Riassuntino delle finali scudetto, seconda parte. Con due punteggi quasi identici, uno sul parquet ostile e uno sul proprio, si completa l'opera scledense.
L'interrogativo principe, per gara-2 del 12 maggio, era se Lucca avrebbe saputo rialzarsi dalla doppia mazzata di perdere il fattore-campo e perderlo in quel modo, dopo aver accarezzato la vittoria. Al tempo stesso poteva essere incoraggiante sapere di aver rimesso in piedi con 5-6 minuti di furore una partita per il resto dominata da Schio; serviva però la miglior Gesam Gas, quella che nella serie purtroppo non s'è vista.
Il Famila metteva subito l'impronta su gara-2, con un 11-21 nel 1° quarto. Merito di Lucca era di attutire la botta riportandosi a -6 all'intervallo (32-38), nonostante lo strapotere di Yacoubou (già 13 + 7 rimba alla pausa) e il 57% da 2 di Schio contro il 30 e rotti.. Tutti dati però che indicavano una corda fin troppo tirata per restare a galla; di sola intensità non si campa se la qualità non ti supporta.
Per quasi metà del 3° quarto il distacco resta contenuto (36-43 al 24'), poi però le frecce all'arco di Schio sono troppe rispetto a una Lucca troppo Harmon-Dotto-dipendente. Sottana sciorina un assistone per Yacoubou e colpisce con tripla frontale plasticamente suggellata con la manuccia tenuta in alto per qualche secondo: 40-55 al 28', ora c'è un fossato. Dotto, una che sbaglia ma che mai molla, ci prova con 5 punti in fila, ma Yacoubou, di violenza, trasforma un rimbalzo offensivo in canestro e fallo allo scadere del tempo (45-58 al 30').
Nel 4° periodo Lucca ripropone la zona, che tanto aveva fruttato in gara-1, ma incappa in un bastonaccio tra le ruote, ovvero il 4° e 5° fallo di Pedersen a brevissima distanza (il quinto in attacco): Diamanti getta nella mischia Big Valentina Gatti ma chiaramente non è la stessa cosa. Il pubblico di casa s'imbufalisce vieppiù dopo un altro fallo fischiato a Crippa; ma Schio non si fa impietosire, piazzando la coltellata con una tripla di Macchi, dal lato destro, con avversaria in faccia: 45-63 a -7'30", discorso sostanzialmente chiuso lì. Diciamo che la Chicca nazionale, se non è più in grado di dominare un'intera partita, sa sempre scegliere i tempi giusti per ammazzarla.
Dotto, ancora lei, rifiuta di arrendersi con 3 rubate di fila (51-63), ma servirebbe più continuità al tiro per le lucchesi, che invece non arriva mai (e l'utopia di Diamanti, vincere senza il tiro da 3, in queste situazioni da rimonta obbligata ha il fiato corto). E di nuovo le troppe armi per Schio marchiano la differenza: Macchi in regale arresto-e-tiro, Sottana con l'assist per Walker, Yacoubou facile da sotto per gli ultimi chiodi (51-71 al 37').
Finisce 54-78, indiscutibile verdetto. Marcatrici: Dotto 17 (7/18), Harmon 11 (5/16, ancora troppo sotto il suo standard), Wojta 10; Yacoubou 25 (9/14 da 2, 7/9 a liberi, 13 rimbalzi, 34 di valutazione), Walker 15, Macchi 11. Lucca 23 recuperi contro 9 perse ed è l'unico motivo per cui è rimasta aggrappata alla partita, almeno finché ha potuto.
Trasferimento a Schio, con l'aria ormai di vacanze imminenti. Hai voglia a confidare nella combattività di Lucca, col Famila sopra 2-0 e nel confortevole nido di casa dove festeggia trofei ogni 3 o 4 mesi, manco fosse un hobby. :blink: Gara-3 inizia, a differenza del trend delle prime due partite, con giuoco garibaldino e segnature scoppiettanti: ma se si tratta di farne una in più, è chiaro che Schio è avvantaggiata; infatti è 27-19 al 10'.
Il tema di questa partita è il dominio a rimbalzo del Famila (14 in attacco alla fine), che nonostante le percentuali da 2 in ribasso può rigiocarsi più volte la palla; e poi il martellamento dall'arco per le scledensi (10/18 da 3 alla fine contro il miserando 1/6 di Lucca: come a dire, "a' Diamà, ma nel 2016 'ndo vai, se le triple nun ce le hai?"). :woot: Nel 2° quarto s'abbassa il punteggio ma anche su questo terreno viaggia meglio il Famila: 39-27 al 20'. Commenta Silvia Gottardi: "Schio fa tutto con scioltezza, Lucca soffre per ogni azione".
Nel 3° quarto, Macchi prova a scavar l'abisso con una sontuosa entrata attraversando l'area dal lato opposto, com'è sua "griffe" (50-33 al 26'). Poi apprezzabile reazione di Lucca che risveglia il tiro dalla media e fa 8 punti di fila. Gatti (Giulia) zittisce con una tripla, Pedersen però segna in dai-e-vai allo scadere (53-43 al 30').
In teoria uno scarto rimontabile, tanto più quando diventa 53-45 in avvio di 4° periodo. Ma Schio non perde mai la trebisonda: Masciadri e Gatti colpiscono (59-45 a -8'30"); gli errori di Harmon e il 5° fallo di Crippa (rimpiazzata da una Templari fin lì "n.e.": altro tallone d'Achille dell'utopia diamantifera) segnano la resa anticipata delle tosche.
Quasi per inerzia si scivola verso la fine, tra le trombe festanti del pubblico casalingo. Sottana sigla tutto con un terzo tempo dal limite dell'area beffando Dotto (69-51 a -1'30"), poi Schio maramaldeggia sino a un punitivo 76-55.
Marcatrici: Sottana, Anderson e Walker 14; Dotto 14 (con 7/13, nella serie è lei la migliore per Lucca), Harmon 13 (6/16, neanche stavolta le percentuali s'aggiustano), Crippa 11.
Tocca dunque assistere all'ennesima festa di Schio, con Masciadri che arriva a 12 scudetti, o forse 13, o 15 chissà (alludo alla diatriba con Max Mascolo di qualche anno fa). L'epilogo troppo scontato non cancella tuttavia i dati positivi emersi dalla stagione: almeno un trofeo è andato a qualcun altro (Coppa Italia) come non succedeva dal 2012; l'opposizione al Famila è stata credibile per tutto l'anno e non solo da parte di Ragusa (già molto credibile nelle ultime due finali); il gioco, l'abbiamo più volte sottolineato, ha offerto una maggior propensione all'attacco e alle prestazioni individuali di spessore, il che ovviamente non è indice automatico di alta qualità, ma perlomeno ci si diverte di più.
E poi, tanto per volare più basso, quest'anno non è schiattata nessuna squadra in corso d'opera: visti i precedenti degli ultimi anni, un lusso... :woot:
Schio merita un posto tra le grandi dinastie della storia del campionato, ma, inevitabilmente, su un gradino inferiore a chi, oltre ai filotti domestici, seppe cogliere la laurea europea (Geas, Vicenza, Comense in ordine di decennio). Il problema è che nello scenario continentale che dura da un decennio, non sembra possibile allargare l'orizzonte dei trionfi. Sottana, forse al passo d'addio, ha comunque ragione nel ricordare (durante l'intervista di fine gara) che neanche i trofei casalinghi vanno considerati scontati, anche se esagerava nel lamentarsi che hanno la pistola puntata alla tempia se perdono: è inevitabile per chi, tra i patrii confini, gareggia pressoché sempre ad armi impari. "Ma la regular season conta come trofeo?", sfottevano i tifosi scledensi con uno striscione, con lo stesso garbo di chi corre contro uno che saltella su un piede solo e poi si bulla di averlo battuto. :huh:
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