schio aumenta l'intensità della difesa, sempre perlopiù a zona, talora allungata; le straniere comasche sbagliano parecchi tiri, non sembrando in effetti nella loro serata migliore, soprattutto Harmon, che è legata al suo tiro in sospensione dalla media: quando non entra, non ha molte alternative. Quindi Como segna solo 2 punti nei primi 6' della ripresa. Però in difesa regge, è più sveglia sulle palle vaganti, cattura rimbalzi in attacco, e Schio ha davvero solo Macchi e Masciadri in vena, le altre sono tra l'ininfluente e il negativo. Macchi segna il suo secondo o terzo "jumper" in faccia a Spreafico, Masciadri segna dalla media il 42-38, ma una Schio "vera" avrebbe approfittato molto di più dell'impasse avversario.
Infatti quando la Comense si sblocca, con un 5-0 di Smith più Gatti da 3 su buona circolazione e assist di Spreafico, torna un +9: 47-38. Su Gatti dobbiamo dire che in passato ne avevamo notato limiti di gracilità che sembravano richiederle grossi sforzi per tirare da fuori. La ritroviamo con molta più sicurezza al tiro e anche personalità in regia, sebbene ovviamente non possa essere al livello di una Cohen al suo meglio. Ma oggi Cohen non c'è. McCarville riduce le distanze allo scadere del 30' ma è ancora un buon 49-42 per Como.

--> Inizia l'ultimo quarto e ovviamente ci si chiede: Schio ne ha per riaprire la partita o non è proprio serata? All'inizio la risposta sembra la seconda. Bel recupero di Harmon che lancia il contropiede di Smith; la stessa Smith si mangia poi un'occasione di fare il bis ma Spreafico infila la quarta tripla di serata (54-44); pubblico che gode, e ancor di più quando la medesima '91 da Erba, cioè ragazza del posto, replica a un gioco da 3 punti di Masciadri andando in entratona centrale che le frutta canestro e fallo (anche se non trasforma il libero). In più, Masciadri fa il suo 4° fallo, in attacco. E Ford continua a mangiarsi canestri.
Sul 56-47 a 4' dalla fine, inizia però un'altra partita. Pressing di Schio, e Como mostra improvvisamente la corda in regia, o meglio nel portar avanti palla. Due perse di fila e Jalcova, fin lì nulla, s'accende con un appoggio e una tripla: 56-52 a -3'30". Ford fa il 5° fallo ma stasera è più un vantaggio che un danno. Como prova ad approfittarne con Smith e Ajanovic insieme, ma c'è un'altra persa sul pressing da Como: e Jalcova colpisce ancora da 3: 58-55, brividi al Palasampietro perché con 2'30" da giocare e l'inerzia ora tutta a Schio, la beffa è nell'aria.
Dà ossigeno Ajanovic dalla media: 60-55 a -20'. Ma McCarville pesca Macchi in taglio, e la Chicca intercontinentale segna con fallo: 60-58. Comense che sembra scossa nelle sue sicurezze per 3 quarti salde: Hicks forza un'entrataccia che non arriva al ferro. Spreafico fa un'altra gran bella cosa fermando in contesa McCarville (ce ne vuole di coraggio a far corpo a corpo con quell'armadio umano), però la freccia dice Schio, e Macchi realizza un'entrata regale sul lato sinistro con appoggio rovesciato: 60-60 a -45", clamoroso. :woot:
Finale convulso. Spreafico si prende la responsabilità ma sbaglia, Smith rimbalzo ma nuuuuh, sbaglia anche lei. Schio con palla per vincere, ma che succede? Macchi fa passi forzando un'entrata a -8". Timeout, rimessa Comense da metà campo. Hicks gestisce, non trova spazi, scarica per Harmon, appostata ai 5 metri sul lato sinistro. Ed ecco una vecchia regola non scritta, valida dall'A1 fino alla serie più infima: se nell'ultima azione sei sotto di 1 o di 2, non ti fischieranno mai fallo, neanche se ti staccano un braccio e una gengiva; se sei pari, se solo qualcuno muoverà aria nei tuoi pressi, avrai un fischio a favore. :blink: Il motivo, in entrambi i casi, è semplice: gli arbitri vogliono evitare il supplementare come la peste. Nella fattispecie, capita che Macchi salti verso Harmon, poi, per evitare il contatto, ruzzoli a terra nei paraggi, non sappiamo se avendola toccata o meno. Poniamo di sì, anche se Macchi dopo il fischio è furibonda con l'arbitro: se potesse lo ridurrebbe a zerbino da usare nelle giornate di pioggia battente, quando torni con scarpe infangate. Ma ormai il fischio-partita è stato emesso, e Macchi in meno di un minuto passa da eroina a frittatista (cioè colei che ha fatto la frittata). A -3" Harmon segna il primo libero, sbaglia il secondo, Masciadri prova da 15 metri ma è impossibile: tripudio Comense, 61-60.

--> E infine s'apprende che Lucca ha battuto, e pure con grande autorità, Taranto che non perdeva in Italia da gennaio e sembrava inarrivabile. Straordinaria Lucca. Avevamo detto che solo la Comense poteva essere un baluardo al copione più scontato, ma è piacevole ricredersi, almeno per una sera.

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