lunedì 7 aprile 2014

Taccuino illustrato - 134

Che meravigliosa domenica di primavera, in Brianza meridionale. Cielo limpido, temperatura poco sotto i 25 gradi (cioè perfetta), prati pieni di margherite appena spuntate. Perché, dunque, andare a ficcarsi in macchina e poi nel chiuso di palazzetti divenuti improvvisamente surriscaldati? Ma il richiamo della foresta, o meglio della foresta trasformata in parquet per mano d'abili piallatori, è più forte del richiamo del praticello. E ancora una volta, per il gusto di strafare, si cercava di veder 2 partite in contemporanea, una doppia sfida tra milanesi e friulane, col risultato di gustar poco di entrambe. :blink:
Prima tappa: nella campagna mista a capannoni dell'hinterland est milanese, in quella Pessano che 2 settimane or sono per la Copp'Italia di A3 era così grigia e piovorna, e oggi invece ridonda di sole. Nuvoloso, invece, l'umore dell'ambiente di Carugate, dopo 5 sconfitte in 7 partite di seconda fase più il rovescio al 1° turno della Coppa casalinga. Di fronte Pordenone delle giovani veneziane, in uno scontro diretto valido per il 3° posto, col rischio per la perdente di scivolare parecchie posizioni indietro, per via di una maxi-parità nell'aria, con Albino, Sarcedo e Costamasnaga. Per le ospiti c'è, un po' a sorpresa (mai utilizzata finora in A3, solo in A1), anche Elisa Penna, la '95 ex Geas. Le altre sono le "starlettes" giovanili Marangoni, Pan, Peresson, Vanin, Nicolodi eccetera. Per le padrone di casa invece niente Mazzoleni, tornata (pure lei a sorpresa) la sera prima col Geas in A2: ora è in tribuna insieme a un clan Geas comprendente Arturi, Nonino, "Ambros" e l'altra tipa non me la ricordo.
Inizio equilibrato, con Carugate più elaborata nelle esecuzioni e più precisa al tiro (in evidenza De Gianni), mentre Pordenone attua una zone-press, ruba palloni, corre e alterna buone soluzioni da sotto, sia individuali sia frutto di assists, a sparacchiamenti a salve dalla lunga distanza, a differenza di Carugate che segna 3 triple nei primi 12'. Partita che promette equilibrio e interesse sino in fondo, ma sul 25-23 al 14' (De Gianni già 10 punti, Penna 6) è tempo di andare. :cry:

La macchina ripercorre veloce la pseudo-campagna, schizza in Tangenziale Est, e appena 12 minuti dopo ecco i palazzoni della periferia nord-est di Milano: l'interminabile ma scorrevolissima via Palmanova, poi via Cambini dove il PalaGiordani si presenta nella versione primavera-estate, ovvero col sole che irrompe dai finestroni e crea un certo effetto serra. Milano-Udine di A2 è al 24' di giuoco, sul +8 per la compagine friulana. Davanti a un pubblico piuttosto folto (ingresso gratuito), è sfida tra organici svuotati dalla crisi economica: Milano a inizio stagione, a parte Gottardi per motivi extra-basket; Udine a stagione in corso, ed emblematicamente ha due tipi di maglia diversi: quelle dell'anno scorso hanno tanti marchi di sponsors e i nomi delle giocatrici sul retro; quelle nuove hanno pochi sponsors e niente nome... :woot:
Per entrambe è l'ultima uscita di questa stagione liofilizzata da 20 partite (gli Under 10 del Csi milanese ne fanno 19, cioè solo una in meno, tanto per dare l'idea); :ph34r: e partita, questa, che oltretutto non conta nulla per la classifica perché la vittoria di Vicenza, ieri, col Geas ha inchiodato Milano al 7° posto comunque vada, con Udine già ultima. E allora che ci vado a fare? :huh: Be', un estremo omaggio alle veterane del Sanga ci voleva. In campo, peraltro, in quel momento ci sono le giovani (Falcone, Smaldone, Colli, Lepri, Perini, sprazzi di Cismasiu), le quali si battono con grinta, ma, inevitabilmente, sono friabili in difesa e Udine va a +10, poi quando Milano torna a -4 ripristina il +10 al 30'.
A inizio ultimo quarto tornano Frantini e Calastri (Stabile era già rientrata un po' prima), ma cambia poco: Frantini (febbricitante, pare) segna, Calastri segna, le giovani però non più, né Stabile; e la difesa è porosa. Ogni volta che Milano realizza, Udine risponde subito, quasi sempre da sotto. In poche parole il Sanga non va oltre il -7 e il finale è 56-68. Sorrisino finale per Udine, prima vittoria della seconda fase, mentre per le concittadine della tennista Schiavone (per dirne una di periferia) si finisce con 10 vinte-10 perse, con gli splendori dei playoff 2013 che paiono lontani un lustro e non 12 mesi, ma poteva anche andare peggio. Le emozioni della post-season, in zona, quest'anno sono di casa altrove.

Ah, s'apprenderà poi che Pordenone ha vinto 52-59 su Carugate, che però cade in piedi, finendo quarta e quindi col fattore-campo per tutti i playoffs al pari delle friulane.

Nella foto: Schieppati di Carugate in percussione contro Pordenone (sopra); Calastri di Milano in appoggio da sotto (sbagliato) contro Udine (sotto).

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