EDIZIONE SEMI-RIDOTTA
Dal 19 al 24 aprile
--> Quando, verso la metà dell'ultimo quarto della telecronaca di gara-3 Schio-Comense, è stato annunciato che Lucca conduceva 36-53 a Taranto, un misto d'incredulità, stupore e sbigottimento ha colto l'italica plebe all'ascolto. Come ha fatto quel diavolaccio di Diamanti, e come hanno fatto le sue 7-ragazze-7 con più agonismo che blasone, a rovesciare in 2 giorni l'umiliante -34 di gara-2, trasformandolo in un dominio (al quale i 5 punti finali di scarto non rendono giustizia) e costringendo il patron di Taranto, Basile, a sfoderare il ritornello che Lucca vince perché mena, il che, a prescindere se sia vero o meno, tradisce una paura fottuta?
Purtroppo il polverone sul gioco duro di Lucca rischia di impedire un'analisi di cosa stia realmente succedendo. E cioè che Lucca ci sta mettendo non più grinta (sarebbe banale dirlo) ma più qualità. In gara-3 Taranto ha fatto 19/59 al tiro contro 23/48. Ballardini un disastro, Vaughn ingabbiata, Mahoney e Greco restano nella mediocrità (meglio invece Sottana), e la panchina anziché far la differenza ha mostrato limiti. Che sia proprio questione di qualità sembrano indicarlo altre due statistiche di gara-3: Taranto ha avuto 12 rimbalzi in attacco contro 7, e 28 recuperi contro 19. Quindi non si può dire che l'abbia persa sul piano della combattività. Se Bagnara fa 5/9 da 3 e Mahoney+Ballardini 0/9; se da sotto Willis segna e Vaughn sbaglia, aggrapparsi alle botte di Lucca fa un po' strano. Soprattutto se 2 giorni prima hai stravinto.
Quando Taranto vinse gara-2 col Geas di 24 pur sbagliando tanto, interpretammo la cosa come un fattore positivo per il Cras: se sprechi tanto e stravinci lo stesso, vuol dire che sei fortissimo. Ma forse si poteva leggere quella sensazione anche sul versante opposto, e cioè che nel momento in cui Taranto si fosse trovata contro una squadra con più solidità del Geas di quest'anno (frollo in area e con la tendenza a mollare nelle difficoltà), l'accontentarsi di una generica superiorità di mezzi poteva anche non bastare.
Poi forse ci si è messo qualche inatteso fattore mentale, perché perdere intensità dopo un +34 è qualcosa che succede non di rado, nei playoff; ma non te lo aspetti da una squadra iper-scafata come Taranto. Che ci sia qualche scollamento o qualche mancanza di serenità? Certo Lucca gioca come chi ha tutto da guadagnare e da conquistare. E' a una vittoria da un'impresa storica. Battere 4 volte Taranto in stagione avrebbe del clamoroso (vinse anche all'andata in stagione regolare) e legittimerebbe il traguardo della finale, anche alla luce dei risultati ottenuti contro l'altra big, Schio. Insomma Lucca non ha i mezzi d'organico per essere sempre al top (magari perde punti con le medio-piccole, per questo è arrivata quarta), ma ha dimostrato di sapersela giocare alla pari con le grandissime.
Cosa succederà ora? Taranto resta favorita, nonostante lo svantaggio e nonostante l'ambientino che immaginiamo caliente a Lucca per gara-4. L'anno scorso, quando il Geas in semifinale vinse gara-3 a Taranto, il Cras si presentò a Cinisello in spedizione punitiva e la eseguì, seppur agevolato dall'infortunio a Haynie. Ci aspettiamo qualcosa di simile, e a quel punto vedremo quanto è davvero grande questa Lucca, se riuscirà a respingere la bestia ferita. Intanto urge fare ammenda perché mai avremmo pensato che le toscane potessero presentarsi col match-point a gara-4.
--> Nell'altra semifinale il 2-1 ce l'ha la favorita, Schio, ma alla Comense non è mancato molto per portarne a casa una delle due in trasferta, magari anche entrambe. Che cosa le è mancato? Sostanzialmente giocatrici in grado di piazzare la zampata finale in partite di questo livello. Per usare una metafora ciclistica, Como ha nelle gambe il passo di Schio, può stare incollata alla sua ruota per 400 chilometri o anche tentare delle mini-fughe, ma le manca lo spunto in volata. L'impressione era sorta anche nella gara-1 pur vinta. Negli ultimi minuti, una Comense nettamente superiore nell'arco della gara era andata in semi-panico, mentre una Schio spenta e sciupona l'aveva rimessa in piedi con poche pennellate. Como poi se l'era cavata col cuore e col jolly del fallo pescato da Harmon, ma era un monito in vista di gara-2 e gara-3. In cui le due squadre hanno dimostrato di essere dello stesso livello - ora come ora, cioè con Schio a quota 8 giocatrici così come la rivale - , scambiandosi sorpassi e controsorpassi, ma, in qualche modo, sia in un finale che nell'altro c'è stata qualcuna di Schio che ha fatto la differenza, rispettivamente Cohen (e prima Ford) e Macchi (sontuosa in gara-3 con 23 punti), senza dimenticare l'inattesa Ramon con 5 punti a cavallo della penultima sirena di gara-3, spaiando il punteggio.
Gara-3, quella trasmessa in tv, è stata non solo combattuta ma anche bella qualitativamente. Soprattutto il 3° quarto, in cui le due squadre si sono scambiati botta e risposta impressionanti. Bisogna fare i complimenti a Como per come si è resa conto di non valere di meno e come sta riversando più energia e direi anche più meccanismi di squadra. Ha un impeto che Schio non ha. Ma l'impressione è che per tenere botta stia spremendosi al limite. Certo, alle straniere (che reggono l'80% dell'attacco) potrebbe entrare qualche tiro in più. Ma se i tiri escono è anche perché in difesa lottano come bestie, e in attacco hanno a che fare con avversarie più alte e più grosse. Vedi Harmon, che col suo 1.80 fa l'ala grande. Vedi Smith che pesa la metà di Ford. E poi Como ha italiane di sana e gagliarda manovalanza, ma pur sempre manovalanza, che devono lottare con due stelle internazionali, Macchi e Masciadri.
Cosa succederà in gara-4? Che se la Comense non ha esaurito le energie, è favorita per portare la serie a gara-5. Ma non vorrei che il serbatoio fosse in riserva e che, in qualche modo, la frustrazione di aver giocato al massimo e non aver vinto né gara-2 né gara-3 incrinasse le sicurezze di potercela fare. Però anche qui l'ambiente sarà caldo (prevendita biglietti dopo anni che non succedeva) e forse le mura amiche restituiranno quest'eventuale fiducia minata. E' anche vero che per Schio potrebbero giocare bene contemporaneamente Macchi, Masciadri, Ford, Cohen e McCarville (finora non è successo), e allora s'andrebbe a casa anche se la Comense si sentisse la fiducia di Mandrake. Pronostico difficile.
--> E' finita la stagione regolare di A2. Al Nord, Vigarano ha sfruttato il match-point offerto dal k.o. di Bologna della settimana prima, e battendo Udine s'è aggiudicata il primato. Dimostrazione che a volte non è necessario coltivare un gruppo negli anni: rifai la squadra da cima a fondo con le scelte giuste, e passi dal nono posto (se non ricordo male) al primo. Bologna seconda, S. Martino terza ed è un gran bel risultato per il giovane team lupesco.
Quarta Milano, che ha vinto a Muggia in un curioso "preliminare" della serie playoff tra le due stesse squadre. In palio, sabato, c'era il fattore campo e considerata la distanza delle giuliane, non è cosa da poco. La vittoria è arrivata con una tripla di Frantini (14 punti tutti nella ripresa) a poco meno di 2' dalla fine, dopodiché non ha più segnato nessuno ed è finita 48-50. Una vittoria e un punteggio emblematici di questo misterioso Sanga. Una delle squadre più enigmatiche degli ultimi anni. Non solo perchè non s'è ancora capito quale sia il suo vero valore (è quello delle 11 vittorie di fila in autunno o quello invernale, perdendo anche con le ultime?), ma anche perché funziona all'inverso di come uno s'aspetterebbe da quei nomi. Cioè, penseresti che vinca o perda agli 80 punti: attacco sontuoso e "difesa sguardo" (come, ad esempio, la Milano di Gualtieri di 2 anni fa, o il celebre Carugate "all stars" del 2006/07, per dire di due squadre lombarde recenti con Gottardi di mezzo). Invece, per tutto l'anno, ha vinto e perso ai 50: difesa impenetrabile e attacco che trasmette sofferenza e asfissia, salvo alcuni frangenti in cui le vedi e dici: ma queste vanno dritte in A1 per manifesta superiorità.
Quale Sanga vedremo ora che si fa sul serio? Resta un organico superiore a tutte tranne che a Vigarano (nostra opinione), e il dato incoraggiante è la ripresa di tono di Stabile, necessario barometro della squadra se vuole fare strada. Ntumba continua a tirar male ma c'è, c'è sempre stata sul piano della sostanza. Frantini terminale preziosissimo. Ma è chiaro che s'aspetta la vera Gottardi, immersa nei preparativi per "Eurasia 2012" (la sua nuova spedizione estiva), ma, speriamo, anche pronta a completare con le tre appena nominate un poker d'asse (femminile di assi) che, sommato alla stazza di Lidgren e alla profondità di una panchina resa più sostanziosa dal cambio Pastorino-Schieppati (la prima ritornata dopo problemi fisici, la seconda fuori per infortunio), e ovviamente da miscelare con l'unità d'intenti verso l'obiettivo, può far tornare brillante una stagione immediocritasi proprio a partire dall'inopinato k.o. con Muggia all'andata che negò la Coppa Italia.
--> Al Sud prima la Termo Spezia per scontri diretti su Ragusa. Terza Chieti, Orvieto supera la Virtus Spezia in extremis. Passano entrambe le napoletane fregando Ancona per classifica avulsa.
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