lunedì 14 aprile 2014

Taccuino illustrato - 138

Fino a che punto è una sorpresa la vittoria di Torino in casa del Geas sabato sera in gara-1? Grossa rispetto a quello che il Geas è stato per due terzi di stagione regolare; grossa rispetto al 2-0 negli scontri diretti fra le due squadre, con un dominio scintillante di Sesto nel più recente dei due; piccola rispetto a ciò che stavano mostrando gli ultimi esiti delle due squadre, ossia una Torino con la freccia sparata verso l'alto e un Geas da 3 sconfitte nelle ultime 4 partite ufficiali.
Detto questo, gara-1 è la meno decisiva delle partite di una serie, quindi trarre conclusioni trionfalistiche per chi ha vinto e catastrofiche per chi ha perso, viene sì naturale ma sarebbe precipitoso. Meglio limitarsi a dire che è stata una delle partite più interessanti della stagione al Nord e che gara-2 promette di esserlo ancora di più. Si conferma una tradizione sfavorevole al Geas: non vince una gara-1 di playoff da più di 10 anni. :woot:
Playoff di A2 che tornavano al PalaCarzaniga dopo 6 anni, dopo la leggendaria vittoria dedicata a colui che adesso dà il nome al palazzetto, per l'occasione gremito da una delle migliori affluenze stagionali (350? 400? Buon drappello ospite). Motivi d'interesse sul Geas già prima d'iniziare: con 14 giocatrici a disposizione (per la prima volta), chi avrebbe tenuto fuori Bacchini? Alla fine 3 scelte su 4 non sorprendono: Picco, appena tornata da lunga assenza; Galli e Bonomi, una segnalata con acciacchi, l'altra leggermente meno quotata delle pari-ruolo. Forse Barberis ci stava di più, per l'energia, ma al posto di chi? Difficile.
Zona contro zona in avvio; poi entrambi i coach passeranno a uomo, nella ripresa. Torino fa subito vedere di essere lì con baldanza. Coen segna 9 punti nel 1° quarto, Gambarini e Zanda replicano sia da sotto che dalla media, Domizi contro-replica con buon impatto dalla panchina. 16-19 a fine 1° quarto, e quel pizzico in più per quelle della Mole arriva proprio dai cambi: emblema è la minuscola Di Giacomo che ruba palla da dietro a Zanda, si ripeterà nel 3° quarto.
Secondo periodo, andamento simile. Belle giocate da entrambe le parti, alternate a palle perse per eccesso di velocità. Torino tira decisamente meglio (13/28 contro 15/41 all'intervallo), il Geas compensa con molti rimbalzi in attacco. Burani è coinvolta solo a sprazzi, e non sempre fa buon uso della boccia, però sotto le plance arraffa. Non solo lei, comunque, perché Torino di centimetri e stazza non abbonda. Geas anche avanti (28-25) ma non ha continuità. All'intervallo è 36-38 dopo un'entrata spacca-difesa di Gambarini quasi sulla sirena, fotocopia di una che le riuscì nel derby di andata con Milano.

Inizio ripresa: 9-0 immediato per il Geas, con tripla di Arturi, 4 punti super di Zanda e un piazzato di Burani: 45-38. Può essere la svolta per Sesto e invece lo è per Torino (controparziale di 0-8), perché risponde subito dimostrando grande consistenza, a se stessa e alle avversarie ("ohibò, queste non ce le scrolliamo di dosso"). Si sblocca Quarta, avvisaglia di ciò che sarà. In pratica un blackout e una fiammata per squadra, per un parziale solo di 11-8 nel 3° quarto che finisce 47-46, tutto da giocare.
Altro fuoco di paglia pro-Geas al 31': Zanda (17 punti alla fine + 9 rimbalzi ma 7 perse) segna in entrata, tecnico a Santuz, 2 liberi trasformati da Arturi (53-49) e rimessa sestese. Anche se Zanda stessa esce poco dopo per 4° fallo (e i suoi 4 minuti in panca peseranno, pure su di lei perché quando rientra non segna più) Nessuno può pensare che il Geas segnerà 2 punti da lì alla fine, cioè in 8 minuti e mezzo, più per palle perse a catena che per errori al tiro. E pensare che Torino, in quel frangente, manda sul ferro 4 liberi di fila. Ma non s'abbatte, morde, trova la risolutrice in una Quarta da 14 punti nell'ultimo quarto (25 totali), eccezionale. La tipa confeziona il sorpasso uccellando, in 1 contro 1 o con piazzati in faccia, le marcatrici tra cui Bacchini non riesce a pescare quella giusta.
Ma il problema è soprattutto in attacco dove il Geas non segna proprio mai. 54-54 al 35': non è che Torino segni a raffica. Ma altri 5 punti di Quarta nel giro di 3 minuti sono risolutivi visto che di là ne arrivano zero... E quando Gambarini (la più calata nella ripresa: 1 solo punto dopo i 14 all'intervallo) frana addosso a Quarta che stava tirando da 3, si chiude virtualmente la disfida. 55-63, scarto dilatato dai falli; Torino non ha certo dominato ma ha convinto. Ora però deve dimostrare di sapersi ripetere mentre per il Geas la missione è la seguente: pareggiare la serie mercoledì 16, poi andare alle finali nazionali U19 da venerdì 18 a martedì 22, tornare a casa e chiudere la serie giovedì 24. :o: Titanico. Può venir fuori un fiasco sui due fronti, un successo parziale o un trionfo assoluto. E in più magari qualcuna ha il compito in classe di matematica e la versione di latino che decidono l'anno scolastico.

E' da ieri che sento chiedere: "Ma come ha fatto il Geas a perdere?". La prima cosa da rispondere è che Torino è forte. Contro Torino non vinci per forza d'inerzia, cioè per debolezza altrui. Poi si possono trovare motivi legati al Geas, però da valutare.
- Inesperienza: certo, se si pensa che Montanaro e Quarta l'anno scorso han vinto i playoff di A2 con Spezia, mentre il Geas ha solo 2 elementi over 21, si può pensare che abbia pesato questo fattore. Forse sì, ma, come detto nelle varie discussioni di queste ore, se Trieste che è junior batte Genova che è senior, vuol dire che non è una norma.
- Panchina Geas improduttiva: 1 punto in tutto e per tutto; lo sottolinea il comunicato stampa della società (cui aggiungiamo il -9 di valutazione): non saprei dire se è una causa primaria ma senza dubbio è pesato. S'era già verificato a Napoli in Coppa. Strana l'involuzione di alcune giocatrici che non solo non segnano, ma nemmeno tirano. Emblematica Meroni che nel finale prende un rimbalzo in attacco sul -2, avrebbe un appoggio da sotto con spazio, ma la ributta fuori tra il disappunto del pubblico. C'è qualcosa che non va: se troppo è delegato alle "big three" (Arturi-Zanda-Gamba) più Burani come supporto, le suddette finiscono per arrivare meno lucide in fondo, e far errori non da loro. Se non altro, Kacerik si è presa le sue responsabilità, anche se ha fatto 2/8. Ma era in quintetto.
- Mazzoleni: era il perfetto raccordo tra le "big three" e il resto della squadra; era il miglior difensore sulle tiratrici perimetrali. Con lei non al meglio (appena rientrata dopo un mese di stop) il Geas perde un quarto polo fondamentale in attacco (triple, contropiedi) e fatica a contenere le 2/3 realizzatrici. Tant'è che Bocchetti è stata bocca da fuoco e Quarta ha messo la quinta. Non credo sia un caso.
Ma tutto ciò può diventare sorpassato già da mercoledì sera.

Nella foto: Arturi controllata dalla tascabile Di Giacomo mentre Montanaro marca Gambarini.

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