martedì 29 aprile 2014

Taccuino illustrato - 148

Il resto del weekend. Uno a zero per Trieste e Vigarano nelle rispettive finali-promozione di A2. Il team che fu campione d'Italia piega Torino nell'ultimo quarto: da +2 al +11 finale (56-45). Piemontesi che debbono fare a meno della regista Montanaro: per la piccola-grande Di Giacomo ovviamente è compito più duro reggere una serie intera come titolare, rispetto a quando l'ha fatto (assai bene) per 33' di gara-2 col Geas. Ma a far la differenza, come in semifinale, è l'ungara Vida (17 con 8/16 anche se 8 perse); M. Miccoli 13; di là Quarta 13 ma con 4/16. Come giustamente ha fatto notare l'utente NBA-Zena, Trieste ha avuto tre under 19 in quintetto (e impiegate dai 30' in su). E il PalaTrieste, almeno dalle foto, sembrava più affollato, meno deserto, del solito: chissà se una piazza d'antica tradizione si risveglia, per quest'inatteso ritrovarsi a una partita dall'A1 (e comunque anche andasse male, c'è lo spareggio con la perdente Sud).

Finale Sud: Vigarano capoccia, anche se la latitudine della Vassalli 2G c'entra poco col romanesco. Le ferraresi confermano lo smalto delle semifinali: evidentemente, a differenza del Geas, sono riuscite (magari per esperienza superiore) a ritornare al top nei playoffs dopo la fisiologica (o quasi) flessione seguita a un margine sin troppo ampio accumulato a inizio seconda fase. Fatto sta che Zanoli e Costi (30 punti in due) sbancano Battipaglia comandando con buoni margini dal 2° quarto in avanti, ovvero una vittoria nitida. Treffers 24 + 18 rimbalzi ma non basta.
A margine: Vigarano ha recentemente schiaffeggiato Trieste in semifinale di Coppa Italia. E' quella la differenza tra Nord e Sud? Possibile ma non decretiamolo per una singola partita.

Finali A3: di Carugate 1-0 su Albino abbiam già detto; 1-0 anche per Pordenone su Sarcedo nel duello tra vivai veneti di A1. Prevalgono le veneziane sulle scledensi con 18 del rinforzone Penna (ha giocato in A2 solo 1 partita di stagione regolare) e 14 di Marangoni. Stabia 1-0 su Acilia e Minerale Puro Roma 1-0 su Pesaro tenendo Silva a 8 punti.

Trofeo delle Regioni: Veneto padrone assoluto per il terzo anno di fila (ossia da quando è uscito di scena il fertile filone '94-95-96 della Lombardia). Travolta in finale la Lombardia per 68-25; due quarti nemmeno troppo squilibrati (comunque 38-20) ma nella ripresa le longobarde non ne avevano più. Da capire come si tradurrà questa supremazia schiacciante del Veneto nelle prossime finali U15 e U17, ovvero le 3 annate dell'attuale dominio di lagunari & c.

Nella foto: una sospensione della triestina Bianco in gara-1 di finale con Torino [foto Basketinside].

Taccuino illustrato - 147

Stupore ed eccitazione. E' ciò che pervade il mondo del basket femminile dopo il sacco di Schio operato da Ragusa ieri sera, portandosi sul 2-1 nella serie finale. La matricola di Molino, una banda d'outsiders (o semi-outsiders) italiane più 3 straniere ottime ma mai testate in Italia, è a un passo dall'abbattere il potere costituito di Schio e il suo organico da mille trofei assommati.
Che ci riesca realmente, è tutto da vedere; ma fino a giovedì ogni sogno è lecito. Serie scudetto imprevedibilmente più appassionante di quanto tutti (credo) pensassero; e anche la quintessenza di come le cose cambino radicalmente tra una partita e l'altra.

Gara-2 ha seguito il copione previsto. Schio mostra la faccia cattiva, "una difesa da Eurolega" com'è stato detto in telecronaca; lontana da casa, Ragusa perde baldanza e le percentuali stratosferiche di gara-1 colano a picco. Quando, in lieve ritardo (cioè dopo quasi un quarto e mezzo), parte il collegamento di RaiSport, :angry: il team dei supermercati è già a +12 con Larkins che spadroneggia. Il team siciliano, altra differenza da gara-1, segna nei primi 18 minuti solo con le 3 straniere, fra cui Malashenko ha problemi di falli. Micovic, Gatti, Galbiati non incidono, Wabara mena le sue botte ma si sa, non è da lei che possono giungere i punti mancanti. Da 41-23, in realtà, Ragusa risale a 46-38 e poi 53-46 (inizio 4°), ma lì arriva il 7-0 decisivo per Schio (assist da Sottana a Godin; 2 liberi di Larkins; coast-to-coast di Vandersloot subendo pure fallo) e finisce 68-54 (Larkins 15, le 3 forestiere di Ragusa tutte 13), con l'impressione di un remake della serie di semifinale tra Schio e Lucca, con l'1-0 toscano rivelatosi fuoco di paglia.

Insomma mai e poi mai t'aspetteresti un ribaltone totale, appena 2 sere dopo in gara-3. Solo un pazzo avrebbe concepito la visione d'un 19-35 all'intervallo non per il Famila, ma per Ragusa, col tempio del PalaCampagnola incredulo, ammutolito o ridotto a flebili coretti ("Schio, cià cià cià") delle signore di mezz'età inquadrate dalla tv. Walker già a 15 punti, più efficace nella sua agilità rispetto al pachiderma Larkins (anche se la ripresa sarà un'altra musica); Macchi, Masciadri e Sottana a zero tutte e tre. E lo sbalordimento continua, perché ti aspetti la reazione feroce di Schio e invece è Ragusa che corre il doppio, salta il triplo e, se sbaglia, arraffa rimbalzi d'attacco mentre il Famila, se non concretizza in area con Larkins e Nadalin, non combina nulla. Inspiegabile la prestazione delle tre divine scledensi sopra nominate, che assommeranno 7 punti con 2/23 al tiro: se per Macchi e Masciadri si può irriguardosamente ipotizzare che la vecchiaia le abbia colte all'improvviso (ma Macchi non ha segnato 25 punti in gara-4 di semifinale?), per Sottana, 25 anni e mezzo, l'unica spiegazione è che le sia morto il criceto di recente. :wacko:
Ma al di là delle singole, come in gara-1 il gioco di Ragusa senza troppi grilli per la testa (emblematico ad esempio, nel finale, il lancio-baseball di Gatti per Malashenko rimasta in agguato nella metà campo offensiva) confonde una Schio legnosa e compassata. Anche se dietro l'apparente spontaneità della Passalacqua c'è anche un'arguta preparazione tattica, giacché in difesa le isolane sembran sempre sapere cosa farà Schio, accettando di subire da Larkins (21) a patto d'imbragare le altre. Insomma la demolizione di Schio prosegue sino a un 25-48 verso il 27', poi la reazione più di prammatica che di veemenza (cioè ovvia ma non così brillante) da parte delle tricolori, respinta da Gatti con una tripla dall'angolo più un gioco da 3 punti in entrata, ma poi giunta sino a -10 al 35' su bomba di Spreafico (che in difesa sopporta la solita Williams minacciosa con chi la marca). Lì però un errore arbitrale - campo non fischiato - provoca un tecnico a Mendez che spegne tutto. Malashenko, micidiale, mette la bara nei chiodi di Schio. 22 per lei, 16 Walker, 13 Williams, 12 Gatti (con 24 di valutazione) per la sorpresa più grossa degli ultimi anni. 56-68 e ora, smaltita l'adrenalina di quando s'assiste a un evento-shock, la logica dice che Schio ha tutte le carte in regola per stroncar coi suoi carri armati la primavera di Ragusa. La quale non sarà più nel ruolo della cacciatrice ma della lepre. Tuttavia la logica in questa serie è già andata, tutto sommato fortunatamente, a farsi benedire.

Nella foto: il "selfie" di Ragusa dopo il colpo di gara-3.

domenica 27 aprile 2014

Taccuino illustrato - 146

Quando, un paio d'anni or sono, denunziavamo l'inopportunità della cristallizzazione delle categorie che stava maturando (con l'arci-mega B unica a 1000 squadre e mezza promozione), era proprio pensando che partite come quella di sabato sera tra Carugate e Albino, gara-1 di finale di A3 Nord/tabellone B, non avrebbero più avuto luogo. Siamo passati da un estremo all'altro, perché qui si tratta della promozione n° 4 in palio, su 16 squadre, contro 2 su 136 (se non ricordo male) nell'ipotesi di riforma che stava maturando. Però, se estremo dev'essere, meglio decisamente questo: palazzetto pieno, adrenalina da traguardi importanti, gente che festeggia e gente che si deprime.
Un mondo migliore, dunque. Ma dobbiamo imbarcarci in un'altra denunzia, quella contro gli arbitri che fanno iniziare le partite in anticipo: il pubblico pagante deve aver diritto, se si presenta all'orario previsto, di vedere tutto sin dalla palla a due, senza perdersi i primi 3 o 4 minuti perché lor signori han fretta di cominciare (anzi, considerati i problemi di parcheggio nei dintorni dei palazzetti nostrani, dove spesso si vaga per un quarto d'ora prima di trovare un buco lontanissimo, io farei iniziare in ritardo, ma mi accontento della puntualità). Ieri s'è partiti alle 20.25 e alle 20.40 era già finito il primo quarto, senza bonus di falli da ambo le parti. :angry:
Non lo dico, beninteso, per motivi personali, in quanto il qui scrivente entrava nel palazzetto di Pessano alle 20.23, in tempo per incrociare patron Gavazzi, dal quale s'apprendeva il colpo di scena dell'ultim'ora: Veronica Schieppati infortunata nell'allenamento della vigilia. :cry: La miglior rimbalzista, recuperista, stoppatrice e valutazionista della Castel era infatti in panchina con un bendaggio alla caviglia e le stampelle: la sorte voleva forse riequilibrare i pronostici pendenti verso le concittadine dell'Ikea sulla Tangenziale Est. Va ricordata però anche l'assenza di Marulli per Albino: l'esperta ex Geas, Milano e Cremona è fuori da mesi per un serio problema alla cervicale.

La partita inizia meglio per le neopromosse della Val Seriana, già brave ad arrivare sin qui, anche se, dall'A1 all'A3 (Ragusa, Trieste, Torino, Vigarano...), è proprio l'anno delle matricole e dunque non fa notizia. Forse sfruttando il maggior ritmo-partita (avendo giocato 3 sere prima gara-3 di semifinale, mentre Carugate è ferma da 9 giorni), Albino, smaltiti 4'40" di siccità iniziale, trova 3 appoggi al ferro e poi 2 triple, scattando sul 9-14 al 10'. Le padrone di casa appaiono contratte, in particolare De Gianni che arpiona o tocca svariati rimbalzi d'attacco, ma sbaglia più volte da sotto.
Carugate ha un quintetto molto fisico, molto difensivo, ma con Mazzoleni ancora in cerca della miglior forma, i punti nelle mani sono pochi. Di punti in canna ne ha, invece, Laura Fumagalli, ex di turno, che con una tripla sigla il massimo vantaggio bergamasco sul 13-19 al 13'30". Urge alle padrone di casa qualcuna specializzata nella primitiva ma utile arte del fare canestro.
E la squadra di Mazzetto la trova in capitan Robustelli. Giocatrice sottovalutata, non di scuola nobile, non di gran fisico, né di gran stile, però sa segnare e, soprattutto, è in gran condizione nell'ultimo mese. Entra sul finire del 1° quarto e produce 11 punti in poco più di 8 minuti, sinché esce per 3 falli, ma nel frattempo Carugate è passata avanti, anche se con scarto minimo all'intervallo (27-25).

La spallata decisiva per Carugate, come già nelle due gare di semifinale, arriva nel 3° quarto. La difesa casalinga (uomo contro uomo per 40') diventa un muraglione che non fa più entrare in area Albino, la quale riempie la mappa dei tiri di croci dalla media distanza (perché anche da 3 non ci sono più occasioni), legge alla quale non sfuggono nemmeno Fumagalli e Gatti, le due più esperte nonché più pericolose nel roster bergamasco. Il parziale di 11-2 con cui inizia la ripresa (triple di Mazzoleni, Robustelli e Giunzioni) è già sufficiente a spaccare la partita (38-27 al 25'), perché Albino continuerà a non segnare, e Carugate pur spegnendosi a sua volta manterrà le distanze (47-33 al 36', solo 9 punti a 6 in quel lasso). Poi il forcing albinese non va oltre un -9 (51-42 a -1'20"); chiude la giovane Cagner con un canestro e una stoppata.
Finisce 58-45; Robustelli top scorer con 17; Fumagalli 15 ma con 2/12 prima delle due triple finali; da segnalare i 20 rimbalzi della '97 Carrara (De Gianni ne ha presi 16) ma il 7/43 da 2 per Albino è terribile. La chiave, ovviamente, per allungare la serie è se il team di Lombardi è in grado di tenere percentuali migliori contro la morsa di Carugate, che a parte il periodo difficile tra febbraio e marzo, è da inizio anno che tiene tutti sotto i 50 punti. Poche settimane (e un tabellone assai favorevole) sono bastate a riportare euforia nell'ambiente della Castel, tant'è che nel dopopartita, all'esterno del palazzetto, era tutto un abbracciarsi e uno scambiarsi "cinque" con le amiche del Geas ivi presenti. Tornerà il derby in A2 come fu dal 2004 al 2008? :unsure: Vedremo.

Nella foto: tiro libero per un'imprecisa ma tentacolare De Gianni.

sabato 26 aprile 2014

Taccuino illustrato - 145

Squilli della settimana. Ragusa vince gara-1 di finale scudetto con Schio. E' stata una bella partita, ed è già qualcosa. Ambiente e atmosfera con quella carica genuina di una piazza che debutta ai massimi livelli, ed è un altro qualcosa. Ha vinto la squadra sfavorita e quindi si andrà almeno a gara-4, ed è un terzo qualcosa. Perfetta parità all'intervallo: 29-29. Poi che succede? Una tempesta che affonda Schio come mai forse prima d'ora negli ultimi 2 anni, un 20-4 in poco più di 5 minuti con Ragusa che segna ogni volta che alza il braccio, preferibilmente da 3 (tris consecutivo di Malashenko-Micovic-Gatti) contro la zona.
Mattatrice Malashenko (22 punti con 8/8 da 2) che ha un mestiere non facile: inserirsi negli spazi lasciati liberi dalle americane Willams e Walker, che non lesinano tiri. Mi piace la maturità raggiunta da Milica Micovic, spesso considerata incompiuta e invece anche mercoledì importante. Brava anche Gatti.
Semplificando, Ragusa col suo gioco ruspante batte una Schio più compassata e legnosa. L'"amnistiata" Larkins è dominante (22 con 27 di valutazione), Masciadri ha guidato la riscossa finale (da -21 a -7), ma Macchi e Godin lontane parenti di se stesse, e Sottana senza lode e senza infamia, il che per lei... è un'infamia. Ma le sicule riusciranno a tenere quelle percentuali nel resto della serie, quando tattica, stazza, esperienza e profondità conteranno più degli entusiasmi del momento? :o:

La raffica di 2-0 nelle serie di A2 (soprattutto) e A3 ha alleggerito il cartellone delle gare-3 disputate tra mercoledì e giovedì. Ma qualcosa c'era. In A3 Nord, le scledensi di Sarcedo, reduci dalle finali U19, piegano in volata Costamasnaga e vanno in finale contro Pordenone delle venexiane. Albino dell'ubiquo Nazza Lombardi (impegnato anche come c.t. lombardo al Trofeo Regioni, vedi sotto) domina Lavagna e sfida Carugate. In A3 Sud, Stabia e Acilia vincono le loro "belle" e si sfideranno in finale. Pesaro e Minerale Puro Roma erano già accoppiate nell'ultimo tabellone. Nei playout, al Nord, Savona retrocede per il secondo anno di fila (grazia del ripescaggio; vedremo se stavolta è definitivo).

Considerazioni additive sulle finali nazionali Under 19. 1) Per la generazione dorata del Geas è il sesto titolo in 5 stagioni; unico passaggio a vuoto (si fa per dire, visto che arrivarono due finali) fu l'anno scorso; superati i 5 titoli della Treviso di Giorgia Sottana, e c'è ancora un'occasione il prossimo anno, ultimo giovanile per le '96. Sottana quante volte non vinse lo scudetto, nelle finali cui partecipò? Mi ricordo di sicuro due volte (Juniores 2004, battuta dal Geas; U19 2007, battuta dal S. Raffaele), non so se anche in altre circostanze.
2) Il problema della collocazione in calendario. Ad aprile anziché a maggio com'era tradizione, certamente è meglio per le necessità scolastiche delle maturande (e non solo); tuttavia è palese che, calate nel bel mezzo dei playoff senior, hanno condizionato entrambi gli eventi (anche se in finale ci sono andate le più meritevoli) C'era chi ha giocato i playoff senior sapendo di dover poi subito partire per le finali U19; chi ha giocato le finali U19 sapendo di dover poi subito giocare una decisiva gara-3 di playoff oppure la serie finale; chi non aveva nulla di tutto ciò.
Probabilmente aprile sarebbe il mese giusto, se non fosse che il ringiovanimento degli organici di A2 e A3 ha fatto sì che molte più "juniores" rispetto a qualche anno fa siano colonne portanti delle squadre senior. La finale Geas-Venezia era, in pratica, mezzo Geas di A2 (più Tagliamento) contro Pordenone di A3 (più Penna): di giovanile in senso stretto aveva poco. La qualità della finalissima è stata buona, un po' meno forse le partite precedenti (tipo il 44-35 del Geas su Trieste in semifinale: entrambi i teams hanno i mezzi per far meglio), ma con 5 partite in 5 giorni più i suddetti impegni senior, forse bisogna già esser grati per quello che riescono a fare le ragazze.
3) Per il Geas molto significative le prove di Barberis e Kacerik in finale. La prima ha offerto la sua tipica energia a rimbalzo, realizzando anche punti importanti. La seconda ha messo la museruola a Peresson, segnando 10 punti nel 1° tempo, quando latitavano i canestri di Zandalasini. Forse, se il Geas di A2 avesse avuto loro due a posto sin dall'inizio, l'esito dei playoffs sarebbe cambiato anche se, di fatto, quando non c'erano la squadra volava di vittoria in vittoria, mentre quando sono tornate s'è iniziato a perdere.

Trofeo delle Regioni, che ha tenuto banco nei giorni scorsi: la finale, che si disputerà fra meno di un'ora, è tra Lombardia e Veneto. La compagine longobarda ha piegato 48-44 l'Emilia-Romagna con 25 punti del duo del Geas Meroni-Oliva (la prima in prestito da Costa); le nord-orientali hanno fatto lasagne del Piemonte, con 14 dell'ennesima Fassina della situazione.

Nella foto: il semigancio di Walker sopra le teste coronate di Schio in gara-1 [foto Basketinside].

mercoledì 23 aprile 2014

Taccuino illustrato - 144

Il caso Larkins in A1 e le finali nazionali U19 hanno tenuto banco nei giorni pasquali. Cominciamo dal più tetro dei due episodi: in gara-4 a Lucca, la centrona di Schio (ma chi può aver avuto il fegato di provocarla, oltre alla meschinità? Non solo il razzismo è diffuso, ma anche il masochismo) :blink: , in tribuna in quanto non utilizzata, è stata oggetto, come si legge nei provvedimenti del giudice, di "manifestazioni ispirate a discriminazione razziale" e "lancio di una trombetta che colpiva una giocatrice avversaria" (cioè lei); la reazione di Larkins le è costata una squalifica di un turno per "aver tenuto un comportamento espresso platealmente ed in modo violento dopo essere stata provocata da una tifosa della squadra di casa e che tuttavia fomentava la reazione del pubblico di casa". A differenza del caso Wabara di 3 anni or sono, in effetti, sembra che Larkins sia riuscita a mulinare qualche colpo prima d'esser fermata. Per una volta che Cestaro e Diamanti non hanno proseguito nella loro faida pluriennale (almeno a quanto risulta), ha pensato quest'episodio ad allungare la lista dei fattacci tra Lucca e Schio. Episodio che peraltro non figura nei resoconti post-partita né dell'una né dell'altra società: in effetti non conviene a nessuno far troppo clamore al riguardo, anche se un'emittente toscana, l'abbiamo visto, deplora la "mitezza" della sanzione a Larkins, paragonandola col recente caso-Schortsanitis, il muflone greco-camerunense che nel campionato israeliano è salito in tribuna a farsi giustizia da sé prima di essere sedato con un proiettile per addormentar gli elefanti. Tutto è bene quel che finisce bene per Larkins (almeno sul piano pratico; sulle ferite al morale non sappiamo), visto che la squalifica è stata commutata in sanzione e quindi l'atleta potrà giocare. -_-

Finali nazionali Under 19: il Geas torna sul trono a 2 anni di distanza, battendo Venezia. Terza finale consecutiva in questa categoria tra le due superpotenze, e finisce come sempre quando le '95 sono l'annata forte, ovvero col trionfo sestese. Questo nonostante a differenza delle vittorie scorse (cioè U15 2010, U17 2012) ci fosse Penna sul versante lagunare anziché su quello stalingradoditaliano. Finale intensa e in grande equilibrio sino a 2' dalla fine del 3° quarto: in quel momento si era sul 33-32 dopo un vantaggio iniziale Geas (8-4 con triple di Kacerik e Barberis, entrambe tra le migliori in campo), un sorpasso veneto (13-17 al 10' su tripla allo scadere di Marangoni), un controbreak Geas con un 10-2 a metà 2° quarto (27-19 al 16', ottima difesa con recuperi) e una nuova replica delle suddite del doge a inizio 3° quarto (da 29-23 a 29-29 col Geas a secco per 5'30"). Interessante l'alternanza di uomo e zona da ambo le parti, spesso incrociate fra loro: una passava a uomo e l'altra si metteva a zona, e viceversa.
Il fattore che ha sparigliato le carte è stato, oltre alla difesa costante delle griffate Armani (efficace la 1-3-1, se gli stenti dello streaming non m'han fregato) lo scatenarsi di Zandalasini. La quale, dopo aver fatto 5 punti con 2/11 in 2 quarti e mezzo, saliva in cattedra con una serie impressionante dei suoi classici palleggio-arresto-tiro. La difesa non ha colpe: solo lei oltre a Macchi, in Italia, è in grado di prendersi quei tiri di difficoltà (e altitudine) fuori portata per chiunque altra; se li segna o li sbaglia dipende da Zanda, il difensore può solo pregare. Per 28 minuti li sbagliava, poi ha iniziato a crivellare la retina e il buio è sceso su Venezia, col baldo contributo di Tagliamento (canestro più fallo; tripla) e Gambarini. Il Geas volava a +15 con un parziale di 16-2 a cavallo della penultima sirena, Venezia reagiva ma non andava oltre il -10. Finale 60-46, nitido e inequivocabile; Zandalasini 16 punti, Gambarini 12, Kacerik 10 (tutti nel 1° tempo, fondamentali per compensare l'iniziale siccità di Zanda), Tagliamento 9; di là Marangoni 14, Nicolodi 8, Penna solo 7.
Da notare che Zanda + Gamba han combinato per 12/36 dal campo, eppure chiunque le nominerebbe fra le migliori, se non proprio le due migliori: dimostrazione che nel basket femminile odierno, specialmente quello giovanile ma direi anche senior, le percentuali hanno un valore limitato, conta piuttosto la capacità di crearsi le occasioni, oltre che, ovviamente, di sfruttarle soprattutto quando la partita si decide. :huh: In sostanza il classico discorso "eh, sì, ma ha tirato col 30%" significa ormai poco.

Nella foto: Geas in festa dopo lo scudetto U19.

lunedì 21 aprile 2014

Taccuino illustrato - 143

“Logico, sì, è logico, non chiedersi come e perché”, dice la canzone di Cesare Cremonini che impazza in questi giorni. In realtà non ho ancora capito se c’è una logica in quel testo; in compenso vorrei capire se c’è una logica nell’eliminazione del Geas in 2 partite per mano di Torino, consumatasi mercoledì scorso. Lo faccio attraverso una serie di idee che elenco come mi vengono, senza un filo logico. Anzi, magari in contraddizione l’una con l’altra.

NB: scrivo prima delle imminenti semifinali Under 19 perché non voglio farmi influenzare né in positivo né in negativo dalla kermesse giovanile. Qui parlo del Geas di A2, anche se metà delle giocatrici sono le stesse.

1) Di teste di serie numero 1 che escono 0-2 contro la numero 4 ce n'è mille nella storia di ogni playoff al mondo; è logico che possa succedere. Ma questo è il Geas delle 17 vittorie consecutive, delle future stars del basket italiano, degl'innumerevoli allori a livello giovanile e della promozione in pompa magna dello scorso anno: normale che le attese fossero alte (a prescindere dagli obiettivi prestagionali dichiarati, che da parte sua la società ha pieno diritto di rammentare) e non è un male, se qualcuno s'aspetta qualcosa di grosso dal basket femminile e non solo mediocre cabotaggio. Il rovescio della medaglia di quando mostri grandezza è che tutti s'aspettano che continui a mostrarla, soprattutto nel momento decisivo. E' l'ingiusta condanna che tocca, ad esempio, allo studente che prende sempre 30 e lode e la volta che si ferma al 28-29 è una delusione. La condanna a non poter arrivare secondi, ad avere molto da perdere e poco da conquistare.

2) Se la formula fosse stata la stessa dell’anno scorso, con la prima in stagione regolare che saliva direttamente, il Geas avrebbe imitato* Venezia, cioè 2 promozioni di fila con il proprio vivaio più qualche puntello. Anzi, finché le partite contavano (cioè togliendo le 2 sconfitte finali ininfluenti), il Geas aveva dominato anche più di quanto Venezia avesse fatto lo scorso anno. Discorso limitato al campionato, in quanto la Reyer la passata stagione vinse anche la Coppa Italia.
(* sebbene al variare della formula possa anche variare il rendimento; ma la classifica dice questo)

3) Ma ovviamente, se la formula prevede i playoff, lo scopo è arrivare al top quando ci si gioca tutto, non prima. Torino è arrivata ai playoff in grande crescita, il Geas è arrivato dopo una serie di prestazioni fiacche. Quindi Torino, che al completo non ha un roster di qualità inferiore (o non nettamente inferiore), elimina il Geas. Logico.

4) Quello che non trovo logico è il modo. A settembre, considerando anche le difficoltà di preparazione del Geas (azzurrine in riposo post-nazionali, poi "rapite" per il Mondiale 3 vs 3; acciacchi vari; Burani arrivata tardi, ecc.), e considerando la gioventù del gruppo, pensavo che avrebbero avuto difficoltà all’inizio (come sembrava anche dal torneo di Crema, quando persero 2 partite su 2), ma poi sarebbero andate crescendo, man mano che le esordienti in A2 prendevano confidenza e man mano che la lunghezza dell’organico sarebbe diventata risorsa fondamentale rispetto a chi era più corto e bollito.
Invece il Geas ha bruciato le tappe: alla terza giornata ha rifilato una lezione memorabile (+34) al Sanga delle grandi veterane. Tre partite in A2 e queste sembravano già di un altro pianeta rispetto a chi in A2 ci bazzicava da secoli. E le 10-giocatrici-10 erano in qualche modo tutte utili.

5) E invece poi? Da febbraio in avanti il Geas è andato calando. Sì, ha vinto le prime 5 partite della seconda fase; ma una prestazione brillante non la ricordo; solo sprazzi. A gennaio c’erano state due prove memorabili, a Genova e a Torino, sfiorando gli 80 punti, grandi percentuali, grande autorità. Ad aprile, il Geas a Torino in gara-2 segna 46 punti e perde senza neanche avvicinarsi troppo alla vittoria, contro un’avversaria orbata del play titolare, Montanaro, dopo 6 minuti e che ha tirato con percentuali misere. 77-44 il conto delle valutazioni di squadra.
Per gara-1 do molti meriti a Torino e non troppi demeriti al Geas: 2 punti in 8 minuti finali son roba brutta, però può succedere; dopo 32 minuti era a +4 e palla in mano, non una brutta situazione e si erano viste anche delle belle giocate.
La scivolata in gara-1, in ogni caso, è possibile per chiunque. Il problema è che la volta dopo, in teoria, dovresti avere una reazione forte. Genova in gara-2 ha perso anche lei, ma almeno ha comandato per 3 quarti, mostrandosi pronta a far di tutto per pareggiare la serie. Invece il Geas è andato peggio che in gara-1. Non c’è una logica, se non nel fatto che evidentemente le precedenti sconfitte (o vittorie risicate, vedi quella allo scadere con Vicenza) che sembravano “indolori” e “ininfluenti” erano la spia di un afflosciamento in atto, non reversibile. Non l’avrei pensato, perché ero d’accordo con coach Bacchini, che si mostrava sì scocciato per quelle prestazioni così-così ma non (troppo) preoccupato che fossero sintomo di qualcosa che s’era rotto. Anche se dopo l’ultima aveva avvisato: “Questo gruppo a volte pensa di poter accendere e spegnere la luce a suo piacimento, ed è un rischio”. Rischio sì, ma la loro storia sia giovanile che senior (lo scorso anno in A3) mostrava che quando contava, queste sapevano accenderla, eccome, la luce. Stavolta no.

6) Proprio il rendimento da febbraio in avanti mi fa dubitare della tesi del cedimento sotto pressione da parte delle giovani. Discorso complicato, quello della pressione. Con quale barometro la misuri? :blink: È normale che ci sia, come c’è per qualunque essere umano di fronte a una prova difficile da cui dipenderà il successo o l’insuccesso di qualcosa per cui ha lavorato a lungo. Però, perché la pressione dev’essere per forza un fattore negativo, anziché qualcosa che ti fa tirar fuori il massimo? E perché la pressione deve per forza bloccare una squadra giovane più di una esperta? Boscia Tanjevic diceva che spesso i giovani rendono meglio sotto pressione perché non hanno il peso delle tante sconfitte passate, e i mille pensieri, che hanno invece i veterani. E poi, se c’è un gruppo di giocatrici che ha affrontato con successo tonnellate di partite decisive (anche a livello internazionale) beffandosi della pressione, è proprio quello del Geas.
Torino non aveva pressione, sull'1-0, col "dovere" di chiuderla in casa per non sciupare tutto, e magari con la pressione dell'accordo appena annunciato col polo maschile PMS? E perché le ragazze di Trieste, altrettanto giovani, hanno insaccato Genova, più esperta? “Ma il Geas aveva la pressione aggiuntiva dell’essere arrivato primo e quindi aver tutto da perdere: logico”, si dice. Be’, forse sarei d’accordo, se il Geas fosse stato brillante fino al giorno prima dei playoff. Ma non lo è stato. Bacchini stesso ha detto: “L’inesperienza? Ok, ma non è che a dicembre (quando infilzarono il navigato Sanga in volata, ad esempio, ndMeur) eravamo esperti e adesso no…”.

7) Sfortune & infortuni. È indubbio che quando Mazzoleni è andata k.o. per un mese abbondante (tutto marzo e inizio aprile), senza ritrovare la condizione in tempo, il Geas ha perso un collante difensivo e offensivo, la tiratrice da 3 più precisa, la “stopper” designata sulle fromboliere avversarie (vedi Bocchetti in Coppa Italia, vedi Quarta in gara-1 e Domizi in gara-2: a nozze). E Burani ha giocato solo metà delle partite, per quei problemi muscolari che continuavano a risolversi per poi riacutizzarsi. Poi Barberis, Picco e Kacerik ai box per tutti i primi mesi. Barberis e Kacerik dall'inizio, in particolare, sarebbero state fondamentali per le loro peculiari caratteristiche. Invece, inserendosi a due terzi di stagione, han potuto solo dare qualche aiutino. Di fatto, tornare al completo in 14 non ha portato alcun lucro al Geas.
Torino ha scontato i suoi infortuni all’inizio (Montanaro a parte, ma questo riguarda il futuro), ma dalla seconda fase in avanti ha lavorato al completo. Al Geas era un viavai continuo di gente che rientrava e gente che si fermava. Questo può fornire una logica nel calo del Geas come squadra; ma non credo che spieghi tutto. Alcune giocatrici non hanno avuto problemi ma rendevano meglio a ottobre che ad aprile.

8) Le cifre delle due partite con Torino non parlano di una squadra che non ha lottato. Rimbalzi in attacco e recuperi sono su numeri elevati, soprattutto la prima voce dove è stato un dominio, e non è che il Geas sia bombato sotto canestro. Certo, quando l'1.55 Di Giacomo ti prende 8 rimbalzi (qualcosa che toglie ogni alibi), vuol dire che l'intensità non è stata comunque sufficiente. Però non si può dire che il Geas non l'abbia avuta.
Punti subiti? Non certo tanti, 58 di media. Sì, con smagliature, però non mi pare abbiano mai steso il tappeto rosso alle torinesi. E' mancata proprio la qualità offensiva, quella che prima c'era e da un certo punto non c'è più stata. Palle perse e percentuali sono un indice chiaro.

9) Un altro sintomo di quando una squadra non funziona al meglio è, secondo me, quando le giocatrici non protagoniste (alias comprimarie, se il termine non offende) spariscono e l’attacco si polarizza intorno ai due-tre elementi più forti, quelli in grado di non dipendere troppo dai meccanismi collettivi. Torino ha avuto Quarta super in gara-1, Coen brava in entrambe le gare, Montanaro importante finché c’è stata; però ha tirato fuori una Domizi da 16 punti in gara-2; la già menzionata piccola-grande Di Giacomo che non ha fatto rimpiangere la titolare, facendo registrare 9 di valutazione contro 10 di Arturi; persino un’Albano, ultima della panca, che in gara-1 entra e piazza due canestri da fuori di fila. Questi sono gli indizi di una squadra che funziona.

10) Il Geas ha avuto 1 punto dalla panchina in gara-1, un po' meglio con 7 in gara-2, nella quale in compenso due del quintetto han fatto 0. Altre cifre: in gara-1 Arturi + Gambarini + Zandalasini hanno segnato il 78% dei punti (43 su 55) e preso il 68% dei tiri dal campo (42 su 62); in gara-2 han segnato l'85% dei punti (39 su 46) e preso ancora il 68% dei tiri (45 su 66). Il fatto che la cifra dei punti sia superiore a quella dei tiri indica che, sebbene le percentuali delle "big three" siano state basse (Gambarini la migliore, comunque), quelle del resto del team sono state ancora peggio.

11) Il simbolo di quest’involuzione delle “comprimarie” del Geas, a mio parere, è in due giocate di Meroni: a ottobre, prima partita dell’anno, punto a punto con l’Astro Cagliari, prende un rimbalzo d’attacco importante e lo trasforma con energia; ad aprile, gara-1 con Torino, punto a punto, prende un rimbalzo d’attacco importante ma rifiuta l’appoggio da mezzo metro rigiocando palla fuori, come se avesse paura di combinare chissà qual danno se tirasse. :wacko: Ho rivisto il filmato dell'azione e forse la tipa ha avuto l'impressione che le avversarie le fossero più addosso di quel che erano in realtà, ma il fremito di disappunto del pubblico pare giustificato. Puoi mangiarti il canestro da sotto ma non rifiutarlo a priori.

12) Le giocatrici del Geas sono tutte brave. Ma a livello senior, alcune di loro sono un po’ come le cellule staminali: molto carine, belle potenzialità ma ancora indistinte. Simili sia fisicamente sia in quello che sanno fare. “Logico: sono giovani”, si può dire. Forse, ma nelle coetanee di Trieste io ho visto meno talento ma più specializzazione. In particolare, ci sono lunghe che giocano da lunghe.
Il difetto storico, forse l’unico, del super-vivaio Geas delle annate fra il ’93 e il ’96, è che non c’è mai stato un vero pivot. Del resto in Lombardia l’unica lunga di livello giovanile assoluto, in quelle annate, era la bergamasca Minali, quindi mancava proprio la materia prima. In tutti gli scudettini vinti il talento e le doti agonistiche del Geas sono stati sufficienti a non risentirne. Però a livello senior è difficile cavarsela con un gioco solo perimetrale. Non a caso le migliori prove del Geas nell’A2 di quest’anno sono coincise con spettacolari percentuali da 3. Nei playoff il tiro da fuori è venuto meno, e sotto canestro non c’era nulla che potesse compensare.

13) Logico, Burani in tale ottica è sul banco degl’imputati perché se una straniera ti fa 0 punti nella gara che decide la stagione, è un fallimento suo. E' stata presa proprio per puntellare la squadra nel suo punto debole e ha dato poco. Il confronto con Vida, l'unica altra straniera del quartetto che ha dominato il campionato, è penalizzante ma anche senza far paragoni è evidente che è stata una presenza poco influente. I guai fisici che ha avuto non l’assolvono. Ha una valutazione stagionale elevata per via dei rimbalzi, ma non è quasi mai apparsa pienamente integrata nel gioco della squadra. Però il dubbio è: le ragazze del Geas sanno giocare con un centro di spessore, visto che non l’hanno mai avuto in squadra (se non forse nelle nazionali giovanili)?

14) Se vinceva gara-2, il Geas giocava gara-3 contro una Torino senza Montanaro. Poi trovava una Trieste non imbattibile, con seconda possibilità nello spareggio con la perdente del Sud. E il trapasso A2-A1 non è più così duro come quando il Geas lasciò la massima serie: c'è una straniera in meno, ci sono squadre che han raggiunto una salvezza tranquilla portando su il proprio nucleo di A2. Quanto è grossa l’occasione mancata? Vista l’età del gruppo non dovrebbe essere certo l’ultima, anzi; però non sai mai cosa c’è nel futuro. Quest’anno di sicuro si poteva. In finale ci vanno due squadre che non hanno nulla più del Geas, se non il fatto di essersela giocata meglio quando contava. Per questo, secondo me, il discorso “non si cancella la stagione straordinaria”, per quanto sia verissimo, non può al momento consolare sul piano emotivo. (Se arriva lo scudetto U19 magari sì, ma ho detto che parlo solo di A2).

15) Franz Pinotti l’aveva previsto, forse più come ipotesi che come certezza, ma insomma diceva: “A me le tipe del Geas non convincono; nei playoff scuffieranno e noi potremo buttarle fuori” (questa è la sostanza, non le parole esatte). :o: Gli do atto della lucida visione in un momento in cui il Geas sembrava spanne sopra la concorrenza. L’unico problema di Pinotti è che non ha avuto le forze per essere lui ad approfittarne, bensì Torino.

16) Per la mancata salita del Geas non fa salti di gioia Carugate (se sale in A2, non potrà più avere sestesi in doppio tesseramento e sarà più difficile ottenere prestiti di elementi “scartati” dal Geas: gli servono e immagino non sia troppo conveniente rafforzar la concorrenza…) ma forse in fondo nemmeno il Sanga, perché qualcuna che non rientrasse nel roster di A1 del Geas avrebbe potuto prenderla. Con 3 squadre in A2 in un ristretto raggio, nel Milanese, potrebbe esserci qualche problema per chi non ha le tipe già pronte in casa. Di sicuro, la Lombardia per il terzo anno di fila non avrà rappresentanza in A1, salvo ripescaggi però non preventivabili adesso. Danni collaterali di una mancata promozione. "Logico, sì è logico, ma è tutto quello che so".

Nella foto: nell'innata espressività di Gambarini il contrasto tra il Geas festoso di dicembre (a sinistra, dopo aver beffato il Sanga) e quello deluso di aprile (a destra, durante gara-1 con Torino).

sabato 19 aprile 2014

Taccuino illustrato - 142

Ecatombe di serie-playoff, si diceva, mercoledì. Idem giovedì, ed è un peccato perchè qualche gara-3 in A2 o gara-5 in A1 non sarebbe dispiaciuta. Ma il richiamo delle vacanze a volte è troppo forte. No, probabilmente è una balla, questa; ma mi è rimasta questa fissa da quando, nel 2009, appresi che Penicheiro e Tillis avevano già prenotato l'aereo del ritorno prima di gara-2 tra Geas e Venezia e, coincidenza, dopo un maestoso +15 nel 1° tempo s'afflosciarono come soufflé. :wacko:
Non ci pare questo, comunque, il caso delle semifinali di A1 di quest'anno, che finiscono 3-1 per superiorità delle vincenti. Schio completa il suo progressivo prendere il sopravvento (dopo il k.o. di gara-1) e strapazza Lucca a domicilio, 53-76. Sontuosa Macchi con 25 punti, 8/8 da 2, 1/5 da 3, 6/8 ai liberi. Seconda o terza giovinezza per lei (ammesso che sia mai invecchiata), però è un po' inquietante che a 35 anni sia ancora l'unica italiana in grado di recitare da mattatrice assoluta in una semifinale-playoff, con l'eccezione forse di Sottana che però quest'anno non è in condizione. Per Lucca un'altra stagione onesta, ma il muro-Schio resta invalicabile.
Bella partita tra Umbertide e Ragusa, trasmessa dalla Rai. Umbre più ficcanti per metà gara, poi Ragusa sorpassa, le serventiane tornano in vantaggio ma nel finale una tripletta di triple (Gatti - Williams - Malashenko) lancia le sicule al break decisivo (65-76). A quanto dicevano in telecronaca, è la prima volta nella storia che una neopromossa arriva in finale. Complimenti anche se non è, sul piano tecnico, una grossa sorpresa. Riquna Williams sembra un carattere difficile (accenno di rissa con Consolini) ma è la miglior individualità del campionato (insieme forse a Macchi, ma col vantaggio della freschezza): con 30 punti è tornata a garrire dopo l'infortunio. Non so quante possibilità abbia Ragusa contro Schio, però è la finale più giusta.

In A2 Nord, brusca fine della corsa per Geas e Genova, le teste di serie numero 1 e 2. Genova comanda sino al 30', giocando bene, prima in attacco (38-44 al 20'), poi in difesa (9-7 il parzialucolo del 3° quarto), ma si spegne nell'ultimo quando soffia forte la bora di Trieste: 23-10 per il 70-61 che lancia il glorioso club giuliano alle soglie del ritorno in A1. Entrambe le squadre hanno 3 protagoniste realizzative (Vida 19, Trimboli 16, M.Miccoli 10 contro De Scalzi 19, Costa 18, M. Bestagno 12+16 senza però esplodere davvero, come già in gara-1), la differenza la fa la chilometrica panca delle concittadine di Saba (non la giocatrice di Cagliari, ma il poeta) con 18 punti a 3.
E quest'ultimo è un dato che pesa anche in gara-2 tra Torino e Geas: 18 punti a 5 per i cambi piemontesi, anche se sono quasi tutti di Domizi (16): nuovi problemi perimetrali della difesa sestese. Ma è solo uno dei tanti dati. Spalle al muro, Sesto non risponde bene, anzi incappa nel suo più basso punteggio stagionale e perde contro una Torino orfana di Montanaro dopo 6 minuti. La tascabile Di Giacomo, 1 e 55 di (non) altezza, la sostituisce arraffando 9 rimbalzi e smistando 5 assist, con un'energia incredibile. Risulta che abbia riempito Arturi di lividi, il che forse non è basket ma... "à la guerre comme à la guerre", diceva il saggio. Poi c'è la solita classe di Coen (16), c'è Salvini utile, c'è una Quarta che stavolta sparacchia (3/17) ma sa comunque tenere in apprensione la difesa.
Il Geas, ancor più che in gara-1, si polarizza intorno alle "big three" Zandalasini (18 ma 0/8 da 3), Gambarini (11 ma solo 2 nel 2° tempo), Arturi (10 con 3/10); il resto della squadra, 7 punti; ovviamente Burani con 0 è il dato più clamoroso. Le percentuali di squadra sono nuovamente una condanna (16/66): agli antipodi di quando a gennaio il Geas sbancò Torino con una prova scintillante. Meritato per le savoiarde, che però, a quanto pare, dovranno fare a meno di Montanaro per la serie finale e un conto è Di Giacomo che subentra e tiene miracolosamente botta, un conto è sopperire per 80 o 120 minuti... :o:

2-0 secchi anche nelle due serie di A2 Sud. Vigarano conferma la super-prova di gara-1 sbancando Catania con un poderoso 75-85 (anche se era solo +2 a fine 3° quarto) con 25 di Costi a vanificare i 30 di Brezinova. Ci si attendeva più resistenza da Ariano, che invece crolla 51-68 con Battipaglia, spinta dalla coppia di lunghe Riccardi (21 con 8/10 di cui 3 triple, 9 rimbalzi, 28 di valutazione)-Treffers (20, 14 rimbalzi, 31 di valutazione).

Ma c'era anche il codazzo finale delle Poules Retrocessione: conti chiusi al Nord, dove mercoledì Biassono cede netto con Alghero nell'ultima spiaggia, sicché Valmadrera l'indomani va in campo già salva. La notizia positiva? Nell'occasione torna in campo Porro dopo lunghissima assenza. Invece la stagione continua al Sud, giacché Viterbo approfitta di una Ferrara non motivatissima e conserva il salvifico (per ora) -6 da Civitanova, costretta un po' crudelmente ai playouts.

Infine, A3 giusto per dire che Pordenone, Carugate, Pesaro, Minerale Puro Roma (alias Pomezia/S. Raffaele) sono in finale, le altre si decide dopo Pasqua.

Nella foto: la festa di Torino, qui dopo gara-1 [foto P. Zampieri].

venerdì 18 aprile 2014

Taccuino illustrato - 141

Aria freddina, mercoledì sera, sulla collina di Costa Masnaga: una dozzina scarsa di gradi, la metà di 4 sere prima a Sesto. Latitudine a parte, è il classico rinculo della primavera che si verifica ad aprile dopo i primi caldi di fine marzo. :blink: Ma quello che spaventa davvero è il rinculo-playoff, cioè farsi sbattere fuori: e questa serata da dissociazione mentale, fra campi di A1, A2, A3 e pure Eurolega maschile (Milano), vedrà chiudersi una serie dopo l'altra. Non però quella tra Costa e Sarcedo, semifinale A3 tabellone A.
Per motivi, s'arriva al fortino masnaghese (espugnato solo una volta quest'anno, da Pordenone) quando le squadre sono all'intervallo: punteggio 28-27, quindi non ci si è persi momenti decisivi. Sarcedo, satellite del vivaio di Schio, si nota essere a ranghi ridotti (8 a referto), segnatamente con l'assenza di Reggiani, mattatrice di gara-1 con 27 punti: rapita dalla semifinale di A1 in contemporanea. C'è però la centrona azzurra Ercoli che fa girare al largo dall'area le avversarie, ancor più dopo il passaggio delle venete a zona. E Costa spadella dall'arco, dove chiuderà con 5/33. Però recupera palloni in pressing e riesce a piazzare un 8-0 a metà 3° quarto ma Sarcedo arriva 3 volte sino al ferro tornando avanti con Reani. La quale però, subito dopo, s'infortuna seriamente alla caviglia: brutta tegola alla vigilia delle finali nazionali U19. :cry:
Gli arbitri non avevano messo in preventivo la perdita di tempo per soccorrere la sfortunata ala scledense: così poi, per recuperare, sorvolano ad esempio su una badilata di Ercoli a Tagliabue che cercava di concludere in 1 vs 1. :angry: Sarcedo torna avanti di 4 (36-40), ma Costa ritrova baldanza con un canestro al volo di Tunguz su assist di Longoni, allo scadere (38-40).
L'ultimo quarto è strano: forse per l'infortunio a Reani, forse perché c'è la classica distrazione pre-festività, ma non c'è un'atmosfera da battaglia come ci s'aspetterebbe per una gara-2 di playoff. Tanti errori, nessun break e la partita scivola verso la fine (47-47 al 35'). A sparigliare le carte basta una tripla di Longoni, unico canestro dal campo per le locali negli ultimi 5', perché a sua volta Sarcedo ne segna solo uno con Mosetti (50-49 al 38'): nell'ultimo minuto sbagliano tutte, e la fiacca arbitrale va a vantaggio di Costa che, dopo la palla persa cruciale di Sarcedo (riapertura fuori misura di Ercoli raddoppiata sotto canestro), viene fallata 3 volte dalle ospiti senza che il bonus scatti ancora. Quando Longoni va finalmente in lunetta, mancano meno di 20 centesimi ed è virtualmente finita; la capitana di Costa (top scorer con 17 punti) arrotondicchia lo scarto con un 2/2 e chiude su un 52-49 che viene festeggiato molto sobriamente, in sintonia col clima un po' spento.
La compagine lecchese paga visibilmente la condizione non più ritrovata dopo la catena d'infortuni, però è squadra che lotta sempre; Sarcedo con Reggiani e in casa sua è superiore, ma il k.o. di Reani l'accorcia. E in più ci sarà la stanchezza per le finali U19. Costa potrebbe anche crederci, per gara-3.

Nella foto: l'infortunio di Reani che ha segnato in negativo la partita.

martedì 15 aprile 2014

Taccuino illustrato - 140

Rose e spine del weekend, completamento d'obbligo, che il tempo stringe e domani c'è una nuova tornata. In ordine di categoria, noblesse oblige: il Galatasaray è campione d'Europa. Dominio nella finale derby sul Fenerbahce: 69-58 ma era 26-7 dopo un quarto, clamoroso bis della partenza a razzo con cui la compagine giallorossa aveva tramortito la strafavorita Ekaterinburg due sere prima. L'incognita era su Sancho Lyttle dopo l'uscita per infortunio in semifinale: ha giocato alla grande, con 19 punti, anche se mvp è stata eletta Alba Torrens seppur sottotono con 9 punti rispetto ai sontuosi 29 della semi. Di là Pondexter 18 ma con 6/20. Ride il Gala, piange il Fener in finale per il secondo anno di fila (e quest'anno c'arrivava da imbattuto), ma ride soprattutto il basket femminile turco che, secondo un articolo pubblicato sul sito Fiba, sta vivendo un boom al di là dei milioni spesi dalle corazzate. Bene per loro, che tra l'altro ospiteranno i Mondiali in autunno.

A1 nostrana: ancora rispettato il fattore campo nelle cruciali gare-3 di semifinale. Umbertide spara a salve la sua grande cartuccia, non capitalizzando il vantaggio al 20' e 30' (situazione capovolta rispetto a gara-1): Ragusa vince con 16 di Malashenko e respira, perché andare nella tana di Serventi sull'1-2 era poco consigliabile. Mentre Schio regola 71-59 Lucca e l'impressione, al di là dello scarto (quello di gara-2 s'era dilatato ma solo nel finale), è che più si va avanti nella serie e più la profondità del team del supermercato scava il solco. Per Lucca 19 di Mahoney con 27 di valutazione: grandissima ma non può fare le pentole, i coperchi e pure i manici e i fornelli.

A2 playoffs: detto di Geas e Torino, ecco l'altro colpo esterno al Nord con Trieste che sbanca Genova. Analogie con l'altra partita: punteggio e scarto molto simili (59-66) e una giocatrice ospite che fa saltare il banco con 25 punti tondi, nella fattispecie l'indiziata numero 1, Vida. Trieste fa il bis di una settimana prima ma stavolta conta doppio. Genova ne ha 26 da De Scalzi (7/13 da 2 e 4/7 da 3) ma Bestagno ha problemi di falli e l'impressione è che la compagine del fu don Gallo abbia pagato un roster più corto rispetto a quelle della bora. Tanto per cercar l'analisi con la... lanterna, in comune nei k.o. di Geas e Genova è che han segnato quasi solo in 3 o 4; di sicuro per le liguri non si può parlare d'inesperienza, almeno delle singole (come team, chiaramente, è una debuttante), visto che Trieste è molto più giovine. Tutto aperto, comunque.
Al Sud invece fattore campo rispettato: Vigarano indossa il mantello da playoff (Zanoli che pareva in calo smazza 9 assist con 12 punti) e travolge 78-57 Catania che sembrava in forma smagliante; Battipaglia addomestica Ariano 55-49 pur avendo "solo" 12 punti e 12 rimbalzi da Treffers. Vista qualche foto di quest'ultima partita, sembrava un bell'ambientino caliente quello battipagliese.

A2 poules retrocessione (okkio che c'è l'infrasettimanale a chiudere): al Nord, Biassono perde ad Alghero e anche se Valmadrera fallisce il colpo-salvezza, solo un miracolo può salvare le brianzole di Fassina: vincere con Selargius (mica facile) e sperare che Valma perda in casa con Alghero (mica facile pure questo). Al Sud, Viterbo torna a sperare sbancando Crema: ora è a -6 da Civitanova, che vorrebbe dire playout.

A3: se è vero il detto di Pat Riley (coach dei Lakers di Magic Johnson) secondo cui "una serie playoff comincia davvero quando c'è una vittoria esterna", allora qui non s'è ancora iniziato visto che tutti e 8 i teams di casa han prevalso, con uno scarto minimo di 9 punti fino al +43 di Pesaro su Surriento. Effetto della formula che ha rimesso in giuoco cani e porc... ehm, diciamo squadre meno attrezzate provenienti dalla Poule Retrocessione.

Nella foto: la festa del Galatasaray, re d'Eurolega, sulla homepage di un sito sportivo turco.

Taccuino illustrato - 139

Domenica, ancora playoffs. Stavolta A3, per seguire gli unici della zona che han detto di voler salire e che se non si sale non va mica bene. E cioè Carugate, impegnata in gara-1 con Riva del Garda provenendo da un periodo difficile. 6 sconfitte in 8 partite di seconda fase, k.o. immediato nella Coppa Italia casalinga, zizzaniatori in azione sul forum, che per quanto la zizzania valga poco, è spia di tensioni che trapelano. Ma anche, bontà della sorte, un colpo di fortuna notevole nell'incredibile parità a 5 squadre di fine stagione regolare: Pordenone, Sarcedo e Costamasnaga le 3 da evitare, tutte finite nell'altro tabellone. :woot: Insomma una strada apparentemente spianata, perché né Albino né Riva del Garda né Lavagna pare abbiano velleità di salire. Ne erano consapevoli le giocatrici carugatensi fuori dal palazzetto del Geas, sabato sera, dopo aver assistito alla partita delle loro compagne di uscite notturne milanesi al "Ganas" di corso Como. Però anche pressione aggiuntiva, per loro, perché fallire non avrebbe alibi. Così come pressione e responsabilità incute l'imponente rotonda griffata con le insegne della Castel, il main sponsor, che s'incontra all'ingresso in Pessano. Quando si gioca in primavera, con la luce, noti di più l'impatto rispetto al buio invernale. -_-
Chiacchiere per riempire lo spazio corrispondente al primo tempo, che non ho visto per motivi. Arrivato all'intervallo, il tabellone dice 26-24 Carugate, quindi sofferto +2. Ma da Nazza Lombardi, coach di Albino (e della selezione lombarda al Trofeo Regioni), lì in tribuna, s'apprendeva che Carugate era stata addirittura a -13. Roba da mezzo dramma, viste le premesse. Ma s'era già ripresa bene.
Nel 3° quarto è continuata l'escalation di Carugate. Il quintetto Mazzoleni (reduce da Geas la sera prima, e al ritorno in maglia Carugate dopo oltre un mese d'infortunio)-Robustelli-Viganò-Schieppati-De Gianni è obiettivamente di lusso per la categoria. La Rivana mi è parsa squadra volenterosa ma corta, almeno per quanto concerne le giocatrici portanti: di rotazioni ne ha fatte, ma i punti li segnavano le due esterne Bonvecchio e l'anziana centrona Consolati, calate le quali è sceso il buio. Consolati è uscita per il 4° fallo, è rientrata molto più tardi e dopo 3 secondi (!) era già fuori per aver malamente cercato di raspar palla a Viganò, rifilandole uno sgrugnone puntualmente sanzionato. :wacko: Buone circolazioni-palla per Carugate contro la zona, con 6 canestri da sotto nel solo 3° quarto; e all'occorrenza qualche bombetta per aprir la scatola. Mentre Riva andava in vistoso debito d'ossigeno. Sul 48-31 al 30' era già finita. Patron Gavazzi, assiso in un angolo della piccionaia del palazzetto, poteva respirare.
Finale 60-41, Robustelli mvp in gran spolvero con 21 punti, 4/4 da 3 compresa una tripla dopo palleggio dietro la schiena, notevole. Anche Schieppati, De Gianni, Mazzoleni (per la verità un canestro solo) hanno sciorinato belle robe. Insomma una superiorità netta una volta sciolta la tensione iniziale. Nei playoff mai dire sacco se non ce l'hai nel gatto. Il sereno però è tornato su Castel-city, come il sole al tramonto si stagliava nitido sull'orizzonte della campagna fra Pessano e il casello di Agrate.

Nella foto: Robustelli vola a canestro in un suggestivo scatto di Marco Brioschi.

lunedì 14 aprile 2014

Taccuino illustrato - 138

Fino a che punto è una sorpresa la vittoria di Torino in casa del Geas sabato sera in gara-1? Grossa rispetto a quello che il Geas è stato per due terzi di stagione regolare; grossa rispetto al 2-0 negli scontri diretti fra le due squadre, con un dominio scintillante di Sesto nel più recente dei due; piccola rispetto a ciò che stavano mostrando gli ultimi esiti delle due squadre, ossia una Torino con la freccia sparata verso l'alto e un Geas da 3 sconfitte nelle ultime 4 partite ufficiali.
Detto questo, gara-1 è la meno decisiva delle partite di una serie, quindi trarre conclusioni trionfalistiche per chi ha vinto e catastrofiche per chi ha perso, viene sì naturale ma sarebbe precipitoso. Meglio limitarsi a dire che è stata una delle partite più interessanti della stagione al Nord e che gara-2 promette di esserlo ancora di più. Si conferma una tradizione sfavorevole al Geas: non vince una gara-1 di playoff da più di 10 anni. :woot:
Playoff di A2 che tornavano al PalaCarzaniga dopo 6 anni, dopo la leggendaria vittoria dedicata a colui che adesso dà il nome al palazzetto, per l'occasione gremito da una delle migliori affluenze stagionali (350? 400? Buon drappello ospite). Motivi d'interesse sul Geas già prima d'iniziare: con 14 giocatrici a disposizione (per la prima volta), chi avrebbe tenuto fuori Bacchini? Alla fine 3 scelte su 4 non sorprendono: Picco, appena tornata da lunga assenza; Galli e Bonomi, una segnalata con acciacchi, l'altra leggermente meno quotata delle pari-ruolo. Forse Barberis ci stava di più, per l'energia, ma al posto di chi? Difficile.
Zona contro zona in avvio; poi entrambi i coach passeranno a uomo, nella ripresa. Torino fa subito vedere di essere lì con baldanza. Coen segna 9 punti nel 1° quarto, Gambarini e Zanda replicano sia da sotto che dalla media, Domizi contro-replica con buon impatto dalla panchina. 16-19 a fine 1° quarto, e quel pizzico in più per quelle della Mole arriva proprio dai cambi: emblema è la minuscola Di Giacomo che ruba palla da dietro a Zanda, si ripeterà nel 3° quarto.
Secondo periodo, andamento simile. Belle giocate da entrambe le parti, alternate a palle perse per eccesso di velocità. Torino tira decisamente meglio (13/28 contro 15/41 all'intervallo), il Geas compensa con molti rimbalzi in attacco. Burani è coinvolta solo a sprazzi, e non sempre fa buon uso della boccia, però sotto le plance arraffa. Non solo lei, comunque, perché Torino di centimetri e stazza non abbonda. Geas anche avanti (28-25) ma non ha continuità. All'intervallo è 36-38 dopo un'entrata spacca-difesa di Gambarini quasi sulla sirena, fotocopia di una che le riuscì nel derby di andata con Milano.

Inizio ripresa: 9-0 immediato per il Geas, con tripla di Arturi, 4 punti super di Zanda e un piazzato di Burani: 45-38. Può essere la svolta per Sesto e invece lo è per Torino (controparziale di 0-8), perché risponde subito dimostrando grande consistenza, a se stessa e alle avversarie ("ohibò, queste non ce le scrolliamo di dosso"). Si sblocca Quarta, avvisaglia di ciò che sarà. In pratica un blackout e una fiammata per squadra, per un parziale solo di 11-8 nel 3° quarto che finisce 47-46, tutto da giocare.
Altro fuoco di paglia pro-Geas al 31': Zanda (17 punti alla fine + 9 rimbalzi ma 7 perse) segna in entrata, tecnico a Santuz, 2 liberi trasformati da Arturi (53-49) e rimessa sestese. Anche se Zanda stessa esce poco dopo per 4° fallo (e i suoi 4 minuti in panca peseranno, pure su di lei perché quando rientra non segna più) Nessuno può pensare che il Geas segnerà 2 punti da lì alla fine, cioè in 8 minuti e mezzo, più per palle perse a catena che per errori al tiro. E pensare che Torino, in quel frangente, manda sul ferro 4 liberi di fila. Ma non s'abbatte, morde, trova la risolutrice in una Quarta da 14 punti nell'ultimo quarto (25 totali), eccezionale. La tipa confeziona il sorpasso uccellando, in 1 contro 1 o con piazzati in faccia, le marcatrici tra cui Bacchini non riesce a pescare quella giusta.
Ma il problema è soprattutto in attacco dove il Geas non segna proprio mai. 54-54 al 35': non è che Torino segni a raffica. Ma altri 5 punti di Quarta nel giro di 3 minuti sono risolutivi visto che di là ne arrivano zero... E quando Gambarini (la più calata nella ripresa: 1 solo punto dopo i 14 all'intervallo) frana addosso a Quarta che stava tirando da 3, si chiude virtualmente la disfida. 55-63, scarto dilatato dai falli; Torino non ha certo dominato ma ha convinto. Ora però deve dimostrare di sapersi ripetere mentre per il Geas la missione è la seguente: pareggiare la serie mercoledì 16, poi andare alle finali nazionali U19 da venerdì 18 a martedì 22, tornare a casa e chiudere la serie giovedì 24. :o: Titanico. Può venir fuori un fiasco sui due fronti, un successo parziale o un trionfo assoluto. E in più magari qualcuna ha il compito in classe di matematica e la versione di latino che decidono l'anno scolastico.

E' da ieri che sento chiedere: "Ma come ha fatto il Geas a perdere?". La prima cosa da rispondere è che Torino è forte. Contro Torino non vinci per forza d'inerzia, cioè per debolezza altrui. Poi si possono trovare motivi legati al Geas, però da valutare.
- Inesperienza: certo, se si pensa che Montanaro e Quarta l'anno scorso han vinto i playoff di A2 con Spezia, mentre il Geas ha solo 2 elementi over 21, si può pensare che abbia pesato questo fattore. Forse sì, ma, come detto nelle varie discussioni di queste ore, se Trieste che è junior batte Genova che è senior, vuol dire che non è una norma.
- Panchina Geas improduttiva: 1 punto in tutto e per tutto; lo sottolinea il comunicato stampa della società (cui aggiungiamo il -9 di valutazione): non saprei dire se è una causa primaria ma senza dubbio è pesato. S'era già verificato a Napoli in Coppa. Strana l'involuzione di alcune giocatrici che non solo non segnano, ma nemmeno tirano. Emblematica Meroni che nel finale prende un rimbalzo in attacco sul -2, avrebbe un appoggio da sotto con spazio, ma la ributta fuori tra il disappunto del pubblico. C'è qualcosa che non va: se troppo è delegato alle "big three" (Arturi-Zanda-Gamba) più Burani come supporto, le suddette finiscono per arrivare meno lucide in fondo, e far errori non da loro. Se non altro, Kacerik si è presa le sue responsabilità, anche se ha fatto 2/8. Ma era in quintetto.
- Mazzoleni: era il perfetto raccordo tra le "big three" e il resto della squadra; era il miglior difensore sulle tiratrici perimetrali. Con lei non al meglio (appena rientrata dopo un mese di stop) il Geas perde un quarto polo fondamentale in attacco (triple, contropiedi) e fatica a contenere le 2/3 realizzatrici. Tant'è che Bocchetti è stata bocca da fuoco e Quarta ha messo la quinta. Non credo sia un caso.
Ma tutto ciò può diventare sorpassato già da mercoledì sera.

Nella foto: Arturi controllata dalla tascabile Di Giacomo mentre Montanaro marca Gambarini.

domenica 13 aprile 2014

Taccuino illustrato - 137

Rimaneva da parlare delle miserie della settimana appena trascorsa. Miserie come il patron di Udine che annuncia la chiusura e se la prende con le giocatrici che chiedono gli arretrati; come Brindisi che non si presenta a Ferrara (oggi) perché conviene più la multa che la trasferta; come i 2 punti di penalizzazione rifilati a Milano, a campionato finito, per un "criminale" ritardo di un paio di giorni nelle rate Fip.
Certo, tutta roba di A2, figlia di un dio minore e più propensa ad andare a ramengo quando il vento è contrario. Ma ieri sulla Gazzetta c'era un'intervista di Bibi Velluzzi a Elodie Godin che lamentava, appunto, le miserie del basket italiano anche di A1, ad esempio l'aver giocato il quarto di finale a Orvieto davanti a 100 spettatori. E dice che in Francia non c'è la concorrenza del volley e che le partite vanno in tv mentre da noi mai e sarebbe invece importante. Ma quest'ultima cosa probabilmente non è condivisa da chi conta, perché non mi pare si sia fatto molto per avere lo spazio fisso in Rai durante la stagione regolare, e quando gara-1 Umbertide-Ragusa è stata anticipata alle 18.45 per mandarla su RaiSport (prima partita trasmessa dopo un anno), c'è stata una mezza sollevazione dell'ambiente umbro. Chiaro, se poi l'apparizione tv non si sa come monetizzarla, tanto vale non averla (si ritiene).

Esaurite queste lagne, va detto che quella di martedì 8 è stata una delle più belle serate-playoff degli ultimi anni. Gare-1 di semifinale, due volate e due vittorie per la squadra peggio piazzata, quindi con speranze di avere due serie vive e incerte. Grande rimonta di Umbertide, dominata per lunghi tratti da Ragusa (rientrata Williams ma non al meglio), con Micovic in avvio e con un'ottima Malashenko (19); poi da -12 a inizio 3° quarto la rimonta umbra, con molto collettivo e molto agonismo, con un "numero" di Gorini per il -2, poi un canestro di Consolini per il -1, infine un'entrata di Fontenette subendo pure fallo da Williams per il sorpasso a -3" dopo un'infrazione di passi di Gatti. Insomma, per il ritorno in tv s'è avuta se non altro una partita emozionante.
In serata poi il bis con Lucca che impallina Schio, esorcizzando finalmente il tabù con la Famila nelle partite che contano. Tre quarti sotto, per le toscane, ma mettono la freccia nell'ultimo. Mahoney la grande trascinatrice, lei che sa come si batte Schio avendolo fatto varie volte con Taranto. 21 punti, 32 di valutazione, compreso un tiro da fuori essenziale nell'ultimo minuto. Poi Schio sul -3 protesta perché Sottana subisce un contatto da F. Dotto su tentativo di tripla ma gli arbitri non fischiano: finisce 63-59.

Venerdì le gare-2 rimettono le cose nei binari dei pronostici, con dominio di Ragusa su Umbertide (83-55; a parte le straniere da segnalare i 12 di Galbiati) e un +15 franco ma in realtà sudato per Schio su Lucca (76-61) che aveva rimontato da -16 a -1, con 19 di Mahoney contro 16 di Macchi. Avremo due gare-4 e, magari, almeno una gara-5.

Nella foto: l'aspra battaglia tra Umbertide e Ragusa [da Basketinside].

sabato 12 aprile 2014

Taccuino illustrato - 136

Grandezze e miserie della settimana. Partiamo dalle grandezze: Connecticut vince il suo nono titolo Ncaa, tutti col sommo paisà Geno Auriemma in panchina (Diana Taurasi tra le sue più celebri allieve del passato), battendo Notre Dame 79-58 nella finalissima di martedì 8 a Nashville, davanti a "soli" 17.500 spettatori. -_-
Si scontravano le due supercorazzate imbattute della stagione (Notre Dame aveva fatto polpette anche di Robert Morris della nostra Ravelli) ma UConn s'è dimostrata di un altro pianeta, perforando la difesa avversa con una serie di tagli, giochi a due, back doors, give and go, rock and roll, da lasciar tramortiti. Notre Dame ha resistito un po' (45-38 il 1° tempo) poi s'è stroncata. MOP, l'equivalente di MVP, è stata per la seconda volta di fila Breanna Stewart, ala di 1.93 che è solo una sophomore, cioè 2 anni di college/2 titoli/2 mvp, che ha segnato 21 punti. Connecticut ha fatto doppietta col titolo maschile vinto la sera prima.

Potere turco alle Final Eight di Eurolega, che han tenuto banco tutta la settimana: la finale di domani è tra Fenerbahce e Galatasaray. La prima non sorprende affatto: è imbattuta in tutta quest'edizione e aveva una semifinale da netta favorita contro Bourges, dove ha sofferto a lungo ma ha chiuso 59-50 con 22 punti e 10 rimbalzi di Angel McCoughtry. Nella compagine turca bianco-giallo-blu c'è anche Isabellona Yacoubou che ricordiamo a Schio ed è fidanzata con un attore italiano.
La seconda, invece, è una clamorosa sorpresa perché il Galatasaray, certo non modesto nel roster ma non stellare come le dirimpettaie del Bosforo (ricordiamo che il Gala ha sede nella parte europea di Istanbul mentre il Fener in quella asiatica), fronteggiava le padrone di casa di Ekaterinburg. Orbene, già era arduo pensare che una squadra con Taurasi, Parker, Nolan, Bird, Gruda, Jekabsone, Dominguez e altre tutt'altro che scarse potesse perdere in casa; pura fantascienza che potesse trovarsi sotto di 25 dopo poco più di 2 quarti, davanti a 5000 tifosi attoniti. :woot: E invece è quel che è successo. Il Gala ha fatto leva sul duo delle meraviglie che, dopo aver battuto la Francia in casa sua a settembre, s'è regalato un clamoroso bis a livello di club: parliamo del duo spagnolo Alba Torrens (29 punti con 7/14 da 3: più che mai regina d'Europa)-Sancho Lyttle (12 in soli 8' uscendo per infortunio), cui s'è aggiunta la frizzante Shavonte Zellous con 19. Ekaterinburg, con quel po' po' d'organico, non poteva non reagire ma è riuscita solo a rendere dignitoso lo scarto finale (77-70). Per la compagine degli Urali riprende la maledizione europea spezzata solo lo scorso anno, ma che l'ha vista, da un decennio a questa parte, scuffiare sul più bello, a dispetto di organici extralusso. Forse in quest'occasione ha puntato un po' troppo su veterane dalla panza pienissima, rispetto a un Gala con la voglia d'emergere. Taurasi 21 punti ma evidentemente il problema è stato in difesa.
Fenerbahce e Galatasaray si erano affrontate anche nel round a gironi di queste finali: vittoria 68-66 per il Fener in rimonta. Un gruppo A superlativo per equilibrio: 6 partite con scarto massimo di 7 punti. Il top nell'ultima giornata: Fener di 1 sullo Spartak delle giovani russe, e Gala di 2 sul Kayseri di Sabbri Cinili (9 punti in quella partita), che finisce ultimo ma non con disonore, da debuttante al gran ballo. Nel gruppo B, meno competitivo, Ekaterì aveva fatto a pezzetti Orenburg (+35), Bourges (+39) e Praga (+15), forse troppo facilmente, afflosciandosi agonisticamente anzichè caricarsi a pallettoni come il Gala dopo 3 partite durissime. Altre spiegazioni per il -25 in 25 minuti di semifinale non ce ne sono...

Nella foto: la prima pagina del sito di Espn con la vittoria di Connecticut.

lunedì 7 aprile 2014

Taccuino illustrato - 135

Primule residue del weekend (A1 già liquidata un paio di taccuini or sono). In A2 Poule Promo Nord c'era da definire chi arrivava terzo e chi quarto: la spunta Trieste che va a vincere a Genova 59-62 dopo un supplementare: ancora in spolvero Vida (21 + 10 rimbalzi) anche se Bestagno fa meglio (23 + 17 rimbalzi per 34 di valutazione), brave le Under 19 a non risentire dell'interzona finito due giorni prima. Curiosamente la sfida si ripropone subito, sullo stesso campo, per i playoff.
Dunque Torino prima di scendere in campo a Muggia sa già di esser quarta; in ogni caso pialla le confinarie 54-73 con 23 di Quarta in 25'. Le concittadine di Lapo Elkann si confermano in grande ascesa in questa Poule, che terminano con 7 vinte-1 persa.
Lo stesso non si può dire della loro avversaria nei playoff, il Geas, che dopo aver incantato nella prima fase ha finito in calando: 3 sconfitte nelle ultime 4 partite, Coppa Italia compresa. L'ultimo k.o. sabato a Vicenza, dove le ex campionesse d'Europa hanno onorato con una vittoria il ritiro (bis) della grande Zimerle, la quale s'è onorata anche da sé con giuocate decisive nel finale. Arturi ancora top scorer per il Geas con 22 punti, 5/8 da 3, 29 di valutazione: notevolissimo come sia diventata anche un'eccellente finalizzatrice oltre che la costruttrice che è sempre stata; tuttavia per la squadra non mi pare una gran notizia, quando lei deve fare sia il boia sia l'impiccata, perché se lo fa vuol dire che le compagne non stanno producendo a sufficienza.
Non sono tanto queste 3 sconfitte in 4 partite a preoccupare, però (in quest'ultima è stata tenuta a riposo Zandalasini oltre a Barberis, Kacerik, Cassani: ma coi ritorni di Mazzoleni e Picco c'erano comunque 10-giocatrici-10), bensì il fatto che da quando è iniziata la seconda fase, una prova brillante del Geas non me la ricordo. Star 3 quarti punto a punto in casa con Muggia priva di Borroni, ad esempio, è una mezza sconfitta. Ma le motivazioni non potevano essere a mille, avendo già il primato in sacca.
L'arrivo dei playoff riaccenderà la luce? Ovviamente, se succederà, diremo: "Era prevedibile: Bacchini sapientemente ha programmato un calo di tensione per poter tornare al top al momento giusto". Se invece non succederà, diremo: "Era prevedibile: Bacchini non è riuscito a tenere alta la tensione dopo esser giunto al primato troppo presto, e poi non è che basta schioccar le dita per ritrovarla". :blink:

In Poule Retro Nord, possibile svolta decisiva a 2 turni dal termine: Valmadrera vince 58-59 ad Astro Cagliari e si porta a +8 su Biassono che perde 59-65 con Virtus Cagliari. La colpevole? Innocenti: 28 punti. Se finisse così, Biassono retrocederebbe diretta. In Poule Retro Sud, situazione simile con Civitanova a +8 su Viterbo.

In Poule Promo Sud, Vigarano arraffa in extremis il 2° posto travolgendo 62-43 Ariano Irpino e vincendo la classifica avulsa con Catania (terza) e la stessa Ariano (quarta). Battipaglia prima. Quindi Battipaglia-Ariano e Vigarano-Catania: grande equilibrio, grandi sfide, posizioni che non è detto rispecchino i reali valori, che si sono già rimescolati mille volte in questo girone "bombato" di stars della categoria.

In A3, erano già decise le 4 promozioni dirette, quindi si giocava solo per le posizioni in griglia-playoff, ma va sottolineata la straordinaria parità a 5 squadre creatasi nella Poule Promo Nord: nell'ordine finiscono Pordenone, Carugate, Albino, Sarcedo e Costamasnaga. Vedi i paradossi: Carugate perde la sesta partita su 8 ma finisce quarta, con fattore-campo per tutti i playoff e in un tabellone senza le 3 più temibili (Pordenone, Sarcedo e Costa); Costa batte Castel S. Pietro ma non guadagna manco una posizione e si becca gli spauracchi, ovvero i due vivai di A1. I quali francamente non sappiamo se avranno l'ordine dalle case madri di salire o meno, ma come talento sono le migliori.

I responsi finali dei confronti incrociati tra i mini-gruppi di prima fase: A2 Poule Promo Nord = 22-10 per il Nord-Ovest sul Nord-Est; A2 Poule Promo Sud = 24-8 per il Centro-Sud sul Centro. :woot: ; A3 Poule Promo Nord = 22-10 per il Nord-Est sul Nord-Ovest; A3 Poule Retro Nord = 24-8 per il Nord-Est sul Nord-Ovest.

In B lombarda, promossa Canegrate in A3 con 2 turni d'anticipo: meritano un plauso speciale le superstiti della disciolta Rho (Menapace, Poli, Stefania Gatti le principali), che conquistano la terza promozione in 4 anni e forse finalmente potranno salire nei campionati nazionali: le prime due furono annullate dallo scioglimento di Rho e dalla riforma dei campionati.

Infine, da ricordare che oggi (lunedì) è iniziata la Final Eight di Eurolega: 3 russe, 3 turche, 1 francese, 1 ceca. Zero italiane, e non stupisce, ma anche zero spagnole. L'oriente domina.

Nella foto: Vicenza celebra Zimerle con una gigantesca coppa fatta di polistirolo espanso avvolta in carta stagnuola.

Taccuino illustrato - 134

Che meravigliosa domenica di primavera, in Brianza meridionale. Cielo limpido, temperatura poco sotto i 25 gradi (cioè perfetta), prati pieni di margherite appena spuntate. Perché, dunque, andare a ficcarsi in macchina e poi nel chiuso di palazzetti divenuti improvvisamente surriscaldati? Ma il richiamo della foresta, o meglio della foresta trasformata in parquet per mano d'abili piallatori, è più forte del richiamo del praticello. E ancora una volta, per il gusto di strafare, si cercava di veder 2 partite in contemporanea, una doppia sfida tra milanesi e friulane, col risultato di gustar poco di entrambe. :blink:
Prima tappa: nella campagna mista a capannoni dell'hinterland est milanese, in quella Pessano che 2 settimane or sono per la Copp'Italia di A3 era così grigia e piovorna, e oggi invece ridonda di sole. Nuvoloso, invece, l'umore dell'ambiente di Carugate, dopo 5 sconfitte in 7 partite di seconda fase più il rovescio al 1° turno della Coppa casalinga. Di fronte Pordenone delle giovani veneziane, in uno scontro diretto valido per il 3° posto, col rischio per la perdente di scivolare parecchie posizioni indietro, per via di una maxi-parità nell'aria, con Albino, Sarcedo e Costamasnaga. Per le ospiti c'è, un po' a sorpresa (mai utilizzata finora in A3, solo in A1), anche Elisa Penna, la '95 ex Geas. Le altre sono le "starlettes" giovanili Marangoni, Pan, Peresson, Vanin, Nicolodi eccetera. Per le padrone di casa invece niente Mazzoleni, tornata (pure lei a sorpresa) la sera prima col Geas in A2: ora è in tribuna insieme a un clan Geas comprendente Arturi, Nonino, "Ambros" e l'altra tipa non me la ricordo.
Inizio equilibrato, con Carugate più elaborata nelle esecuzioni e più precisa al tiro (in evidenza De Gianni), mentre Pordenone attua una zone-press, ruba palloni, corre e alterna buone soluzioni da sotto, sia individuali sia frutto di assists, a sparacchiamenti a salve dalla lunga distanza, a differenza di Carugate che segna 3 triple nei primi 12'. Partita che promette equilibrio e interesse sino in fondo, ma sul 25-23 al 14' (De Gianni già 10 punti, Penna 6) è tempo di andare. :cry:

La macchina ripercorre veloce la pseudo-campagna, schizza in Tangenziale Est, e appena 12 minuti dopo ecco i palazzoni della periferia nord-est di Milano: l'interminabile ma scorrevolissima via Palmanova, poi via Cambini dove il PalaGiordani si presenta nella versione primavera-estate, ovvero col sole che irrompe dai finestroni e crea un certo effetto serra. Milano-Udine di A2 è al 24' di giuoco, sul +8 per la compagine friulana. Davanti a un pubblico piuttosto folto (ingresso gratuito), è sfida tra organici svuotati dalla crisi economica: Milano a inizio stagione, a parte Gottardi per motivi extra-basket; Udine a stagione in corso, ed emblematicamente ha due tipi di maglia diversi: quelle dell'anno scorso hanno tanti marchi di sponsors e i nomi delle giocatrici sul retro; quelle nuove hanno pochi sponsors e niente nome... :woot:
Per entrambe è l'ultima uscita di questa stagione liofilizzata da 20 partite (gli Under 10 del Csi milanese ne fanno 19, cioè solo una in meno, tanto per dare l'idea); :ph34r: e partita, questa, che oltretutto non conta nulla per la classifica perché la vittoria di Vicenza, ieri, col Geas ha inchiodato Milano al 7° posto comunque vada, con Udine già ultima. E allora che ci vado a fare? :huh: Be', un estremo omaggio alle veterane del Sanga ci voleva. In campo, peraltro, in quel momento ci sono le giovani (Falcone, Smaldone, Colli, Lepri, Perini, sprazzi di Cismasiu), le quali si battono con grinta, ma, inevitabilmente, sono friabili in difesa e Udine va a +10, poi quando Milano torna a -4 ripristina il +10 al 30'.
A inizio ultimo quarto tornano Frantini e Calastri (Stabile era già rientrata un po' prima), ma cambia poco: Frantini (febbricitante, pare) segna, Calastri segna, le giovani però non più, né Stabile; e la difesa è porosa. Ogni volta che Milano realizza, Udine risponde subito, quasi sempre da sotto. In poche parole il Sanga non va oltre il -7 e il finale è 56-68. Sorrisino finale per Udine, prima vittoria della seconda fase, mentre per le concittadine della tennista Schiavone (per dirne una di periferia) si finisce con 10 vinte-10 perse, con gli splendori dei playoff 2013 che paiono lontani un lustro e non 12 mesi, ma poteva anche andare peggio. Le emozioni della post-season, in zona, quest'anno sono di casa altrove.

Ah, s'apprenderà poi che Pordenone ha vinto 52-59 su Carugate, che però cade in piedi, finendo quarta e quindi col fattore-campo per tutti i playoffs al pari delle friulane.

Nella foto: Schieppati di Carugate in percussione contro Pordenone (sopra); Calastri di Milano in appoggio da sotto (sbagliato) contro Udine (sotto).

domenica 6 aprile 2014

Taccuino illustrato - 133

Zangole della settimana, con mini-estensione al sabato (cioè stasera) per quanto concerne l'A1. Dove le 4 semifinaliste sono le prime 4 della stagione regolare, ovvero la solita storia degli ultimi 7 anni (cioè quelli in cui stiam tenendo il conto) con l'unica eccezione dello scorso, quando Umbertide infilzò Taranto, ultimo atto del club del golfo prima di sciogliersi.
Ragusa e Lucca s'eran già qualificate domenica scorsa, mercoledì s'è aggiunta Schio, stasera Umbertide ai danni di Parma, unica serie andata a gara-3. Parma anche quest'anno non riesce a rinverdire i fasti antichi; ma giocare con 2 straniere contro 3 è un handicap pesante. Macaulay + Harmon han fatto 36 punti + 22 rimbalzi; il resto della squadra, cioè le italiane, 14 + 16. :cry: Ho l'impressione che a certi presidenti, se gli si parla di tornare a 2 straniere per squadra, viene l'orticaria. Vedremo Ragusa, rimasta appunto in 2 forestiere (se Williams non recupera), come se la caverà contro Umbertide medesima: per me, se le straniere di Umbè non han deciso che le vacanze iniziano tra una settimana, è favorita la compagine di Serventi.
A proposito di umbre, onore delle armi per Orvieto che, dopo il -61 a Schio, perde gara-2 solo di 36 ed era appena -10 all'intervallo. :ph34r: Sarcasmo ma cosa ci si può fare? Sono due squadre solo formalmente nella stessa categoria, farle scontrare ha lo stesso significato sportivo che mettere un peso massimo sul ring con un peso piuma, ovvero nessuno. Contro Lucca dovrebbe essere più interessante, anche se il 3-0 resta l'esito più probabile. Ma almeno su Lucca di Diamanti si può scommettere che battaglierà con denti, unghie e morsi. Visto che s'accenderanno le telecamere di RaiSport (fuochi d'artifizio per celebrare l'incredibile evento), l'auspicio è di offrire qualcosa di piacevole.

A proposito di pesi massimi contro pesi piuma. E' stata la settimana degli interzona Under 19 e, come per Schio contro Orvieto, gl'impegni contro le malcapitate di turno sono stati un puro esercizio della supremazia per le big assolute Geas e Venezia. 90-41, 90-45, 92-22 i tre risultati del Geas, il quale oltre alla sua sontuosa sommatoria di talenti aggiungeva Tagliamento. Cioè tu pensa le varie Zandalasini, Gambarini, Kacerik, Barberis e tutte le altre, più Tagliamento, contro delle povere ragazze di paese. Se non altro, la Reyer ha dovuto giocare una partita in meno vista la defezione delle siciliane nell'interzona di Prato (le 3 che dovevano disputare la finale regionale si sono ritirate in blocco), e comunque ha vinto solo di 46 e di 34.
Per il resto, scarti meno eclatanti ma chi doveva passare è passato: Anagni, Bologna, Castel S. Pietro, Battipaglia, Schio, Trieste. Scarto medio nelle partite decisive, cioè tra la prima e la seconda degli 8 interzona: 21 punti (uniche in singola cifra: Anagni +5 su Cremona, Trieste +9 su Moncalieri).
Da notare poi che, fra interzona e finali (che sono dal 17 al 22 aprile), queste fasi nazionali U19 interferiscono non poco con l'attività senior, considerando che Geas, Battipaglia, Trieste, Schio e Venezia (queste ultime 2 tramite i loro satelliti Sarcedo e Pordenone) hanno svariati elementi in prima squadra, in qualche caso quasi tutti, e ci sono i playoff di A2 e A3 in avvio. Cioè 5 squadre su 8 dovranno gestire il doppio impegno, col rischio di giocarsi la stagione. Sarebbero state 6 su 8 ma Castel S. Pietro in A3 finisce domani, essendo già promossa.
Ultima annotazione: in Lombardia si conferma la desertificazione del panorama '95/96 al di fuori del Geas. Tutte le migliori sono a Sesto, eccetto forse (ma forse) Djedjemel di Vittuone, o magari Zagni di Cremona. Non a caso il campionato regionale è finito con 14 punti di vantaggio del Geas, 20 vinte e 0 perse, su Como, 13 vinte e 7 perse. Ovvero, c'è una superpotenza ma non una vera "numero 2". Se non altro, in Veneto oltre al molosso Venezia c'è Schio che s'è qualificata. Comunque pare trattarsi di situazione contingente, questa in Lombardia che ho detto, visto che nelle '97-98 la distribuzione delle forze è più equilibrata.

Nella foto: la mostruosa armata Geas, compresa Tagliamento, sulla spiaggia di Cesenatico.

martedì 1 aprile 2014

Taccuino illustrato - 132

Completamento del weekend. A2 ovviamente ferma per la Coppa, c'era l'A1 col bizzarro giro di playoff non sincronizzato: metà gare-2 e metà gare-1. :huh: Quando spira l'aria di vacanze, le serie tendono a finire 2-0: passano gli anni, ma la sgradevole impressione dei quarti di finale è la stessa. D'altra parte, se una squadra gioca 2 straniere contro 3 (come Venezia con Lucca), o 1 contro 2 (come Spezia con Ragusa), forse non è questione di motivazioni ma prettamente tecnica. In poche parole: Lucca sbanca Venezia 60-77 (+12 al 20', +17 al 30') con 21 di Halman; Ragusa passa a Spezia soffrendo un po' di più (52-61). Quindi Lucca andrà contro Schio in semifinale, Ragusa contro Umbertide o Parma.
Le gare-1: Umbertide 62-54 su Parma ma era +14 al 30'; e poi un risultato-strazio che è il 94-33 di Schio su Orvieto, peraltro uno scarto perfettamente spiegabile col divario tecnico. Orvieto con 2 straniere di cui una in campo 10 minuti; le italiane sono Gaglio, Ridolfi, Panella, Baldelli, Bove e Pieropan, ovvero si fatica a trovarne una che abbia brillato in A2. Devono vedersela contro l'unica squadra di livello europeo che evoluisca sui nostri parquets, la quale se voleva, probabilmente gliene dava 100 di scarto. :wacko:

E' ripresa l'A3: nella Poule Promo Nord, dove già erano promosse Alpo e Castel S. Pietro, continua la crisi di Carugate, travolta a Sarcedo; alla vigilia dell'ultima giornata è grande bagarre per il 3° posto, con 5 squadre in 2 punti; Carugate è l'unica a esser padrona del suo destino, ovvero se vince con Pordenone è terza. Al Sud, promosso il Belize Roma di coach Adamoli e di Tognalini e Masoni, che raggiunge S. Marinella, da cui fu beffata in semifinale di coppa.

In B lombarda da segnalare i 36 punti (con 7/11 da 2 e 6/11 da 3) della gran fromboliera Lovato di Varese, che quasi riesce a battere Usmate da sola; ma perde 61-64. Da segnalare, in negativo, il balletto che nell'ultimo mese ha coinvolto 3 pretendenti alle fasi finali, falsando (verbo che va di moda, ma in questo caso c'azzecca) la lotta per un traguardo importante della stagione: Como penalizzata di 4 punti (per i ritardi nelle rate Fip), Basket Femminile Milano penalizzato di 2, Varese penalizzata di 1, infine giusto oggi Milano riabilitata, come informalmente si sapeva da una decina di giorni ma ufficialmente solo ora. :angry:
A proposito di vicende regionali lombarde, chiusura solo per dire che fa piacere il credito riscosso da Carletto Vignati, alias Nonino, alla notizia della sua nomina come referente del settore femminile. Non ha, però, ancora esposto il suo ambizioso programma. -_-

Nella foto: la festa del Belize Roma [da Basketinside].

Taccuino illustrato - 131

Vedi, Napoli? Non muori. / Vedi Napoli e sei fuori. :blink: Questi i verdetti della Coppa Italia di A2, rispettivamente per le partenopee e per le altre 3 pretendenti. Anche se forse, l'unica pretendente vera, anzi dannatamente ansiosa di vincere per riscattare la debacle in campionato, era proprio la Saces Dike; le altre, più che pretendere, eran lì con l'idea "andiamo e vediamo", sapendo però che le energie vere andranno spese per i playoffs. E' venuto fuori il verdetto più prevedibile anche se per niente scontato, visto quanto successo nelle ultime settimane.
In effetti era difficile fare pronostici basandosi sui recenti riscontri: sul crollo di Napoli s'è già detto tutto; Vigarano veniva da 2 vinte e 5 perse in seconda fase; il Geas pur avendo perso una sola partita non ha più lo smalto avuto fino a gennaio. E Trieste, nonostante il rinforzo-Gombac, appariva un gradino sotto.
Insomma, c'era di che essere curiosi. Anche per il primo confronto incrociato Nord-Sud: il divario è così profondo? La prima semifinale sembrava rispondere di sì, perché Vigarano, dopo un discreto vantaggio all'intervallo, prendeva il largo e Trieste la vedeva col cannocchiale. Già 49-29 al 24', poi anche peggio per le giuliane, tipo 66-43 al 35' prima di lenire lo scarto sul 68-54 nel codazzo finale. "All'apparir del vero tu, misera, cadesti", diceva Leopardi, intendendo che quando si gioca sui massimi palcoscenici, i limiti di chi non è ancora all'altezza emergono lampanti. E cioè Trieste è solo Vida (29 punti, 9/18 da 2, 3/7 da 3: utile vetrina per lei in vista d'ingaggi più lauti), mentre per Vigarano né le veterane di mille trofei Zanoli e Costi, né la forestiera Delibasic, debbono fare granché perché le giovani Cigliani, Bonasia (11 rimbalzi, nonostante l'1.64 di statura) e Rosier vanno in doppia cifra.

Seconda semifinale, la più attesa: la squadra col miglior bilancio stagionale contro quella dal roster più sontuoso. Il Geas paga le mani freddissime per 2 quarti (5/25 all'intervallo) e si trova zavorrato di uno svantaggio pesante già dopo 6' (18-8) e tra gli 8 e i 12 punti per tutto il 2° quarto (33-21 all'intervallo). Mani fredde cui fa eccezione Arturi, che vince il duello d'alta quota con Pastore (non per k.o., ma ai punti sì), però i suoi guizzi sono annullati dal ciclone-Bocchetti, già a 18 all'intervallo con 4 triple. A nostro parere pesa l'assenza di Mazzoleni, sia come stopper dell'ispiratissima esterna vesuviana, sia come tiratrice per rendere focaccia per pane sull'altro versante: varie volte Arturi libera una compagna per un piazzato da 3 o dai 5-6 metri, ma il ferro è l'esito sistematico. Per Napoli invece un mastino difensivo designato c'è in Maffenini che lavora forte su Zandalasini. Solo grazie ai tiri liberi il Geas non affonda del tutto.
L'andazzo sembra continuare fino oltre metà 3° quarto (43-27 al 27', Bocchetti già a 23), quand'ecco una mini-reazione del Geas con un 2-7 per finire la frazione a -11. La zona 1-3-1 dà la svolta tattica. E' saltato il tappo: si sbloccano Zandalasini e Gambarini, imperversa Arturi che arriva a quota 21 (da lì però non segnerà più) siglando il 47-44 al 33', ovvero solo -3 con un parziale di 4-17. E forse Napoli, reduce da una serie di flops, vede i fantasmi: anche perché, in realtà, frenata Bocchetti, non le rimane molto, in quest'occasione. Dacic fuori partita con 2 falli precocissimi; Pastore a corrente alternata; Maffenini ok la difesa ma non segna; Gross e Ntumba non incidono.
Però l'aggancio non si completa. Merito di Napoli scuotersi quanto basta per tenere un vantaggio minimo e anzi provare il riallungo definitivo sul 55-50 al 38'. Geas caparbio, torna a -2 e poi addirittura a -1, con due tiri da fuori consecutivi di Burani, mentre Napoli tentenna dalla lunetta. C'è addirittura la palla del sorpasso ma Gambarini dall'angolo sbaglia. Bocchetti segna un libero e poi, sul +2 Nàppule a una dozzina di secondi, il fischio da moviola: blocco irregolare di Burani, che all'altezza dell'arco dei 3 punti manda al tappeto Bocchetti. :woot: "Non nello spirito del gioco", direbbe Big Flavio Tranquillo, perché per una colpa veniale (forse neanche commessa: attendiamo il filmato per rivedere) è tolta al Geas la possibilità di essere artefice del suo destino, cioè di giocarsi l'azione del pari. A volte gli arbitri tendono a evitare ogni rischio di overtime: se proprio c'è da malignare, propendo più per questo che per un complotto casalingo; a fine 3° quarto il Geas aveva 21 tiri liberi e Napoli 9.
Fatto sta che Napoli chiude 61-57 con altri due liberi di Bocchetti (partita della carriera con 29); Pastore con 12 poi poco altro per le concittadine di Totò, mentre per le stalingradoditaliane Arturi, dicevamo, resta a 21, Zanda 15, Gamba 12, Burani 7, il resto pressoché nulla (almeno in attacco), e anche per il Geas s'applica il mantra "all'apparir del vero ecc.ecc.", ovvero la nota profondità sestese funziona meno con avversarie del massimo spessore. D'altra parte parliamo di ragazze dai 21 anni in giù.

Probabilmente toltasi la scimmia dalla spalla, in finale Napoli comanda su Vigarano per 40 minuti e anche in modo netto (31-18 a metà), pur con qualche affanno nel finale. Pastore e Zanoli, duello di lusso, s'annullano a vicenda (2 con 0/11 contro 5 con 2/9...), ma stavolta le mariomeroliane hanno mastodonte Dacic in efficienza (19 punti), Maffenini a 12 e Bocchetti a 14. Queste ultime due si pigliano i premi individuali: Bocchetti top scorer e la comasca quello di "mvp", un po' forzato ma se non poteva pigliarsi tutto Bocchetti ok così. Napoli vince 59-51, fa una gran festa, simula di dimenticarsi dei playoff sfumati e, se il grano permane, visto che l'ambiente sembra bello carico può pensare positivo, forse sfrondando qualche gramigna e tenendo le piante buone. Con una coppa in bacheca si sta meglio.

Nella foto: festone di gruppo per Napoli [da Basketinside].