In effetti era difficile fare pronostici basandosi sui recenti riscontri: sul crollo di Napoli s'è già detto tutto; Vigarano veniva da 2 vinte e 5 perse in seconda fase; il Geas pur avendo perso una sola partita non ha più lo smalto avuto fino a gennaio. E Trieste, nonostante il rinforzo-Gombac, appariva un gradino sotto.
Insomma, c'era di che essere curiosi. Anche per il primo confronto incrociato Nord-Sud: il divario è così profondo? La prima semifinale sembrava rispondere di sì, perché Vigarano, dopo un discreto vantaggio all'intervallo, prendeva il largo e Trieste la vedeva col cannocchiale. Già 49-29 al 24', poi anche peggio per le giuliane, tipo 66-43 al 35' prima di lenire lo scarto sul 68-54 nel codazzo finale. "All'apparir del vero tu, misera, cadesti", diceva Leopardi, intendendo che quando si gioca sui massimi palcoscenici, i limiti di chi non è ancora all'altezza emergono lampanti. E cioè Trieste è solo Vida (29 punti, 9/18 da 2, 3/7 da 3: utile vetrina per lei in vista d'ingaggi più lauti), mentre per Vigarano né le veterane di mille trofei Zanoli e Costi, né la forestiera Delibasic, debbono fare granché perché le giovani Cigliani, Bonasia (11 rimbalzi, nonostante l'1.64 di statura) e Rosier vanno in doppia cifra.
Seconda semifinale, la più attesa: la squadra col miglior bilancio stagionale contro quella dal roster più sontuoso. Il Geas paga le mani freddissime per 2 quarti (5/25 all'intervallo) e si trova zavorrato di uno svantaggio pesante già dopo 6' (18-8) e tra gli 8 e i 12 punti per tutto il 2° quarto (33-21 all'intervallo). Mani fredde cui fa eccezione Arturi, che vince il duello d'alta quota con Pastore (non per k.o., ma ai punti sì), però i suoi guizzi sono annullati dal ciclone-Bocchetti, già a 18 all'intervallo con 4 triple. A nostro parere pesa l'assenza di Mazzoleni, sia come stopper dell'ispiratissima esterna vesuviana, sia come tiratrice per rendere focaccia per pane sull'altro versante: varie volte Arturi libera una compagna per un piazzato da 3 o dai 5-6 metri, ma il ferro è l'esito sistematico. Per Napoli invece un mastino difensivo designato c'è in Maffenini che lavora forte su Zandalasini. Solo grazie ai tiri liberi il Geas non affonda del tutto.
L'andazzo sembra continuare fino oltre metà 3° quarto (43-27 al 27', Bocchetti già a 23), quand'ecco una mini-reazione del Geas con un 2-7 per finire la frazione a -11. La zona 1-3-1 dà la svolta tattica. E' saltato il tappo: si sbloccano Zandalasini e Gambarini, imperversa Arturi che arriva a quota 21 (da lì però non segnerà più) siglando il 47-44 al 33', ovvero solo -3 con un parziale di 4-17. E forse Napoli, reduce da una serie di flops, vede i fantasmi: anche perché, in realtà, frenata Bocchetti, non le rimane molto, in quest'occasione. Dacic fuori partita con 2 falli precocissimi; Pastore a corrente alternata; Maffenini ok la difesa ma non segna; Gross e Ntumba non incidono.
Però l'aggancio non si completa. Merito di Napoli scuotersi quanto basta per tenere un vantaggio minimo e anzi provare il riallungo definitivo sul 55-50 al 38'. Geas caparbio, torna a -2 e poi addirittura a -1, con due tiri da fuori consecutivi di Burani, mentre Napoli tentenna dalla lunetta. C'è addirittura la palla del sorpasso ma Gambarini dall'angolo sbaglia. Bocchetti segna un libero e poi, sul +2 Nàppule a una dozzina di secondi, il fischio da moviola: blocco irregolare di Burani, che all'altezza dell'arco dei 3 punti manda al tappeto Bocchetti. :woot: "Non nello spirito del gioco", direbbe Big Flavio Tranquillo, perché per una colpa veniale (forse neanche commessa: attendiamo il filmato per rivedere) è tolta al Geas la possibilità di essere artefice del suo destino, cioè di giocarsi l'azione del pari. A volte gli arbitri tendono a evitare ogni rischio di overtime: se proprio c'è da malignare, propendo più per questo che per un complotto casalingo; a fine 3° quarto il Geas aveva 21 tiri liberi e Napoli 9.
Fatto sta che Napoli chiude 61-57 con altri due liberi di Bocchetti (partita della carriera con 29); Pastore con 12 poi poco altro per le concittadine di Totò, mentre per le stalingradoditaliane Arturi, dicevamo, resta a 21, Zanda 15, Gamba 12, Burani 7, il resto pressoché nulla (almeno in attacco), e anche per il Geas s'applica il mantra "all'apparir del vero ecc.ecc.", ovvero la nota profondità sestese funziona meno con avversarie del massimo spessore. D'altra parte parliamo di ragazze dai 21 anni in giù.
Probabilmente toltasi la scimmia dalla spalla, in finale Napoli comanda su Vigarano per 40 minuti e anche in modo netto (31-18 a metà), pur con qualche affanno nel finale. Pastore e Zanoli, duello di lusso, s'annullano a vicenda (2 con 0/11 contro 5 con 2/9...), ma stavolta le mariomeroliane hanno mastodonte Dacic in efficienza (19 punti), Maffenini a 12 e Bocchetti a 14. Queste ultime due si pigliano i premi individuali: Bocchetti top scorer e la comasca quello di "mvp", un po' forzato ma se non poteva pigliarsi tutto Bocchetti ok così. Napoli vince 59-51, fa una gran festa, simula di dimenticarsi dei playoff sfumati e, se il grano permane, visto che l'ambiente sembra bello carico può pensare positivo, forse sfrondando qualche gramigna e tenendo le piante buone. Con una coppa in bacheca si sta meglio.
Nella foto: festone di gruppo per Napoli [da Basketinside].
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