sabato 12 aprile 2014

Taccuino illustrato - 136

Grandezze e miserie della settimana. Partiamo dalle grandezze: Connecticut vince il suo nono titolo Ncaa, tutti col sommo paisà Geno Auriemma in panchina (Diana Taurasi tra le sue più celebri allieve del passato), battendo Notre Dame 79-58 nella finalissima di martedì 8 a Nashville, davanti a "soli" 17.500 spettatori. -_-
Si scontravano le due supercorazzate imbattute della stagione (Notre Dame aveva fatto polpette anche di Robert Morris della nostra Ravelli) ma UConn s'è dimostrata di un altro pianeta, perforando la difesa avversa con una serie di tagli, giochi a due, back doors, give and go, rock and roll, da lasciar tramortiti. Notre Dame ha resistito un po' (45-38 il 1° tempo) poi s'è stroncata. MOP, l'equivalente di MVP, è stata per la seconda volta di fila Breanna Stewart, ala di 1.93 che è solo una sophomore, cioè 2 anni di college/2 titoli/2 mvp, che ha segnato 21 punti. Connecticut ha fatto doppietta col titolo maschile vinto la sera prima.

Potere turco alle Final Eight di Eurolega, che han tenuto banco tutta la settimana: la finale di domani è tra Fenerbahce e Galatasaray. La prima non sorprende affatto: è imbattuta in tutta quest'edizione e aveva una semifinale da netta favorita contro Bourges, dove ha sofferto a lungo ma ha chiuso 59-50 con 22 punti e 10 rimbalzi di Angel McCoughtry. Nella compagine turca bianco-giallo-blu c'è anche Isabellona Yacoubou che ricordiamo a Schio ed è fidanzata con un attore italiano.
La seconda, invece, è una clamorosa sorpresa perché il Galatasaray, certo non modesto nel roster ma non stellare come le dirimpettaie del Bosforo (ricordiamo che il Gala ha sede nella parte europea di Istanbul mentre il Fener in quella asiatica), fronteggiava le padrone di casa di Ekaterinburg. Orbene, già era arduo pensare che una squadra con Taurasi, Parker, Nolan, Bird, Gruda, Jekabsone, Dominguez e altre tutt'altro che scarse potesse perdere in casa; pura fantascienza che potesse trovarsi sotto di 25 dopo poco più di 2 quarti, davanti a 5000 tifosi attoniti. :woot: E invece è quel che è successo. Il Gala ha fatto leva sul duo delle meraviglie che, dopo aver battuto la Francia in casa sua a settembre, s'è regalato un clamoroso bis a livello di club: parliamo del duo spagnolo Alba Torrens (29 punti con 7/14 da 3: più che mai regina d'Europa)-Sancho Lyttle (12 in soli 8' uscendo per infortunio), cui s'è aggiunta la frizzante Shavonte Zellous con 19. Ekaterinburg, con quel po' po' d'organico, non poteva non reagire ma è riuscita solo a rendere dignitoso lo scarto finale (77-70). Per la compagine degli Urali riprende la maledizione europea spezzata solo lo scorso anno, ma che l'ha vista, da un decennio a questa parte, scuffiare sul più bello, a dispetto di organici extralusso. Forse in quest'occasione ha puntato un po' troppo su veterane dalla panza pienissima, rispetto a un Gala con la voglia d'emergere. Taurasi 21 punti ma evidentemente il problema è stato in difesa.
Fenerbahce e Galatasaray si erano affrontate anche nel round a gironi di queste finali: vittoria 68-66 per il Fener in rimonta. Un gruppo A superlativo per equilibrio: 6 partite con scarto massimo di 7 punti. Il top nell'ultima giornata: Fener di 1 sullo Spartak delle giovani russe, e Gala di 2 sul Kayseri di Sabbri Cinili (9 punti in quella partita), che finisce ultimo ma non con disonore, da debuttante al gran ballo. Nel gruppo B, meno competitivo, Ekaterì aveva fatto a pezzetti Orenburg (+35), Bourges (+39) e Praga (+15), forse troppo facilmente, afflosciandosi agonisticamente anzichè caricarsi a pallettoni come il Gala dopo 3 partite durissime. Altre spiegazioni per il -25 in 25 minuti di semifinale non ce ne sono...

Nella foto: la prima pagina del sito di Espn con la vittoria di Connecticut.

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