- Davide batte Golia. Almeno sul piano delle dimensioni fisiche, perché su quello tecnico è parso un risultato ineccepibile. L'Australia trionfa sulla Cina nella finale dell'Asia Cup U18 a Shenzhen, evento su cui s'erano accesi i riflettori mondiali per via della presenza della ciclopica Zhang Ziyu, i cui video delle prestazioni dominanti nelle prime partite avevano girato il web.
Eravamo rimasti dopo la fase a gironi; in semifinale poi altro dominio per Zhang e la Cina, 79-61 sulla Corea, con lei a quota 34 punti con 17/25 al tiro e 16 rimbalzi. Per l'Australia invece una vittoria di misura sul Giappone, 68-63. Lecito considerare la Cina favorita.
- Invece fin dall'inizio l'Australia ha menato le danze, imponendo un ritmo veloce e dinamico che non ha consentito alle cinesi di sfruttare l'effetto-Zhang Ziyu fino in fondo. Eccellente interprete di questa tattica è stata l'ala Saffron Shiels, 2006, circa 1.90 di tecnica e atletismo, che ha più volte uccellato la mastodonte battendola di destrezza, approfittando di una certa lentezza nel posizionarsi da parte della ciclopica, che così spesso è arrivata in ritardo nel tentativo di stoppare. Brava anche dalla media distanza, Shiels, elemento da tenere d'occhio per il futuro. Non solo lei, ma tutta l'Australia era "sul pezzo", mentre una Cina legnosa e compassata tardava a trovare alternative allo strapotere di Zhang che all'inizio non si concretizzava.
Così, dopo un 1° quarto comandato di misura (22-19), l'Australia scappava via nel secondo (46-32 al 17'). Ecco però Zhang entrare decisamente in partita con 10 punti di fila (46-42) prima che le cangure riguadagnino un 49-42 all'intervallo.
- Zhang Ziyu continua a imperversare a inizio ripresa. Davvero inarrestabile in questo frangente, realizza altri 9 punti di fila e poco dopo il canestro del primo vantaggio cinese, per la delizia del pubblico di casa (53-55 al 25'). La Cina arriva ad avere 5 punti di margine, ma lì il vento gira di nuovo e con un 12-2 nel finale di 3° periodo l'Australia si rilancia al comando (68-63).
Non cambiano più i ruoli fra lepre e inseguitore, nonostante gli sforzi di Zhang che segna altri 6 punti di fila (72-69 al 32'). Le marsupiali sono puntualissime nel trovare ogni volta i canestri che ricacciano indietro le asiatiche. Tiro da fuori ed entrate ficcanti, di cui una della solita Shiels per il +9 (85-76) a 3'30" dalla fine. E' il virtuale colpo del k.o., e poco prima la panchina cinese ha levato Zhang Ziyu per tentare un disperato recupero con più dinamismo. Il risultato è invece il contrario, e cioè l'Australia dilaga con un 11-0 finale che rende sin troppo severo lo scarto (96-79).
- Per le trionfanti, oltre ai 31 punti di Shiels (12/14 dal campo) si hanno 23 punti di Bobogie, una guardiola finora non troppo in evidenza; per la Cina troppo sola Zhang Ziyu, 42 punti con 18/36 al tiro, ovvero ben più errori del solito, 6/12 ai liberi e 14 rimbalzi in 27'.
Ecco gli highlight della finale: vedi.
- Zhang viene comunque eletta mvp e in effetti come si poteva negarglielo, visti i numeri? Però l'Australia ha fatto emergere anche il tallone d'Achille non tanto di lei individualmente, ma di una squadra con lei in mezzo, sia in attacco che in difesa. Auguriamoci comunque che la ragazzona non abbia problemi fisici connessi con la mole, perché è una che merita di diventare protagonista anche a livello senior e non solo un fenomeno da far girare sui social per come domina in mezzo alle bimbe.
Nella foto: il quintetto ideale dell'Asia Cup.
Nessun commento:
Posta un commento