venerdì 14 luglio 2023

I giorni della cicoria (2^ parte - Europeo U18)

- Ma l’asprigno delle defezioni societarie era nulla in confronto all’evento principe della prima decade di luglio: l’Europeo U18 in Turchia. Una via crucis che però, a differenza di quella originale, non è finita con la crocifissione ma con la salvezza. :blink: Un’improvvisa sterzata del destino, che sembrava fin lì proporre il perfetto copione di una storia che nasce con premesse negative, prosegue peggio e finisce a rotoli.
Le premesse negative erano: a) la defezione di Zanardi, miglior talento dell’annata e uno dei migliori d’Europa (a meno che ci siano tante 18enni che abbiano segnato 15 punti di media in A1, ancorché nel club di casa); b) un po’ meno tangibile ma avrà pur pesato (altrimenti che senso aveva prevedere guai, all'epoca?), la nostra rinuncia a far giocare le minorenni nell’estate 2021, in cui le 2005 si sarebbero cimentate come “annata forte” in un Challenger U16, acquisendo bagaglio. Sì, qualche ’05 ha poi giocato l’Euro U18 del 2022 al seguito delle ’04 (Tempia, Bernardi, Lucantoni e Fantini per l'esattezza; da aggiungere Piatti all'opera nell'Euro U16), ma non era la stessa cosa, perché qui si trattava di essere protagoniste e non spalle.
Quindi, una certa preoccupazione era fondata già alla vigilia. Va tenuto conto che l'U18 per noi è stata, anche nel recente periodo di bonanza, la categoria più difficile per noi; sì, è quella in cui abbiamo vinto più ori (2), ma se guardi il risultato medio, che è più significativo, vedi che in U16 e U20 siamo andati meglio. Non so se ci siano motivi profondi o se sia un caso, ma di fatto è così.

- Addì 1° luglio si va in campo, prima partita con la LituaniaOsazuwa, dopo 4 minuti e mezzo, si avventura in una partenza in palleggio a tutto campo, la caviglia la tradisce, crolla a terra con evidente dolore feroce. :woot: Europeo finito per la nostra teorica (e probabilmente effettiva) lunga di riferimento. Quindi no Zanardi e no Osazuwa. Dopodiché, Giacchetti, la nostra più giovane (2007) e anche la più carica nell'occasione, 14 punti in 11 minuti, si fa male pure lei; non grave perché il suo Europeo continuerà, ma senza più giocare così bene. La sorte decide di averci stangato a sufficienza e ci fa vincere la partita con le baltiche, 64-62, con una tripla di Lussignoli ben costruita da Bernardi a circa 1' dalla fine (nell'ultima azione palla persa da loro a centro area). Ma avevamo bruciato un +15 a metà 3° quarto finendo sotto di 3 a 5' dalla fine, palesando la fragilità che poi c'avrebbe accompagnato per il resto della campagna.

- Le altre due partite di girone sono uno strazio. Becchiamo un 59-75 dal Portogallo con un 10-28 nel 2° quarto che compromette tutto. Ci fa un mazzo la longilinea Silva, 1.98, mani buone ma esageratamente subita dalle nostre (25 + 11 rimbalzi), anche se con l'attenuante del reparto-lunghe da ricostruire dopo la perdita di "Big O". Cedolini con 12 la nostra top scorer.
Segue un 44-62 col Belgio, stavolta crollando alla distanza dopo il meno 1 all'intervallo. Aghilarre unica in doppia cifra per noi con 10.

- Si entra nel vivo, visto che la prima fase serviva solo a comporre la griglia dell'eliminazione diretta.
Gli esiti degli ottavi, con l'ecatombe di squadre del nostro girone, mostrano in modo lampante che non eravamo finiti in un gruppo di ferro, anzi... e qui la paura inizia legittimamente a serpeggiare. Eppure noi non andiamo lontani dal ribaltare le nostre sorti battendo l'Ungheria (accoppiamento anche questo non sfavorevole, visto che poi le magiare sono state bastonate dalla Slovenia). Sembra anzi, per due quarti, che ce la possiamo davvero fare. Forse i nostri migliori 20 minuti dell'Europeo, andando a +12 all'intervallo (24-36). Poi però collassa l'attacco, che segna solo 17 punti nella seconda metà; nel 3° quarto reggiamo ancora perché le magiare non fanno molto meglio; ma un 24-8 nell'ultima frazione ci sorpassa e stacca negli ultimi 5 minuti (59-53). Lussignoli con 12 l'unica in doppia cifra.
Emerge, in queste tre sconfitte (oltre ai mille difetti che uno può trovare nel bagaglio tecnico delle nostre, risalendo a ritroso sino al minibasket, ma lo lascio ai professori del giuoco), <_< un nostro grave problema, e cioè la mancanza di riferimenti sicuri. Tante ragazze in grado di fare anche ottime cose, a tratti, ma nessuna capace di fornire una continuità non solo tra una partita e l'altra (chi gioca bene oggi è un fantasma l'indomani), ma nell'arco della stessa partita, persino tra un'azione e l'altra, passando da un movimento di valore assoluto a una cappellata inimmaginabile. Situazione in cui anche uno navigato come Lucchesi non trova una bussola con cui orientarsi nelle scelte.

- Siamo quindi fuori dal tabellone principale. Ma potremmo ancora evitare le pene dell'inferno se battessimo Israele nel primo turno di classificazione 9°/16°. Arriva però un'altra sconfitta di misura, stavolta senza alti e bassi clamorosi, ma con un passaggio a vuoto nel 3° quarto, che da +4 ci porta a meno 7; da lì fatichiamo a risalire anche se poi ci riusciamo, arrivando a meno 1 con 1'40" sul cronografo dopo una tripla di Cappellotto e un canestro di Cedolini. Poi però falliamo occasioni per sorpassare; torniamo a meno 2 con Lussignoli a -13"; Israele fa 1/2 ai liberi, quindi abbiamo palla sul meno 3; che fa Cedolini? Cerca una percussione verso l'area, su cui subisce fallo, ma serve a poco anche se segnasse ambo i liberi. :blink: Peraltro sbaglia il primo, poi apposta il secondo ma tira una sassata che prende solo il tabellone: infrazione. Perdiamo 62-65; anche stavolta una sola in doppia cifra, Lussignoli con 14.

- A questo punto siamo nella palta: tabellonaccio 13°/16° posto, tre probabilità su quattro di retrocedere. Dobbiamo vincere 2 partite su due dopo averne perse 4 di fila. Il disfattismo serpeggia ma è difficile trovare appigli a cui aggrapparsi per essere ottimisti. Invece, come dopo Caporetto nel 1917 (unico termine di paragone possibile), sapremo in qualche modo salvare la ghirba, senza bisogno di cambiare generale come facemmo, da Cadorna a Diaz, nella Grande Guerra.
Ritroviamo quel Portogallo che ci aveva bastonato 6 giorni prima. La palestrina secondaria di Konya è una perfetta location per una partita da purgatorio, con gli immancabili faccioni di Ataturk ed Erdogan sulle pareti, e i pochi tifosi che però nell'ambiente piccolo si sentono. La tensione è da psicodramma, e ci paralizza nei primi due quarti, inguardabili per noi, per fortuna non eccelsi per loro (imprecisissime al tiro), anche perché abbiamo elaborato idee valide su come contenere Silva. All'intervallo siamo sotto 27-16, ammaccate ma non ammazzate, a patto di sbloccarci almeno un po' in attacco.
E' quello che avviene. Sì, ogni canestro ci costa una fatica mortale; come al solito da queste ragazze non sai mai cosa può venire fuori in ogni momento; ma con un 3° quarto da 5-16 per noi la rimettiamo in piedi. Nell'ultimo periodo tutte sbagliano (quasi) tutto da entrambe le parti, il parziale è di 7-7 nei primi 7 minuti. Lucantoni segna due canestri pesantissimi, il secondo è una tripla per il 42-42 replicando a una tripla portoghese che ci poteva tagliare gambe e braccia.
Combiniamo però una serie di danni negli ultimi 2 minuti: tecnico a Bernardi per fallo su rimessa avversaria prima che la palla sia in gioco (tiro libero a segno, 43-42); poi palla persa banale; poi un doppio errore al tiro; poi una dormita a rimbalzo difensivo su errore del Portogallo: siamo costretti a fare fallo, va Silva in lunetta a 4 secondi dalla fine sul +1 per loro.
Siamo quasi spacciati.
Per il fortuna rimane il "quasi". Succede che la torre lusitana sbaglia il primo libero. Chiede istruzioni alla panchina, che le dice evidentemente di tirare per segnare; cosa che fa: 44-42 per loro ma timeout per noi e palla da metà campo.
A casa, 60 milioni d'italiani (o almeno i 60 adepti del femminile) pregano nel miracolo. Rimessa ben eseguita con Lucantoni che serve Tempia, partita da sotto canestro per un taglio verso il fronte perimetrale, protetto da un doppio blocco delle compagne. La bresciana riceve palla con discreto spazio, carica e spara la tripla.
Purtroppo sbaglia. La palla prende il primo ferro e chiaramente è destinata a spegnersi fuori. Siamo retrocessi.
Invece no. Per motivi che solo un ingegnere dei materiali e un fisico teorico potrebbero forse spiegare, la palla, anziché schizzare lontano, s'addormenta sul ferro ed entra a 1 secondo dalla fine. 3_3 3_3
Urlano selvaggi i tifosi nostri in tribuna, gli appassionati davanti allo streaming, urlano ovviamente le ragazze, buttando fuori tutta la sofferenza che s'era accumulata a mo' di tappo letale sulla squadra. Lucchesi e l'assistente Lombardi hanno un bel da fare a sedare le esultanze, ricordando che c'è ancora 1 secondo sul cronometro.
Per fortuna non arriva la contro-beffa: il Portogallo sbaglia dall'angolo e vinciamo 44-45 (Piatti 6+10 rimbalzi, Lucantoni 11 punti, Tempia 8). Oltre al miracolo di Tempia dobbiamo benedire l'11/58 dal campo per il Portogallo.
Alla sirena c'è chi piange, come Piatti (che dimostra come la sua espressione da sfinge mentre gioca nasconda in realtà emozioni forti), c'è chi urla pazzamente, come Lucantoni. Di nuovo Lucchesi deve placare i festeggiamenti, urlando (si vede dal labiale) che non è finita, c'è ancora da vincere l'indomani.

- Sarebbe crudele aver vinto così per poi buttare tutto. Non succederà. Con la Rep. Ceca conduciamo con buon margine fin dal 1° quarto (20-11). Rimosse evidentemente certe zavorre mentali, le nostre giocano con più sicurezza e buone esecuzioni, limitando le bestialità. Costruiamo soluzioni di qualità da vicino; il 48% da 2 contro il 29% ceco sarà decisivo. Qualche sbavatura nel finale di 2° periodo ci fa scendere da +12 a +8 all'intervallo (37-29) col timore che sia la premessa di un classico blackout nostro.
Invece ripartiamo molto bene dopo la pausa ed è il momento decisivo. Voliamo a +16 (47-31) con un "coast to coast" di Cedolini e un canestro di Piatti dal gomito, contro la zona nel frattempo messa in pista dalle ceche come carta della disperazione. Anche nell'ultimo quarto il margine rimane stabile (58-43 al 32', 64-52 al 37'); sciupiamo qualcosa di troppo, con una Fantini peraltro positiva nel complesso, ma le ceche sprecano tutte le occasioni per riaprire la partita.
Siccome però le ragazze oltre a salvarsi dalla Division B vogliono demolire le coronarie di Lucchesi, negli ultimi 2 minuti inanelliamo pasticci inenarrabili, tra cui un fallo (recidivo) di Bernardi su rimessa avversaria a palla morta, palle alle ortiche sul pressing e così via, ma la vittoria non è in discussione, anche se lo scarto finale è solo +5, 68-63. Piatti 13+11 rimbalzi, Fantini 11, Cedolini e Lussignoli 10, Bernardi 9+9 rimbalzi.

Siamo salvi; certo non è vera gloria, ma quando vedi la morte in faccia (nello sport come nella vita), se alla fine non muori godi.
Non m'addentro in giudizi sulle singole, anche perché sarebbe molto simile per tutte: come detto prima, a tratti ognuna ha fatto bene, a tratti da cani. Do solo due dati significativi: nessuna più di 8 punti di media (Cedolini), a riprova del fatto che siano mancati riferimenti costanti; e 32% di squadra nel tiro dal campo. La sorpresa positiva è stata Lussignoli; incoraggiante la crescita in personalità ed efficacia di Piatti, contando che è una 2006. Sempre nel complesso, è chiaro che non possiamo essere entusiasti di quello che le nostre 2005 valgono oggi come oggi (pur tenendo ovviamente conto delle assenze di "Super Z" e "Big O"), ma non è detto che in prospettiva non abbiano margini di miglioramento interessanti. Gli anni persi durante il Covid potrebbero aver solo ritardato e il loro sviluppo. "Qualcosa dentro", secondo me, queste ragazze ce l'hanno. E più d'una ha anche "qualcosa fuori", in termini di centimetri e mobilità. Devono sviluppare continuità mentale e conoscenza del gioco. Magari qualcuna diventerà più forte delle "nate pronte" del '99 e 2002, per citare recenti gruppi nostri che hanno vinto e stravinto nelle giovanili.

- Sarebbe stata un'ingiustizia della sorte se proprio Lucchesi, il principale artefice del nostro quindicennio dorato, avesse dovuto legare il suo nome alla prima nostra retrocessione dopo 18 anni, evento che avrebbe marchiato simbolicamente la brusca fine di un'epoca. Fine che peraltro è forse già avvenuta, con il Covid a fare da spartiacque. Le vacche grasse sono un bel ricordo, può darsi che c'attenda un'epoca di carestia e saporacci amari. Non lo voglia Iddio ma non si capisce su quali premesse potremmo far fioccare medaglie come negli anni recenti.
Occhio, però: questo lo diremo (eventualmente) facendo un bilancio alla fine dell'estate. E' assurdo quando ogni singolo risultato di una partita sembra il giudizio universale, lo specchio d'ogni magagna del sistema (solo se è una sconfitta, però; se è una vittoria non è lo specchio di nulla), la conferma i-ne-qui-vo-ca-bi-le delle teorie di ciascuno, salvo poi predicare che i risultati sono l'ultima cosa che conta nelle giovanili... In quest'ottica non capisco il pur bravo Eduardo Lubrano (che certo non fa parte dei parla-a-vanvera) laddove scrive: "In quattro anni dall’oro al 13° posto è la fotografia di un movimento che non produce più atlete, giocatrici, ragazze in grado di stare in campo in un certo modo", perché vorrebbe dire che appena 4 anni fa sapevamo farlo e adesso no, ma è plausibile?

- Due parole in chiusura sull'Europeo delle migliori. Ha vinto la Slovenia in finale sulla Francia, tiratissima (63-61) dopo due semifinali a senso unico, rispettivamente contro Serbia e Spagna. Mvp assoluta quell'Ajsa Sivka che abbiamo visto, seppur poco impiegata, a Schio quest'ultima stagione; ha sciorinato completezza tecnica (16 punti, 9 rimbalzi e 3 assist di media) e personalità alzando il livello nelle partite decisive (45 di valutazione contro la Serbia). Importante anche il play, dal nome più latino che slavo, Lea Bartelme, mvp della finale.
Da notare che per il secondo anno di fila l'oro U18 va a una "outsider" rispetto alle solite potenze (nel 2022 toccò alla Lituania). Vedremo se sapranno imitare il Belgio nel tradurre l'exploit giovanile (Meesseman e compagne vinsero nel 2011 appunto l'U18) in futuri successi senior.

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