Franz Pinotti ha dichiarato, come si può leggere sull'autorevole Pink Basket a pagina 2 del numero di questa settimana ([URL=http://pink-basket2.blogspot.it/2016/05/pink-basket-1516panorama-31-105.html]vedi qui[/URL]), che s'aspettava di vincere almeno una partita nella serie. L'ottimismo è la virtù dei visionari, come ammette lui stesso di essere, ma il realismo suggeriva come altamente improbabile che Broni, dopo 31 vittorie su 31 (comprese già 3 sul Sanga), perdesse la trentaduesima contro una squadra già battuta tre volte in modo, certo, non umiliante ma con superiorità nitida.
Tuttavia la gente stipava il PalaIseo, tanto che al mio ingresso, a 1'30" dalla fine del 1° quarto, si trovava posto solo sulle scalinate tra un settore e l'altro; e molta gente doveva appollaiarsi in piedi. Almeno 400 spettatori, la maggior affluenza per il Sanga dai tempi della finale-promozione con S. Martino di Lupari, 3 anni or sono. :) Ampio il settore bronese, in preponderanza non numerica ma sonora grazie al martellamento pneumatico dei Viking, tra i quali, in mezzo a svariati fisici da amanti della birra, spiccava la slanciata figura di Giulia Vanin: tra le chiavi della trionfale stagione di Broni v'è la sua sostituzione con Richter.
Quando giungiamo è appena avvenuto il sorpasso di Broni, che sarà già definitivo. Approssimandomi alla coppia telecronistica formata dall'utente di questo forum Dafighter e coach Stefano Fassina, apprendevo che Milano era scattata meglio, con un 6-0 e poi 16-10; Maffenini protagonista con 8 punti; ma ora era in atto un parzialaccio che si sarebbe esteso sino al primo canestro del 2° quarto (16-25, ovvero break di 0-15). Emerge Pavia, che sarà la top scorer di serata, con un'entrata e un contropiede su palleggio mal consigliato di Rossi dietro la schiena. Solita micidiale capacità di Broni di punire ogni errore avversario: stai lì, fai 8 cose buone in 8 azioni, poi ne sbagli due e ti ritrovi sotto.
Reagisce però Milano dopo questa serie di uppercuts delle bassopadane: Picotti segna su taglio, Pozzecco da 3 frontale, Maffenini in entrata sul lato sinistro mentre la difesa di casa riesce a porre un argine in area, lasciando che Broni si affidi alle conclusioni dall'arco che - vivaddio ecco un tallone d'Achille - stasera non entrano proprio. Sul 23-25 il Sanga fallisce alcune occasioni d'aggancio o sorpasso; il punteggio si cristallizza sino al 15'30" quando Galbiati spezza il digiuno bronese con un canestro-e-fallo. Saranno peraltro i suoi ultimi punti sino alla fine.
Milano resiste ancora: altra tripla di Pozzecco su rimbalzo d'attacco di Da Silva, uno dei pochi sussulti della portoghese dopo esser stata mvp delle sue in gara-1 (si apprenderà poi che era acciaccata ma Pinotti non l'ha assolta del tutto): 30-32 al 18'. Ancora una volta, però, Broni piazza un break in un finale di tempo, con un'efficace Dettori e una bella palla profonda per Bratka: 30-38 all'intervallo. Pozzecco e Maffenini ne hanno 10 a testa, Pavia 10 pure lei, Bratka 9. Sanga in partita nonostante stia tirando peggio dal campo e abbia avuto solo 4 tiri liberi contro 13 (alla fine il conto sarà ancor più aspro: 6 contro 28).
Il problema contro Broni è che, a suon di spallate, ti logora costringendoti a una fatica boia per risalire una volta, due volte, tre volte finché non ne hai più, e allora cedi. Non è, bisogna dirlo, un crollo quello del Sanga, che apre il 3° quarto con un 7-4 (entrata Pozzecco, contropiede Maffenini che poi segna anche da 3, uno dei suoi triploni siderurgici (= siderali + chirurgici); ed è 37-42 al 24' anche se c'è da recriminare per una dormita difensiva su rimessa da fondo che lascia libera Richter.
Ma da quel momento cambia l'intensità difensiva di Broni. C'è un muro in area e una pressione soffocante sul perimetro; e il primo fallo a suo carico arriva dopo 8 minuti. E sbagliare in attacco espone alle ripartenze delle pavesi, le cui pedine, a differenza di quelle milanesi, appaiono fresche. Picotti mette una pezza con un abile scippo su contropiede di Galbiati (come detto, a secco dal 15' in poi). Bonvecchio realizza in contropiede subendo fallo (37-49). Il Sanga gioca il finale di 3° quarto con la panchina, ma a differenza del trend di crescita degli ultimi tempi, stavolta i cambi milanesi non producono punti, salvo un bell'arresto e tiro di Rossini: è l'unico canestro non del quintetto-base per le pinottiane, cui s'aggiungono lo zero di una Martelliano che ha finito la stagione in calo e la già menzionata serata storta di Da Silva: impensabile così restare in partita con Broni.
Pavia fissa il 39-54 al 30' con un arresto e tiro da centro area. L'ultimo quarto non ha molto più da offrire, se non la dignità del Sanga, che risale sul 42-54 con un assist di Da Silva per Picotti, e il cinismo di Broni, che dopo essersi concessa una pausa di qualche minuto, sapendo di potersela permettere, torna a ferire con Bonvecchio e Soli (46-61 al 36'). Poi anche Bratka con un tiro da 3 frontale per il k.o. tecnico (46-64). Finisce 51-67. Maffenini 21, Pozzecco 14, Picotti 10 contro Pavia 18, Bratka 15.Applausi scrosciano per ambo le compagini; le bronesi inscenano i soliti balletti a beneficio dei Viking.
Come si colloca Broni rispetto alle squadre più forti di A2 Nord dell'ultimo decennio? Boh, bisogna ripescare un po' negli archivi per non andare di soli ricordi; i numeri dicono che Broni è la migliore di tutte, perché anche grandi compagini come il Geas dello scorso anno, Venezia e S. Martino del 2012/13, qualche Cavezzo o simili di Costi & Zanoli, eccetera, qualche partita la lasciarono per strada. E non credo alla solita storia del "livello in calo", perché in A2 Nord quest'anno le prime 9 erano tutte buone squadre e nemmeno le ultime 5 erano prive di nomi importanti. Eppure nemmeno una volta è capitato che Broni soccombesse. Gli umani almeno una volta soccombono a una serataccia propria oppure di grazia per le avversarie. Queste sono state disumane. La forza è nel perfetto bilanciamento dei reparti, nell'avere due punte spesso decisive (Bratka e Galbiati) ma non indispensabili, nell'avere la panchina lunga il giusto (3 elementi anch'essi ben distribuiti nei ruoli, più altri due utili alla bisogna), e forse soprattutto nell'avere una difesa che quando decide di oscurarti il canestro, non te lo fa più vedere.
Il Sanga più di così, in stagione, difficilmente poteva ottenere. A metà stagione forse sì, cioè poteva evitare i k.o. a Bolzano e con Costa prendendosi la finale di Coppa Italia (perché a inizio anno era partita meglio di Crema e Vicenza). Ma nel complesso il quarto posto è platino. Ambizioni vere di andare in A1 non ne poteva, quest'anno, avere. Ha rifondato la squadra quasi da zero (tranne super-Maffe, qualche giovanissima e, poi, i cavalli di ritorno Rossi e Ruisi) trovando con sorprendente rapidità la formula giusta (azzeccate le scelte-chiave, a partire da Da Silva nonostante qualche sua ricorrente amnesia, e ben amalgamata la zuppa inglese di giocatrici assemblate da varie provenienze); e a parte le due sconfitte menzionate sopra, ha vinto tutte le partite che poteva vincere. L'auspicio è non dover rifare tutto da capo come successe 12 mesi or sono.
Nella foto (da Basketinside): Maffenini stoppa Bonvecchio sullo sfondo della folla del PalaIseo; ma per una falla che turi, Broni te ne apre due.
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