martedì 30 luglio 2024

Olimpiadi - 1^ giornata: colpi Spagna su Cina, Germania su Belgio e soprattutto Nigeria su Australia

 Pubblico straordinario: più di 20.000 spettatori in 4 partite su 6, anche ieri che non c'era l'abbinamento col maschile. Curiosamente la meno vista è stata Usa-Giappone (13.000): conseguenza di non aver portato Clark...


Gir. A

* Spagna-Cina: già la partita dell'anno al primo colpo? Cina quasi sempre avanti dopo lo scatto a +9 nel 1° quarto. Sembra che possa arrivare fino in fondo ma gestisce male gli ultimi possessi. Rodriguez inventa una tripla con fallo per il pareggio, sbaglia il libero della vittoria. Nell'ultima azione dell'overtime sul meno 3 la Cina inspiegabilmente cerca un assist per l'appoggio da sotto, lo segna ma il tempo scade e perde di 1 (90-89). La Spagna ha 25 punti da Rodriguez e soprattutto 29 (con 14/21 al tiro, un clinic di movimenti da lunga) dalla naturalizzata Gustafson (beati loro); per la Cina una grande Li Yueru (31+15 rimba con 9/16 dal campo e 12/13 ai liberi) ma non basta.

* Serbia-Portorico: livello molto più basso ma una partita che sembrava scontata (43-26 al 20', 55-36 al 30') si ravviva per il blackout finale delle serbivore, che fanno la miseria di 2 punti in 9 minuti e 50 secondi. Il Portorico sfiora la rimontissima, ma Stankovic stoppa l'entrata caraibica del pareggio e mette un libero per chiudere 58-55. La neo-veneziana fa 15 punti+10 rimba; appannate le nostre conoscenze portoricane Guirantes e Hollingshed (4/19 in due), meglio alcune comprimarie.

Gir. B

* Nigeria-Australia: il botto inatteso, sia per l'esito sia per il modo netto. Nigeria che oltre alle doti fisiche di cui nessuno dubitava mette sul piatto anche una lucidità tattica e una tenuta mentale di cui non era accreditata. Prende il largo nel 2° quarto (23-11, +13 al 20'), subisce la rimonta cangura nel terzo (51-47) ma riallunga nel finale proprio quando sembrava che la magia fosse esaurita. Australia da rivedere, se è così non è da medaglia. L'ormai ex romana Kalu fa 19 punti; altre 4 in doppia cifra; Kunaiyi solo 3 ma 7 rimba. Per l'Australia 15 di Alanna Smith, solo 9 la stella Magbegor, 6 in 13' per la venerabile Jackson (record di anzianità alle Olimpiadi).

* Francia-Canada: le francesi confermano il loro ranking iniziale di candidata n° 1 all'argento. Bestiale il 23-2 con cui annichiliscono il Canada nel 2° quarto. Le foglie d'acero si riavvicinano un po' nel terzo ma sono respinte. Unico neo delle gallette l'8/31 da 3 (appannate Johannès e Ayayi), ma quando macinano gioco per le conclusioni da sotto sono impeccabili. Badiane 13, Gabby Williams 12+8 ass. Fanno il loro anche la 2004 Lacan e la 2005 Malonga (7 a testa). Per le acero-contuse 11 di Nurse e Colley ma 32% dal campo e 25 palle perse.

Gir. C

* Germania-Belgio: partita che certifica l'ascesa delle tedesche. Dominate senza se e senza ma le campionesse d'Europa. Scatto sul 25-11 a fine 1° quarto, poi 46-25 al 20', 60-42 al 30'. Giusto nel finale le frastornate fiammingo-vallone riescono a lenire lo scarto (83-69), il che potrebbe tornare utile per essere fra le due migliori terze. Ma il girone è infernale e se non si scuotono sembrano più destinate al 4° posto che al passaggio del turno. Per le tedesche 17 punti di S. Sabally, 16 di N. Sabally e Fiebich, 15 dell'americana naturalizzata Peterson (beati loro-bis); anche 11 della 2004 Buhner che abbiamo appena visto all'Euro U20. Tegola però l'infortunio di N. Sabally, prognosi da valutare. Per il Belgio solita Meesseman (25) ma senza incidere sulle sorti.

* Usa-Giappone: nel replay della finale 2021, il dominio fisico delle Yankees si traduce nel 67% da 2 e 19 rimbalzi in attacco, oltre che nel ventello di Wilson (24) e Stewart (22). Le nipponiche ci provano bombardando dall'arco com'è loro prerogativa e lo fanno anche bene (15/39), Takada fa 24 punti in 21', ma è come giocare a handicap, non c'è scampo. 102-76.

lunedì 29 luglio 2024

Perché ribadire il no al catastrofismo (2)

Un conto è dire "non dobbiamo accontentarci di essere mediocri, dobbiamo puntare al massimo, confrontarci non con gli scarsi ma con i migliori". Questo è un ideale legittimo.


Un conto è dire "dobbiamo vedere tutto nero perché altrimenti non ci sarà mai l'impulso a cambiare". Questa è una rappresentazione falsa ed è pura retorica, l'idea che un cambiamento parta solo dal sentirsi messi male o anche malissimo.

Dovremmo buttare via il bambino con l'acqua sporca (cioè anche quanto di buono è stato fatto) perché altrimenti si disturba la rappresentazione catastrofica che sarebbe funzionale a innescare il cambiamento?
Io questo lo trovo sia ingiusto nei confronti di chi ha fatto bene determinate cose, sia inutile perché, contrariamente a questa diffusa idea che "quelli del femminile" passino il tempo a raccontarsi quanto sono bravi e belli (forse lo fanno i capi assoluti di Fip e Lega, ma come ho già detto altre volte, se uno dice che fa schifo ciò che dirige lui stesso, è completamente impazzito; ma un movimento intero deve essere identificato con i suoi pochi capoccia? Io continuo a sostenere di no), c'è un clima di pessimismo permanente, d'insoddisfazione cronica, un complesso d'inferiorità inguaribile sia nei confronti del basket maschile che della pallavolo femminile, eccetera. Se tutto questo servisse a innescare una reazione positiva, si sarebbero già visti i frutti da un bel pezzo, invece non ha mai portato a nulla.

Chi ha ottenuto frutti è chi non sta lì a piangersi addosso e a dirsi in continuazione quanto facciamo schifo, ma si mette all'opera senza bisogno di valutare ogni 5 minuti se siamo bravi o scarsi, se siamo meglio o peggio di questo o di quello.
Del resto la pallavolo (visto che viene sempre citata come modello positivo) non ha certo cominciato piangendo su quanto fosse inferiore al basket. Ha fatto le sue cose trasmettendo all'esterno, bisogna dire, un orgoglio di appartenenza che non dipendeva dall'essere piccoli o grandi, bravi o scarsi.

domenica 28 luglio 2024

Olimpiadi - vigilia: Usa solite favorite, Francia per l'argento, incertezza sul resto

Inizia domani (anzi, ormai oggi) il torneo olimpico femminile con il girone A (Spagna, Cina, Serbia, Portorico).

Lunedì tocca al girone B (Francia, Canada, Australia, Nigeria) e al C (Usa, Belgio, Germania, Giappone, il più infernale sulla carta).

La domanda principale è la stessa di sempre: gli Usa sono fuori portata per la concorrenza? Apparentemente per l'ennesima volta sì. Una squadra in cui, sul piano individuale, la dodicesima sarebbe titolare in qualunque altra, e su quello collettivo, non ci sono i difetti degli Usa maschili (amalgama da creare da zero; differenza tra gioco Nba e gioco Fiba). Ok, non è un roster giovane (nessuna ha meno di 26 anni) ma, a parte la 42enne Taurasi, sono tutte più mature che anziane.
Peccato (sul piano promozionale, non su quello tecnico) la mancata convocazione di Caitlin Clark che avrebbe acceso più riflettori su una squadra che purtroppo ha storicamente il difetto di essere talmente perfetta da annoiare.

Forse la Francia è l'unica a poter tenere testa alle americane sui 40 minuti, se tutto girasse bene per loro e male per gli Usa. La Francia ha impressionato nel recente Preolimpico, quando ha distrutto la Cina in casa sua. Ha la stazza (5 giocatrici dall'1.90 in su), ha il talento di Johannès e Gabby Williams recuperate dopo il forfait a Eurobasket '23, ha pure una bella dose di gioventù visto che ben 5 sono nate dal 2001 in poi, comprese l'ormai ex bolognese Rupert, la 2005 di 1.98 Malonga e la 2004 Lacan, appena scelta dalla Wnba.

Per il resto c'è un panorama interessante, direi con più squadre in crescita che in ribasso (ero più pessimista 3 anni fa, prima che Cina e Giappone stupissero, che il Canada diventasse una potenza stabile, che da noi venisse fuori la Germania con le sorelle Sabally e compagne, che l'Australia trovasse un buon ricambio generazionale, eccetera). La Spagna, forse una di quelle in calo, ha messo una pezza naturalizzando l'americana di assoluto valore Megan Gustafson.
Anche le meno forti sembrano quantomeno dignitose (Portorico di Guirantes e Hollingshed; Nigeria di Ezinne Kalu e Pallas Kunaiyi, giusto per nominare quelle che hanno militato da noi).
Non so se il Belgio dei miracoli (sempre col totem Meesseman e la sua Sancho Panza, Linskens, ma senza la regista Allemand) ne abbia ancora in serbo, e a proposito di... serbe forse sono appunto loro le più in declino rispetto al passato, con varie 33-34enni tra le più importanti (Yvonne Anderson ecc.), anche se c'è sempre da fidarsi di Marina Maljkovic in panca.

Oltre a Taurasi c'è un altro mostro sacro over 40: Lauren Jackson per l'Australia (classe '81). Giovane in confronto a loro, ma venerabile veterana eccome, Alba Torrens per la Spagna.

Due prossime novità del campionato italiano sono Salaun nella Francia e Stankovic nella Serbia.

Al tirar delle somme il podio più gettonabile (ovviamente rivalutabile dopo le prime giornate di gara) potrebbe essere: 1) Usa; 2) Francia; 3) Australia o una delle due asiatiche.

PS: tra le omonime di forumisti (relativamente al cognome reale, non al nick), peccato per l'esclusione di Garbin dall'Australia, in compenso c'è Pagan nel Portorico (India Pagan, centro del '99, militante in un club ceco), mentre era già tagliata fuori Beck della Nuova Zelanda non avendo passato il Preolimpico. 

giovedì 25 luglio 2024

Perché ribadire il no al catastrofismo (1)

Io non sposo due teorie: 1) che siamo nel momento peggiore della nostra storia (intendendo per "momento" questi ultimi 5-10 anni, perché se dobbiamo prendere un periodo di 30 anni, allora non è un "momento" ma praticamente un terzo della storia del basket femminile); 2) che prima si stesse alla grande e poi sono arrivati dei deficienti/criminali che ci hanno precipitato nel baratro.


Sul punto 2 mi limito a dire (almeno per ora) che gli stessi aggettivi, basta leggere Superbasket dell'epoca, venivano utilizzati per descrivere i protagonisti dei "tempi belli", e allora forse non è questione di "capoccia" ma di circostanze. Io non attribuisco, l'ho già detto in passato, ai dirigenti federali o legaiuoli tutto questo potere di far andare bene o male le cose. Per me è solo gente che mette il suo cappello su quanto fatto da altri (e il didietro su una poltrona, con rispetto parlando). Magari mi sbaglio. Ma visto appunto che si diceva merda pure di coloro che gestivano le cose 30 anni fa...

Sul punto 1, dici "se vogliamo essere oggettivi" ma dici anche "il momento peggiore che io ricordi". Il che mi pare soggettivo.
Sono molto diffidente rispetto all'abitudine di definire il presente in modo estremo (solitamente in negativo). Il governo in carica è ogni volta "il peggiore di sempre". L'estate è puntualmente "la più calda della storia". Eccetera. Ma se ci sono tante epoche, la probabilità che proprio quella attuale sia la migliore o la peggiore di tutte è bassa, no? Questo secondo logica.

Ma potrebbe anche darsi che questa lo sia, per il basket femminile italiano. Allora mi baso a mia volta sui "ricordi oggettivi":

- mi ricordo un periodo in cui, per 3 anni fila, c'è stato un campionato a 10 e poi due che sono rimasti zoppi per il ritiro di una squadra a stagione in corso, ed era il periodo 2012-2015, non questo;

- mi ricordo un periodo in cui le squadre italiane disertavano le coppe europee a parte un paio; l'anno prossimo avremo 6 squadre iscritte;

- mi ricordo un periodo in cui la Nazionale maggiore non si qualificava nemmeno agli Europei (2001, 2003, 2005, 2011), mentre attualmente sono 6 edizioni di fila che ci qualifichiamo sul campo (prima del 2025 in cui ovviamente siamo dentro come organizzatori). Se uno vuole spacciare che sia uguale andare agli Europei e non andarci, perché contano solo le medaglie, sa benissimo di dire una cazzata per tirare acqua al suo mulino;

- mi ricordo un periodo fra il 1996 e il 2007, ovvero 12 estati di fila, in cui le nostre nazionali giovanili non hanno vinto neanche una medaglia e a volte sono pure retrocesse in Division B. Mentre attualmente siamo a 16 medaglie in 15 estati. Tu dici "Non valgono nulla perché non hanno portato a risultati della Nazionale maggiore". E invece per me questo è un ragionamento del cazzo, perché intanto le competizioni giovanili hanno un valore di per sè (e appena non arrivano i risultati vedi che i finti idealisti del "bisogna far crescere le giovani, non collezionare medaglie" sono lì che abbaiano e ringhiano), e poi il movimento giovanile femminile consegna al movimento senior delle giocatrici che mediamente valgono il terzo posto in Europa. Se poi non restano tali non è una colpa del movimento giovanile ma casomai di quello senior.

mercoledì 24 luglio 2024

I bei tempi in cui la Nazionale... falliva come adesso

Essendoci un minor numero di nazionali competitive, il terzo posto era indubbiamente ottimo (ma ci siamo arrivati solo una volta), il quinto discreto, il settimo era un fallimento.

E non lo dico io ma Superbasket del 28 settembre 1985, che ho sott'occhio in questo momento. Avevamo appena ottenuto il settimo posto agli Europei di Treviso. Così commenta Luca Chiabotti (non un pirla qualunque, visto che poi è diventato responsabile basket della Gazzetta):

"L'Italia è arrivata settima, una grossa delusione, una Caporetto. L'unica cosa veramente seria da fare in questo momento sarebbe fucilare tutti, tecnici e giocatrici. (...) La nazionale femminile è stata una barchetta alle prese con un mare troppo agitato da chi ha interesse, non solo sentimentale, a metterci le mani sopra."

Mentre nella stessa pagina, a firma di Pierluigi Valli (anch'egli non uno sprovveduto, mi pare), si legge:

"E l'Italia? 'Queste giovani non hanno spirito, ai nostri tempi eravamo ben diverse', ci diceva qualche mese fa Nidia Pausich. Purtroppo aveva visto giusto: sottoposte a una pressione psicologica ben superiore alle loro forze, alla prima occasione seria, importante, le azzurre si sono squagliate come neve al sole".

Nella pagina seguente c'è un altro articolo di Chiabotti, dove si punta l'indice sulla gestione federale (di Enrico Vinci) che inopportunamente aveva messo Corno a fare da assistente al c.t. Tracuzzi (creando un dualismo deleterio), poi anche: "Dei raduni, poi, non ne parliamo. Sono state fatte figlie e figliastre. Ragazze che hanno sudato tutta l'estate si sono viste portare via il posto dalle intoccabili, completamente a corto di preparazione". :woot:
Favoloso, sembra di leggere certi utenti di adesso. 1985, eh, non 2024, le righe appena citate.

Poi anche: "Dopo la partita con l'Ungheria erano due le cose da fare per un presidente federale: andare nello spogliatoio a strozzare di persona le giocatrici o radunare le ragazze e dire 'brave lo stesso, sarà per un'altra volta'. Era, invece, nei corridoi dell'albergo a lamentarsi di essere ancora personalmente a secco di medaglie nella femminile. Quasi che il sudore, i sacrifici, la sfortuna di questa nazionale non fossero altro che il tributo alla grandeur di un solo uomo".
Ricordiamo, era Vinci, non Petrucci il presidente di allora.

Quindi, ricapitolando: anche nell'"epoca bella" l'Italia deludeva, scattavano i processi, non mancava la classica veterana che sentenziava "ai miei tempi era un'altra cosa", si chiamava in causa il crollo psicologico, eccetera eccetera.

Il femminile è sempre stato una nicchia di perenni insoddisfatti, col processo sempre pronto a scattare e una gran voglia di salire sul pulpito a predicare che tutto fa schifo, a partire dal presidente Fip. E con ogni probabilità non è che le magagne vere mancassero, anzi...

Naturalmente, dato che l'utente Scheggia deve portare acqua al mulino della sua tesi secondo cui eravamo un giardino dell'Eden che poi è stato rovinato dai mascalzoni della Fip e dagli incapaci delle società, la realtà dei fatti non gli interesserà nulla. Ribatterà col suo solito repertorio: "difendi l'indifendibile", "guardi il dito e non la luna", "fai la punta al cazzo", "concio alle colonne", "toccato il fondo si continua a scavare", eccetera eccetera. Ma magari a qualcun altro che vuole analizzare e non solo abbaiare e ringhiare, può essere utile.

martedì 23 luglio 2024

L'epoca d'oro del basket femminile non è mai esistita

Un'epoca d'oro del basket femminile italiano non è mai esistita. Se uno la favoleggia, o non si ricorda o sta imbrogliando per tirare acqua al mulino del disfattismo.

Più volte in passato ho citato pezzi da Superbasket dell'epoca oggi considerata quella dei "bei tempi" (cioè tra fine anni '70 e metà anni '90), in cui si leggevano le stesse lagne, gli stessi piagnistei, gli stessi "siamo alla frutta", "siamo alle cozze", "siamo morti".
Però, per essere obiettivi, quel periodo era migliore di adesso almeno per due motivi fondamentali: 1) c'erano più tesserate; 2) il nostro campionato era il migliore d'Europa, potremmo anche dire del mondo, visto che non c'era un campionato "pro" americano.

Tu dici: non consideriamo i club. Però comunque erano una colonna del movimento, anzi la colonna più forte. Dominavamo le coppe, c'era un po' più pubblico di adesso (non le folle oceaniche, sia chiaro), c'era meno precarietà in termini di fallimenti e scomparse (anche se capitavano pure allora).

La nazionale era spesso deludente anche a quei tempi. Soprattutto negli anni '80, quando pure avevamo fior di giocatrici (e persino una batteria di lunghe di cui ora non si vede l'ombra). Nella seconda metà degli anni '70 e nella prima metà degli anni '90, però, abbiamo avuto un periodo di risultati non trionfali ma comunque tali che adesso ci metteremmo la firma e la rifirma.
Abbiamo però anche avuto, nel decennio 2001-2011, un periodo peggiore di quello attuale, eppure c'erano giocatrici che adesso rimpiangiamo (e non dico a torto, perchè avercele, una Macchi, una Masciadri, una Ballardini, una Zara, anche una cristona come Dacic se solo avesse avuto la testa giusta).

Mondiali U17 - semifinali & finali: Usa campioni (al solito) dopo i brividi con la Francia. Sul podio Canada e Spagna

- Usa-Francia (semif.): resterà probabilmente come una delle partite giovanili dell'anno. A guardare solo il punteggio finale, 84-66 per le yankees, non si capirebbe nulla di ciò che è stato. Sembrerebbe il solito dominio americano. Tutto il contrario! Dopo 3 minuti del terzo quarto il punteggio era da shock: 34-50, ma per la Francia. :woot: Le americane non ci stavano capendo nulla, sbagliando l'insbagliabile (per i loro standard) in conclusioni in avvicinamento a canestro fin troppo monocordi, irretite anche in difesa da un attacco transalpino che girava come un orologio, con mirabile varietà di soluzioni.

E invece a un certo punto gli Usa hanno trovato la chiave per accendere il motore extra, che solo loro hanno, e la Francia è finita sotto il pestacarne. Già a fine 3° quarto era tutto rimesso in pari, 55-55. A quel punto si poteva vagamente ipotizzare che le francesi uscissero dalla crisi, rilanciando la fuga (come avevano saputo fare nel finale di 2° quarto, da +2 a +10), e magari le americane pagassero lo sforzo della rimonta, ma in realtà era nell'aria che non ce ne sarebbe più stato per le gallette. E così è stato, +18 per le favorite, trascinate dai 29 punti dell'ultrapotente guardia Jerzy Robinson (sia pur eccessiva con 8/26 dal campo, anche se 12/15 ai liberi e 12 rimbalzi), e dai 14 + 10 rimba dell'ala Woliczko, mentre alla Francia non sono bastati i 20 in 23' di Risacher.

- Canada-Spagna (semif.): bella partita anche questa, che le foglie d'acero risolvono con un break verso metà 4° periodo dopo che le iberiche avevano iniziato forte; 77-73 il finale. Makeer 21 e Swords 16 per il Canada, Sanz 17 e Diaz 16 per la Spagna.

- Spagna-Francia (fin. 3°/4°): il derby europeo per il bronzo va alle iberiche. Non esattamente una partita alla spuma, dopo che le due semifinali lo erano state. Squadre forse cotte dopo le sconfitte con rimpianti, e con forte dispendio d'energie, del giorno prima; asfittico il 6-5 del 3° periodo, ma non è che il resto sia stato molto più prolifico. La Spagna chiude 47-39 e lascia a becco asciutto le classiche rivali, che passano quindi dai sogni di gloria contro gli Usa a una realtà senza medaglie.

- Usa-Canada (fin. 1°/2°): anche qui derby, nordamericano nella fattispecie; abbastanza godibile ma dal break di fine 2° quarto (da +2 al 41-30 del 20') la partita si è indirizzata, anche se va dato atto alle foglie d'acero di aver imbastito una bella reazione a inizio ripresa, risalendo a meno 3; pronta però la replica degli Usa, che dopo aver riallungato sul 59-51 al 30' hanno ucciso la disfida con un micidiale 12-0 nei primi 4' dell'ultima frazione (71-51); poscia ci si è trascinati sino in fondo senza storia (84-64).
Jerzy Robinson sulla stessa linea della semifinale: una marea di tiri, 7/23, ma il fatturato c'è, 25 punti; più sobria e senza fronzoli Woliczko, 19 con 9/14. Di là Swords fa 15 racimolando tiri liberi (12/13).

- Dunque settimo oro in 8 edizioni per gli Usa (unica eccezione nel 2016 quando trionfò l'Australia e noi fummo argento). Primo argento per il Canadà; terza medaglia per la Spagna.
Nel quintetto ideale: Robinson (mvp, 20,9 di media) e Woliczko per gli Usa; Makeer per il CAnada; Okeke per la Spagna; Risacher per la Francia.

Bene, complimenti a tutte ma adesso lasciate spazio sul palcoscenico, ché arrivano le Olimpiadi. -_-

Nella foto: le top 5.


lunedì 22 luglio 2024

Commento al post di addio alla Virtus di Zandalasini

 


Credo che Zandalasini anche se scrivesse tipo "No alla guerra, viva la pace" o "Salviamo la foresta equatoriale", ci sarebbe chi le dà contro rinfacciandole questa e quella colpa, anche se non c'entra una mazza con quello che ha scritto.

In questo caso ha detto sostanzialmente 3 cose:
1- La Virtus ha chiuso tutto di botto dopo aver fatto grandi proclami.
2- La chiusura della Virtus è un grave colpo per il movimento femminile.
3- Delusione personale per non essere riuscita a far crescere il movimento.

C'è qualcosa di confutabile? Neanche mezza parola. Anche perché i punti 1 e 2 sono esattamente le cose che abbiamo scritto praticamente tutti appena si è saputa la notizia. Il punto 3 è un mea culpa, amen.

Mondiali U17, classificazione: Italia settima, piazzamento onesto

- Giappone-Italia (semif. 5°/8°): perdiamo un'occasione di nobilitare la nostra spedizione, contro una squadra che finora aveva fatto una miglior impressione di noi ma che nell'occasione è parsa battibile. Anche per merito nostro; però non abbiamo saputo fare i coperchi insieme alle pentole. Perdiamo 66-60 dopo un'esasperante rimonta mai completata nell'ultimo quarto, sempre ad avvicinarci salvo venire respinti.

Finisce per essere una sfida a chi spara meglio da 3, oltre 30 tentativi per parte, e questo non poteva che favorire le nipponiche, che infatti fanno 13/34 contro il nostro 7/32. E guardando invece al nostro 47% da 2, contro la classica leggerezza fisiologica delle figlie del Sol Levante, è inevitabile il rimpianto di non aver cavalcato di più il gioco interno, dove Hassan ha fatto il vuoto con 22 punti (10/20 dal campo) + 13 rimba, e D'Este ha fatto il suo (8 con 4/4 + 10 rimba.) Un po' troppo cocciute invece Giacchetti (11 con 4/12) e Baldassarre (9 con 2/13), e in generale le esterne. Ma va riconosciuto che il Giappone, sapendo di avere quella tara della fragilità in area, è maestro nel sopperire, non rendendo così semplice perforarlo da sotto come potrebbe sembrare.

- Italia-Finlandia (finale 7°/8°). Chiusura positiva. Battiamo la Finlandia, tutt'altro che scarsa (ci fu rivale nella finale 3° posto all'Euro U16 dello scorso anno), e lo facciamo con autorità, un 40-26 nei primi 2 quarti che ci consente di gestire il margine contro la rimonta finnica nel secondo tempo, senza eccessivi patemi (73-64).
Partita su ritmi martellanti, in cui riusciamo a tirare addirittura 80 volte grazie ai 23 rimbalzi offensivi, per cui pur non brillando per precisione siamo più che discretamente produttivi. L'emblema è D'Este che fa 3/15 dal campo ma rastrella 16 rimbalzi di cui 8 in attacco, e aggiunge un 7/8 ai liberi per toccare i 13 punti. Anche Giacchetti più di quantità che di precisione (15 punti, 5/15 dal campo ma 10 assist). Stavolta un po' in ombra Hassan (8 punti con 4/9), prove interessanti dalla panca per Torresani (11) e Bernasconi (9).

- Finiamo dunque settimi, con 5 vinte-2 perse, confermando il 3° posto dello scorso anno fra le europee (dietro cioè alle sole Spagna e Francia, così come si conferma la Finlandia dietro di noi). Va considerato un risultato onesto, che non possiamo considerare impresa vera e propria per via del livello non stratosferico delle prime 4 avversarie battute, però nemmeno deludente.

- Statistiche individuali e valutazioni spicciole: Hassan chiude con 14,3 punti di media (unica in doppia cifra delle nostre) e 7,4 rimbalzi col 50% dal campo: tutto questo in un Mondiale e 2 anni sotto il limite di categoria. Tanta robba, direbbero dalle sue parti. Potevamo sperare di più dalle nostre due punte nel settore esterne, Giacchetti e Baldassarre, entrambe zavorrate da percentuali bassissime (23% dal campo l'una, 27% l'altra) e quindi non oltre i 7 punti di media la prima e 8,6 la seconda. Torresani una sorpresa positiva per l'utilità e la duttilità (8,3 punti + 5,4 rimbalzi), mentre D'Este ha i suoi limiti ma ha portato giù 9,7 rimbalzi oltre a 7 punti, in meno di 18' di media: è stata un fattore. Ostoni ha avuto quell'esplosione da 21 punti contro il Messico, poi però è andata in calando di spazio e di incisività. Forse più ombre che luci dalle altre 3 che hanno avuto un minutaggio tale da poter essere valutate, Gorini-Cerè-M. Zanetti, mentre Cavazzuti, Volpato e Bernasconi non sono valutabili appieno, stante l'impiego marginale.

sabato 20 luglio 2024

Mondiale U17 - quarti: la Francia ci travolge

- Francia-Italia (quarti): niente da fare, usciamo dalla corsa alle medaglie senza mai, di fatto, entrare in partita. Mettono subito le cose in chiaro aggredendoci con un'intensità e una fisicità superiori, che ci negano qualsiasi soluzione agevole. Loro invece segnano a ripetizione e, se non lo fanno, prendono il rimbalzo offensivo: alla fine 26 loro contro solo 8 per noi (di cui 16-2 nella prima metà). Perdiamo 15 palloni nella prima metà gara.

Con queste premesse il muro da scalare diventa una montagna. A fine 1° quarto è 27-11; nel secondo riusciamo con la zona ad abbassare le loro percentuali, ma rimettono in campo la frangiuta tiratrice Loubens che fa 5 punti di fila spegnendo la nostra fiammella. Hassan sembra (ed è in effetti) l'unica che riesca a bucare con continuità la loro difesa in 1 vs 1. Le nostre lunghe di ruolo sono troppo lente e macchinose per reggere il confronto con le avversarie. All'intervallo è 42-26 ma poteva anche essere peggio.
E peggio infatti diventa nella ripresa: nel 3° quarto la Francia è in stallo ma noi perdiamo qualche occasione per riavvicinarci; dopodiché dilagano: 60-37 al 30', 83-51 alla fine.
La Francia ha 17 punti di Cissé, 15 di Loubens e della sorella e figlia d'arte Risacher (suo fratello è stato prima scelta assoluta Nba quest'anno). Noi 17 di Hassan (6/15 al tiro) che però non prende neanche un rimbalzo, e questo la dice lunga sul livello fisico che ci siamo trovati contro. Nessun'altra in doppia cifra. Baldassarre ci prova un po' più di Giacchetti (10 tiri contro 4) ma gli esiti sono scarsi.
In qualche modo la (relativa) facilità del nostro percorso precedente ci si è ritorta contro: è stato come passare da un esame di terza media a uno di maturità senza tappe intermedie. Così ci siamo scoperti bruscamente impreparati.
Il ricordo della battaglia punto-a-punto dello scorso anno sembra lontano. Difficile sentenziare se è cresciuto il divario, oppure se nel 2023 facemmo un capolavoro ma i valori erano già questi.

- Negli altri quarti: gli Usa si pappano 95-59 il Giappone che, a suo onore, "vince" il 3° quarto e gioca a viso aperto; il Canadà demolisce la Finlandia, 82-44; nella sfida probabilmente più interessante la Spagna regola l'Australia 72-58.

venerdì 19 luglio 2024

Mondiali U17 (Messico) - 1^fase + ottavi: poker Italia, siamo fra le prime 8. Ora la Francia

- Premesse: la spedizione in Messico (sede principale la località in altura di Leòn) è in stretta continuità con l'Euro U16 dello scorso anno, che ci regalò un inatteso bronzo (col rimpianto di un'impresa sfumata all'overtime in semifinale contro la Francia) e appunto il biglietto per questi Mondiali. La squadra - sempre agli ordini di Lucchesi - è quasi la stessa, tranne Bernasconi (da Costa) e la parmense Cavazzuti al posto di Mosconi e Minora. Abbiamo almeno 3 punti di riferimento chiari: Giacchetti e Baldassarre sul perimetro, Hassan (seppur 2 anni più giovane) più vicino a canestro. Non ci mancano statura e fisicità, anche se D'Este è filiforme (ma 1.92 vale oro per noi), più robuste Cerè, Torresani e M.Zanetti, listata a 1.89 e anche questo non è male. Fra le altre, Ostoni può essere il grimaldello dalla lunga distanza (se ha ancora la mano d'oro che ha sciorinato in finale scudetto U17), Gorini un buon contorno per Giacc&Bald.

La sorte ci ha dato una mano, collocandoci nel girone delle padrone di casa, il che significa avere la testa di serie n°1 più malleabile di tutte; evitiamo le varie Usa, Spagna, Francia, Australia, Cina, Giappone... Meglio di così era impossibile, ma va sfruttato con un 3 su 3 nella prima fase per avere almeno un ottavo abbordabile.

- Italia-Nuova Zelanda (1^ fase): l'esordio è sempre un'incognita e le neozelandesi non sono affatto materassi; ci stava quindi di soffrire ma, con un bel break tra fine 3° e inizio 4°, scappiamo via e controlliamo il finale (71-63). Clamoroso debutto di Hassan sulla scena iridata: 27 punti (10/22 da 2, 2/3 da 3) + 15 rimbalzi, oltre a un più 21 di plus/minus che, in questo caso, fotografa bene la realtà. Distribuite le altre marcature, da segnalare il 3/4 da 3 di Ostoni.

- Italia-Mali (1^ fase): partita che per un po' è... normale e anche ben giocata dalle nostre, poi deraglia in una corrida senza senso. Il Mali aveva fatto buona impressione nelle sue recenti apparizioni mondiali; non con questo gruppo, che dapprima demoliamo sul piano tecnico con un 22-2 nel 2° quarto, dopodiché si lancia in una "caccia all'uomo" (o meglio alla donna), che sarebbero le nostre malcapitate, forse per eccessivo zelo nell'interpretare la probabile esortazione a darci dentro con intensità per recuperare lo svantaggio. A quel punto l'unico scopo nostro diventa non farsi male. La partita comunque è già in saccoccia e chiudiamo 85-51. Facciamo addirittura 34/44 ai liberi. Baldassarre 19 con 11/12 dalla linea, 6/6 per Hassan che fa 16 punti.

- Italia-Messico (1^ fase): si erano già viste più anime del solito in tribuna nei giorni scorsi: era prevedibile che contro le padrone di casa trovassimo tribune ben popolate. E in qualche modo ci credono, nonostante la modestia della loro squadra; per 2 quarti abbondanti siamo sì al comando ma non in modo risolutivo (bene Cavazzuti e Gorini nel breakkino prima dell'intervallo dopo aver sofferto in attacco). Provvediamo però nel finale del terzo, poi dilaghiamo fino a 70-41. Ostoni si scatena con 21 punti (5/9 da 3), D'Este 13 (con 5/5 + 10 rimba), Torresani 12, mentre resta stranamente a secco Hassan (0/6).

Italia-Argentina (ottavi): obiettivo centrato, grazie al 1° posto nel girone troviamo un accoppiamento morbido (mentre altre si scannano in ottavi di ferro) e lo sfruttiamo. Non è una passeggiata, va detto; dopo un inizio abbastanza tamburellante (21-18 per loro nel 1°), la partita si fa farraginosa, con attacchi che soffrono. Ci mettiamo a zona e l'Argentina ci grazia con erroracci nel 2° quarto; prendiamo il comando e non lo molleremo più. Hassan prima dell'intervallo cava un paio di falli su tiro da fuori; alla pausa è già a 10 punti + 8 rimba. Siamo 36-30 al 20'. Nella ripresa allunghiamo in progressione, giocando non divinamente ma con discreta padronanza; 67-49 il finale. Hassan si ferma a quei 10 della prima metà (+12 rimba), abbiamo 11 da D'Este, 10 da Torresani, 9 Baldassarre, 8 Gorini. Insomma ok il collettivo.

- Negli altri ottavi da notare il rischio tremendo della Francia contro la Croazia (sembra un vizio per le gallette, avere almeno una partita in cui sembrano quasi assenti contro un'avversaria inferiore, seppure la Croazia della sontuosa Vukosa (rima) sia tutt'altro che malleabile. Alla fine la Francia se la cava 63-59, da 56-59 (due canestri in avvicinamento e una tripla finale dopo uno 0/2 ai liberi per le croate). Quindi troviamo la Francia nei quarti. Se si dovesse guardare solo a questo risultato, sembrerebbe giocabile, così come lo fu lo scorso anno in semifinale U16, ma il pronostico resta a sfavore nostro e non di poco.

mercoledì 17 luglio 2024

Commento a un intervento di Bicio Ranieri sul problema delle lunghe

 CITAZIONE (bicio @ 17/7/2024, 12:01) 

la risposta più immediata (specifica) è che partiamo con al massimo 2 prospetti sopra i 190 a livello nazionale per annata. troppo pochi. tra i 175 e i 185 per formare esterne europee partiamo da almeno 40 con annate a 50.

il 2' aspetto (generale) è che non ci sono incentivi per chi rischia nel far giocare italiane giovani al massimo livello, anzi il sistema disincentiva perchè non c'è riconoscimento del successo e/o della quantità.

il 3' aspetto (generale) è che non possiamo diventare l'atalanta o il sassuolo perchè i numeri troppo bassi non ci permettono di fare scommesse ardite. il sistema calcio permette di contrattualizzare e quindi incassare a sufficienza anche se vinci 1 scommessa su 10. da noi o le vinci tutte o sei in perdita.

Sul 1° aspetto stavo per scrivere identiche cose la notte scorsa, poi s'era fatto davvero troppo tardi. Meglio comunque se lo hai scritto prima tu, con maggiore autorevolezza stante l'esperienza sul campo. Il punto chiave è infatti che la nostra probabilità di cavar fuori un'esterna di qualità, nonostante i numeri modesti delle praticanti, è molto maggiore rispetto a una lunga. Perché con fisici di livello europeo ne trovi una o due ad annata.
A volte si dice sarcasticamente che in Italia se sei una donna di 1,85-1,90, basta che stai in piedi e sei già da nazionale, ma in realtà non è nemmeno troppo sarcastico, è quasi vero.

In queste condizioni è già una fortuna aver trovato Cubaj, Keys e André nella stessa generazione.
L'unica possibilità, in assenza di miracoli dal cielo, che ci mandi una 2.20 come la cinese del 2007 che impazzato quest'estate, sarebbe mandare degli scouts in giro a rastrellare perticone da accalappiare per il basket, però che possiamo promettere di concreto a costoro? Lo spiega bene Bicio negli aspetti 2° e 3° di cui sopra.

Oltretutto il ruolo di pivot è quello più in sofferenza nel basket attuale: il più difficile da insegnare (e questo lo era già prima) ma anche il più sacrificato nel modo di giocare di adesso, che non è più centrato sul lungo dominante ma su esterni che prendono e sparano a martello. Vero è che nel femminile c'è ancora l'importanza del gioco interno, però per essere una vera lunga di qualità internazionale devi saper fare mille cose come Meesseman, cioè correre il campo, tirare dalla media se non da 3, oltre a tutto il bagaglio classico da donna d'area.
Se già è difficile trovare una ragazza di 1.90 da portare al basket, trovarne una in grado di raggiungere un livello internazionale nella qualità del gioco è titanico.

Molto più colpevole il settore maschile italiano, che di praticanti ne ha in abbondanza, compresi i perticoni, anche se per crearsi alibi piagnucola che "la pallavolo ci ruba quelli alti" (con la metà dei praticanti totali, casomai dovrebbe essere il contrario). Ho pure letto di recente che "il tennis e il rugby ci rubano quelli alti", come se si fosse mai visto un 2.05-2.10 in quei due sport, almeno fra gli italiani...

lunedì 15 luglio 2024

Torneo di Binzago - finali: trionfa la squadra di N'Guessan. Mvp Toffali

E' stata una bella serata finale, con la vittoria della squadra di N'Guessan e lei ancora grande protagonista (top scorer con 24 punti) nonostante avesse cominciato male, con 3 stoppate subite da Marta Scarsi che invece è partita fortissimo (primi 7 punti dei suoi), poi ha frenato complice anche un'uscita per pallonata in faccia.

Potevano forse fare qualcosa in più le altre ragazze della squadra che ha perso (Resemini, Diotti e Colico in particolare), ma non hanno demeritato nel complesso. La partita a un certo punto è svoltata a loro sfavore e quando c'è confusione è spesso la componente femminile a farne le spese.

Quindi i premi femminili sono andati a N'Guessan (top scorer), Toffali (miglior giocatrice) e Resemini (miglior giovane). In realtà avrebbe potuto vincerli tutti e tre N'Guessan, ma c'è la regola non scritta che non si dà più di un premio individuale alla stessa persona.

Nel complesso è stata piuttosto soddisfacente sia la quantità della partecipazione femminile, sia la qualità delle prestazioni. Ideologicamente positivo che la squadra che ha vinto abbia avuto una donna fra le protagoniste assolute, appunto N'Guessan.

Aggiungo la classifica delle top 10 marcatrici:

1) Nancy N’GUESSAN (Grimy) 133
2) Susanna TOFFALI (Mara tra le Tazze) 108
3) Ilaria NESPOLI (I Tappabuchi) 77
4) Martina BAIARDO (Mara tra le Tazze) 53
5) Carlotta ZUMAGLINI (Black Sheep) 44
6) Giulia BECCARIA (Il Cachuccho dei Trolli) 43
6) Angelica SFORZA (Montenegro Team) 43
8) Valentina RESEMINI (Fuskugnaskamukula) 42
8) Valentina CECCATO (Grimy) 42
10) Cecilia COLICO (Fuskugnaskamukula) 37

domenica 14 luglio 2024

Euro U20 - finali: Italia di bronzo, Francia campione a sorpresa

- Italia-Germania (fin. 3° posto): brave, brave. Ci prendiamo un bronzo per il quale eravamo sì favoriti, ma non di tanto, contro una Germania meno talentuosa ma compatta e reduce da una punizione meno severa in semifinale, casomai il morale potesse incidere.

Vinciamo invece con autorità, prendendo il largo nel 3° quarto dopo aver comunque già condotto nei primi due. Proprio nel finale del secondo piazziamo un break sino a +10, con tripla di Piatti a pochi secondi dalla fine, cui però loro replicano con un incredibile canestronzo da metà campo (forse anche dietro) di Rolf: 36-29.
Non ci lasciamo minimamente scalfire dall'episodio, anzi dominiamo il 3° periodo, come detto, con un 22-8 che ci lancia su un 58-37 irrecuperabile per le avversarie. E rendiamo pure la pariglia del "buzzer beater" con Matilde che segna non da metà campo, ma comunque da 9-10 metri, più bravura che fortuna.
La Germania non ne ha per rimontare e amministriamo sino in fondo: 70-48. Matilde chiude a 18 punti (6/13) + 8 rimba + 7 ass., ennesima prova a 360 gradi; Eleonora 17 con 8/19; Zanardi e Osazuwa 10 confermandosi terzo e quarto violino.
Per la Germania merita menzione la solita Buhner (18, tutti nei primi 3 quarti).

- Francia-Spagna (fin. 1° posto): fa strano dire che un oro francese sia una sorpresa, però per quanto si era visto nel torneo era la Spagna la grande favorita, avendo distrutto chiunque mentre la Francia aveva rischiato di uscire nei quarti.
Però, si sa, i confronti a distanza lasciano il tempo che trovano. Alla prova della sfida diretta, si è vista una Francia abilissima a portare la partita su un terreno in cui il dinamismo e le corse iberiche non si dispiegavano, mentre la fisicità e l'efficacia interna francesi sì: 20/40 da 2, 19/25 ai liberi guadagnati con sapienza dentro l'area. In più, anche un 8/14 da 3 che per le squadre francesi non è affatto scontato. La Spagna da 3 ha fatto 5/21, da 2 un buon 54% più 15 rimba offensivi contro 9, ma è mancata la tenuta difensiva contro le esecuzioni all'orologio delle francofone. 41-36 al 20', 83-75 il finale senza volatona. Cissé 21 (9/11) e Dursus 17 per le trionfanti; Fam 20 e Buenavida 18 per le deluse.

- Quanto a noi, ci pigliamo dunque la medaglia numero 16 nelle ultime 15 estati utili (escluse ovviamente quelle 2020 e '21). Una continuità da applaudire, con qualche inquietudine sulla possibilità di... continuarla ulteriormente. Ma non mettiamo limiti alla Provvidenza. :wacko: Di sicuro è difficile pensare che avremmo potuto fare meglio, in questo lasso di tempo, come risultati.
Intanto registriamo M. Villa nel quintetto ideale, per il terzo anno consecutivo (not bad): l'mvp a lei non sarebbe stato una rapina, anche perché l'hanno dato a Fam, ottima ma pure lei non medagliata d'oro. La reyerina ha chiuso con 17.7 punti, 6.1 rimbalzi, 5.1 assist: un altro pianeta rispetto alla competizione giovanile. Lei e le altre 2004 escono di scena con una medaglia all'ultima occasione utile: ci fa doppiamente piacere perché era un'annata che non meritava di finire a secco.
Per il resto abbiamo Eleonora a 14.9 punti di media, Zanardi 10.1 + 6.9 rimba (seconda miglior valutazione nostra dietro Matilde), Osazuwa a 8.1 + 5.7.
Per le altre, cifre non eclatanti ma va segnalato il quarto miglior minutaggio di squadra per Tomasoni in virtù dei suoi meriti da "stopper" difensivo e buon complemento con le nostre attaccanti-top.
Piazza ha esportato in questa spedizione azzurra il gioco aggressivo e pressante che è il suo marchio di fabbrica a S. Martino; difficile dire se questo sia stato decisivo per il... piazzamento finale, garantito in buona parte dal talento di alcune individualità, però ha comunque fornito un'identità alla nostra compagine.

- Fin qui le considerazioni oggettive. A livello personale, come mai non mi viene da provare qualcosa più che un sorriso a metà, per questo bronzo? Well, forse perché la Spagna ci ha ridimensionato brutalmente nell'unica partita che poteva misurare la nostra distanza dal vertice assoluto. E la mente corre a un ricordo vicino e lontano al tempo stesso. Cioè a quando, con le 2004-05, vincemmo il Torneo dell'Amicizia nell'estate 2019, a Udine, con un tamburellante 87-78 sulla Spagna (vedi tabellino), e una vittoria pure sulla Francia, solo il cielo sembrava il limite, e forse nemmeno quello.
Ma era il tempo dei miracoli per noi, quando eravamo tripli campioni d'Europa in carica e quell'U15 fu una ciliegina in più. Poi arrivò il Covid, il vento in poppa si è fermato, eccetera. Certo, se in quel momento ci avessero detto che il gruppo '04-05 avrebbe chiuso la carriera giovanile con una sola medaglia, e di bronzo, saremmo rimasti delusi (al netto del biennio perso per la pandemia). Ora non è delusione la parola giusta per descrivere il sentimento di cui sopra, ma un sapore dolce-amaro è quello che rimane alla fine della festa.

Euro U20 - quarti & semifinali: sbattiamo contro il muro spagnolo

- Italia-Lettonia (quarti): bene così. Andiamo in semifinale senza mai rischiare davvero, per quanto i primi 2 quarti siano stati equilibrati (32-28 per noi, anche qualche vantaggio loro). Poi la sterzata decisiva nel terzo, 19-9 per un 51-37 che la Lettonia non ha saputo mettere in discussione nell'ultimo (68-53). Una buona difesa nostra, un attacco non scintillante ma con punti di riferimento chiari, a partire ovviamente dalle due Villa, pur imprecise oggi (Matilde 22 con 9/21, Eleox 18 con 7/20), però perenni spine nel fianco delle baltiche; apprezzabile anche Osazuwa, 11 + 10 rimba. Le altre hanno accettato un ruolo di supporto, a partire da Zanardi (6 con 3/10).

Gli altri quarti. Il problema è che in semi ci tocca la Spagna, la quale ha distrutto la Polonia 89-41. Polacche che ci hanno fatto soffrire nella prima fase, quindi non delle peregrine, almeno rispetto a noi. Deve succedere lo stesso mezzo miracolo dell'Euro U20 dello scorso anno, quando la Francia sembrava fuori portata e invece la irretimmo fino quasi a vincere. Solo che stavolta il divario sembra ancora più netto.
A proposito della Francia: clamoroso k.o. evitato in extremis contro la Turchia. Non riesce mai a scrollarsi di dosso le mezzelune; nel finale sul +2 regala banalmente due liberi col classico fallo inutile cercando palla su rimbalzo difensivo avversario; si va così al pareggio. Poi la Francia si fa sfuggire un rimbalzo difensivo e così Istanbulluoglu (cognome dell'anno) ha due liberi, ne segna uno per il +1 turco. A 9" la Francia racimola due liberi e li mette, tornando a +1; infine a -4"5 Sertoglu, con maschera protettiva, dopo una prestazione da 23 punti pesca un fallo ma getta i due liberi della vittoria, e così la Francia si salva (67-66) non per meriti propri.
La quarta semifinalista è la Germania, che con 20 punti dell'interessante ala Buhner piega 76-71 in un bel duello la Slovenia di Sivka (17+10 rimba.).

- Spagna-Italia (semif.): niente da fare, ci hanno travolto. Una manciata di punti di margine ogni quarto (85-58 il finale), una regolarità impressionante la loro, con qualche sporadico momento in cui sembravamo giocarcela, ma a cui seguivano puntualmente le loro folate fatte di intensità e ripartenze, un ritmo insostenibile per noi, che abbiamo pagato dazio con 23 perse.
Abbiamo provato una zona 3-2 ma non c'erano tatticismi che potessero colmare il dislivello.
Chiaramente con l'alzarsi dell'asticella alcune nostre giocatrici hanno mostrato i loro limiti, ma a dire il vero pure le Villa sono state neutralizzate (o meglio, fortemente limitate: 13 punti Matilde con 4/12 e solo 3 rimba.+2 ass.; Eleonora 7 punti con 3/7) senza troppi patemi da parte delle iberiche, certo anche perché la difesa ispanica sapeva di potersi concentrare su di loro senza pagare troppo dazio con le altre. Apprezzabile Zanardi (19 con 4/7 da 2 e 3/5 da 3), discreta Osazuwa (8 + 7 rimba.) anche se in difficoltà contro il dinamismo delle lunghe spagnole. Però senza dubbio si è confermata la migliore del nostro tentennante reparto-lunghe.

- A contenderci il bronzo sarà la Germania, battuta 64-55 da una Francia che dopo lo spavento con la Turchia è partita male ma poi ha sotterrato le teutoniche con un 44-19 nei due quarti centrali. Complessivamente abbiamo più talento delle tedesche, le quali però sono massicce, dure. Vedremo.