5 aprile (giovedì)
--> "E tutto va come deve andare": titolo di una canzone di Max Pezzali di una dozzina d'anni fa ma sempre attuale per i playoff di A1. No, è presto per dirlo in maniera definitiva dopo gara-1, però i responsi tutti favorevoli alle squadre di casa fanno subodorare che il primo "ribaltone" nei quarti di finale dal 2006 dovrà attendere. Ma cerchiamo di restare possibilisti.
Chi è andato più vicino a fare il colpo è stata, sorprendentemente, Parma, che a 4' dalla fine aveva impattato con Schio grazie a una sfuriata di Antibe, la migliore insieme a Slavcheva e a Kireta che sembra resuscitata da quella specie di palo semovente che c'era apparsa un mese fa nella partita col Geas. Poi Schio ha rimesso le cose a posto. Forse pesa la stanchezza psicofisica di Eurolega, ma Parma, seppur nuovamente tradita da Adriana, conferma che con Kireta in salute è cliente ostico.
Secondo in graduatoria della resistenza offerta, ma parliamo pur sempre di un -15 finale, si piazza un Geas che nel primo tempo se la giuoca alla pari a Taranto (40-38 con un massimo di +4, 24-28 a inizio 2° quarto). Come già in Coppa Italia, ma per 20 minuti anziché per 7, finché reggono le percentuali Sesto resta aggrappata; poi se Taranto dà un giro di vite in difesa, non ce n'è più, perché sotto canestro c'è un abisso tra Vaughn e Halvarsson, perché le perse del Geas sono anche stavolta troppe, ma in sostanza perché Taranto è più forte.
A pari merito nel crollo, Faenza con Como, che fa +20 in 3 quarti dominando soprattutto sotto canestro, e sorprendentemente Umbertide a Lucca, segnando la mala parata di 37 punti con un miserando 12/50 dal campo. Una bella conferma per Lucca ma Umbertide non può essere questa.
Confidiamo in almeno una gara-3, due è chieder troppo?
Nei playout invece va vicinissima Cagliari al colpo bi-gobbo (= più che gobbo) a Priolo. Poi in qualche modo Priolo si salva di 1 punto all'overtime. Da notare il duello realizzativo italicissimo tra Bestagno e Arioli, entrambe a 22 punti.
--> Nel pomeriggio s'era svolta la finale di Coppa Italia di A2 (delle semifinali abbiamo già detto). Bologna fa il bis della finale 2010 e batte di nuovo la Virtus Spezia, 51-48. PalaDozza che ovviamente appariva semideserto ma forse, contando, le presenze assolute non sono nemmeno state pochissime. Un po' bizzarro, ma in fondo emblematico di quel mix tra professionalità e artigianato che è l'A2, era il contrasto tra la solenne sontuosità del PalaDozza e lo stuolo di cuochi che, nel parterre dietro il tavolo, si notava indaffarato a impastare farina, evidentemente in ossequio allo sponsor dell'evento, "Tagliatella Cup" (non sto scherzando, chi ha visto la partita potrà confermare).
Il problema è che in tv, essendo abituati a vedere l'A1, la categoria inferiore fa un effetto un po' strano, peggiore che dal vivo. Gli errori banali si notano di più, le conclusioni un po' "naif" (per non dire "piglia e tira") irritano anziché sembrare genuine e ruspanti, e anche certi canestri hanno una patina oratoriana più che semi-professionistica.
Nel caso di Bologna-Spezia, mettiamoci pure che probabilmente le squadre erano stanche dei match del giorno prima e sentivano una comprensibile tensione, sicché, a parte un inizio abbastanza scoppiettante (18-15 il 1° quarto), la partita è stata costellata di errori. Bologna ha meritato di vincere perché ha fatto l'andatura quasi sempre, con un massimo di +9 nell'ultimo quarto. La Virtus non ha sfruttato l'enorme superiorità a rimbalzo in assenza di Cesnaviciute e con Denti unico baluardo in area per Bologna, peraltro uscito prematuramente per falli. La Libertas, quasi inevitabilmente, si è affidata moltissimo al tiro da 3, con esiti rivedibili (6/27), ma ha rubato 25 palloni contro 13 perse.
Qualche spunto sparso: sprazzo di classe di Zanoli all'inizio (assist "no look" per Denti + recupero e coast to coast + tripla da 7 metri abbondanti); movimenti in area di Vujovic; Micovic alternato cotte e crude ma comunque minaccia condizionante per l'altrui difesa; Cigliani e Nannucci sparacchione ma ben intraprendenti; break fondamentale di 7-0 in avvio di ripresa dopo il 27-27 al 20': Spezia non ha più recuperato (importante la zona di Bologna); nel finale Bologna in affanno (uscite come detto Denti e prima anche Leva dopo una gomitata presa da Micovic oltretutto vedendosi fischiare antisportivo) ma a segno con Nannucci dall'angolo per il 49-43 e con Costi dal limite dell'area per il 51-45 a -1'45"; dopo 3 quarti brutti si scalda Mugliarisi che risponde prima a Nannucci poi a Costi con la tripla del -3 a -45"; Costi è ben chiusa sotto canestro e sbaglia a -20", ultima palla a Spezia ma Micovic fa un crossaccio da 3 a -4" ed è finita.
La scelta di Micovic è stata criticata in telecronaca ma vorrei assolverla (non per la pessima esecuzione, s'intende, ma per l'intenzione) in quanto tirare in fretta era l'unico modo di evitare il fallo sistematico di Bologna che avrebbe dato 2 inutili liberi.
--> Sorpresa finale nell'ultima giornata di B lombarda: Valmadrera perde a Usmate 42-41 con tripla allo scadere di Bonetti e cede non solo il primo posto (a Crema) ma pure il secondo (a Broni). Albino s'aggiudica l'ultimo posto sicuro per la riffa al campionato di sviluppo, dove potrebbe andare anche Vittuone se Costamasnaga vince lo spareggio con Sassari per entrare nei playoff di A2. Pontevico e Lodi faranno i playout per non retrocedere.
--> Un passo indietro di alcuni giorni per segnalare che il 29 marzo, alla Libreria dello Sport di Milano, è stato presentato il libro "All Around: dodici storie una passione", che raccoglie una serie di storie di basket tra le quali, motivo per cui merita la citazione qui, una scritta da Franz Pinotti sulle origini del San Gabriele e una il cui nome dell'autore m'è sfuggito ma parla dell'oro delle Under 18 agli Europei 2010.
Nessun commento:
Posta un commento