domenica 8 maggio 2016

[U13] - Resoconto del Trofeo delle Province

Avanziamo con gli arretrati. Pomeriggio di domenica 1° maggio, giornata cupa, rinculo della stagione a temperature da fine inverno (10 gradi), fanghiglia nel prato delle giostre del Calendimaggio a Seveso, dove per carenza di spazio le attrazioni erano ammassate in un frastuono assordante di musiche a palla che s'affastellavano incoerenti, mentre una fiumana di gente sgomitava per salire sull'autoscontro o il bruco mela. :sick: Quale liberazione nel mollare tutto ciò a mezz'asta ed evadere verso Robbiano di Giussano, dov'era in svolgimento, fin dal mattino, l'annuale Trofeo delle Province, sfilata di talenti lombardi Under 13, quindi quest'anno le 2003.

All'arrivo, davanti a un pubblico folto oltre capienza (gente in piedi), era appena iniziata la finale primo posto, tra la selezione di Milano Sud/Pavia e quella di Como/Lecco/Sondrio/Monzebbrianza, mentre in precedenza la selezione di Milano Nord/Varese aveva battuto per il 3° posto quella delle province orientali (Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova, Lodi).
Quest'anno i responsabili federali hanno ritoccato la suddivisione geografica, dividendo Milano in due tronconi, con un piccolo artifizio che spediva il Geas con Milano Sud quando invece sta a nord della metropoli. :unsure: Ma l'obiettivo non era di rispettare pedissequamente la geografia, bensì di ottenere partite più equilibrate possibile, obiettivo almeno in parte raggiunto, giacché 3 squadre su 4 sono parse di livello simile, decisamente meno quella delle orientali (flessione ciclica o c'è crisi in quel serbatoio? Boh). E poi, se l'israelita Maccabi Tel Aviv gioca in Eurolega, che sarà mai se il Geas viene delocalizzato al Sud?

Geas che, manco a dirlo, 6 giorni dopo lo scudetto Join vede le sue U13 trionfare nuovamente, come asse portante (5 su 12) della selezione MiSud/Pavia. Dall'altra parte il nucleo più numeroso, anche qui manco a dirlo, era di Costa, con 4 elementi.
La finale è stata godibile. Gioco ovviamente embrionale, con molto avant'indrè a tutto campo e abbozzi di collaborazioni a difesa schierata ma più spesso azioni personali, com'è normale che sia. Il fascino di questa categoria sta proprio nell'osservare bruchi di giocatrici che stanno diventando farfalle, senza essere più gli uni e non ancora le altre; ragazze che fino a 2 anni fa erano pallottole che ruzzolavano per i campi del minibasket, e ora sono preadolescenti, magari già ben oltre l'1.70, e s'affacciano per la prima volta sul palcoscenico, godendosi l'ebbrezza di sentirsi grandi.
Altro elemento di fascino è che non sai cosa stai vedendo, se il futuro o un effimero presente. Perché oggi queste sono le migliori della loro annata, ma domani? A volte chi è migliore a 13 anni lo è solo perché il suo orologio biologico la rende una 15-16enne mascherata da ragazzina, e quindi non ha margini di crescita; qualcuna poi si perderà perché le verrà voglia di dedicarsi ad altro; e queste verranno scavalcate da nuove arrivate che oggi combinano poco o nulla ma che improvvisamente sbocceranno. Altre invece resteranno le migliori che sono già oggi. Puoi solo cercare di intuirlo; i selezionatori hanno l'occhio un po' più lungo ma nemmeno loro hanno la sfera di cristallo.

Ciance a parte. Inizia a razzo Milano Sud/Pavia, 15-4. Le ovvie rotazioni rimescolano le carte: Como ecc. ha più impatto dalla panchina, ruba un po' di palloni, corre, sorpassa sul 19-20 al 13'. Ritornano le geassine, capeggiate dal play Merisio che abbiamo già nominato a proposito della finale Join, e MiSud riallunga sul 35-24 all'intervallo, riportando dalla sua parte il fondamentale bilancio dei recuperi e rimbalzi in attacco, che in questa categoria di basse percentuali fanno la differenza (più volte riesci a tirare, più volte prima o poi la boccia ti entra).
Nel 3° quarto sembra continuare senza sussulti la supremazia di MiSud, fino al 43-26 del 25'. Ma le brianzole ecc. reagiscono di nuovo, ritrovando coralità e vigore; il parziale di 0-8 riapre la contesa a fine 3° quarto (43-34).
Qui purtroppo, a causa del ritardo di 40' sull'orario previsto, dovevo salutare la compagnia di lusso di cui ero attorniato a bordo campo, ovvero la federalissima Angela Albini, il tecnicissimo Roberto Riccardi e i suoi colleghi Mannis, Martina Gargantini (la giocatrice di Biassono ora avviata anche alla carriera d'allenatrice) e i sempiterni Ezio Parisato e Panta (quest'ultimo speaker) oltre al padrone di casa Ettore Colico, presidente di Giussano e parente della grande Roberta.
(Opinione, per inciso, del resp. tecnico territoriale Riccardi su quest'annata 2003 lombarda: meno picchi eccelsi rispetto alle 2002 ma buona dotazione di centimetri e qualità diffusa).
Mi perdevo così, andandomene, un vibrante ultimo quarto, in cui Como ecc. coronava la sua gran rimonta con un nuovo vantaggio; MiSud reagiva anche stavolta; gran duello tra le due protagoniste di giornata, la già nominata Merisio e l'ala dal buon fisico e buona mano Ronchi (di Biassono in prestito a Giussano); e alla fine MiSud vinceva 59-55 (20 punti Merisio e 23 Ronchi). Il rimpianto per non aver assistito si mescolava a quello per non aver gustato i tranci di pizza in vendita all'ingresso del palazzetto; ma il freddo non stimolava l'appetito.

La premiazione della squadra vincente, con Federico Sola (Bfm Milano) come capo-allenatore.

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