Personalmente mi sono recato nelle remote lande di Castellanza, per l'evento-clou della settimana cestistica longobarda: l'arrivo di Sopron per la tenzone d'andata del 1° turno dei playoff d'EuroCup contro il Geas.
Già arrivando al parcheggio interno al recinto del palazzetto, ancora semivuoto a 10 minuti dall'inizio previsto, s'intuiva che l'afflusso di folla non sarebbe stato massiccio:Ma quando mai. Già sulla soglia del palazzetto, un conoscente mi salutava borbottando "Non c'è nessuno". In effetti la conta dei presenti, una volta accolti i ritardatari di prammatica, risultava attestarsi sulle 100 unità (150 ufficiali), di cui una mezza dozzina di ungheresi (non giovanissimi) comunque più rumorosi della sommatoria degli astanti pro-Geas. Latitavano anche quei settori giovanili locali che il club presieduto da Nonino aveva coinvolto nelle due recenti partite di girone.
Del resto si può capire: in un giovedì nel cuore di dicembre, nebbia che si tagliava col coltello, assodato che evidentemente al circondario di Castellanza non frega un tubo delle sorti del Geas, quanti hanno voglia da Sesto di fare 40 km in altrettanti minuti, se non di più, per vedere dal vivo ciò che si poteva seguire con agio in streaming dal divano di casa propria? La diretta su YouTube, per curiosità, risulta avere avuto 7700 visualizzazioni all'aggiornamento di ieri sera, non pochissimi, anche se ovviamente non si può sapere quante dall'Italia e quante dalla terra magiara.
Ma tant'è. Diciamo che il clima nel PalaBorsani non era esattamente delle grandi occasioni; e la depressione s'acuiva per un malfunzionamento delle apparecchiature segnapunti, che costringeva a un ritardo di una decina di minuti dell'inizio.
Che impressione ha fatto Sopron? Well, non è più ovviamente lo squadrone che seppe fare la grande sorpresa alle F4 d'Eurolega di 2 anni e mezzo fa, ma per l'EuroCup è di sicuro una da quarti di finale almeno. C'è la nobile veterana Milovanovic (da alcuni anni nota come Brooks per matrimonio), gran collante nei trionfi serbi dell'ultimo decennio (nel senso di mai protagonista assoluta ma spesso decisiva con la sua duttilità); c'è la lunga ex-A1 nostrana Krivacevic; una serie di buone giocatrici come il play australiano Reid, la lunga americana Monroe; l'ungherese Borondy, e soprattutto (almeno in quest'occasione) l'ala slovena Friskovec, una macchina.
Non la faccio troppo lunga sull'andamento. Primi due quarti molto equilibrati. Per il Geas pesa ancora l'assenza di Moore ma, smaltito un inizio contratto (2-8), una tonica Gwathmey (forse la miglior sua versione in quest'annata altalenante per lei) mette in carreggiata le sestesi, che poi con due triple di Conti e una di Spreafico chiudono avanti il 1° quarto (19-16).
Anche +5 Geas a inizio 2°, poi botta e risposta ma l'equilibrio inizia a incrinarsi poco prima dell'intervallo con un calo difensivo sestese che costa un meno 7, peraltro rimediato con un 5-0 (frizzante Conte) per il 35-37 che lascia tutto aperto.
In realtà si chiude tutto (almeno per quanto riguarda l'esito di serata) nel 3° quarto, in cui il Geas gira a vuoto sia in attacco che in difesa (si appannano Gwathmey, Conti e Spreafico, e manca un'alternativa essendo fuori Moore e spenta Makurat, sorvolando su Trucco che ha litigato col ferro) e Sopron è killer nel cogliere l'attimo per affondare i colpi, dopo esser sembrata giocare non dico al risparmio ma nemmeno con le marce alte nel primo tempo. Friskovec è micidiale da tutte le posizioni, al 30' è 46-63.
Serve una rimonta casalinga per rianimare almeno le speranze di qualificazione (la partita ormai è andata) ma questa non arriva prima di aver toccato il massimo svantaggio sul meno 22 (48-70).
A quel punto Sopron molla un po' e il Geas è bravo ad attaccare con più convinzione il canestro, protagoniste Conti e una ripigliata Gwathmey, oltre a riaccendere le triple di Spreafico. Si arriva a meno 10 (66-76 a 1' dalla fine) e rosicchiando qualche altro punto si riaprirebbe il discorso per il ritorno. E' però Sopron a lucrare 3 punticielli in più nel finale e quindi è 66-79.
Si ha: per il Geas 17 Gwathmey, 16 Conti e 15 Spreafico (ma poco dalle altre); per Sopron 25 di Friskovec (con 4/5 da 2 e 5/6 da 3) ma anche altre 4 in doppia cifra (Reid, Monroe, Borondy con 10 e la chirurgica Brooks con 13).
Sarà dura, molto dura, per le Zanottiane, in casa di una società che mastica l'Europa come pane quotidiano da anni, mentre come sappiamo, il Geas è una sorta di matricola visto l'intervallo di 45 anni dalla sua ultima frequentazione continentale. Ma, come dice il saggio dell'acqua calda, meglio provarci da meno 13 che da meno 22. Più che in attacco, serve un miglioramento in difesa perché concedendo il 50% da 2 e il 55% da 3 è inevitabile perdere, a meno di farne 100 che è improbabile. Certo col ritorno di Moore sarà più facile coprire l'area ed esporsi meno alle triple come conseguenza dei raddoppi sotto canestro.
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