martedì 31 dicembre 2024

Oscars dell'anno solare 2024

- Miglior partita (Italia): Udine-Derthona 98-95 d.3 t.s. (finale Coppa Italia A2)

- Miglior partita (mondo/nazionali):Usa-Francia 67-66 (finale olimpica Parigi)
- Miglior partita (mondo/clubs):New York-Minnesota 93-95 d.t.s. (gara-1 finali Wnba)
- Miglior partita (Ncaa):Iowa-Louisiana State 94-87 (quarto di finale, Clark 41 punti contro l'arcirivale Reese)
- Miglior partita (giovanile/mondo): Usa-Francia 84-66 (semifinale Mondiali U17: gli Usa ribaltano da meno 16 a metà 3° quarto)
- Miglior partita (giovanile/Italia): Campobasso-Geas 85-79 d.t.s (finale scudetto U17)
- Miglior partita vista dal vivo: Geas-Campobasso 62-65 (gara-2 quarti-playoff A1, tripla di Kacerik allo scadere)

- Impresa dell'anno (Italia/A1): ex aequo: Ragusa elimina Bologna nei quarti-playoff vincendo 2 volte in trasferta; Venezia ribalta le gerarchie e fa 3-0 su Schio in finale-scudetto
- Impresa dell'anno (Italia/A2): ex aequo: Valdarno senza la straniera vince gara-3 di semifinale a Costa Masnaga; Alpo vince gara-1 di finale in casa di Udine che veniva da 25 successi di fila
- Impresa dell'anno (mondo/clubs): Villeneuve elimina Praga in semifinale di Eurolega
- Impresa dell'anno (mondo/nazionali): la Francia mette alle corde gli Usa nella finale olimpica (pur senza vincere)
- Impresa dell'anno (giovanile/Italia): Firenze elimina la favorita Reyer alle finali nazionali U17
- Impresa dell'anno (giovanile/mondo): Finlandia campione d'Europa U16 battendo la Francia

- Miglior giocatrice (mondo): Napheesa Collier (finalista Wnba - 1° quintetto stagione Wnba - oro olimpico - vincitrice Coppa Wnba con mvp - vincitrice Eurolega)
- Miglior giocatrice (Europa):Emma Meesseman (vincitrice Eurolega e mvp delle Final Four; semifinalista olimpica)
- Miglior giocatrice (Italia): Matilde Villa (miglior italiana della miglior squadra dell'anno solare)
- Miglior giocatrice (giovanile/mondo): Zhang Ziyu (Cina U18)
- Miglior giocatrice (Ncaa): Caitlin Clark
- Miglior giocatrice (giovanile/Italia): [fuori categoria Matilde Villa] Isabel Hassan (2009: scudetto U15 e quintetto ideale Euro U16)

- Prestazione individuale dell'anno (senior/mondo):Emma Meesseman (Belgio), 30 punti in 33' con 14/21 al tiro, 11 rimbalzi, 4 assist, 5 stoppate contro il Giappone (decisiva per passare il turno)
- Prestazione individuale dell'anno (senior/Italia): non assegnato?
- Prestazione individuale dell'anno (Ncaa): Caitlin Clark (Iowa), 41 punti, 7 rimbalzi e 12 assist nel quarto di finale contro LSU
- Prestazione individuale dell'anno (giovanile/mondo): Safron Shiels (Australia), 31 punti con 12/14 al tiro, 15 rimbalzi, 43 di valutazione nella finale di Asia Cup U18 contro la Cina
- Prestazione individuale dell'anno (giovanile/Italia): Emma Giacchetti (Campobasso), 30 punti, 11 rimbalzi e 4 assist in finale scudetto U17 contro il Geas

- Il meglio: Caitlin Clark e tutto il boom del basket femminile negli Usa, prima Ncaa e poi Wnba -- i 19.541 spettatori di media alle Olimpiadi -- Matilde Villa scelta dalla Wnba - Zandalasini finalista Wnba e vincitrice di coppa Wnba con 15 punti in finale -- le prestazioni di Venezia in finale scudetto -- il canestro di Sabrina Ionescu allo scadere di gara-3 di finale Wnba -- il canestro di Martina Kacerik allo scadere di gara-2 dei quarti Geas-Campobasso

- Il peggio: la chiusura della Virtus Bologna (e in subordine la chiusura di Roma e l'autoretrocessione di Ragusa) -- la tripla allo scadere incassata dall'Italia U18 contro l'Ungheria negli ottavi dell'Europeo -- l'esclusione di Clark dalle Olimpiadi -- l'eliminazione dell'Italia 3x3 al Preolimpico -- il proliferare di straniere vere e straniere di formazione italiana in A2 -- la conclusione polemica della finale Wnba -- la dismissione delle London Lions subito dopo aver vinto l'EuroCup -- lo 0-20 a tavolino per Sassari contro Roma (per mancanza della decima giocatrice) poi risultato decisivo per la qualificazione ai playoff

Foto-amarcord da Cinisello: un Milano-Vicenza anni '80

Curiosità-amarcord da Facebook: la grande Valerie Still a canestro in un GBC Milano-Zolu Vicenza disputato in uno stracolmo palazzetto di Cinisello (lo stesso dove è tornato a giocare il Geas quest'anno). Credo fosse la finale scudetto 1984, vinta (come sempre) da Vicenza.




A1, Coppa Italia 1° turno: colpo S. Martino a Sassari, passano le altre favorite (Brixia onorevole a Campobasso)

- Sassari-S. Martino. La partita a pronostico più aperto e infatti si ribalta il fattore-campo. Le Lupe completano il dicembre della loro rinascita (ammesso che fossero morte) e dopo i quattro "zumpappà" in campionato ne firmano uno in Coppa. La Dinamo continua nel periodo opaco, a parte la qualificazione in EuroCup: con questa sono 114 punti di scarto a sfavore in 4 sconfitte. Ma ha contribuito la sfiga, nella circostanza, sotto forma di un infortunio a Begic già dopo 3 minuti. In aggiunta alle prove insipide di Gonzales, Diallo e Carangelo (10 punti in tre), va da sé che Taylor non poteva salvar la baracca quasi da sola, contro una S. Martino che ha avuto 7 elementi con almeno 7 punti all'attivo, indice di condizione collettiva smagliante. L'andamento ha visto solo all'inizio Sassari avanti, prima del sinistro a Begic; poi SML è andata via in progressione, +2 al 10', +8 al 20', +19 al 30'; toccato il +22 in avvio d'ultimo quarto su tripla di Del Pero (45-67), le padovane hanno staccato il pedale dall'acceleratore e ceduto forse un po' troppo terreno alla risalita nuragica, giunta sino a un 61-69 a 4' dalla fine (parziale di 16-2). A quel punto però SML ha fiutato l'aria di pericolo e chiuso i conti con discreta autorità: canestri di Guarise, Del Pero e Gilli, il che fa piacere. Finale 66-77.

Si hanno: Taylor 27 (11/20, valutaz. 33) e Pastrello 12 per Sassari, che ha perduto 23 palloni; 14 di Simon e Robinson, 12 Del Pero, 11 Gilli per SML, che ora proverà a bissare il colpo con Campobasso, già riuscito in campionato il 4 dicembre sul medesimo campo.

- Campobasso-Brescia. Davanti a un bel pubblico, l'appena citata compagine molisana si scrolla dalle terga una combattiva Brixia, la quale cede quasi all'improvviso in 4 minuti nel finale del 3° quarto dopo essere stata alla pari per 25' e oltre. Le lombarde turnano nuovamente le forestiere, riproponendo Estebas e una Johnson che mancava da varie partite; fuori Yurkevichus e l'appena arrivata Drake. E dopo un 1° quarto non dominato ma comunque condotto da Campo (22-16, anche +9 in precedenza), con Scalia mano calda, fanno vedere di essere giunte sin lì per provarci davvero. Si ha infatti il sorpasso con tripla di Togliani (28-29 al 14'); poi c'è Evans che alterna sportellate da bulldozer dentro l'area a tiri dalla media; gran duello con Kunaiyi che replica col suo repertorio, diverso ma altrettanto efficace (e con più incisività in difesa). C'è anche uno sprazzo di una sorprendente Bongiorno per ricucire un meno 6; allo scadere segna Morrison ma è solo +2 Campo (43-41).
Il 3° periodo vede un frizzante botta-e-risposta per 5' abbondanti; si mette in luce Estebas che con una palla ciulata a Trimboli realizza in contropiede il nuovo vantaggio bresciano (46-48 al 22'). Poi Tagliamento con due triple tiene ancora aggrappate le sue (57-56 al 25'30"). E i telecronisti locali si chiedono: ma come fa questa Brescia a essere penultima con due sole vittorie? Well, la risposta arriva subito dopo: parziale di 24-6 per Campo in 4 minuti e mezzo, una gragnuola micidiale da ogni posizione, ma soprattutto in velocità contro una difesa che va totalmente in bambola (anche per problemi di falli, ma non solo). :woot: E cioè Brixia conferma di patire terribili alti e bassi, soprattutto in difesa dove l'imbarcata è sempre dietro l'angolo e vanifica i minuti di qualità offensiva che la squadra quasi sempre produce.
Fatto sta che al 30' è 81-62; poi Brescia ci prova ancora, arriva a meno 10 nel finale, ma Campo chiude 97-82. Percentuali alte per ambo le compagini, ma Campo ha un 24/29 ai liberi contro 13/14 oltre a un paio di canestri in più da 2, mentre le triple sono 9 a capoccia. Kunaiyi 20 punti, Quinonez 18, Scalia 15, Madera 13 per le vittoriose; Evans 20, Tagliamento ed Estebas 15 per le sconfitte.

- Derthona-Battipaglia. Primo quarto 25-8, intervallo 48-18, finale 89-47. Questo il riassunto di una non-partita. Penna 15 in 17', Dotto 13, buone cose anche da Arado (10 con 5/6). Sarà interessante fra le tortonesi e il Geas per l'accesso alle F4, dopo che la sfida in campionato finì +1 per la matricola "terìbbile", che da lì iniziò la sua ascesa. Tra l'altro, curiosamente, era senza Coates (infortunata) in quell'occasione e lo sarà nuovamente stavolta, dato che l'americana ha chiuso il rapporto col team piemontese.

- Geas-Faenza. Qui bisogna riconoscere che all'inizio la compagine sfavorita (che era senza Fondren) ci ha provato; al 10-0 iniziale delle sestesi ha risposto avvicinandosi a 15-11. Poi però, da lì all'intervallo, cioè in 14 minuti, il parziale è stato di 37-4. :woot: Il Geas conferma che, quando tutto fila liscio, ha un potenziale offensivo brillante, segna in velocità, da 3, tanti assist (32); fa più fatica quando le situazioni si complicano (dice: "grazie al c..., non è così per tutti?" Ok, intendo che lo scorso anno il Geas aveva meno punti nelle mani anche nelle giornate migliori, ma era osso durissimo, specie in difesa, anche contro le più forti).
A metà 3° quarto il punteggio era 68-20, più adatto a una partita giovanile. D'altronde, con Roumy e Reichert a stecchetto, chi poteva segnare per Faenza? Menzione a Turel che ha chiuso con 20 punti e 6/8 da 3, ma i buoi erano defunti da un pezzo; se non altro il 91-58 finale è meno aspro.
Resta però la sensazione (e vale anche per Battipaglia) che qualcuno abbia selezionato gli impegni, preferendo non sciuparsi in una fatica di Coppa che sarebbe probabilmente stata inutile ai fini del risultato, com'è capitato a Brescia che s'è sbattuta ma alla fine ne ha presi comunque 15 di scarto. E probabilmente farebbe cambio tra aver fatto miglior figura di Faenza e Battipaglia stavolta, e averle battute in campionato, mentre ha perso 3 volte su 3 con queste dirette rivali. Amen. :huh:
Si hanno: 21 punti Moore con 9/9; 20 di Conte con 4/5 da 3. Non male la presenza di pubblico, anche se con ingresso gratuìto.

venerdì 27 dicembre 2024

A1 (2^ parte): nel prenatalizio di Cinisello, Schio evita il carbone; Geas manca la zampata

Personalmente mi sono recato, domenica 22 dicembre, a Cinisello Balsamo, immane borgo da 75.000 abitanti, gemello di Sesto S. Giovanni nell'hinterland a nord di Milano, che nella percezione comune è giustamente (e tristemente) noto per la sterminata mole di palazzoni-alveare, dove sono cresciuti anche rappers oggigiorno famosi; tuttavia il centro storico ha una certa eleganza, e lì sorge il PalaAllende che è tornato ad essere dimora del Geas dopo 13 anni, ovvero dalla stagione 2010-11 che fu l'ultima delle tre ivi disputate dal club sestese nell'impianto che, negli anni '80-inizio '90, era casa della storica Milano dove militò, fra le altre, Cinzia Zanotti, timoniera geassina ormai da una decade.

Ticha Penicheiro, playmaker somma, ha calcato quel parquet; anzi, non quel parquet perché è stato tutto recentemente rifatto nei lavori di restyling dell'impianto. Diciamo però che è stata in quelle mura, la portoghese regina degli assist. E non capisco perché non sia stata posta quantomeno una targa in ricordo. :huh:
Come se il tempo non fosse passato, o perlomeno non così tanti anni, bruciandone ben 13 e mezzo dall'ultima volta, che fu gara-4 della semifinale del 2011 fra Geas e l'allora superpotente Taranto. Oggi quel club pugliese è tramontato già da un pezzo, quello sestese ha avuto i suoi triboli (autoretrocessione nel 2012, discesa sul campo nel 2016) ma è vivo e vegeto, così come lo è quel pezzo di storia del basket femminile che è Nonino, nel quale m'imbatto nel corridoio d'accesso al palazzetto. -_-

Confortante era la cornice di pubblico che raggrumavasi progressivamente sull'unica tribuna aperta, la quale visivamente risultava alquanto piena; potrei quantificare intorno alle 400 presenze, forse più, l'affluenza, corroborata da un ampio e rumoroso manipolo di scledensi, i quali intonavano incessanti cori accompagnati da strumenti di percussione, purtroppo (per i timpani) a poca distanza dal qui scrivente. Ma tant'è, meglio così che il silenzio tombale di certe partite.

Ci si alzava in piedi per il rituale inno di Mameli; con una certa sorpresa degli astanti, i quali però s'adeguavano prontamente, veniva eseguita una versione ritoccata appositamente dalla LBF per celebrare l'esito delle elezioni federali del giorno prima: cantavasi infatti "dov'è la vittoria, che schiava di Petruc' Iddio la creò", per finire con un tonante "stringiamci a coorte, siam pronti alla morte, il Petruc' chiamò". :amen:

Ma passiamo finalmente alle vicende del campo. La disfida Geas-Schio faceva il paio con quella del giorno prima fra Derthona e Venezia, ovvero le due capoliste a cimentarsi in insidiose trasferte contro due delle principali... come definirle? Contendenti vere e proprie no, diciamo "migliori fra le altre", insieme a Campobasso.
Ambo le compagini arrivavano da trasferte infauste di coppa europea: il Geas dal meno 19 a Sopron, Schio dal fragoroso meno 34 a Mersin. Ma l'onta era soprattutto per le scledensi, seppellite da 30 punti di scarto in due quarti.
La prima domanda era quindi se Schio avrebbe approcciato la partita con ferocia per riscattare il rovescio turco ed evitare ulteriori ire di Cestaro. La risposta era no. Partenza, anzi, contratta per le arancioni, così come per il Geas (8-5 dopo 6 minuti); scentrate soprattutto Dojkic e Laksa.
A scuotere la rispettiva compagine provvedevano una Gwathmey reduce da 0 punti in 9 minuti a Sopron (guaio fisico, pare), stavolta invece assai pimpante nei suoi classici e plastici tiri da fuori; e una Juhasz che dava immediata pericolosità a Schio sotto canestro; con 6 punti dell'ungherese era 8-12 al 7' e rotti. Ma a saua volta il Geas replicava con un 9-0: Gwathmey e Trucco da fuori, e poi due contropiedi che inquietavano assai un Dikaioulakos alquanto incazzoso nei confronti delle sue (e non a torto, nel complesso): 17-12 al 10'.

Ancora Geas davanti a inizio 2° quarto, col classico duo Gwathmey-Moore (23-18 al 14'). La voglia odierna di Gwathmey spicca anche in uno stoppone rifilato a Laksa, la quale però si riscatta segnando i successivi 7 punti scledensi. Tuttavia il Geas rimane avanti con sprazzi di Makurat e Conti (30-26 al 17').
Ancora Makurat, arrivando a 6 punti di fila (che resteranno però gli unici della sua gara), fa 32-29 al 18'. Timeout furente di Dikaioulakos e stavolta l'effetto c'è, perché Schio con un parziale di 1-6, sfruttando l'accendersi di Dojkic e l'abbondanza di tiri liberi guadagnati (mentre Spreafico se ne procaccia 3 per un fallo su tripla ma ne segna solo uno), va all'intervallo dopo aver messo la freccia: 33-35.
Non un buon affare per un Geas che sul piano del gioco ha prodotto di più, ma si ritrova sotto.

Nel 3° quarto la bilancia pende definitivamente dalla parte ospite. E' il momento di Salaun, che segna in questa frazione tutti i suoi 13 punti di serata, con il suo consueto bagaglio completo fra iniziative in avvicinamento e dardi dalla media e dalla lunga. Il Geas da parte sua riesce a risalire due volte, da meno 11 a meno 6, poi da meno 10 a meno 4, con gli sprazzi di Moore e Gwathmey. Ma manca il contributo di qualcun'altra per poter resistere al vasto arsenale scledense: dopo una tripla fallita di sfiga da Spreafico (entra ed esce) per il meno 2, provvedono Salaun con un "jumper" acrobatico da rimessa da fondo e Dojkic con una tripla: a fine 3° quarto è +10 tondo (47-57).

Nell'ultimo quarto, il Geas riesce ad avvicinarsi di nuovo, 52-57 al 32', seppur sciupando una ghiotta occasione quando una nervosa Laksa si fa fischiare fallo tecnico, ma Gwathmey sbaglia il libero della sanzione, Makurat fa 0/2 sul fallo subìto che aveva innescato la protesta di Laksa, e sulla rimessa Moore sbaglia inopinatamente da sotto. Insomma da 5 punti potenziali non ne cava nemmeno uno.
E' il momento cruciale perché il Geas perde l'attimo per l'aggancio, Schio esce dal momento di difficoltà con Dojkic che con 5 punti di fila dà il via alla fuga definitiva; batte un colpo Verona (discreta in fase di manovra ma non di conclusione) con una tripla e poi un assist per André: parziale di 0-10, perché nel frattempo il Geas sbaglia ancora più volte da sotto; sul 52-67 a 3' dalla fine è sipario per quanto concerne l'esito. Poi le rossonere hanno il merito di lottare per addolcire lo scarto, cosa che fanno con un 9-0, ma vale solo per l'onore (61-67).

In sintesi: partita intensa e mai noiosa anche se nessuna delle due squadre si è espressa al meglio, alternando sprazzi buoni a momenti di crisi; a parità di prestazione, cioè da voto 6 per entrambe, logicamente ha vinto Schio.

Si hanno: Gwathmey 18 punti, Moore 16 per le locali, cui manca almeno un terzo polo in doppia cifra (e il 13/39 da 2 è fatale, a dispetto di un buon 9/24 da 3); 17 di Dojkic, 13 di Salaun, 12 di Juhasz, 10 di Keys per una non scintillante ma quantomeno bilanciata Schio.
Nota a margine: trippa quasi a zero per il trio longobardo in maglia scledense. L'ex Crippa in stampelle infortunata, Zanardi non entrata (domenica poco fausta per la famiglia, compresa la sconfitta di Brescia contro la rivale Faenza), Panzera, ovvero l'ex di turno più fresca, che ha lasciato Sesto nell'ultima estate, 7 minuti in campo, due tiri, zero punti. :angry:

Ma in spirito natalizio chiudiamo annotando che, a fine partita, Giorgia Sottana (non entrata per perduranti problemi fisici) ha presentato la sua iniziativa benefica per il Madagascar, ricevendo un contributo dal Geas per mano della capitana Barberis. <3 Sottana che, a Cinisello, vidi evoluire quando era poco più che ventenne e giocava per Venezia, prima di passare a Taranto e poi a Schio, nelle sue tante incarnazioni cestistiche.

Nella foto: il Famila riceve l'applauso dei suoi aficionados dopo la vittoria.


giovedì 26 dicembre 2024

A1 (1^parte): Venezia doma super-Penna. Faenza e Battipaglia nel gruppone al 6° posto. A2: Lombardia-Toscana 2-0 nei big match

Ultimo turno del 2024 in A1, in cui Schio e Venezia avevano due trasferte complicate, anche per i postumi di coppa, ma evitano la trappola. Ora la linea passa alla Copp'Italia, tranne per le due "superbig" già qualificate alle F4, e per Alpo che è esclusa.


- Derthona-Venezia: la Reyer batte Penna. Un po' riduttivo ma a lungo è stato così. L'ala bergamasca, ex di turno come più di mezza Derthona (anche se mancavano Melchiori e Leonardi; però c'erano lei, Marangoni, Dotto e Attura) ha fatto davvero i numeri, segnando in tutti i modi contro una difesa mica rose e fiori, anche se l'impressione è che l'obiettivo primario fosse spegnere Attura, cosa che è riuscita. Non era la miglior Reyer, dopo lo sforzo col Fenerbahce in Eurolega, e le 3 sconfitte di fila compresa appunto quella con le turche. Ma ha fatto abbastanza per comandare dall'inizio alla fine (salvo le primissime battute).
Ci sono stati vari breaks lagunari (+11 a metà 2° quarto e metà terzo, +12 a inizio quarto), però mai risolutivi, un po' perché c'era magic-Penna, un po' perché la Reyer a tratti s'inceppava. Il momento chiave è stato quando nell'ultimo quarto, da 51-63, Venezia non ha segnato per 5 minuti, ma Derthona dopo aver ricucito con 6 punti s'è bloccata a sua volta, non approfittando dell'occasione. Poi è chiaro che, alla lunga, la Reyer si sarebbe svegliata, e Kuier ha provveduto a chiudere i conti con due canestri da sotto e un assist per Cubaj, una delle migliori dopo l'appena citata Kuier (in modalità risparmio energetico per 2 quarti e mezzo, poi però ha preso in mano la situazione) e a Villa (brillante nei primi due quarti, poi calata, ma autrice di una stoppata cruciale su Attura nel finale; ha anche segnato due triple a conferma dei recenti progressi dall'arco). Finale 62-69.
Si hanno: Penna 28 punti (6/10 da 2, 3/6 da 3, 7/9 ai liberi, 25 di valutazione) ma poco altro per Derthona; non male Dotto, 11 anche se con 3/11, e Arado, 8, ma Attura sottotono, le straniere ancor di più: 6 punti totali fra Coates, Fontaine e Premasunac; continua la "grande eresia" derthoniana, perché tener testa a una Reyer avendo così poco dal pacchetto estero è ai limiti del clamoroso.

- Brescia-Faenza. Per il peso in classifica era la partita più attesa del turno. E il risultato divarica forse definitivamente i destini delle due compagini. Infatti le romagnole vincono e vanno a +4 sulle longobarde, col 2-0 negli scontri diretti.
Va notato che all'andata Brixia si presentò con Louka, Tassinari ed Estebas, stavolta invece con Evans, Togliani e la neo-arrivata Drake (settima straniera utilizzata in 11 gare), ma l'esito è stato identico: sconfitta di 12. Alquanto frustrante. L'impressione è che giocare 3 o 4 partite di fila con lo stesso roster potrebbe giovare alle bresciane, ma sapranno loro il da farsi. Ci limitiamo a prendere atto che finora i risultati non arrivano.
L'andamento è a tre fasi: dominio iniziale di Faenza (15-28 al 12'); riscossa di Brescia con una difesa più intensa, lo strapotere di Evans in area e guizzi di Taglia & Toglia (44-37 all'intervallo, ovvero parziale di 29-9); e dopo un terzo quarto di stallo ma con riavvicinamento ospite (53-51), nuova fiammata di Faenza che tira molto meglio da 3 (12/30 contro 2/12) e in una partita fitta di palle perse che fioccano da ambo le parti, riesce a limitare le proprie nel secondo tempo, sicché negli ultimi 6 minuti dalla parità prende il largo (68-80).
Vani per Brixia i 22 punti di Evans, incappata in problemi di falli così come Togliani che è uscita presto dopo aver segnato 11 punti; s'è inceppata Tagliamento, 9 punti ma zero nella ripresa, finendo con 2/14 contro la sua ex squadra.
Per Faenza la miglior Parzenska della stagione (23 punti con 5/7 da 2 e 4/5 da 3), 18 per Roumy, 14 Fondren.

- Sassari-Campobasso. Il match televisivo poteva essere più interessante, se non fosse giunto subito dopo il ritorno dei playoff di EuroCup per entrambe, e se Taylor non fosse stata indisponibile. Così si è avuto un primo tempo godibile, giocato alla pari (38-38), ma dopo un 3° quarto al contagocce (4-12) che ha cominciato a far pendere la bilancia dalle molisane, nell'ultimo si è scavato un fosso profondo come le Marianne, addirittura 31 punti prima dell'ultimo canestrello sardo per arrivare almeno a un 50-79.
Si ha: Begic 19 punti, Gonzalez 13 per le nuragiche; 17 Kunaiyi, 15 Scalia, 13 Quinonez per quelle del pastificio.
Un po' paradossale che Sassari sia l'unica nostra alfiera di EuroCup che è andata avanti, ma in campionato viene da 4 sconfitte coi seguenti scarti: -30, -35, -39, -29, totale -133 (anche se tutte con squadre di fascia alta).
Nota a margine: mancava Taylor, non aveva più cartucce Carangelo (0 punti), e quindi doveva sopperire qualcun'altra. Toffolo e Pastrello (ex coppia di uno scudetto giovanile di Marghera, tra parentesi), non poteva essere l'occasione per fare qualcosa più del solito gregariato? Invece hanno fatto 2 punti a testa con 0/7 entrambe: complimenti per la simmetria, un po' meno per il fatturato. :cry: Non ce l'abbiamo con loro, ma qui sono l'emblema di quelle italiane che purtroppo s'adattano talmente tanto a fare da contorno alle straniere (seppur spesso utile) che poi se capita di dover fare di più, faticano a cambiare pelle.

- Battipaglia-Alpo. Poco equilibrio c'era da aspettarsi e poco equilibrio c'è stato. Anche se, dopo il 15-0 iniziale per le campane (che hanno fatto esordire Tassinari mentre non è ancora arrivata la nuova straniera per le veronesi), le ospiti hanno reagito, per un dignitoso 24-17 a fine 1° quarto. Poi però Batti è tornata a... battere e non c'è più stata storia (79-59 ma era 72-40 a 8' dalla fine).
5 in doppia cifra per le serventi di Serventi; per Alpo menzione a Frustaci, 15 punti e 16 rimbalzi (per una guardia è assai).

- In A2 Ovest era il weekend delle due supersfide Lombardia-Toscana: 2-0 per le longobarde. Costa travolge Valdarno con 18 punti di scartoValdarno forse in giornata storta ma non ha mai avuto canestri semplici concessi dalla difesa di casa. Penz gran leader per Costa (32 di valutazione).
Nell'altro big match, Empoli comanda a lungo, anche +11, su Milano che però rimonta e piazza la zampata vincente con una tripla tabellata dall'angolo di Allievi (se ci riprova 30 volte, forse gliene viene una).
E così in classifica sono in testa alla pari Costa, Empoli e Valdarno, ma Costa è prima per avulsa. E chi si aspettava la squadra di Andreoli in testa dopo 12 giornate, specie dopo che avevano perso in casa contro Salerno? Ma poi hanno vinto 7 partite di fila. Segue Milano con 18, Cagliari con 16; le due si giocheranno l'ultimo posto utile per la Copp'Italia.
In A2 Est avanza ancora Udine, rispondono Mantova, Roseto, Trieste e Ragusa; Matelica batte Treviso nel big match. Tante combinazioni possibili per la Coppa.

mercoledì 25 dicembre 2024

Ancora successi per il basket femminile negli Usa (audience UConn-USC + premio AP a Clark)

Il basket femminile che piace: mentre il big match Ncaa tra Connecticut e Southern California, col duello tra Paige Bueckers e JuJu Watkins, ha fatto oltre 2 milioni di audience tv, Caitlin Clark ha vinto un altro premio, stavolta di "atleta femminile dell'anno" da parte dell'Associated Press, l'agenzia di stampa più importante degli Usa. Se si pensa che siamo in un anno olimpico e che Clark non ha partecipato alle Olimpiadi, e nemmeno ha vinto i due campionati cui ha preso parte (Ncaa e Wnba), e se si guarda all'immagine a destra, che dice che soltanto 3 giocatrici di basket avevano vinto il premio prima di lei (e non ci sono mai riuscite tipe come Maya Moore, Griner, Taurasi, Breanna Stewart, Delle Donne), il fatto che Clark sia stata considerata la top dell'anno la dice lunga sull'impatto che ha avuto.

Il dato in comune tra le due notizie? Personaggi giovani che oltre a essere bravi attirano il pubblico.


domenica 22 dicembre 2024

Coppe europee: madonna che settimana, 5 sconfitte. Ma Sassari trova l'oro con Taylor e Carangelo

Era la settimana più difficile dell'anno europeo per le nostre portacolori: sfida alle babau turche in Eurolega e tripla trasferta contro teste di serie in EuroCup. Le fosche previsioni si sono avverate, e abbiamo collezionato solo sconfitte, anche se le sberle sono "solo" quattro perché Sassari, con una resistenza eroica, agguanta una qualificazione sul filo. Gira la ruota: pochi giorni prima, Campobasso espugnava Venezia e il Geas demoliva la stessa Sassari; ma l'Europa ha premiato le sarde e respinto le altre due.

Nella massima competizione resta ben messa Schio (seconda a 5-3 insieme a Bourges e Landes con 2 vittorie di vantaggio sul 5° posto) mentre per Venezia è salita ripida: 3-5 con due partite di svantaggio sulle quarte, che sono Praga e Saragozza, contro cui ha perso.
L'impressione (ma solo vaga, s'intende) è che anche quest'anno la nostra gerla delle coppe rimarrà vuota.

Eurolega (2^ g. 2^ fase)
- Mersin-Schio. Osti che tranvata. Sembrava Schio contro una pericolante di A1, solo che la parte della vittima l'ha fatta il Famila. Davanti a 3000 anime nella piazza più entusiasta di Turchia, la musica si è palesata subito: 7-0 praticamente nelle prime 3 azioni di Mersin con due appoggi al ferro e una tripla in transizione. Schio totalmente in balia, come un pugile suonato fin dai primi colpi subiti che finisce al tappeto senza opporre resistenza. 21-4 dopo 8 minuti su tripla di Yvonne Anderson, ma è soprattutto un'altra ex-veneziana, Natasha Howard, a imperversare con ferocia in avvicinamento a canestro, alimentata dagli assist di Fauthoux ma fa anche da sola: la sua superiorità fisica e d'energia è imbarazzante per le lunghe scledensi. La medesima continua a infierire nel 2° quarto, strozzando la timida reazione delle arancioni; anche Rupert, l'ex virtussina, è un'ira di Dio, lontanissima parente (in positivo) di quella insipida della seconda parte dello scorso anno. Il 47-17 all'intervallo dice tutto.
Il resto ovviamente è pura accademia, in cui peraltro Mersin non concede nemmeno di lenire lo scarto: 86-52.
Si hanno: Howard 26 punti con 11/17 e 8 rimba; Rupert 20 con 8/11 e 9 rimba, Anderson 13, Fauthoux 10 per le massacranti; Laksa e Dojkic 11 ma con 8/26 al tiro in coppia, peggio ancora Salaun, 4 punti con 2/11.
Certo, vedendo che le top players di Mersin sono ex del nostro campionato, verrebbe da pensare che non è solo un problema di quante superstars abbiamo o meno, ma anche del piglio con cui giocano le nostre squadre. Ma è solo un dubbio. :unsure: In ogni caso, dice il saggio, meglio beccarne un sacco dalla prima e poi battere le rivali, che perdere onorevolmente con la corazzata ma poi farsi battere negli scontri diretti.

- Venezia-Fenerbahce. Vedi quanto appena detto: qui abbiamo una sconfitta più che onorevole per la nostra compagine contro le campionesse d'Europa, ma a che serve se non a strappare applausi dai peraltro non molti spettatori del Taliercio (837)?
Alto livello tecnico anche se, bisogna dire, il Fener per come è strutturato (collezione di campionesse) giocherà sempre a segnarne uno in più che a subirne uno in meno, per cui per certi versi è più facile per Venezia attaccare contro di loro che contro squadre più limitate tecnicamente ma che randellano come fabbre.
In ogni caso, sulla prestazione c'è poco da imputare a una Reyer mai doma, anche se sempre all'inseguimento dopo il break a fine 1° quarto (13-20). A fare la differenza sono le supercaliffe delle turche, ovvero Meesseman (califfa suprema) e Gabby Williams, le quali appena c'è un momento di difficoltà provvedono a ricacciare indietro la Reyer, con puntualità disarmante. Anche la gran veterana Tina Charles, Badiane (la lunga francese apprezzata in finale olimpica) e l'indigena Uzun si fanno valere, ma sono quelle due a fare la differenza. Anche se Venezia a sua volta ha due trascinatrici, Kuier Villa, una col suo gioco a 360 gradi, l'altra con le sue invenzioni dal palleggio. Ma basta solo a restare aggrappate, non a strappare il controllo della partita dal Fener. Al 20' è 29-40, poi ci sono 5 minuti a inizio ripresa di santabarbara da ambo le parti (15-15 nel frangente), poi Venezia con un 9-0 nel finale di 3° quarto rianima le speranze (54-59 al 30'). E ancora nell'ultimo quarto la Reyer si avvicina a meno 4, due volte, ma dal 63-67 a 4' dalla fine parte l'affondo definitivo del Fener, con Meesseman e Williams che alzano l'asticella sino all'iperspazio. Finisce 71-79.
Si hanno: per la Reyer 24 di Kuier (6/9 da 2, 3/8 da 3), 17 di Villa (5/10 dal campo, 6/7 ai liberi), 9 di Smalls, qualcosa da Cubaj, molto poco da Stankovic e Berkani.

EuroCup (ritorno 1° turno playoff)
- Jairis-Sassari. Impresa della Dinamo che resuscita dalla versione ectoplasmatica sciorinata contro il Geas 3 giorni prima (o meglio, evidentemente l'aveva messa in conto) e sfodera un'anima guerriera che le vale la qualificazione contro un'avversaria nel complesso superiore, anche se meno forte di Girona capitata a Campobasso e direi anche di Sopron toccata al Geas. Il che nulla toglie ai meriti delle discepole di Restivo.
Palazzetto gremito, grande entusiasmo, Jairis (o Alcantarilla) si galvanizza nel 1° quarto con un 25-15 nei primi 8' (si partiva dal +6 sassarese dell'andata); brava lì Sassari a non lasciare che lo strappo diventi irricucibile, e anzi a ribaltare tutto con un controbreak di 3-18 in cui, oltre a una Taylor sontuosa, il jolly a sorpresa è Grattini che entra senza timore alcuno e alimenta il break che porta sino a +7 le nuragiche.
A loro volta rispondono le spagnole con un 13-2 che vale il contro-sorpasso all'intervallo (48-43). Partita tutt'altro che noiosa e sarà così fino all'ultimo. Tenta ancora la fuga Jairis, anche +12 (63-51 al 27'), ma ancora Sassari, dopo essere stata in apnea anche a inizio 4° periodo, risale fino ad appena meno 2 (69-67 a -3').
Inizia la bagarre selvaggia sul bilico dello scarto. Che si ribalta nuovamente quando l'armadio belga Massey addomestica una palla vagante in area e deposita il 74-67 a 30 secondi dalla fine.
Ma ecco il cuore di Carangelo<3 che come già altre volte in carriera può anche steccare la partita (come in questo caso) ma se serve un tiro decisivo ci sarà sempre per prenderlo, e spesso anche per metterlo. Così sfrutta un velo di Begic che le libera un mezzo metro di spazio per fiondare dall'arco e fa 74-70 a -20".
Timeout, ultimo assalto Jairis, Senechal fa arresto e tiro dalla media ma va sul ferro; Taylor strappa il rimbalzo e mette un libero a tempo quasi scaduto: 74-71 e Sassari fa il girotondo della felicità mentre il pubblico iberico applaude in piedi le proprie beniamine.
Si hanno: per le vincitrici però tristi, Bertsch 22, Ayuso 14; per le sconfitte, però felici, Taylor 32, clamorosa (11/20 dal campo, 9/11 ai liberi), Begic 14, Grattini 8, Carangelo solo 4 ma l'unico canestro è un capolavoro.

Girona-Campobasso. Dinnanzi a 2500 spettatori, qui c'era un meno 2 da ribaltare per le molisane, ma l'illusione dura solo i primi minuti, con un gran scatto sull'1-11. Poi Girona, che è capolista in Spagna (mica noci), prende in mano la situazione e con un brutale 29-4 in 9 minuti a cavallo tra 1° e 2° quarto distrugge partita e doppio confronto (49-32 al 20').
Nella ripresa nulla accade che possa rianimare speranze molisane, per cui si arriva a un 82-71 che premia Girona senza punire Campobasso, il cui bilancio della prima avventura europea è qualcosa più della sufficienza.
Si hanno 18 punti della lunga Pierre Louis e altre 4 in doppia cifra per le solidissime iberiche; 18 di Morrison, 16 di Ziemborska, 14+10 rimba di Kunaiyi, 11 di Trimboli per Campo, che però ha solo 3 da Scalia e 7 da Madera; serviva una prestazione sopra le righe da parte di tutte (ancor più che all'andata) per ribaltare i valori.
Da notare che né all'andata né al ritorno ha potuto giocare Quinonez, per una regola un po' bizantina che solo in EuroCup limita le extra-europee (la formazione italiana non conta). :angry:

Sopron-Geas. Al cospetto di 700 ungari, il Geas era chiamato alla difficile missione di rovesciare il meno 13 dell'andata, potendo però contare sul ritorno di Moore rispetto a 7 giorni prima. Sino al 20' si gioca alla pari, con vantaggi alterni ma mai significativi; Moore parte forte, poi c'è un'incisiva Conte nel finale di 2° quarto. All'intervallo è 28-27 per Sopron, il che potrebbe andar bene al Geas se fosse l'andata e l'obiettivo fosse "primo non prenderle" (punteggio basso, ritmi lenti), ma non va bene quando devi vincere almeno di 13.
C'è quindi da forzare la mano per cambiare spartito alla gara, ma va tutto all'incontrario per le sestesi, in quanto è Sopron ad ammazzare ogni discorso; il Geas non segna nemmeno un punto nei primi 8' dalla ripresa (tante triple senza esito), Sopron pur senza fare miracoli approfitta e fa 15-0 (43-27), per cui cala il sipario e ci si trascina mesti (dal punto di vista delle Zanottiane) sino all'epilogo, 64-45.
Si hanno 14 punti di Friskovec, 13 di Borondy per le qualificate; 13 di Moore, 10 di Conti e 9 di Conte per le eliminate; appena 2 per Gwathmey (9 minuti giocati), 0 di Spreafico con 0/7 e chiaramente non poteva bastare contro un'avversaria più forte.
Voto di sufficienza (6) alla stagione di EuroCup delle sestesi, che hanno vinto con autorità con le due squadre inferiori e perso in doppia cifra con le due superiori.

- Nel resto del 1° turno di EuroCup, spicca il duello che si delinea tra le italiche, ed ex compagne alla Virtus, Pasa Zandalasini: Lione della veneta passa per un soffio, il Galatasaray della lombarda con più agio contro la Stella Rossa. Ora se la giocheranno negli ottavi.
Per Sassari c'è l'Euskotren, compagine di San Sebastian (Paesi Baschi) che naviga non benissimo nel campionato spagnolo. Sensazione? Poteva capitare di peggio alle nuragiche.

Nella foto: Sassari, unica gioia italica della settimana.


venerdì 20 dicembre 2024

Lo sfogo/j’accuse/invettiva/sbrocco totale (a seconda dei punti di vista) di Seletti smuove lo stagno: analisi del suo discorso e della situazione in generale

- Premetto che considero Paolo Seletti un Archimede Pitagorico del basket femminile: uno capace di inventare al di fuori degli schemi, con quell’aria da geniaccio in perenne ricerca di un’idea migliore della precedente. Talmente fuori dagli schemi che ogni tanto rischia di deragliare. E’ questo il caso?

Well, ha messo talmente carne al fuoco che sarebbe limitante dire “sì, ha ragione al 100%”, oppure “no, ha pisciato fuori dal vaso”. Ho tentato quindi di assemblare una breve analisi del suo discorso, che giocoforza comporta analizzare una serie di questioni sul nostro campionato. Poi sono deragliato peggio di lui ed è venuta lunga. :cry:

- Dal punto di vista dell’efficacia della comunicazione, che significa colpire l'attenzione, far parlare nel bene o nel male del proprio messaggio (perché l’unico nemico è l’indifferenza), senza dubbio Seletti ha spaccato: tra chi lo applaude e chi lo critica, nessuno che l'abbia udito è rimasto indifferente.
Certo, è un’abilità che rasenta il masochismo. Non solo sua, s’intende. A farci propaganda all’incontrario siamo tradizionalmente bravissimi. Si pensi alla buriana Masciadri-Crespi di qualche anno fa, o più recentemente allo sfogo di Camilla Valerio, qualche settimana fa, quando rappresentò l’A2 femminile come un inferno dove le ragazze sono sottopagate e maltrattate.
Ora abbiamo un coach di A1 che definisce “povero e brutto” il campionato, che considera “soldi buttati dalla finestra” gli investimenti nel medesimo e che se il presidente di Faenza gli chiede se vale la pena continuare, lui gli risponde “assolutamente no”. :woot:
Se io sono un tifoso di Faenza e sento il mio allenatore dire che il campionato fa schifo, che noi non siamo in grado di competere, che è meglio se il nostro presidente chiude bottega... cosa devo pensare? Perché dovrei continuare a seguirti? E se sono un esterno che per caso sente questo ennesimo grido di dolore dal settore-donne, cosa penso? "Ecco, il solito femminile che cade a pezzi". Propaganda all'incontrario, appunto.

- Altre critiche a Seletti fanno notare l’inopportunità di un allenatore che esce dal seminato del suo ruolo (cioè l’aspetto tecnico) e sconfina in quello manageriale-dirigenziale, sembrando decidere lui se al suo patròn convenga ancora investire o meno (qualcuno s'immagina Cestaro che lascia dire a Dikaioulakos se è il caso di continuare a spendere per Schio, ad esempio?).
Nel suo allargarsi esce pure dall’orto di Faenza dato che dice, in sostanza: “a parte quelle quattro che si divertono perché hanno tanti soldi, le altre cosa ci stanno a fare?”, ovvero: Battipaglia conviene che chiuda, San Martino idem, eccetera.

- C'è pure chi gli rinfaccia anche di essersi fatto influenzare dal momento di depressione per la sconfitta brutale, e per il pasticciaccio di Reichert rapita dai tedeschi: "ma quando a inizio campionato vincevi, non dicevi che fa tutto schifo", gli si obietta.
Più letterariamente possiamo dire che Seletti, emulo di Leopardi, traveste da pessimismo cosmico ("tutto fa schifo") quello che sarebbe un legittimo ma limitato pessimismo individuale ("la mia vita fa schifo"). Cioè, se stai male tu, Sele', perché pretendi di definire che tutti quanti stiano male?

- A me, personalmente, è spiaciuto il suo liquidare il campionato come "povero e brutto". Etichetta che Seletti poteva risparmiarsi. Irrispettosa nei confronti delle protagoniste (e dei coaches), nei confronti di chi spende soldi ed energie per sostenerlo da dirigenti o da semplici seguitori. Nei confronti insomma di chi non lo trova né così povero né così brutto, 'sto campionataccio. <3
Ok, sono lontane le antiche epoche in cui eravamo la lega-top d'Europa, tuttavia se guardi i roster trovi ancora gente di livello internazionale da tutte le parti (ovviamente in quantità molto variabile tra una squadra e l'altra, ma qualcosa di buono c'è in tutte); ne è la prova la stessa Faenza che pur in economia sparata ha pescato 3 ottime straniere di cui un oro olimpico 3x3; c'è poi la penultima della classe, Brescia, che ha appena preso una Shante Evans.
E' pur sempre un'annata in cui 5 club nostri si sono iscritti alle coppe europee, anzi 6 perché Battipaglia ha fatto i preliminari. Ok, siamo reduci da una "due giorni" di mazzate, non vinceremo trofei neanche quest'anno, ma è scontato che 6 su 11, cioè più della metà dei clubs, abbia provato l'Europa?
Consideriamo pure il dettaglio che, dopo aver lamentato per anni (giustamente) l'assenza di spazi tv decenti, siamo tornati su RaiSport per il campionato (seppure a singhiozzo) e con un appuntamento settimanale fisso (o quasi) per l'Eurolega: saremo brutti ma almeno ci vede qualcuno di più degli zero virgola cinque di prima.

- E’ vero che da noi c'è un problema di dislivelli, di campionato a più marce, di pesi massimi e pesi piuma con poche vie di mezzo. Problema che si è acuito rispetto agli scorsi anni (lo certificheremo con numeri, vedi sotto) perché sono venute a mancare, di botto, 3 squadre di zona-playoff, cioè la quarta, la quinta e l'ottava dello scorso anno. Se perdi una grossa parte della fascia medio-alta, ti restano quasi solo gli estremi. Tutto sommato non è sorprendente se aumentano i "tanto a poco". I quali però, da un lato sono sempre esistiti, e anzi abbiamo avuto epoche in cui lo scudetto era già assegnato prima di cominciare (adesso, se non altro, abbiamo due aspiranti alla pari), e poi abbiamo visto negli ultimi due turni Campobasso battere Venezia, Battipaglia battere il Geas, insomma non tutto è scontato; e a mente fredda magari Seletti si ricorderà che la stessa Faenza, di imbarcate ne ha prese un paio, non di più.

- E però, però.
Voglio anche spezzare una lancia a favore di Seletti. Per quanto riguarda i toni, quantomeno. Se hai qualcosa che ti spacca dentro, e devi eruttarlo fuori, e ti senti di avere un messaggio per svegliare tutti quanti, non è che puoi andare lì con mezze misure, "be', va un po' male ma non malissimo". Cioè non puoi fare il moderato, il pacato. Devi essere urticante, radicale, consapevole che dovrai subirne le conseguenze perché c'è gente permalosa in giro. Da questo punto di vista c'è più da apprezzare il coraggio che stigmatizzare la poca diplomazia.
Per cui mettiamo da parte il pessimismo cosmico, l'allargarsi al ruolo di "consulente business" del presidente Fermi e a quello di gran svegliatore di coscienze del movimento, insomma scrostiamo via tutto ciò che è contorno, e valutiamo la sostanza.

- Partiamo dalla questione degli scarti, quella che ha dato la stura all'invettiva selettiana. Nessuno nega, ovviamente, che il "tanto a poco" sia più la norma che l'eccezione, ma è una novità? E' una pecca dell'A1 di basket femminile rispetto ad altri sport?
Sulle discipline altrui ci vorrebbe troppo tempo per scandagliare, ma mi pare che, ad esempio, in A1 di pallavolo c'è Conegliano che vince tutti i trofei da anni e tutte le partite 3-0; ho visto in Champions di calcio donne (ma anche uomini, quest'anno) fioccare punteggi tipo 6-0, 5-1, ecc.
Stando al nostro seminato, tanto per oggettivare, ho fatto questo conteggio: numero di partite con scarti dai 20 ai 29 punti, dai 30 ai 39 e dai 40 in su, confrontando girone d’andata ’24/25 con il ’23/24.
Emerge:
’23/24: su 78 partite, 16 con scarto 20-29; 8 con scarto 30-39; 1 con scarto 40-plus.
’24/25: su 55 partite, 9 con scarto 20-29; 8 con scarto 30-39; 4 con scarto 40-plus.
Risultanza: i “tanto a poco”, cioè dai 20 punti in su, sono aumentati “solo” dal 32% al 38% delle partite. Spiegabile col discorso fatto prima, sul venir meno di una fascia medio-alta di squadre.
Ma attenzione: se consideriamo solo le batoste peggiori, cioè dai 30 di scarto in su, troviamo che la percentuale è salita dal 12% al 22%, cioè è quasi raddoppiata. Quasi una partita su quattro è un massacro; più di una su tre è fortemente sbilanciata.
In sintesi: smussando un po’ gli spigoli, Seletti qualche ragione ce l’ha. Detto questo, però, che facciamo? Mettiamo un handicap al più ricco nel punteggio? Inventiamo la sospensione per manifesta inferiorità come nel baseball? Tagliamo le straniere come invocano gli anziani opinionisti del maschile? Tagliamo il numero di italiane della nazionale che si possono avere in squadra? Tutto improbabile.

- Ma andiamo al climax del discorso selettico. Come dargli torto se denuncia il problema grave di sostenibilità dei costi, nell'A1 attuale? A meno che 6 squadre perse in due anni siano casualità senza un filo conduttore.
La chiave in negativo, che ha fatto svoltare verso il basso (e sarà dura invertire la freccia) l'umore generale, è stata la defezione della Virtus Bologna. E’ stato un punto di svolta evidente: il suo ingresso aveva portato un ottimismo che prima non si respirava (perché un marchio importante del basket italiano credeva nel femminile), oltre ad aver tangibilmente immesso danari in circolo e creato un nuovo polo di vertice, portato un bacino di pubblico di dimensione superiore alla nostra nicchia abituale (poi concretizzato nelle affluenze massicce delle due finali, a prescindere dal gratuito o meno); allo stesso modo la sua uscita è stata il segnale che la bolla si sgonfiava, l’arrosto si rivelava fumo, la nostra fragilità endemica faceva ruzzolare persino un gigante come la Virtus.
Se si riguardano gli echi intorno al nostro femminile, sia da parte degli addetti ai lavori sia dall’esterno (cioè chi si occupa del maschile e marginalmente ogni tanto cita le donne), c’è un “prima” e un “dopo”, rispetto alla defezione della Virtus. Prima, seppur timidamente, si leggeva che "il femminile è in ripresa" o "in crescita"; adesso è tutto un "femminile in crisi", "femminile allo sfascio", ecc.

- In realtà però può essere considerato un caso a parte, quello bolognese, cioè una realtà “sui generis” che, complici problemi aziendali, si è concentrata sul “core business” (la sezione maschile), chiudendo la filiale femminile. Non è esattamente un caso di impossibilità a sostenere i costi.
Anche Ragusa possiamo considerarla una situazione per cui un club che ha investito tanto per un decennio abbondante decide di fare un passo indietro, temporaneo o meno, anche se non è con la gola sott’acqua.
Per cui nell’ottica del discorso di Seletti sono più significative le defezioni delle società di medio-bassa fascia, che realmente non riescono a reggere i costi. Se non si risolve questo problema, i necrologi nelle prossime estati continueranno a fioccare. Certo, il cimitero delle società femminili è sempre stato aperto, non certo da ieri (nel senso che pure in passato si spariva spesso e volentieri), però gli ultimi due anni sono stati un’ecatombe, complici nuove norme (stabilite al di fuori del mondo del basket) che complicano la vita a chi prima magari ce la faceva dignitosamente ma senza un margine di sicurezza; e adesso non ce la fa più, come nella vita reale quelle famiglie che arrivavano a fine mese, poi cambia qualcosa (prezzi più alti, tasse aumentate, ecc.) e finiscono sotto la soglia della sopravvivenza. E' lì che un governo deve agire. Se i ricchi, per capricci o magagne loro, si stufano di investire nel femminile, amen, ma la classe media, volenterosa, bisogna salvarla.

- Ma è un problema specifico del basket femminile?
Che quasi tutto lo sport italiano sia in perdita credo sia indiscutibile. Nel calcio (maschile) altro che “buttare un milione dalla finestra”, per dirla alla Seletti: ne buttano decine. Però hanno dei ricavi (tv, compravendita di giocatori, merchandising, insomma tutto quello che sappiamo), hanno dei ritorni d’immagine per cui i proprietari diventano i reucci del loro territorio, e magari monetizzano in altri ambiti. Succede anche nel basket maschile, seppure su scala ridotta.
Nel femminile cos’ha in cambio, uno che investe? Sul piano delle soddisfazioni morali e sportive può avere anche molto; si arriva in alto più facilmente che nel maschile (ovvio), ma sul piano prettamente economico?
Quindi: è logico che società come Faenza saranno sempre sull’orlo della defezione; resisteranno finché possono ma poi dovranno cedere. Al momento non si vede una risposta convincente da parte di chi governa, ammesso che sia possibile fare qualcosa nell’immediato (chi auspica riforme strutturali è il primo a sapere che, se per miracolo si riuscisse ad attuarle, gli effetti si sentirebbero a lungo termine, ma intanto a quanti altri funerali societari dovremmo assistere?).

Sintesi finale: se Seletti si limitava a questo messaggio centrale, senza aggiungere troppo pepe che fa starnutire il discorso più che insaporirlo, sarebbe stato forse criticabile nella forma (per i toni, per lo sconfinamento di ruolo ecc.), ma non nella sostanza. Siccome non si è limitato, c’è il rischio che il nòcciolo del discorso si sia un po’ annacquato. Di sicuro però lui avrà le scarpe più leggere perché s’è tolto parecchi sassolini. -_-