- Premesse: la spedizione in Messico (sede principale la località in altura di Leòn) è in stretta continuità con l'Euro U16 dello scorso anno, che ci regalò un inatteso bronzo (col rimpianto di un'impresa sfumata all'overtime in semifinale contro la Francia) e appunto il biglietto per questi Mondiali. La squadra - sempre agli ordini di Lucchesi - è quasi la stessa, tranne Bernasconi (da Costa) e la parmense Cavazzuti al posto di Mosconi e Minora. Abbiamo almeno 3 punti di riferimento chiari: Giacchetti e Baldassarre sul perimetro, Hassan (seppur 2 anni più giovane) più vicino a canestro. Non ci mancano statura e fisicità, anche se D'Este è filiforme (ma 1.92 vale oro per noi), più robuste Cerè, Torresani e M.Zanetti, listata a 1.89 e anche questo non è male. Fra le altre, Ostoni può essere il grimaldello dalla lunga distanza (se ha ancora la mano d'oro che ha sciorinato in finale scudetto U17), Gorini un buon contorno per Giacc&Bald.
La sorte ci ha dato una mano, collocandoci nel girone delle padrone di casa, il che significa avere la testa di serie n°1 più malleabile di tutte; evitiamo le varie Usa, Spagna, Francia, Australia, Cina, Giappone... Meglio di così era impossibile, ma va sfruttato con un 3 su 3 nella prima fase per avere almeno un ottavo abbordabile.- Italia-Nuova Zelanda (1^ fase): l'esordio è sempre un'incognita e le neozelandesi non sono affatto materassi; ci stava quindi di soffrire ma, con un bel break tra fine 3° e inizio 4°, scappiamo via e controlliamo il finale (71-63). Clamoroso debutto di Hassan sulla scena iridata: 27 punti (10/22 da 2, 2/3 da 3) + 15 rimbalzi, oltre a un più 21 di plus/minus che, in questo caso, fotografa bene la realtà. Distribuite le altre marcature, da segnalare il 3/4 da 3 di Ostoni.
- Italia-Mali (1^ fase): partita che per un po' è... normale e anche ben giocata dalle nostre, poi deraglia in una corrida senza senso. Il Mali aveva fatto buona impressione nelle sue recenti apparizioni mondiali; non con questo gruppo, che dapprima demoliamo sul piano tecnico con un 22-2 nel 2° quarto, dopodiché si lancia in una "caccia all'uomo" (o meglio alla donna), che sarebbero le nostre malcapitate, forse per eccessivo zelo nell'interpretare la probabile esortazione a darci dentro con intensità per recuperare lo svantaggio. A quel punto l'unico scopo nostro diventa non farsi male. La partita comunque è già in saccoccia e chiudiamo 85-51. Facciamo addirittura 34/44 ai liberi. Baldassarre 19 con 11/12 dalla linea, 6/6 per Hassan che fa 16 punti.
- Italia-Messico (1^ fase): si erano già viste più anime del solito in tribuna nei giorni scorsi: era prevedibile che contro le padrone di casa trovassimo tribune ben popolate. E in qualche modo ci credono, nonostante la modestia della loro squadra; per 2 quarti abbondanti siamo sì al comando ma non in modo risolutivo (bene Cavazzuti e Gorini nel breakkino prima dell'intervallo dopo aver sofferto in attacco). Provvediamo però nel finale del terzo, poi dilaghiamo fino a 70-41. Ostoni si scatena con 21 punti (5/9 da 3), D'Este 13 (con 5/5 + 10 rimba), Torresani 12, mentre resta stranamente a secco Hassan (0/6).
- Italia-Argentina (ottavi): obiettivo centrato, grazie al 1° posto nel girone troviamo un accoppiamento morbido (mentre altre si scannano in ottavi di ferro) e lo sfruttiamo. Non è una passeggiata, va detto; dopo un inizio abbastanza tamburellante (21-18 per loro nel 1°), la partita si fa farraginosa, con attacchi che soffrono. Ci mettiamo a zona e l'Argentina ci grazia con erroracci nel 2° quarto; prendiamo il comando e non lo molleremo più. Hassan prima dell'intervallo cava un paio di falli su tiro da fuori; alla pausa è già a 10 punti + 8 rimba. Siamo 36-30 al 20'. Nella ripresa allunghiamo in progressione, giocando non divinamente ma con discreta padronanza; 67-49 il finale. Hassan si ferma a quei 10 della prima metà (+12 rimba), abbiamo 11 da D'Este, 10 da Torresani, 9 Baldassarre, 8 Gorini. Insomma ok il collettivo.
- Negli altri ottavi da notare il rischio tremendo della Francia contro la Croazia (sembra un vizio per le gallette, avere almeno una partita in cui sembrano quasi assenti contro un'avversaria inferiore, seppure la Croazia della sontuosa Vukosa (rima) sia tutt'altro che malleabile. Alla fine la Francia se la cava 63-59, da 56-59 (due canestri in avvicinamento e una tripla finale dopo uno 0/2 ai liberi per le croate). Quindi troviamo la Francia nei quarti. Se si dovesse guardare solo a questo risultato, sembrerebbe giocabile, così come lo fu lo scorso anno in semifinale U16, ma il pronostico resta a sfavore nostro e non di poco.
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