Duro sfogo (come lo definisce lui stesso) di Cristiano Garbin su All Around nel commento alla partita di ieri:
(...)Ma non solo: come commentare il 38% da due o l’11/24 ai liberi dell’Italbasket?
Ed è una caratteristica questa che è piuttosto comune in tutte le selezioni giovanili, quasi che il fare canestro sia un accessorio per una giocatrice di basket, quasi che l’importante sia fare 200 passaggi consegnati a partita o 100 blocchi.
Purtroppo no, per vincere bisogna buttarla nel cesto, e da questa considerazione si possono fare diversi ragionamenti.
Io credo che nelle giovanili italiane si giochi troppo e ci si alleni poco individualmente, credo che nei vari campionati under il risultato non dovrebbe avere grande importanza ed invece per un motivo o per l’altro gli staff inseguono a tutti costi la vittoria tralasciando ciò che servirebbe alle ragazze.
E’ palese come la maggioranza delle ragazze italiane sappiano fare un numero limitato di cose su un campo da basket rispetto alle coetanee europee.
Questo per vari motivi, tipo il tarpare ben presto la fantasia e la creatività in nome di esecuzioni noiose che non servono a nessuno, se non a vincere qualche partita in più (che non serve a nessuno)
Coltivare il talento in ogni modo certo, ma anche le ragazze ci devono mettere del loro. Chi ha realmente voglia di migliorarsi in estate?
Possibile che, sparo nomi a caso, una Jakpa o una Streri non osservino che so, Mabrey e Keys tanto per rimanere in casa delle campionesse d’Italia cercando di rubare quanto più possibile movimenti ed esecuzioni?
E’ possibile che in tutta una stagione agonistica non riescano a lavorare sulle proprie lacune? Possibile che siano costrette a giocare 60 partite l’anno facendo sempre le stesse cose, gli stessi movimenti, gli stessi tiri obbligati da staff tecnici per lo più miopi ed interessati solo al referto rosa?
Così creiamo solo robottine che una volta varcata la maggiore età fanno una fatica bestia ad emergere in Serie A prima ed in campo Europeo poi.
Non è certo un caso se a livello giovanile qualche medaglia è sempre arrivata, ma poi da grandi……il nulla.
Questi quaranta minuti non sono stati imbarazzanti per le ragazze che ci han sempre dato dentro, ma son stati la fotografia di un sistema sportivo, quello italiano, allo sbando incontrollato che si regge solo sulle individualità, che per fortuna ci sono e di buon livello.
Mancano educazione motoria fin dalla tenera età, mancano strutture dove allenarsi, manca tempo e voglia a chi comanda davvero nello sport per cambiare le cose, impegnati solo a raccattare voti per la rielezione andando di tanto in tanto al circolo o alla associazione di turno a far foto con la star di turno
Per cambiare rotta servirebbero programmazione ed interazione con la scuola, servirebbero risorse per pagare istruttori, servirebbe che le società non dilapidassero soldi in procuratori ma creassero settori giovanili importanti.
Scusate lo sfogo, ma ho cercato di tramutare in righe tutti i pensieri che mi son venuti durante la visione della partita. Mi perdonerete, spero.
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