Ora è la Cestistica, targata Carispezia, a far di nuovo esultare la plebe spezzina, piegando all'ultima curva di una durissima serie Crema, che 8 anni dopo la leggendaria finale col Geas s'arrende nuovamente a un passo dal traguardo, curiosamente col medesimo andamento: colpo in trasferta in gara-1, festa pronta in gara-2 in casa che però sfuma, resa di misura nella decisiva gara-3 esterna, rimpiangendo - va' i corsi e i ricorsi - le indisponibilità a catena di Mandelli, Zagni, Bona, così come nel lontano 2008 pagò l'infortunio capitato a Barzaghi nel finale della seconda partita.
Eppure la sensazione è stata, per tutta la serie, che Crema fosse perfettamente alla pari con la dominatrice del girone B. Del resto già in Coppa Italia aveva mancato lo sgambetto solo di poco. A mio parere, con l'innesto di Suarez, la squadra migliore del girone B era diventata Castel S. Pietro: Spezia va in A1 con un quintetto formato da Costa, Granzotto, Linguaglossa, Reke e la 17enne Corradino, senza una panchina esaltante; si son visti organici più possenti a questo livello; tant’è che, appunto, una Crema rimaneggiata stava per far saltare il banco.
La Tecmar vibra la stoccata in gara-1 su suolo spezzino, il 15 maggio. Lievi vantaggi delle basso-padane nei primi due parziali (28-33 al 20’), risponde Spezia nel 3° quarto (43-42, prima anche +4), ma la difesa cremasca serra i battenti nei primi 7’30” dell’ultimo, concedendo solo 4 punti, sicché pur senza far mirabilie si presenta in vantaggio sul rettilineo d’arrivo (47-50 a -2’30”). Fa pendere ulteriormente la bilancia dalla parte ospite un intercetto di Big Gilda Cerri che va a concludere in contropiede solitario; davvero un coniglio dal cilindro per il +5 a -2’.
Ancora difesa cremasca protagonista con due stoppate nella stessa azione, poi Spezia accorcia a -3, c’è una gran confusione con palle perse da entrambe le parti, sinché Corradino fa 1/2 ai liberi a -45” (50-52), poi Reke scippa Rizzi e subisce fallo a -25”, ma non c’è bonus; altro fallo speso da Crema che arriva solo ora a 4; mancano ormai 10 secondi, Costa manovra, entra dal lato sinistro ma sbaglia; Reke prende il rimbalzo ma sbaglia pure lei; la Tecmar vince (50-52). Reke 14 per le battute, Caccialanza 17 e Veinberga 12 per le espugnatrici, che hanno avuto Parmesani come unico cambio e 4 elementi in campo dai 37 ai 40’.
Gara-2, 19 maggio, Crema apparecchia la festa per 500 persone, ma Spezia gliela fa saltare. 24 ore dopo l’overtime nell’altra finale, c’è il bis nuovamente a vantaggio della squadra in trasferta. Testa a testa con vantaggi alterni per tutta la partita. Spezia perde Reke a inizio ultimo quarto dopo una gran capocciata fortuita tra lei e Rizzi, la quale invece riesce a riprendersi. Le liguri reagiscono bene alla perdita della leader, issandosi a +8 a 6’ dalla fine. Crema sembra risalire sul treno della promozione con Parmesani e Rizzi soprattutto (malissimo al tiro invece sia Veinberga che Caccialanza: 4/20 e 4/18 rispettivamente, come in semifinale di Coppa Italia), poi Veinberga imbuca dall’angolo; gli arbitri assegnano da 2, il clan di casa vorrebbe da 3, in ogni caso è +2 Crema, che ha ben 3 falli di margine prima del bonus. Ovviamente li spende, ma al terzo viene chiamato fallo su azione di tiro: due liberi per Granzotto, che pareggia (58-58). :woot: Ultima palla per Crema, ma la tripla-promozione di Caccialanza va sul ferro. Nell’overtime, scampato il pericolo, Spezia si rianima e chiude 63-67. Rizzi 14 e Parmesani 13 per le deluse, Granzotto 17 e Reke 14 per le corsare di Corsolini.
Gara-3, 22 maggio, una stagione in una partita. Ora è Spezia a giovarsi di un ribollente catino a suo sostegno, e per le prima volta nella serie il fattore-campo tiene. Ancora una volta le due squadre si sorpassano più volte (+9 Spezia al 10’, +2 Crema al 20’), a suggellare la sostanziale equivalenza di valori. Il grado di cottura delle giocatrici è comprensibilmente elevato; gli errori si moltiplicano vieppiù nel secondo tempo. Le liguri potrebbero dare la spallata vincente nel 3° quarto, issandosi a +8 contro avversarie allo stremo, ancora in 6 elementi ruotati (47-39 al 30’). Ma indomitamente la Tecmar si riporta a -4 con 4’ da giocare (52-48).
Da lì in poi si segna quasi nulla, e va tutto a vantaggio delle spezzine, che un canestruccio lo fanno (54-48) e dopo una sequela d’errori collettivi (fatali per Crema una tripla sul ferro per il -3 e poi una contropiede fallito da Parmesani), Reke allunga con un libero a 55-48, rincarando poi con altri due centri dalla linea (finale 57-49). Le suddite del Visconti debbono alzare bandiera bianca, con pieno onore ma anche rimpianto per essere arrivate a un metro dal traguardo; la folla spezzina inneggia e festeggia, anche se rispetto a Broni la base di partenza per un organico competitivo in A1 pare inferiore, e se lo Spezia calcio dovesse essere promosso in serie A potrebbe drenare risorse preziose, in una città che non ne offre tantissime (o almeno così si lamentava Brunetto quando ritirò la Virtus dalla massima serie). :unsure:
La storia si ripete, dicevamo in apertura: anche per quanto riguarda le recriminazioni arbitrali dell’ambiente cremasco. Dopo gara-2 di questa serie abbiamo letto, sulla “Provincia di Cremona”:
“(Crema) si vede letteralmente sfilare partita e promozione da La Spezia un po’ per sfortuna ma un po’ anche per un paio di fischi arbitrali veramente al limite”
mentre dopo gara-3:
“… che ha portato il Basket Team a dover alzare bandiera bianca anche se con onore al termine di una partita giocata con il cuore. Anche contro un arbitraggio casalingo”
con dichiarazioni di coach Visconti: “Siamo stati eccezionali, più forti di tutto, anche degli arbitri che ci hanno danneggiato in più di un’occasione”
mentre ora, in data 28 maggio, il presidente Manclossi puntualizza (in questo caso senza parlare di favoritismi): “Unica nota negativa, mi spiace dirlo ma è la realtà condivisa con le nostre avversarie, le designazioni e le prestazioni arbitrali in tutte e tre le gare di finale”.
Tutto abbastanza simile a quello che leggemmo 8 anni or sono, dopo la decisiva gara-3 di finale persa col Geas, ovvero sul sito societario:
“C’è mancato poco. Non siamo riusciti o non ci hanno permesso (anche questa è stata una sensazione provata) di mettere la testa avanti”
e sulla “Provincia di Cremona”:
“Per tutta la prima metà di partita la gara sembrava indirizzata decisamente dalla parte delle milanesi, e indirizzata non è un verbo casuale. La coppia arbitrale ha infatti inanellato una serie di fischi al limite del ridicolo e sempre contro la Sea Logistic, non solo falli, ma anche infrazioni inventate contro Crema e concesse al Geas”.
Insomma, o siamo in presenza di uno dei più grossi scandali degli ultimi 10 anni, ovvero una società scippata due volte di una promozione in A1, oppure c’è forse un pizzico di strabismo in buona fede, dettato dall’elevata partecipazione emotiva. -_-
Nella foto (da Cittadellaspezia.com): La Spezia festeggia il ritorno in A1.
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