lunedì 29 luglio 2024

Perché ribadire il no al catastrofismo (2)

Un conto è dire "non dobbiamo accontentarci di essere mediocri, dobbiamo puntare al massimo, confrontarci non con gli scarsi ma con i migliori". Questo è un ideale legittimo.


Un conto è dire "dobbiamo vedere tutto nero perché altrimenti non ci sarà mai l'impulso a cambiare". Questa è una rappresentazione falsa ed è pura retorica, l'idea che un cambiamento parta solo dal sentirsi messi male o anche malissimo.

Dovremmo buttare via il bambino con l'acqua sporca (cioè anche quanto di buono è stato fatto) perché altrimenti si disturba la rappresentazione catastrofica che sarebbe funzionale a innescare il cambiamento?
Io questo lo trovo sia ingiusto nei confronti di chi ha fatto bene determinate cose, sia inutile perché, contrariamente a questa diffusa idea che "quelli del femminile" passino il tempo a raccontarsi quanto sono bravi e belli (forse lo fanno i capi assoluti di Fip e Lega, ma come ho già detto altre volte, se uno dice che fa schifo ciò che dirige lui stesso, è completamente impazzito; ma un movimento intero deve essere identificato con i suoi pochi capoccia? Io continuo a sostenere di no), c'è un clima di pessimismo permanente, d'insoddisfazione cronica, un complesso d'inferiorità inguaribile sia nei confronti del basket maschile che della pallavolo femminile, eccetera. Se tutto questo servisse a innescare una reazione positiva, si sarebbero già visti i frutti da un bel pezzo, invece non ha mai portato a nulla.

Chi ha ottenuto frutti è chi non sta lì a piangersi addosso e a dirsi in continuazione quanto facciamo schifo, ma si mette all'opera senza bisogno di valutare ogni 5 minuti se siamo bravi o scarsi, se siamo meglio o peggio di questo o di quello.
Del resto la pallavolo (visto che viene sempre citata come modello positivo) non ha certo cominciato piangendo su quanto fosse inferiore al basket. Ha fatto le sue cose trasmettendo all'esterno, bisogna dire, un orgoglio di appartenenza che non dipendeva dall'essere piccoli o grandi, bravi o scarsi.

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