mercoledì 18 dicembre 2024

A1: il colpo di Campobasso nega l’andata perfetta alla Reyer. Il bilancio al giro di boa. A2: Costa super-derby, scivolaccio Ragusa

- Una picconata al dominio incontrastato delle due sovrumane arriva proprio in chiusura d’andata: Campobasso sbanca il Taliercio in un caotico finale; Venezia, che peraltro aveva rischiato di perdere già con San Martino oltre che ovviamente con Schio, stavolta non salva la ghirba, in una partita per la verità con più errori che prodezze, collocata in mezzo a due impegni probanti di coppa per entrambe.

Primi due quarti alquanto piatti sia nell’andamento che nel giuoco (12-14, 31-28); si anima di più nel 3° quarto, allorché a un break molisano, ispirato da Madera (39-44) risponde un controparziale lagunare di 10-0 con Stankovic, Smalls e Pan. Da lì, pur con oscillazioni, è Venezia a comandare quasi fino in fondo, nell’arco di un punteggio che si smuove a fatica (53-48 al 32’, poi 58-53 al 37’).
Il frangente chiave inizia a 3’ dalla fine con una serie di errori delle Mazzoniane (uno di Berkani e due di Villa)che consente a Campobasso, pur senza far miracoli, di confezionare uno 0-7 con Trimboli, Kunaiyi e infine Ziemborska con la stoccata dall’arco per il sorpasso (58-60 a -35”).
Da lì inizia una farraginosa bagarre in cui le due compagini sembrano fare gara a perdere: :wacko: Kuier sbaglia in entrata, Trimboli fa 1/2 ai liberi (58-61), Santucci (saggiamente fermata col fallo tattico per non concedere la tripla del pareggio) fa 1/2 pure lei, Ziemborska su altro fallo tattico fa 0/2 a -12” ma è graziata da Santucci che butta un passaggio cruciale; ancora in lunetta Campo con Kunaiyi a -5” ed è 1/2 (59-62); altro fallo tattico, Berkani segna il primo, sbaglia il secondo per cercare il rimbalzo ma lo arpiona Kunaiyi che poi, tanto per gradire, fa 0/2 (totale di Campo nell’ultimo minuto: 2/8), ma ormai il tempo scade e finisce quindi 60-62.
Venezia sottotono, con 14/44 da 2, 7/19 da 3 e pure uno scadente 11/19 ai liberi; Berkani 14 ma con 4/14, nessun’altra in doppia cifra (Villa, Stankovic e Kuier a 9). Campobasso ha fatto indubbiamente qualcosa di più, con un buon 50% da 2 (18/36) e un 17/25 ai liberi che era quasi impeccabile prima delle padelle finali; vincere con 3/20 da 3, quindi grazie al gioco interno e non alle fiondate, rassicura sul fatto che il gioco femminile abbia ancora un’impronta classica, perlomeno più del maschile; ma lasciamo perdere l’alta filosofia.
Mvp è Madera, “ex” forse con qualcosa da dimostrare: 14 punti, 6/7 al tiro, 8 rimbalzi e una difesa intensa su Kuier. Poi 12 di Quinonez, 11 di Kunaiyi e non c’è bisogno di granché da Scalia (3) e da Morrison (4).
Vittoria che consente a Campo di mantenere il 3° posto a fine andata (se avesse perso sarebbe scivolata al 5°) mentre Venezia era comunque già campione d’autunno e, visto che il +1 nello scontro diretto con Schio non valeva nulla come tesoretto di differenza-canestri per il ritorno, in sostanza subisce una sconfitta indolore, se non per il morale, giacché dopo Saragozza è un altro episodio in cui arriva sgonfia al finale.

- Il resto va via veloce, giacché si tratta di quattro “tanti a pochi”, che hanno dato la stura all’ormai mitologico “j’accuse” di Seletti, di cui conviene parlare a parte.
Geas-Sassari doveva essere il “sottoclou” di giornata dopo Venex-Campo: classica rivalità di medio-alta classifica, in palio il 5° posto con speranze, per le sestesi, di quarto (se Campobasso avesse perso). Ambo venivano da un match casalingo d’EuroCup, quindi in condizioni eque; senonché le Zanottiane inauguravano la presenza di pubblico a Cinisello (dopo due volte a porte chiuse) ed erano evidentemente cariche a mina (anche per riscattare lo scivolotto a Battipaglia), mentre le nuragiche sono parse molli e rassegnate.
Il Geas è partito a martello appena udito il gong d’inizio; unico sussulto sardo nel finale del 1° quarto (25-20) ma 3 triple di fila di Bum Bum Spreafico hanno dato la stura al parziale di 15-0 che ha chiuso tutto in fretta: 50-29 al 20’ con tripla sula sirena di una frizzante Conte, 94-55 alla fine con una gran festa per i 5 punti della bebè “Olly O” Ostoni.
Si hanno 23 punti dell’ex di turno Makurat, 14 di Conte; per Sassari solo Taylor ha almeno salvato le apparenze con 23 punti, il resto si è lasciato sbertucciare, forse risparmiando energie per l’Europa dopo aver capito che la giornata era grama.

- Schio-Brescia. In mezzo a tante tonnare, questa lo è stata meno del previsto. Certo, Schio alla fine vince netto, 84-67, ma Brescia è più che dignitosa per più di due quarti (44-36 dopo un break scledense nel finale, 44-40 a inizio 3°). Merito in buona parte di una Tagliamento (pure lei un’ex pungente, tra le altre di giornata) che segna in tutti i modi. Imprecisa Evans, ma ovviamente contro Schio era più difficile per lei spazzar via le avversarie come pupi.
Utile la zona bresciana, ma poi Schio scalda la mano almeno per un attimo e tanto basta per scappar via (69-49 al 30’).
Si hanno: Laksa 16, Dojkic 15 per le vice-tricolori; Tagliamento 25 (5/11 da 2, 3/6 da 3, 6/6 ai liberi) per la Leonessa d’Italia.

- San Martino-Alpo.
 Le Lupe sono lanciate, sbranano impietose l’agnello Alpo. Purtroppo, presentarsi con Tulonen e Ostojic (0 punti) come uniche straniere equivale a combattere con coltellini contro fucili. 30-13, 51-32, 85-49, 102-64 l’escalation del punteggio. SML oltre il 50% al tiro e 6 in doppia cifra, con Del Pero a 18 (6/9 da 3).
Da segnalare il ritorno in campo di Cedolini a un anno dall’infortunio, e per le veronesi quantomeno gli sforzi dell’indomita tascabile Moriconi, 19 punti e 10 assist con 5/13 da 3.

- Faenza-Derthona. La partita che ha scatenato l’ira funesta di Seletti. Vigilia tribolata per le faentine: Reichert “rapita” dalla Federtedesca per una cerimonia in onore dell’oro olimpico 3x3. :angry: Tuttavia l’inizio sembra promettere equilibrio (17-18 al 10’). Dopo un parzialaccio nel 2° quarto, però (2-17), Faenza scompare dal campo e Derthona imperversa, accumulando 42 punti di margine in 3 quarti (finale 51-94).
Per le piemontesi percentuali sontuose, 57% da 2 e 53% da 3; 5 in doppia cifra tra cui l’appena acquisita Alice Milani (da Udine); 15 di Attura e Penna. Per le romagnole 11 di Parzenska ma il duo Roumy-Fondren assomma un tremendo 7/30 e così non c’era la minima speranza di competere, anche perché di italiane in grado di sopperire non ve ne sono (Fantini, che ha avuto il privilegio di fiancheggiare Seletti in conferenza-stampa, ha fatto 0 punti in 25’).

- Bilancio succinto dell’andata.
Venezia da par suo pur con qualche tentennamento (come ricordato sopra); ma il 90% della sua mission era battere Schio e l’ha fatto.
Schio sarebbe stata perfetta se avesse battuto Venezia ma ha perso, quindi bene ma non benissimo; tra le due è però quella con più margine di crescita, in apparenza.
Campobasso talentuosa e a volte incostante; col colpo finale ha preso il 3° posto che era il massimo possibile.
Derthona gran sorpresa, la migliore in rapporto al potenziale; oltretutto ha compiuto gran parte dell'opera con le italiane. Nuova bella realtà come acqua in un'A1 desertificata.
Geas quinto: come piazzamento è sotto le attese ma comunque è a meno 2 dal terzo posto (cioè i punti persi a Battipaglia); ha più attacco e profondità ma meno difesa dello scorso anno. Giudizio in sospeso.
Sassari a volte croce, a volte delizia, dovendo gestire l’impegno europeo senza un organico lungo (sebbene meno risicato degli scorsi anni); il sesto posto è onesto; eccellente pesca Taylor ma non è la prima volta per il management della Dinamo.
S. Martino, gran risalita dall’abisso: 0-6 poi 4-0, in gran parte per il calendario. Alla fine i conti tornano, può superare Sassari nel ritorno.
Faenza, se uno avesse ascoltato la burrasca di Seletti senza sapere nulla, penserebbe che abbia 0 punti con 50 di scarto medio sul groppo, invece ha 3 vittorie che sono più del preventivato e non ha quasi mai fatto schifo. Ha scelto bene le straniere, fa nozze coi fichi secchi anche se non ha punti garantiti contro nessuna.
Battipaglia ha iniziato da cani, lasciando ad Alpo i suoi unici due punti, perdendo pure a Faenza che era l’altro scontro-salvezza, ma dopo il -56 con Campobasso è stata un’altra squadra, cavando due assi con S. Martino e Geas. Anche lei però si dovrà sudare tutto.
Brescia enigmatica (e non è una novità). Un eterno cantiere dove le giocatrici vanno e vengono, alla ricerca della formula migliore. Tagliamento faro, Evans non la si scopre adesso, ora c’è pure Drake. Se trova stabilità può pensare ai playoff, se no è meglio solo di Alpo.
Alpo ha avuto un inizio promettente ma complice la perdita di Mathias s’è afflosciata. Speriamo che prenda rinforzi, altrimenti è un calvario.

Quintetto ideale? “Passo e tiro” ha proposto Attura, Taylor, Makurat, Kuier e Moore (se non erro). Un po’ per patriottismo, un po’ perché mi sembrano troppe due del Geas, metto Tagliamento al posto di Makurat.

- In A2 Ovest, clamorosa demolizione di Broni ad opera di Costa (47-85) che si conferma subito dietro la coppia di testa Empoli-Valdarno.
Nel girone Est, stoica Udine che dopo la fuoriuscita di Milani trova le forze per evitare in rimonta uno scivolaccio con Civitanova (la quale peraltro è più tignosa di quanto dica la classifica): salvifica Bovenzi con due guizzi in volata, mvp Gianolla con 34 punti, 11 rimbalzi, 39 di valutazione.. 
Ma quel gruppo è un calderone indecifrabile: 7 squadre in 4 punti fra il 2° e l’8° posto. Per ora non si vedono gerarchie chiare; in flessione Mantova, emerge Roseto, quando gioca male Consolini perde Ragusa: clamoroso k.o. con l’ultima della classe Vigarano.

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