domenica 27 aprile 2014

Taccuino illustrato - 146

Quando, un paio d'anni or sono, denunziavamo l'inopportunità della cristallizzazione delle categorie che stava maturando (con l'arci-mega B unica a 1000 squadre e mezza promozione), era proprio pensando che partite come quella di sabato sera tra Carugate e Albino, gara-1 di finale di A3 Nord/tabellone B, non avrebbero più avuto luogo. Siamo passati da un estremo all'altro, perché qui si tratta della promozione n° 4 in palio, su 16 squadre, contro 2 su 136 (se non ricordo male) nell'ipotesi di riforma che stava maturando. Però, se estremo dev'essere, meglio decisamente questo: palazzetto pieno, adrenalina da traguardi importanti, gente che festeggia e gente che si deprime.
Un mondo migliore, dunque. Ma dobbiamo imbarcarci in un'altra denunzia, quella contro gli arbitri che fanno iniziare le partite in anticipo: il pubblico pagante deve aver diritto, se si presenta all'orario previsto, di vedere tutto sin dalla palla a due, senza perdersi i primi 3 o 4 minuti perché lor signori han fretta di cominciare (anzi, considerati i problemi di parcheggio nei dintorni dei palazzetti nostrani, dove spesso si vaga per un quarto d'ora prima di trovare un buco lontanissimo, io farei iniziare in ritardo, ma mi accontento della puntualità). Ieri s'è partiti alle 20.25 e alle 20.40 era già finito il primo quarto, senza bonus di falli da ambo le parti. :angry:
Non lo dico, beninteso, per motivi personali, in quanto il qui scrivente entrava nel palazzetto di Pessano alle 20.23, in tempo per incrociare patron Gavazzi, dal quale s'apprendeva il colpo di scena dell'ultim'ora: Veronica Schieppati infortunata nell'allenamento della vigilia. :cry: La miglior rimbalzista, recuperista, stoppatrice e valutazionista della Castel era infatti in panchina con un bendaggio alla caviglia e le stampelle: la sorte voleva forse riequilibrare i pronostici pendenti verso le concittadine dell'Ikea sulla Tangenziale Est. Va ricordata però anche l'assenza di Marulli per Albino: l'esperta ex Geas, Milano e Cremona è fuori da mesi per un serio problema alla cervicale.

La partita inizia meglio per le neopromosse della Val Seriana, già brave ad arrivare sin qui, anche se, dall'A1 all'A3 (Ragusa, Trieste, Torino, Vigarano...), è proprio l'anno delle matricole e dunque non fa notizia. Forse sfruttando il maggior ritmo-partita (avendo giocato 3 sere prima gara-3 di semifinale, mentre Carugate è ferma da 9 giorni), Albino, smaltiti 4'40" di siccità iniziale, trova 3 appoggi al ferro e poi 2 triple, scattando sul 9-14 al 10'. Le padrone di casa appaiono contratte, in particolare De Gianni che arpiona o tocca svariati rimbalzi d'attacco, ma sbaglia più volte da sotto.
Carugate ha un quintetto molto fisico, molto difensivo, ma con Mazzoleni ancora in cerca della miglior forma, i punti nelle mani sono pochi. Di punti in canna ne ha, invece, Laura Fumagalli, ex di turno, che con una tripla sigla il massimo vantaggio bergamasco sul 13-19 al 13'30". Urge alle padrone di casa qualcuna specializzata nella primitiva ma utile arte del fare canestro.
E la squadra di Mazzetto la trova in capitan Robustelli. Giocatrice sottovalutata, non di scuola nobile, non di gran fisico, né di gran stile, però sa segnare e, soprattutto, è in gran condizione nell'ultimo mese. Entra sul finire del 1° quarto e produce 11 punti in poco più di 8 minuti, sinché esce per 3 falli, ma nel frattempo Carugate è passata avanti, anche se con scarto minimo all'intervallo (27-25).

La spallata decisiva per Carugate, come già nelle due gare di semifinale, arriva nel 3° quarto. La difesa casalinga (uomo contro uomo per 40') diventa un muraglione che non fa più entrare in area Albino, la quale riempie la mappa dei tiri di croci dalla media distanza (perché anche da 3 non ci sono più occasioni), legge alla quale non sfuggono nemmeno Fumagalli e Gatti, le due più esperte nonché più pericolose nel roster bergamasco. Il parziale di 11-2 con cui inizia la ripresa (triple di Mazzoleni, Robustelli e Giunzioni) è già sufficiente a spaccare la partita (38-27 al 25'), perché Albino continuerà a non segnare, e Carugate pur spegnendosi a sua volta manterrà le distanze (47-33 al 36', solo 9 punti a 6 in quel lasso). Poi il forcing albinese non va oltre un -9 (51-42 a -1'20"); chiude la giovane Cagner con un canestro e una stoppata.
Finisce 58-45; Robustelli top scorer con 17; Fumagalli 15 ma con 2/12 prima delle due triple finali; da segnalare i 20 rimbalzi della '97 Carrara (De Gianni ne ha presi 16) ma il 7/43 da 2 per Albino è terribile. La chiave, ovviamente, per allungare la serie è se il team di Lombardi è in grado di tenere percentuali migliori contro la morsa di Carugate, che a parte il periodo difficile tra febbraio e marzo, è da inizio anno che tiene tutti sotto i 50 punti. Poche settimane (e un tabellone assai favorevole) sono bastate a riportare euforia nell'ambiente della Castel, tant'è che nel dopopartita, all'esterno del palazzetto, era tutto un abbracciarsi e uno scambiarsi "cinque" con le amiche del Geas ivi presenti. Tornerà il derby in A2 come fu dal 2004 al 2008? :unsure: Vedremo.

Nella foto: tiro libero per un'imprecisa ma tentacolare De Gianni.

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