domenica 22 dicembre 2024

Coppe europee: madonna che settimana, 5 sconfitte. Ma Sassari trova l'oro con Taylor e Carangelo

Era la settimana più difficile dell'anno europeo per le nostre portacolori: sfida alle babau turche in Eurolega e tripla trasferta contro teste di serie in EuroCup. Le fosche previsioni si sono avverate, e abbiamo collezionato solo sconfitte, anche se le sberle sono "solo" quattro perché Sassari, con una resistenza eroica, agguanta una qualificazione sul filo. Gira la ruota: pochi giorni prima, Campobasso espugnava Venezia e il Geas demoliva la stessa Sassari; ma l'Europa ha premiato le sarde e respinto le altre due.

Nella massima competizione resta ben messa Schio (seconda a 5-3 insieme a Bourges e Landes con 2 vittorie di vantaggio sul 5° posto) mentre per Venezia è salita ripida: 3-5 con due partite di svantaggio sulle quarte, che sono Praga e Saragozza, contro cui ha perso.
L'impressione (ma solo vaga, s'intende) è che anche quest'anno la nostra gerla delle coppe rimarrà vuota.

Eurolega (2^ g. 2^ fase)
- Mersin-Schio. Osti che tranvata. Sembrava Schio contro una pericolante di A1, solo che la parte della vittima l'ha fatta il Famila. Davanti a 3000 anime nella piazza più entusiasta di Turchia, la musica si è palesata subito: 7-0 praticamente nelle prime 3 azioni di Mersin con due appoggi al ferro e una tripla in transizione. Schio totalmente in balia, come un pugile suonato fin dai primi colpi subiti che finisce al tappeto senza opporre resistenza. 21-4 dopo 8 minuti su tripla di Yvonne Anderson, ma è soprattutto un'altra ex-veneziana, Natasha Howard, a imperversare con ferocia in avvicinamento a canestro, alimentata dagli assist di Fauthoux ma fa anche da sola: la sua superiorità fisica e d'energia è imbarazzante per le lunghe scledensi. La medesima continua a infierire nel 2° quarto, strozzando la timida reazione delle arancioni; anche Rupert, l'ex virtussina, è un'ira di Dio, lontanissima parente (in positivo) di quella insipida della seconda parte dello scorso anno. Il 47-17 all'intervallo dice tutto.
Il resto ovviamente è pura accademia, in cui peraltro Mersin non concede nemmeno di lenire lo scarto: 86-52.
Si hanno: Howard 26 punti con 11/17 e 8 rimba; Rupert 20 con 8/11 e 9 rimba, Anderson 13, Fauthoux 10 per le massacranti; Laksa e Dojkic 11 ma con 8/26 al tiro in coppia, peggio ancora Salaun, 4 punti con 2/11.
Certo, vedendo che le top players di Mersin sono ex del nostro campionato, verrebbe da pensare che non è solo un problema di quante superstars abbiamo o meno, ma anche del piglio con cui giocano le nostre squadre. Ma è solo un dubbio. :unsure: In ogni caso, dice il saggio, meglio beccarne un sacco dalla prima e poi battere le rivali, che perdere onorevolmente con la corazzata ma poi farsi battere negli scontri diretti.

- Venezia-Fenerbahce. Vedi quanto appena detto: qui abbiamo una sconfitta più che onorevole per la nostra compagine contro le campionesse d'Europa, ma a che serve se non a strappare applausi dai peraltro non molti spettatori del Taliercio (837)?
Alto livello tecnico anche se, bisogna dire, il Fener per come è strutturato (collezione di campionesse) giocherà sempre a segnarne uno in più che a subirne uno in meno, per cui per certi versi è più facile per Venezia attaccare contro di loro che contro squadre più limitate tecnicamente ma che randellano come fabbre.
In ogni caso, sulla prestazione c'è poco da imputare a una Reyer mai doma, anche se sempre all'inseguimento dopo il break a fine 1° quarto (13-20). A fare la differenza sono le supercaliffe delle turche, ovvero Meesseman (califfa suprema) e Gabby Williams, le quali appena c'è un momento di difficoltà provvedono a ricacciare indietro la Reyer, con puntualità disarmante. Anche la gran veterana Tina Charles, Badiane (la lunga francese apprezzata in finale olimpica) e l'indigena Uzun si fanno valere, ma sono quelle due a fare la differenza. Anche se Venezia a sua volta ha due trascinatrici, Kuier Villa, una col suo gioco a 360 gradi, l'altra con le sue invenzioni dal palleggio. Ma basta solo a restare aggrappate, non a strappare il controllo della partita dal Fener. Al 20' è 29-40, poi ci sono 5 minuti a inizio ripresa di santabarbara da ambo le parti (15-15 nel frangente), poi Venezia con un 9-0 nel finale di 3° quarto rianima le speranze (54-59 al 30'). E ancora nell'ultimo quarto la Reyer si avvicina a meno 4, due volte, ma dal 63-67 a 4' dalla fine parte l'affondo definitivo del Fener, con Meesseman e Williams che alzano l'asticella sino all'iperspazio. Finisce 71-79.
Si hanno: per la Reyer 24 di Kuier (6/9 da 2, 3/8 da 3), 17 di Villa (5/10 dal campo, 6/7 ai liberi), 9 di Smalls, qualcosa da Cubaj, molto poco da Stankovic e Berkani.

EuroCup (ritorno 1° turno playoff)
- Jairis-Sassari. Impresa della Dinamo che resuscita dalla versione ectoplasmatica sciorinata contro il Geas 3 giorni prima (o meglio, evidentemente l'aveva messa in conto) e sfodera un'anima guerriera che le vale la qualificazione contro un'avversaria nel complesso superiore, anche se meno forte di Girona capitata a Campobasso e direi anche di Sopron toccata al Geas. Il che nulla toglie ai meriti delle discepole di Restivo.
Palazzetto gremito, grande entusiasmo, Jairis (o Alcantarilla) si galvanizza nel 1° quarto con un 25-15 nei primi 8' (si partiva dal +6 sassarese dell'andata); brava lì Sassari a non lasciare che lo strappo diventi irricucibile, e anzi a ribaltare tutto con un controbreak di 3-18 in cui, oltre a una Taylor sontuosa, il jolly a sorpresa è Grattini che entra senza timore alcuno e alimenta il break che porta sino a +7 le nuragiche.
A loro volta rispondono le spagnole con un 13-2 che vale il contro-sorpasso all'intervallo (48-43). Partita tutt'altro che noiosa e sarà così fino all'ultimo. Tenta ancora la fuga Jairis, anche +12 (63-51 al 27'), ma ancora Sassari, dopo essere stata in apnea anche a inizio 4° periodo, risale fino ad appena meno 2 (69-67 a -3').
Inizia la bagarre selvaggia sul bilico dello scarto. Che si ribalta nuovamente quando l'armadio belga Massey addomestica una palla vagante in area e deposita il 74-67 a 30 secondi dalla fine.
Ma ecco il cuore di Carangelo<3 che come già altre volte in carriera può anche steccare la partita (come in questo caso) ma se serve un tiro decisivo ci sarà sempre per prenderlo, e spesso anche per metterlo. Così sfrutta un velo di Begic che le libera un mezzo metro di spazio per fiondare dall'arco e fa 74-70 a -20".
Timeout, ultimo assalto Jairis, Senechal fa arresto e tiro dalla media ma va sul ferro; Taylor strappa il rimbalzo e mette un libero a tempo quasi scaduto: 74-71 e Sassari fa il girotondo della felicità mentre il pubblico iberico applaude in piedi le proprie beniamine.
Si hanno: per le vincitrici però tristi, Bertsch 22, Ayuso 14; per le sconfitte, però felici, Taylor 32, clamorosa (11/20 dal campo, 9/11 ai liberi), Begic 14, Grattini 8, Carangelo solo 4 ma l'unico canestro è un capolavoro.

Girona-Campobasso. Dinnanzi a 2500 spettatori, qui c'era un meno 2 da ribaltare per le molisane, ma l'illusione dura solo i primi minuti, con un gran scatto sull'1-11. Poi Girona, che è capolista in Spagna (mica noci), prende in mano la situazione e con un brutale 29-4 in 9 minuti a cavallo tra 1° e 2° quarto distrugge partita e doppio confronto (49-32 al 20').
Nella ripresa nulla accade che possa rianimare speranze molisane, per cui si arriva a un 82-71 che premia Girona senza punire Campobasso, il cui bilancio della prima avventura europea è qualcosa più della sufficienza.
Si hanno 18 punti della lunga Pierre Louis e altre 4 in doppia cifra per le solidissime iberiche; 18 di Morrison, 16 di Ziemborska, 14+10 rimba di Kunaiyi, 11 di Trimboli per Campo, che però ha solo 3 da Scalia e 7 da Madera; serviva una prestazione sopra le righe da parte di tutte (ancor più che all'andata) per ribaltare i valori.
Da notare che né all'andata né al ritorno ha potuto giocare Quinonez, per una regola un po' bizantina che solo in EuroCup limita le extra-europee (la formazione italiana non conta). :angry:

Sopron-Geas. Al cospetto di 700 ungari, il Geas era chiamato alla difficile missione di rovesciare il meno 13 dell'andata, potendo però contare sul ritorno di Moore rispetto a 7 giorni prima. Sino al 20' si gioca alla pari, con vantaggi alterni ma mai significativi; Moore parte forte, poi c'è un'incisiva Conte nel finale di 2° quarto. All'intervallo è 28-27 per Sopron, il che potrebbe andar bene al Geas se fosse l'andata e l'obiettivo fosse "primo non prenderle" (punteggio basso, ritmi lenti), ma non va bene quando devi vincere almeno di 13.
C'è quindi da forzare la mano per cambiare spartito alla gara, ma va tutto all'incontrario per le sestesi, in quanto è Sopron ad ammazzare ogni discorso; il Geas non segna nemmeno un punto nei primi 8' dalla ripresa (tante triple senza esito), Sopron pur senza fare miracoli approfitta e fa 15-0 (43-27), per cui cala il sipario e ci si trascina mesti (dal punto di vista delle Zanottiane) sino all'epilogo, 64-45.
Si hanno 14 punti di Friskovec, 13 di Borondy per le qualificate; 13 di Moore, 10 di Conti e 9 di Conte per le eliminate; appena 2 per Gwathmey (9 minuti giocati), 0 di Spreafico con 0/7 e chiaramente non poteva bastare contro un'avversaria più forte.
Voto di sufficienza (6) alla stagione di EuroCup delle sestesi, che hanno vinto con autorità con le due squadre inferiori e perso in doppia cifra con le due superiori.

- Nel resto del 1° turno di EuroCup, spicca il duello che si delinea tra le italiche, ed ex compagne alla Virtus, Pasa Zandalasini: Lione della veneta passa per un soffio, il Galatasaray della lombarda con più agio contro la Stella Rossa. Ora se la giocheranno negli ottavi.
Per Sassari c'è l'Euskotren, compagine di San Sebastian (Paesi Baschi) che naviga non benissimo nel campionato spagnolo. Sensazione? Poteva capitare di peggio alle nuragiche.

Nella foto: Sassari, unica gioia italica della settimana.


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