martedì 23 luglio 2024

L'epoca d'oro del basket femminile non è mai esistita

Un'epoca d'oro del basket femminile italiano non è mai esistita. Se uno la favoleggia, o non si ricorda o sta imbrogliando per tirare acqua al mulino del disfattismo.

Più volte in passato ho citato pezzi da Superbasket dell'epoca oggi considerata quella dei "bei tempi" (cioè tra fine anni '70 e metà anni '90), in cui si leggevano le stesse lagne, gli stessi piagnistei, gli stessi "siamo alla frutta", "siamo alle cozze", "siamo morti".
Però, per essere obiettivi, quel periodo era migliore di adesso almeno per due motivi fondamentali: 1) c'erano più tesserate; 2) il nostro campionato era il migliore d'Europa, potremmo anche dire del mondo, visto che non c'era un campionato "pro" americano.

Tu dici: non consideriamo i club. Però comunque erano una colonna del movimento, anzi la colonna più forte. Dominavamo le coppe, c'era un po' più pubblico di adesso (non le folle oceaniche, sia chiaro), c'era meno precarietà in termini di fallimenti e scomparse (anche se capitavano pure allora).

La nazionale era spesso deludente anche a quei tempi. Soprattutto negli anni '80, quando pure avevamo fior di giocatrici (e persino una batteria di lunghe di cui ora non si vede l'ombra). Nella seconda metà degli anni '70 e nella prima metà degli anni '90, però, abbiamo avuto un periodo di risultati non trionfali ma comunque tali che adesso ci metteremmo la firma e la rifirma.
Abbiamo però anche avuto, nel decennio 2001-2011, un periodo peggiore di quello attuale, eppure c'erano giocatrici che adesso rimpiangiamo (e non dico a torto, perchè avercele, una Macchi, una Masciadri, una Ballardini, una Zara, anche una cristona come Dacic se solo avesse avuto la testa giusta).

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