giovedì 27 luglio 2023

Binzago '23: se non realizzi il sogno, almeno evita l'incubo (1^ parte)

 Mercoledì 12 luglio - ore 23.15


Susanna Toffali appoggia la palla a terra in segno di resa.
Mancano una manciata di secondi alla fine della partita, ma non c’è più niente da fare per la sua “Tazza Revolution”, sotto di 10 nel quarto di finale del torneo misto di Binzago. :cry:
Anche quest’anno tramonta la Grande Utopia: che il torneo auto-proclamatosi "campionato mondiale a squadre miste" sia vinto (o almeno conteso fino in fondo) da una squadra in cui più di metà dei punti siano realizzati dalle donne. Toffali e compagne, per l’esattezza, sono al 53,6% in questa edizione. Un’eresia rispetto al canonico predominio del testosterone, che impedisce agli uomini (per cause fisico-chimiche, anche se non è un alibi, ma solo una spiegazione) di concedere più palloni del minimo sindacale alle compagne di squadra dell’altro sesso, quand’anche queste militino in serie A e si trovino contro avversarie di C o Promozione. :angry: Persino Breanna Stewart o Brittney Griner marcate da una 50enne di 1.50 faticherebbero a farsi dare palla.
E' sempre stato così: ci sbattei anch’io la testa parecchi anni fa, quando gestivo una squadra al torneo, con Masha Maiorano e altre giocatrici di A1 e A2, ma erano comunque gli uomini a decidere se si vinceva o si perdeva. Altrimenti, poveretti, non si divertivano. Mentre le donne sanno sopportare con più pazienza di fare da comprimarie. Ok, la stessa Maiorano, oppure Marcella Filippi, oppure Valentina Gatti, e altre varie "big" passate al torneo negli anni, hanno fatto registrare prestazioni notevoli anche nei momenti decisivi. Ma erano lampi isolati, non il prodotto di una filosofia di squadra “women first”.
Insomma, c'è ancora da realizzare la rivoluzione socio-culturale: il torneo di Binzago come laboratorio di una società più evoluta e più giusta.

Stavolta sembrava quella buona. Oltre a Toffali, ancora in forma-top a poco più di un mese dal trionfo nei playoff di A2 (in contemporanea alla prima settimana di Binzago ha spaccato tutto ai "Giardini Margherita" di Bologna: vittoria ed mvp nel torneo femminile), c’erano la guerriera Guarneri, altra colonna del Sanga, e due che a Binzago si sono sempre fatte onore, ovvero Baiardo, la fromboliera di Carugate, e Silvia Bassani, la combattente di Giussano neopromossa in A2. La quinta era Frontini di Legnano (serie C).
Siccome senza uomini forti non si vince, avevano anche arruolato due fisicatissimi 2002 di militanza in B, di cui uno di origine camerunense che alla prima partita aveva shakerato a ripetizione il canestro con tonanti schiacciate.
E poi "Tazza Revolution", che nome ficcante: l'ideale per accompagnare quella che sarebbe stata una rivoluzione da far sbiadire quella di Copernico. -_-
Toffali un'ira di dio, 32 punti la prima partita, 77 in tre gare; le compagne a far la loro parte; gli uomini abbastanza intelligenti da lasciare carta bianca alle loro super-girls senza che questo facesse funzionare male la squadra. Risultato, tre vittorie su tre nella fase a gironi; molti li vedevano tra i favoriti per vincere tutto o almeno arrivare in semifinale.

"So far so good", fin qui tutto bene; ma adesso c'era da superare lo scoglio dei quarti di finale, classico spartiacque tra successo e fallimento.
Di fronte c'era, per giuoco del destino, la squadra con la più bassa percentuale di punti femminili di tutto il torneo: i "Fuskugnaskamukula". :o: Uomini tutti forti, di serie B-C, ed esperti, mentre tra le ragazze Marta Scarsi ha dovuto dare forfait per i postumi dell'infortunio dell'inverno, sicché rimaneva un quartetto anche bravino, ma con pochi punti nelle mani, pochi centimetri e poca esperienza, non oltre la B come categoria (Gloria Villa di Giussano, Resemini di Bresso anche se ha saltuarie presenze con l'A1 del Geas, Cincotto di Robbiano, ex-vivaio Costa), compresa una ragazza di Promozione (Panella di Seregno). Palloni a disposizione pochi, canestri ancor meno. Nulla contro di loro; anzi, due di quelle ragazze le ho arruolate personalmente al torneo. E la squadra funzionava bene così.
Ma in chiave femminista la loro vittoria su "Tazza Revolution" avrebbe rappresentato (come poi è successo) una debacle ideologica: il male che trionfa sul bene, il Medioevo della donna subordinata all'uomo che blocca l'emancipazione della femmina, riportando indietro l'orologio della storia. E' stato come la restaurazione dei talebani in Afghanistan.

Avevo fiutato aria d'inculata fin dall'inizio. Intanto, avevo notato l'italo-camerunense snobbare il riscaldamento per chiacchierare con giocatori di un'altra squadra che avevano disputato la partita precedente. Ok, magari il tipo s'era già fatto 3 ore di allenamento in giornata e quindi non aveva bisogno di riscaldarsi; ma non mi sembrava un segnale di concentrazione al top, diciamo. Sarà un caso se ha finito con 6 punti quando ne aveva 15-20 tranquilli nelle mani. :angry:
Poi c'è stato il maltempo a scompaginare le carte. Già sul finire della prima partita della serata s'erano radunati nuvoloni che minacciavano il peggio. Ci si chiedeva se andare direttamente in palestra per la seconda partita; ho cercato di prendere tempo. C'era tanta gente ed era un peccato spostarsi al chiuso; ma soprattutto, ho notato negli anni che di solito in palestra le donne fanno più fatica ad adattarsi. Non so perché, non so come sarebbe finita se fossimo rimasti all'aperto; fatto sta che dopo un velleitario tentativo di iniziare fuori, si è alzato un vento di tempesta, preambolo della pioggia che sarebbe scesa poco dopo, sicché si è andati al chiuso ed è finita male per "Tazza Revolution".

Eppure la Tazza all'inizio dominava, +12 in scioltezza dopo 4-5 minuti. Toffali che segnava in accelerazione come se nemmeno percepisse l'esistenza di una difesa. Poi però, in qualche modo, hanno staccato la spina proprio quando c'era da affondare i colpi, cioè nel 2° quarto, quello in cui il regolamento del torneo prevede 3 donne e 2 uomini per quintetto, anziché il contrario. E quindi il momento in cui la Tazza poteva ammazzare la partita. Avveniva il contrario: parziale di 0-12 per gli avversari e parità all'intervallo.

Quella sensazione d'inculata stava fermentando ulteriormente. Per la verità la Tazza tornava in vantaggio e verso metà dell'ultimo quarto era ancora a +5. Poi un finale disastroso, con un parziale di 4-19, faceva affondare tutto.
Bisogna dare i giusti meriti agli avversari: due uomini dei "Fusku" hanno giocato alla grandissima; e le ragazze, andando oltre i propri limiti, hanno limitato il più possibile la superiorità delle avversarie. Toffali si è trovata davanti un muro, per cui se superava la prima difensora, ne trovava un'altra in aiuto. E poi le dinamiche del "misto" consentono agli uomini di aiutare anche loro in difesa (anche se non possono stoppare), motivo per cui non è mai così semplice per chi ha ragazze forti imporre la loro supremazia (al di là delle ironie di cui sopra sul testosterone maschile).

Insomma Toffali finiva con 19 punti ma solo 4 (tutti dalla lunetta) nell'ultimo quarto; le compagne non vivevano la loro miglior serata; la sconfitta 61-71 sanciva una debacle per il movimento femminista del torneo, dalla quale ho subito percepito che avrei fatto fatica a riprendermi.
Nel dopopartita, sotto i tendoni del ristoro, inevitabili i musi lunghi e la delusione nel clan femminile di Tazza Revolution. "Sarà per l'anno prossimo", si biascicava a scopo consolatorio, ma lascia il tempo che trova.

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