mercoledì 23 aprile 2014

Taccuino illustrato - 144

Il caso Larkins in A1 e le finali nazionali U19 hanno tenuto banco nei giorni pasquali. Cominciamo dal più tetro dei due episodi: in gara-4 a Lucca, la centrona di Schio (ma chi può aver avuto il fegato di provocarla, oltre alla meschinità? Non solo il razzismo è diffuso, ma anche il masochismo) :blink: , in tribuna in quanto non utilizzata, è stata oggetto, come si legge nei provvedimenti del giudice, di "manifestazioni ispirate a discriminazione razziale" e "lancio di una trombetta che colpiva una giocatrice avversaria" (cioè lei); la reazione di Larkins le è costata una squalifica di un turno per "aver tenuto un comportamento espresso platealmente ed in modo violento dopo essere stata provocata da una tifosa della squadra di casa e che tuttavia fomentava la reazione del pubblico di casa". A differenza del caso Wabara di 3 anni or sono, in effetti, sembra che Larkins sia riuscita a mulinare qualche colpo prima d'esser fermata. Per una volta che Cestaro e Diamanti non hanno proseguito nella loro faida pluriennale (almeno a quanto risulta), ha pensato quest'episodio ad allungare la lista dei fattacci tra Lucca e Schio. Episodio che peraltro non figura nei resoconti post-partita né dell'una né dell'altra società: in effetti non conviene a nessuno far troppo clamore al riguardo, anche se un'emittente toscana, l'abbiamo visto, deplora la "mitezza" della sanzione a Larkins, paragonandola col recente caso-Schortsanitis, il muflone greco-camerunense che nel campionato israeliano è salito in tribuna a farsi giustizia da sé prima di essere sedato con un proiettile per addormentar gli elefanti. Tutto è bene quel che finisce bene per Larkins (almeno sul piano pratico; sulle ferite al morale non sappiamo), visto che la squalifica è stata commutata in sanzione e quindi l'atleta potrà giocare. -_-

Finali nazionali Under 19: il Geas torna sul trono a 2 anni di distanza, battendo Venezia. Terza finale consecutiva in questa categoria tra le due superpotenze, e finisce come sempre quando le '95 sono l'annata forte, ovvero col trionfo sestese. Questo nonostante a differenza delle vittorie scorse (cioè U15 2010, U17 2012) ci fosse Penna sul versante lagunare anziché su quello stalingradoditaliano. Finale intensa e in grande equilibrio sino a 2' dalla fine del 3° quarto: in quel momento si era sul 33-32 dopo un vantaggio iniziale Geas (8-4 con triple di Kacerik e Barberis, entrambe tra le migliori in campo), un sorpasso veneto (13-17 al 10' su tripla allo scadere di Marangoni), un controbreak Geas con un 10-2 a metà 2° quarto (27-19 al 16', ottima difesa con recuperi) e una nuova replica delle suddite del doge a inizio 3° quarto (da 29-23 a 29-29 col Geas a secco per 5'30"). Interessante l'alternanza di uomo e zona da ambo le parti, spesso incrociate fra loro: una passava a uomo e l'altra si metteva a zona, e viceversa.
Il fattore che ha sparigliato le carte è stato, oltre alla difesa costante delle griffate Armani (efficace la 1-3-1, se gli stenti dello streaming non m'han fregato) lo scatenarsi di Zandalasini. La quale, dopo aver fatto 5 punti con 2/11 in 2 quarti e mezzo, saliva in cattedra con una serie impressionante dei suoi classici palleggio-arresto-tiro. La difesa non ha colpe: solo lei oltre a Macchi, in Italia, è in grado di prendersi quei tiri di difficoltà (e altitudine) fuori portata per chiunque altra; se li segna o li sbaglia dipende da Zanda, il difensore può solo pregare. Per 28 minuti li sbagliava, poi ha iniziato a crivellare la retina e il buio è sceso su Venezia, col baldo contributo di Tagliamento (canestro più fallo; tripla) e Gambarini. Il Geas volava a +15 con un parziale di 16-2 a cavallo della penultima sirena, Venezia reagiva ma non andava oltre il -10. Finale 60-46, nitido e inequivocabile; Zandalasini 16 punti, Gambarini 12, Kacerik 10 (tutti nel 1° tempo, fondamentali per compensare l'iniziale siccità di Zanda), Tagliamento 9; di là Marangoni 14, Nicolodi 8, Penna solo 7.
Da notare che Zanda + Gamba han combinato per 12/36 dal campo, eppure chiunque le nominerebbe fra le migliori, se non proprio le due migliori: dimostrazione che nel basket femminile odierno, specialmente quello giovanile ma direi anche senior, le percentuali hanno un valore limitato, conta piuttosto la capacità di crearsi le occasioni, oltre che, ovviamente, di sfruttarle soprattutto quando la partita si decide. :huh: In sostanza il classico discorso "eh, sì, ma ha tirato col 30%" significa ormai poco.

Nella foto: Geas in festa dopo lo scudetto U19.

Nessun commento:

Posta un commento