- Giappone-Italia (semif. 5°/8°): perdiamo un'occasione di nobilitare la nostra spedizione, contro una squadra che finora aveva fatto una miglior impressione di noi ma che nell'occasione è parsa battibile. Anche per merito nostro; però non abbiamo saputo fare i coperchi insieme alle pentole. Perdiamo 66-60 dopo un'esasperante rimonta mai completata nell'ultimo quarto, sempre ad avvicinarci salvo venire respinti.
Finisce per essere una sfida a chi spara meglio da 3, oltre 30 tentativi per parte, e questo non poteva che favorire le nipponiche, che infatti fanno 13/34 contro il nostro 7/32. E guardando invece al nostro 47% da 2, contro la classica leggerezza fisiologica delle figlie del Sol Levante, è inevitabile il rimpianto di non aver cavalcato di più il gioco interno, dove Hassan ha fatto il vuoto con 22 punti (10/20 dal campo) + 13 rimba, e D'Este ha fatto il suo (8 con 4/4 + 10 rimba.) Un po' troppo cocciute invece Giacchetti (11 con 4/12) e Baldassarre (9 con 2/13), e in generale le esterne. Ma va riconosciuto che il Giappone, sapendo di avere quella tara della fragilità in area, è maestro nel sopperire, non rendendo così semplice perforarlo da sotto come potrebbe sembrare.- Italia-Finlandia (finale 7°/8°). Chiusura positiva. Battiamo la Finlandia, tutt'altro che scarsa (ci fu rivale nella finale 3° posto all'Euro U16 dello scorso anno), e lo facciamo con autorità, un 40-26 nei primi 2 quarti che ci consente di gestire il margine contro la rimonta finnica nel secondo tempo, senza eccessivi patemi (73-64).
Partita su ritmi martellanti, in cui riusciamo a tirare addirittura 80 volte grazie ai 23 rimbalzi offensivi, per cui pur non brillando per precisione siamo più che discretamente produttivi. L'emblema è D'Este che fa 3/15 dal campo ma rastrella 16 rimbalzi di cui 8 in attacco, e aggiunge un 7/8 ai liberi per toccare i 13 punti. Anche Giacchetti più di quantità che di precisione (15 punti, 5/15 dal campo ma 10 assist). Stavolta un po' in ombra Hassan (8 punti con 4/9), prove interessanti dalla panca per Torresani (11) e Bernasconi (9).
- Finiamo dunque settimi, con 5 vinte-2 perse, confermando il 3° posto dello scorso anno fra le europee (dietro cioè alle sole Spagna e Francia, così come si conferma la Finlandia dietro di noi). Va considerato un risultato onesto, che non possiamo considerare impresa vera e propria per via del livello non stratosferico delle prime 4 avversarie battute, però nemmeno deludente.
- Statistiche individuali e valutazioni spicciole: Hassan chiude con 14,3 punti di media (unica in doppia cifra delle nostre) e 7,4 rimbalzi col 50% dal campo: tutto questo in un Mondiale e 2 anni sotto il limite di categoria. Tanta robba, direbbero dalle sue parti. Potevamo sperare di più dalle nostre due punte nel settore esterne, Giacchetti e Baldassarre, entrambe zavorrate da percentuali bassissime (23% dal campo l'una, 27% l'altra) e quindi non oltre i 7 punti di media la prima e 8,6 la seconda. Torresani una sorpresa positiva per l'utilità e la duttilità (8,3 punti + 5,4 rimbalzi), mentre D'Este ha i suoi limiti ma ha portato giù 9,7 rimbalzi oltre a 7 punti, in meno di 18' di media: è stata un fattore. Ostoni ha avuto quell'esplosione da 21 punti contro il Messico, poi però è andata in calando di spazio e di incisività. Forse più ombre che luci dalle altre 3 che hanno avuto un minutaggio tale da poter essere valutate, Gorini-Cerè-M. Zanetti, mentre Cavazzuti, Volpato e Bernasconi non sono valutabili appieno, stante l'impiego marginale.
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