- S.Martino-Faenza. L'unica partita con "emozioni very", come diceva quel concorrente italo-britannico di un Grande Fratello di molti anni fa. Le luparensi hanno sfoderato carattere nel tramutare il rischio di una sconfitta tombale in una vittoria che le rilancia dopo tante delusioni anche immeritate.
All'overtime una tripla di Cvijanovic, la riscossa di D'Alie e due liberi di Guarise indirizzano la disfida dalla parte delle giallonere, evitando uno psicodramma al già più volte ferito pubblico di casa; peraltro Reichert poi ha una ghiotta chance per il meno 1 ma la fallisce (80-75 finale).
Si hanno D'Alie a 19 punti (8/17), Del Pero a 16, Simon a 15 per le vittoriose; menzione per la baby-torre Piatti, 9 punti con piglio sicuro, contribuendo a sopperire all'assenza di Bickle. Di là Roumy 26 (11/21), Reichert 21 e Fondren (con qualche forzatura di troppo) 17; il guaio per Seletti è che le altre, sommate, fanno la miseria di 11 punti con meno 2 di valutazione (mancava il collante Franceschelli) e così Faenza non riesce a staccarsi più nettamente dai bassifondi.
- Brescia-Geas. Un +20 finale che premia la supremazia delle sestesi, emersa nitidamente alla distanza, ma è un po' troppo severo con una Brixia che ci ha provato e che per due quarti ci stava anche riuscendo: +8 verso metà del secondo. Il Geas stava pagando la giornata spenta di Makurat e Gustavsson (più insolita per la prima che per la seconda) che sommata all'indisponibilità di Gwathmey faceva sì che solo Moore contribuisse fattivamente nel pool straniero delle Zanottiane; mentre Brescia innescava la prepotenza elegante (nel senso di stazza abbinata ad agilità e mani levigate) di Shante Evans e trovava guizzi da altre, anche se avrebbe sperato di più da Tagliamento e Johnson.
Quando poi il Geas ha trovato nuovi assetti con il gruppo italiano protagonista, Spreafico-Trucco-Conte su tutte, la partita ha cambiato radicalmente verso, sino a terminare 61-81.
Per la Leonessa d'Italia, 19 di Evans anche se con qualche sciupo (7/16 da 2, 5/10 ai liberi), 12 di Tagliamento ma con 4/14; per la Stalingrado d'Italia, 19 di Moore, 11 Conte, 10 Trucco e, dulcis in fundo, 20 di Spreafico che col 6/14 da 3 completa, come già abbiamo segnalato, una settimana mostruosa da 20/39 nelle triple e 64 punti di cui 60 segnati dall'arco, con appena due tentativi da 2.
- Schio-Sassari. Basterebbe dire che mancava Juhasz ma il Famila aveva comunque 11 "all stars" che sono andate tutte a segno, ruotando fra i 9' e i 25' d'utilizzo.
Laksa 17, Salaun 14 eccetera; per le nuragiche Taylor sciorina, con 24 punti e 12 falli subiti, una prestazione che magari le varrà un posto nel taccuino delle possibili prede future scledensi; produttiva anche Begic con 16, il resto poco.
- Venezia-Battipaglia. Vedi sopra, con la differenza che la Reyer è meno chilometrica nell'organico e mancando Berkani non aveva un... arsenale (giuoco di parole con lo storico quartiere cittadino)
Top scorer Villa con 17 e, udite udite pure voi sordi o audiolesi, 3/4 da 3: e se la quasi-ventenne aggiunge pure le triple al suo... arsenale (e ridagli), occhio che la situazione si fa interessante, ammesso che non lo sia già così.
- Alpo-Derthona. Si torna su RaiSport dopo un mese circa, ma non è esattamente di quelle partite che lascino mozzo il fiato del telespettatore.
Troppo in difficoltà Alpo in questo periodo, per giunta Mathias al passo d'addio, giocando a mezzo se non un quinto di servizio, e per ulteriore pioggia sul bagnato, solo Spinelli (14+8 rimbalzi) sembra sfuggire alla giornataccia collettiva delle veronesi. Sicché Derthona deve solo fare con diligenza la sua parte e la sfida muore sul nascere: 44-75 il finale un po' deprimente per un'Alpo che, immaginiamo, dovrà mettere pezze perché al momento è la squadra peggiore del campionato, detto con onesta sincerità. Martello Attura, 20 punti con 8/11 da 2 e 28 di valutazione.
- Personalmente mi sono recato nella periferia nord-est di Milano, avvolta in una nebbia da bei vecchi tempi, per il big match del girone Ovest di A2 tra Sanga e Valdarno. Bel livello, partita che si è lasciata decisamente guardare. E' mancato (ma non del tutto) il pathos per l'esito, perché le tosche fra 2° e inizio 3° quarto hanno guadagnato un +15 che poi hanno protetto fino in fondo.
Milano da parte sua è stata tenace nel rimontare (massimo meno 4) ma è mancato ogni volta quel guizzo in più per completare l'opera. Ad esempio in un buon momento, con Valdarno in difficoltà, c'è stata un'azione con 3 rimbalzi offensivi delle aretine che al quarto tentativo hanno fatto canestro. I 20 rimbalzi in attacco in effetti sono stati tra i fattori-chiave, insieme alle 9 triple contro 3.
Notevole il duo ispanico di Valdarno (Conde 20 punti+15 rimba, Cruz 14+10) col contributo ovviamente delle italiane, Rossini su tutte, magari senza cose clamorose da parte di qualcuna ma un mattoncino a testa in un edificio collettivo che sta funzionando alla grande (non a caso 9 vittorie su 9). Mentre il Sanga da questo punto di vista sembra essere ancora in corso d'opera: qualche giocatrice non sta trovando finora il rendimento che il suo pedigree fa auspicare e anche pretendere (Nori e Moroni in primis; ma anche Zelnyte in secundis); in pratica stavolta hanno segnato in tre, una ciclonica Toffali (25), un'Allievi versione-Costa (15 con 6/8) e una Cicic unica a metterla da fuori (Toffali ha imbroccato una tripla ma da metà campo allo scadere del 2°, quindi estemporanea). Nel complesso però il margine di crescita delle Pinottiane è ampio e stiamo comunque parlando di un 5° posto a 2 punti di distanza dal terzo.
Seconda dietro Valdarno si conferma l'altra tosca Empoli, che infligge a Broni quella che è già la sesta sconfitta delle pavesi, le quali hanno Turcinovic a 29 punti ma non è necessariamente una buona notizia se è l'ultima arrivata a dover fare il boja e l'impiccato. Al momento Broni è una squadra che non sa in che modo venire a capo di una partita, che significa produrre un tessuto collettivo coerente sull'arco dei 40 minuti, anziché limitarsi a sprazzi isolati e/o lampi delle singole. Nelle ultime 6 partite ha vinto solo contro Benevento, ovvero il fanale di coda.
Cagliari è terza insieme a Costa e due punti sopra Milano: capolavoro finora per Staico e le sue discepole.
- Nel girone Est resta da sola in testa Udine che rimonta Vicenza, perdendo però Ronchi per infortunio (attendiamo la diagnosi ma c'è pessimismo). Mantova cade di un punto contro Matelica che l'aggancia al 2° posto. C'è sempre molto equilibrio nei punteggi: occhio perché le carte potrebbero rimescolarsi nelle prossime giornate, dando una fisionomia più chiara a una classifica che per ora è magmatica (anche per la sanzione inflitta a Ragusa che sarebbe in testa con Udine).

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