- E passiamo all'Italia. Non è stata una "via crucis" come l'Euro U18 perché non c'erano le retrocessioni (anche se ci saremmo comunque salvati in anticipo), ma certo non v'è stato da esaltarsi. Lontani dalle luci di Madrid, siamo rimbalzati tra due località di provincia cercando di limitare i danni (e almeno in parte riuscendoci), avendo capito presto che c'era poco da sognare.
- Fase a gironi. Il Giappone ci dà il benvenuto con una rullata terrificante nel giro di 3 quarti (79-51, poi 92-71 alla fine mettendo qualche pezza): un gioco all'estremo, con tiro da 3 a martello (16 su 50 tentativi!), noi reggiamo il minimo sindacale, poi ci smontano anche coi rimbalzi offensivi (in parte conseguenza delle triple sbagliate con rimpallo lungo); la zona non ci frutta. E.Villa 22 punti, Cancelli 14 (ma molti a partita chiusa), Caloro 13.
Con la Lituania della deludente Jocyte (stella assoluta di Euro U18 lo scorso anno, solo 6 punti con 4 tiri contro di noi, ma in generale mediocre nell'evento, 11.1 di media), ma comunque squadra forte, reggiamo 3 quarti e mezzo (60-53 per loro al 30', 71-62 al 35'), poi ci fanno un 13-2 finale (84-66). Villa 25 con 10/26, Blasigh 20 con 9/26, ovvero 52 tiri loro su 75 di squadra.
Contro il Brasile, fisicato ma grezzo (27 rimbalzi offensivi per loro, 14 noi), giochiamo piuttosto bene le nostre carte, capitalizzando la loro fallosità con un 25/32 ai liberi. Grazie all'inizio-sprint (34-16 al 10') teniamo la situazione sotto controllo, salvo un avvicinamento delle ballatrici di samba fino a meno 5 con 3' sul cronografo; a togliere fuoco dalle castagne provvedono Blasigh, Cancelli e Zanetti con un 6-0. Blasigh notevole con 27 (5/8 da 3 e 8/10 ai liberi), E. Villa 14 (5/13), Cancelli-Tomasoni-Arado 8 a testa.
- Sfida-spartiacque negli ottavi con la Rep. Ceca. L'inizio è incoraggiante, 5-12 per noi al 5', con Villa ma anche un discreto coinvolgimento delle lunghe. Poi però becchiamo un 13-0 in poco più di 2 minuti e già lì si vede tutto il succo della partita: la nostra difesa osteo-porosa becca canestri in entrata, e soprattutto in contropiede, con facilità irritante. La guardia dai capelli rossi Paurova e l'ala longilinea Kedlecova ci maciullano. A 3' dalla fine del 2° quarto siamo sotto di 19 (48-29), all'intervallo meno 16; tentiamo una reazione a inizio ripresa (meno 10), con Blasigh che ci tiene a galla insieme a una discreta Arado; ma ci ricacciano indietro subito, sempre con contropiedi e penetrazioni al ferro. Aggiustiamo il punteggio nel finale (92-84), con una Villa da 12 punti nell'ultimo quarto, ma eravamo a meno 15 a 2'15" dal termine. Villa in totale ha 26 con 10/23; Blasigh 24 con 6/11 da 3, 6 rimbalzi e 5 assist, Arado 12.
- Fase di classificazione. Vinciamo dopo due supplementari (71-68) con una modesta ma combattiva Argentina, rischiando grosso dopo aver segnato 2 punti nei primi 8'30" dell'ultimo quarto; ci sorpassano; poi Blasigh segna da centro area per andare al primo overtime. Lì andiamo a +5 e palla in mano ma ci rimontano; entrambe sbagliano la palla per vincere; nella seconda prolunga loro segnano solo 3 punti, noi poco di più (6) ma la chiudiamo dalla lunetta con Tomasoni e Blasigh. Villa e Blasigh hanno 18 a testa (ma anche 16 perse in coppia), Zanetti 10. Atroci le 33 perse di squadra.
Contro la Germania nulla da salvare; ci spazzano 81-57. Noi senza energie nelle due "matadoras" (Villa e Blasigh 9 a testa con 6/24 dal campo sommato), Caloro fa 12, Zanetti 11.
Infine, contro l'Egitto, la sorte ci dà una mano con l'uscita di Elalfy per infortunio a metà 2° quarto (era già a 8 punti e 11 rimbalzi), ma c'è da sudare fino in fondo, giacché le nipoti del faraone risalgono da meno 10 a meno 4 nel finale; alla fine vinciamo 64-56. Caloro ne fa 18 con 4/5 da 3, si confermano "al gancio" Villa e Blasigh (26 in due ma con 10/40 dal campo).
- Analisi e dialisi. La squadra ha avuto un rendimento in linea con le premesse poco incoraggianti con cui arrivava all'evento: competizione tradizionalmente ostica per noi (mai oltre l'11° posto); qualificate con l'ultimo biglietto utile lo scorso anno; assenze di M. Villa, Zanardi e delle migliori 2005 appena impiegate in U18.
Il piazzamento finale (11°) ovviamente non esalta ma ci sta persino largo. Eravamo lontanissimi dal livello delle migliori. Vedi i risultati elencati sopra, degli USA contro chi ci ha suonato o quasi battuto. E vedi soprattutto il nostro rendimento nelle 7 partite: 3 vittorie sudate (a parte forse quella col Brasile, ma non è stata una passeggiata), 4 sconfitte pesanti e incontrovertibili, cioè non di quelle che "se facevamo così o cosà vincevamo".
Un dato da sottolineare: non abbiamo incontrato nemmeno una delle 4 semifinaliste. Giappone e Lituania, le migliori del nostro girone, sono uscite ai quarti, così come la Rep. Ceca che ci ha battuto negli ottavi. Quindi abbiamo persino avuto una certa fortuna negli accoppiamenti.
Rispetto al recente e soffertissimo Europeo U18, gli ingredienti azzurri qui erano diversi. Se là, dicevamo, mancavano riferimenti sicuri, qui avevamo due poli catalizzanti in attacco, E. Villa e Blasigh (oltre 35 punti e quasi 34 tiri di media a partita in coppia, in entrambi i casi circa la metà dei totali di squadra, che sono stati di 71 e 70 rispettivamente), mentre il resto, a parte Caloro (3 volte in doppia cifra e a quota 9 di media), produceva pochissimi punti, in particolare il reparto-lunghe.
Se Lucchesi, per mascherare la coperta corta, si era affidato alla difesa più che all'attacco, Andreoli ha invece scelto di giocare ad alto ritmo, cavalcando la vena offensiva dei due terminali prìncipi e sperando che la loro pericolosità, oltre a produrre punti per se stesse, creasse occasioni per le altre. Il che a tratti funzionava. Tuttavia non avevamo abbastanza qualità per essere continui nella produzione offensiva, cioè con un gioco così avremmo dovuto segnare almeno 80 punti a partita, invece ci siamo fermati a 71 col 35% dal campo.
E col moltiplicarsi dei possessi si sono moltiplicati anche i nostri buchi difensivi. Deboli a difesa schierata ma anche lenti nel rientrare sulle transizioni avversarie. 78 punti incassati di media, ma solo perché l'Egitto e l'Argentina nelle ultime due ce ne hanno segnati meno. Una menzione a Tomasoni per il ruolo da stopper/collante/energizzante, ma non cambiava la sostanza di una squadra friabile.
Insomma è difficile trarre valutazioni in prospettiva futura (che dovrebbe essere l'aspetto più interessante di un evento giovanile), perché con un roster più rappezzato che selezionato, le migliori hanno finito per dover strafare, e quindi giocare in un modo che ovviamente non sarebbe riproducibile a livello senior; altri elementi si sono trovati esposti a un livello troppo alto per loro (senza fargliene colpa). Se fossimo andati con tutte le migliori e ne avessimo prese un sacco e una sporta, sarebbe inquietante ma almeno potremmo dare una valutazione compiuta. Così, al massimo si può dire che il nostro movimento, se mancano 4 o 5 elementi forti a una nostra squadra, non riesce a sopperire. Ma lo sapevamo già e poi vale per tutti tranne Francia e Spagna, fra le europee.
Capisco che passare una ventina di ore in 9 giorni a seguire un evento senza poterne poi spremere delle mega-analisi sullo stato del nostro basket femminile, se non addirittura dell'intero sport italiano, può sembrare deludente, ma mi pare più onesto. Almeno per quanto riguarda questa spedizione. Se alla fine dell'estate la gerla azzurra sarà totalmente vuota (cioè avranno combinato poco anche in U20 e U16), non bisognerà invece sottrarsi alle debite conclusioni.

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