Sabato 15 luglio, ore 22.30
Angelica Tibè è entrata in campo carica a mina. Dà l’idea di voler essere protagonista, e ci riesce. L'ala finalista di A2 con Costa Masnaga approfitta in post basso del vantaggio di centimetri sulla sua marcatrice; segna in contropiede; mette una tripla. Ma l'azione più bella è quella che chiude la sua fiammata da 15 punti in pochi minuti: cattura un rimbalzo in attacco a centro area, si sposta in palleggio verso sinistra e realizza trovando un angolo d'appoggio al tabellone di difficoltà notevole, con l’avversaria incollata e cadendo a terra. Applausi dall’abbondante pubblico presente per le semifinali di Binzago.
Non segnerà più molto Tibè, chiudendo a 17, ma quello che conta è che i "Monstars" sono in finale.
E io ho trovato la carta di riserva su cui puntare, dopo il k.o. di Toffali e socie. Non è una sorpresa: insieme alla "Tazza" si tratta del miglior pacchetto femminile del torneo; oltre a Tibè ci sono le sorelle Grassia e, anche se ha giocato finora solo 2 partite, un elemento di A1 come Sofia Frustaci (che sembra annunciata fuori anche domani in finale). Ma rispetto alla “Tazza” la componente maschile è più preponderante e non cede volentieri il palcoscenico.
Oggi in semifinale sì, però. O meglio, si sono accorti del vantaggio che avevano tra le donne e hanno dato qualche pallone buono più del solito. Così oltre a Tibè si è messa in evidenza anche Martina Grassia, 10 punti. Hanno battuto i "Telobbuko Kuelpallone" che ha avuto buone cose da Irene Pusca (12 punti), tascabile ex-vivaio Geas ora a Bollate in C, ma nel complesso ha pagato dazio nella parte femminile. Quindi stasera siamo… uno a uno nel bilancio.
Sì, perché gli altri finalisti sono i diabolici "Fuskugnaskamukula" che hanno fatto fuori anche i campioni in carica, "Pizza Express", alla loro maniera, cioè segnando quasi tutto con gli uomini a parte 11 punti racimolati da Gloria Villa, Cincotto e Resemini.
Per la verità nell'altra squadra - che ha sbagliato la tripla della vittoria all'ultimo secondo - erano solo leggermente più protagoniste le donne (Ludovica Rossini, Trianti, Perini, le sorelle Taverna, cioè elementi di B e C; in organico c’era anche Giulia De Cristofaro, A1 di Brescia, ma ha potuto giocare solo una partita), quindi non si trattava di una battaglia ideologica come era stato con la "Tazza" di Toffali e socie.
E tuttavia adesso aleggia il Grande Spettro: che vinca il torneo la squadra con meno punti femminili in assoluto.
In teoria c'è una valanga di punti di differenza tra i due pacchetti-donne; ma già m'agito nelle scarse ore di sonno che il torneo mi consente: saranno in grado, gli uomini dei "Monstars", di lasciare che le loro girls a vincere la partita, anziché farsi prendere dalla foga dei duelli rusticani contro i validi maschi avversari? Ne dubito, ne dubito fortemente.
Domenica 16 luglio, ore 22 circa
Suona la sirena del secondo quarto: intervallo della finale del torneo. Sono decisamente preoccupato.
I "Monstars", col magnifico quartetto femminile Sofia Frustaci (tornata a sorpresa)-V. e M. Grassia-Angelica Tibè, sono avanti di 7 punti all'intervallo contro i "Fuskugnaskamukula". Hanno fatto un +10 nel parziale del 2° quarto, quello con 3 donne per quintetto, quindi sulla carta molto vantaggioso per loro. Il problema è che l’hanno sfruttato solo all’inizio: Frustaci ha messo una tripla (di tabella) e altri 4 punti, Tibè e V. Grassia qualche libero; ma nella seconda parte la palla non è più arrivata bene alle ragazze, gli uomini si sono intestarditi su qualche uno contro uno di troppo, e su quel terreno gli avversari hanno potuto ribattere colpo su colpo.
In poche parole, questo vantaggio di 7 è poco rispetto a quello che poteva essere; e nei prossimi due quarti si gioca con 3 uomini per parte, situazione in cui i “Fuskugnaskamukula” nelle due partite precedenti hanno fatto la differenza. Lo dice anche, menando un po’ gramo, uno dei “Monstars” che è in panchina ma non impiegabile per attacco influenzale. Mi sforzo di credere che dica così per la depressione causata dal malanno.
Sia chiaro, se vincono i “Fusku” non avranno rubato niente, si potrà solo applaudirli; avranno fatto fuori le 3 principali favorite del torneo.
Il guaio è che il conto dei punti delle femmine, per il momento, è di 15 per i Monstars e… zero assoluto per i Fusku. Un po’ ci hanno provato, Resemini, Cincotto e Villa, ma nulla da fare. Anche i tiri liberi, sul ferro.
Se continua così, si rischia che vinca il torneo una squadra che non ha nemmeno un punto delle donne in finale.
Sarebbe il Titanic del femminismo a Binzago, l’eloquente dimostrazione dell’inutilità delle donne, almeno sul piano realizzativo. Altro che il sogno del torneo vinto dalle donne, qui siamo all’incubo.
Ma non è detto. Solo che tocca soffrire per altri due quarti.
Domenica 16 luglio, ore 22.40 circa
Il leader dei "Fusku" sta andando a canestro per due punti facili. Ha ciulato il suo diretto avversario con un giro dorsale e l'area è sgombra. Se segna fa +4 per i suoi, nulla di definitivo a 3 minuti dal termine, però importante sì.
Ma spunta Sofia Frustaci. L'ormai ex-Lucca, classe 2001, mette il suo corpo, un po' alla disperata, sulla traiettoria fra il tipo e il canestro. Collisione. Il tipo sbaglia, gli arbitri non fischiano (premiando il coraggio), palla recuperata dai "Monstars". Provvidenziale.
Frustaci non è nuova a farsi trovare pronta nei momenti decisivi. A 18 anni segnò il canestro della promozione di Costa in A1. E' venuta dal sommerso di Mariano Comense (insieme a Nasraoui), nessuno l'ha mai etichettata come fenomeno; si è guadagnata tutto col carattere e la volontà.
Quella giocata cambia la storia della finale di Binzago. I "Monstars" da lì in poi domineranno.
Uno dei loro uomini mette due triple, la seconda su riapertura di Tibè. I “Fusku” hanno perso il filo; sbagliano tutti i tiri, commettono falli, capitalizzati da un 4/4 in lunetta per i Monstars.
Poi arriva la giocata che manda tutti a casa. Riceve ancora Tibè in post basso. Fa un giro dorsale, superando la sua marcatrice, ma viene chiusa dal raddoppio di Resemini. Allora vede Frustaci appostata fuori dalla linea da 3 sull'altro lato e rimasta libera, visto che appunto Resemini si è staccata per chiudere su di lei. Così Tibè riapre per la sua ex-compagna di club. Frustaci riceve, spara e insacca la tripla. Fa 107-98 a poco più di 1' dalla fine. Boato del pubblico, che in maggioranza tifa "Monstars" perché è la squadra con più binzaghesi "doc".
Finisce 111-100, con un parziale di 18-4 negli ultimi 4 minuti circa, che è stata l’ultima e decisiva svolta di una partita che, come paventavo nell'intervallo, era girata in favore dei "Fusku" dopo che, all'inizio del 3° quarto, i "Monstars" avevano toccato il +13 grazie a una sfuriata di Tibè da 8 punti quasi di fila.
Un fattore importante, va detto a loro merito, era stato l'emergere delle ragazze dei "Fusku": difesa generosissima sulle più stazzate e più quotate avversarie, recuperando vari palloni; e, vivaddio, anche un po' di canestri, 13 punti fra Resemini (7), Villa (4) e Panella (2), facendo quasi pari con i 15 delle tipe-Monstars dopo l'intervallo.
Insomma lo scenario da incubo (vittoria dei "Fusku" senza punti femminili) era comunque scongiurato. Ma è meglio che abbia vinto il pacchetto-donne più forte, il quale – pur senza bottini individuali eclatanti – in ogni partita del torneo ha segnato una media di 15 punti più delle avversarie. Possiamo così mandare, forzando un po’ la mano, il messaggio all'umanità: le donne al torneo misto fanno la differenza.
- Tibè si prende il premio di miglior giocatrice. Toffali è miglior marcatrice per il 2° anno di fila. Ilaria Nespoli, la 2002 di Carugate, è la miglior giovane.
C'è poi il premio alla squadra più femminista, cioè con la maggior percentuale di punti delle donne sul totale di squadra. Ovviamente lo vince "Tazza Revolution". Quest'anno era intitolato alla memoria di Nadia Rovida, che spero nessuno abbia dimenticato; giocò 7 anni al torneo, ne aveva solo 33 quando un tumore al cervello l'ha portata via.
- Per non finire su una nota triste, aggiungo qualche menzione: nella classifica marcatrici, a cavallo di Toffali (1^) e Tibè (3^), troviamo Pusca (2^) e Carlotta Zumaglini (4^). Apparsa in buona forma fisica Elisa Ercoli, che se volesse/potesse starebbe ancora tranquillamente in A2 se non in A1; tra le più giovani è piaciuta la 2006 Cibinetto di Costa. Cito in positivo pure Angelica Sforza e Sofia Savini.
Nella gara di tiro da 3 punti, onorevole 6° posto (su 13) per Valentina Ceccato, lei che nel 2016 fu la prima donna a vincere la competizione al torneo (a soli 18 anni).
Citazione speciale per Eliana Carbonell, ala ligure di lunga esperienza, che s'è fatta 5 volte la traversata Genova-Binzago (170 km andata + 170 ritorno) per giocare con la squadra poi giunta terza. Totale 1700 chilometri. In vesti di spettatrici, nel corso del torneo, avvistate 3 azzurre: Laura Spreafico (reduce da Eurobasket), Ilaria Panzera (reduce dal taglio pre-Eurobasket), Sara Ronchi (in procinto di partire per l’Euro U20). Forse c’era anche qualche altro nome illustre, ma può essermi sfuggito.
- In generale, 68 giocatrici all'opera, non poche, e tutte con lo spirito giusto: voglia di basket agonistico ma senza tensioni eccessive, com'è tipico del misto binzaghese, e molta santa pazienza per sopportare le testosteronate dei compagni. C’è da ammettere che nel complesso non è stata un'edizione di gran protagonismo femminile, almeno realizzativamente parlando, rispetto al recente passato. Ma a parte questo neo, si è tirata giù la serranda con animo lieto. La grande lezione di Binzago 2023 è questa: se non realizzi il sogno, almeno evita l'incubo.
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