Playoff girone A: s'esaurisce tutto in 2 gare, così come le quattro serie dei quarti. Nel complesso abbastanza piatto, dopo una stagione regolare frizzante. Ma in effetti, così come la superiorità delle prime 4 sulla fascia quinto-ottavo era stata netta, lo stesso valeva per le prime due, cioè Broni e Crema, rispetto a Milano e Vicenza. E dunque il 2-0 con cui le basso-lombarde sono avanzate in finale non stupisce.
Le gare-1 del 1° maggio registrano punteggi in fotocopia. Il Sanga all'inizio riesce a mettere la museruola ad alcune punte di diamante di Broni, che però ha talmente tante frecce che qualcuna per forza ti si conficca laddove non vorresti :shifty: , nella fattispecie ad esempio Zampieri fa 0/8 ma c'è Richter, quantomai opportuno innesto di metà stagione, che fa 9+5 rimba in 21'. Oppure Bonvecchio 9 in 11'. Bratka comunque 18+8 e Galbiati 12 anche se con 5/15. Nel 3° quarto Broni allunga da +9 a +16, poi nell'ultimo Milano combatte per ridurre lo scarto, riuscendoci (63-52 il finale), col rimpianto di aver avuto Da Silva solo per 23' per problemi di falli: la portoghese produce 16 punti con 5/6 da 2 e 6/6 ai liberi.
Punteggio quasi identico per Crema su Vicenza (62-50): qui il break pesante è già nel 2° quarto (+15), poi le suddite di Corno limitano i danni ma la partita è ben controllata dalle padrone di casa, che hanno 20 punti da Veinberga e 13 da Caccialanza, solita coppia. Dall'altra parte non bastano 17+11 di Ramon e 10 + 4 stoppate di Keys: le due producono 43 di valutazione, il resto della squadra 13, col picco negativo di Stoppa a -10.
Nelle gare-2 del 5 maggio le due sfavorite ci provano, ma non ci riescono. Vicenza è quella che va più vicino a impattare la serie, approfittando anche delle assenze di Mandelli e Zagni per Crema. Che peraltro "fa la partita", toccando il +8 a fine 3° quarto. Reazione delle padrone di casa (pare che ci fosse pure un buon pubblico, elemento che se non erro stava latitando alquanto, da quelle parti dove un tempo ci si pasceva di trionfi europei) che impattano sul 56-56 a una trentina di secondi. Ma Caccialanza inventa una tripla rocambolesca e poi Crema chiude 56-61. Ancora Veinberga la top scorer con 22, Caccialanza 12; di là Zimerle 16, Benko 12, ma percentuali vicentine troppo basse, sprecando la supremazia a rimbalzo d'attacco.
Broni con meno patemi passa a Milano (51-67) e fa 32 vittorie su 32 in stagione. A Dio piacendo parlerò in dettaglio di questa partita, ma in sintesi è stata la medesima musica dei precedenti 2 confronti (lasciando perdere il primo, troppo lontano nel tempo e condizionato dai disordini degli ex ultras meneghini), e cioè, ancora una volta, troppe armi nell'arsenale di Broni, impossibili da limitare tutte. Stavolta Pavia mattatrice con 18 punti, Bratka 15 + 15 rimbalzi per 30 di valutazione; di là Maffenini 21 ma Da Silva stavolta spenta, Martelliano in perdurante calo di forma (-10 di val.) e panchina a soli 2 punti totali (sebbene tutte siano entrate in campo) contro i 20 delle rimpiazzanti pavesi. Altro dato che fotografa la differente profondità.
Per Milano un'uscita di scena con ben pochi rimpianti, se non forse quello di aver perso il 3° posto per differenza canestri; magari con Crema poteva sperare qualcosa di più, mentre con Broni la sensazione di ingiocabilità era pesante. Ma come già detto, per noi è la sorpresa della stagione, la compagine ambrosiana.
Quanto a Vicenza, non è certo bocciata per un 3° posto, ma l'impressione è che non sia riuscita fino in fondo a trovare una continuità, dare una piena compiutezza al lavoro, un po' per vari infortuni, un po' per una saldatura forse non riuscitissima tra le grandi veterane, le giovani e le ex S. Martino.
Playoff girone B. Mentre La Spezia ha fatto 2-0 con Bologna rischiando in gara-1 (64-61) ma dominando gara-2 (48-67 con 15 di Reke e Linguaglossa), abbiamo la sorpresa nella pirotecnica serie tra Ferrara e Castel S. Pietro (sfida già vista al top dell'A2 lo scorso anno), tutta fatta di vittorie esterne: 69-72 per le castellane, riscossa estense (52-56) e nuovo colpaccio delle suddite di Seletti con 17 di Pieropan e Suarez, con Ferrara che s'è aggrappata solo a Rulli e Rosset, 20 a testa (53-66).
Insomma Castel S.P., al termine di un'annata che ha avuto triboli, ci pare, sul piano societario, ha trovato una nuova finale in fondo al tunnel. Ferrara si ferma nuovamente sulla soglia della gloria. Bologna, come Milano nell'altro girone, va in vacanza soddisfatta coi galloni della squadra-sorpresa.
Ora le finali sono Broni-Castel S.P. e La Spezia-Crema. Favorite le due col fattore-campo, che non hanno mai perso (Broni) o quasi mai (Spezia), anche se soprattutto Crema può sovvertire il pronostico, avendo già messo in difficoltà le liguri in Coppa. Mentre Castel S.P. si gioverà dell'esperienza di finale dello scorso anno, sperando che Broni in qualche modo paghi lo scotto della tensione, anche se, per quanto la società sia novizia di finali di A2, le giocatrici non sono certo di primo pelo.
Playout. Eravamo rimasti all'annuncio delle sfide incrociate Carugate-Salerno e Selargius-Ancona. Si scopriva poi che le società avevano capito male la formula, quindi gli accoppiamenti si scangiavano, ovvero Carugate-Ancona e Selargius-Salerno.
In ogni caso hanno vinto le due del girone A, con un doppio 2-0, il che pare confermare che il centro-sud è in un periodo di ribasso preoccupante, anche alla luce del fatto che le 4 semifinaliste-playoff sono in realtà del nord. Da segnalare i 27 punti della 20enne Beretta in gara-2 per Carugate, che era priva di Zanon e Frantini: bella prova di personalità della giovane ex-Geas, ed ex-minibasket a Carate Brianza (se non erro), la quale era sempre apparsa come giocatrice di notevole tecnica e pulizia stilistica, ma con personalità poco mordace, forse anche perché messa in ombra dal po' po' di fenomeni della sua generazione là a Sesto. Decisamente in quest'occasione ha dimostrato di avere il carattere per caricarsi la squadra sulle spalle in una partita che valeva una stagione.
La sua coetanea Tagliamento, invece, non bastava a salvare Salerno, peraltro scendendo in campo solo in gara-1, con bottino misero. In gara-2 invece mattatrice Di Gregorio per Selargius, con 23 punti.
Nella foto: la festa di Castel S. Pietro dopo il secondo e decisivo raid a Ferrara.
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