venerdì 30 agosto 2024

Wnba: dopo il break olimpico, Clark si è ripresa la scena (e Reese anche)

- Esaurito il mese di break olimpico, in cui gli Usa hanno evitato per un soffio il terremoto storico, già da un paio di settimane è ripresa l'Associazione nazionale pallacanestro donne, al secolo Wnba. Quest'anno la regular è stata allungata a 40 partite, adesso si è intorno alla boa delle 30, quindi manca ancora un po' ma si è entrati nella stretta decisiva per i piazzamenti-playoff.

Ma che New York sia in testa, seguita da Minnesota della nostra Zanda (la quale viaggia a 4,6 punti di media in 12,5 minuti), sembra importare relativamente, così come la stagione mostruosa di A'ja Wilson (prima nei punti con 27,1 di media, seconda nei rimbalzi con 11,7, prima nelle stoppate con 2,7).

- Si era andati alla sosta in piena Clark-mania, dato che dopo l'inizio altalenante la rookie più amata d'America era decisamente decollata, tanto da alimentare ulteriori polemiche per la sua esclusione dalla Nazionale), e la spina si è riattaccata immediatamente. Del resto la prodigiosa ne ha fornito abbondante materiale: 29 punti e 10 assist alla prima partita dopo il break, poi 23+9, 23+8, 19+7, 19-5. E la sua Indiana ne ha vinte 4 su 5, veleggiando ormai intorno al 50% di bilancio, dopo l'inizio di stagione nei bassifondi (al momento è settima, quindi in zona-playoff).
Non solo, ma la Caitlin d'America ha ripreso l'abitudine che aveva al college, ovvero quella di frantumare records: in questi giorni ha prima superato il record di Ticha Penicheiro per assist totali nella stagione da rookie, poi quello del maggior numero di triple per una matricola.
Non solo (bis), ma è addirittura prima assoluta nella classifica degli assist con 8,1 di media, cui abbina 18 punti; non esaltante il 41% dal campo, né le 5,5 palle perse, ma qualche sbavatura si potrà pur perdonargliela.
Inoltre è uscita una statistica davvero roboante, secondo cui la distanza media delle triple di Clark è superiore a quella di tre dei massimi specialisti maschi, ovvero Curry, Lillard e Trae Young.
Quasi inutile aggiungere (ma lo facciamo lo stesso) che l'audience della sua prima partita trasmessa in tv nazionale dopo la sosta ha superato i 2 milioni, che certo non è l'oceano dei 18 milioni per le finali Ncaa, ma rispetto alle medie Wnba fino allo scorso anno...

- Parafrasando Gesù Cristo, però, non di sola Clark vive il boom. Anche la sua controparte Angel Reese, l'idola della fazione pro-blacks così come Clark lo è della fazione pro-whites (almeno così nelle esigenze di copione social), sta facendo onde, sia in termini d'interesse sia di rendimento. E' una giocatrice atipica (più di quanto lo sia Clark, che tipica non è), non esattamente una raffinata poetessa del canestro (ha il 38% dal campo pur tirando in gran parte da distanza ravvicinata), ma ha una combattività clamorosa, che traduce soprattutto nei rimbalzi in attacco; non di rado sbaglia, prende il rimbalzo, sbaglia, riprende, sbaglia, riprende, segna o subisce fallo. C'è chi ironizza sul fatto che rimpolpi le cifre campando sui suoi stessi errori, ma non è che le avversarie la lascino fare perché si divertono a vederla sbattersi tanto. Reese è prima assoluta nei rimbalzi con 12,9 a fronte di 13,3 punti.
In sostanza abbiamo una rookie prima negli assist e una nei rimbalzi: due delle categorie più difficili da capeggiare per una matricola. Potevano essere tre se Cameron Brink, che stava stoppando mezzo mondo, non si fosse rotta un ginocchio. Per dire che queste rookies-sensazione sono arrosto, non fumo.

- E adesso cosa c'è in arrivo, nella nostra notte fra venerdì e sabato? Indiana-Chicago, ovvero Clark contro Reese, oltretutto delicata per la corsa ai playoff (Chicago è ottava, subito dietro a Indiana). Pare che i biglietti abbiano un costo medio di 330 dollari. Ho dato adesso un'occhiata per curiosità qui (il link indicato per il ticketing ufficiale) e sembra che ce ne siano ancora per la piccionaia a 150 dollari circa. Finché dura, è esaltante (almeno rispetto ai chiari di luna abituali).



lunedì 26 agosto 2024

Euro U16 - finali & bilancio: miracolo Finlandia, il nostro 4° posto. Hassan nel "best 5"

Spagna-Italia (fin. 3° posto): "difficile combattere nella certezza di perdere", è una citazione che mi viene spesso in mente in queste situazioni di squilibrio troppo marcato perché il cosiddetto "cuore" possa bastare. In realtà almeno a tratti combattiamo sì, però il divario di dinamismo, efficacia, e in definitiva pure tecnica, è netto fin dall'inizio (26-11 al 10'). Apprezzabile il 2° quarto, in cui da meno 19 produciamo un 6-0 con Zanetti, Olandi e Appetiti, ma è come un colpo di pistola ad acqua contro un plotone di mitragliatrici. Riallungano sul 42-24 al 20', poi 60-37 al 30', infine l'ultimo periodo è uno strazio, 20-1, anche se giustamente la nostra panchina preferisce dare spazio a tutte e 12 piuttosto che raffazzonare un punteggio più decoroso con le titolari. Dunque incassiamo un 80-38 che, nell'immediato, ci fa uscire dall'evento con un inevitabile gusto amaro. Olandi 13 punti, Zanetti 9, Hassan solo 7 con 2/9.


Finlandia-Francia (fin 1° posto): my gosh, my gosh! Do you believe in miracles? Serve l'inglese perché l'italiano non basta. Finlandia campione d'Europa per la prima volta nella sua storia. Svanisce il tris d'ori per la Francia, proprio quello che sembrava più in tasca dopo aver fatto fuori la Spagna.
In un certo senso alla Finlandia riesce la stessa cosa che, alla Francia senior, stava riuscendo contro gli Usa nella finale olimpica. E cioè azzerare il netto gap potenziale con una partita di applicazione feroce, "sporcando" tutto lo sporcabile (sia detto in senso apprezzativo), perché se si giocasse una partita esteticamente bella e pulita, sarebbe un massacro. Le finniche dunque, aiutate dalla loro fisicità tutt'altro che modesta, difendono ventre a terra per tutti i 40 minuti, sia in area che sul perimetro. E in attacco, pur senza individualità di spicco, eseguono con grande puntualità, il che non vuol dire che segnano spesso, ma che i loro tiri hanno quasi sempre senso.
Per contro la Francia interpreta male la partita. C'è sempre una complicità di Golia, ovvio, se il pur valoroso Davide lo abbatte. Sottovalutazione dopo aver battuto la Spagna e sentendosi l'oro in tasca? Possibile. Di sicuro le francesi si sono ritrovate, minuto dopo minuto, ad accorgersi che "ehi, ma qui c'è da soffrire sul serio", e forse non lo avevano messo in conto. Sono ragazze di 16 anni, qualcuna ancora 15.
Quello che sorprende, però, è che la panchina (in cui spiccava pure la nostra beneamata Isabelle Yacoubou nel ruolo di assistente) non sia riuscita a convincere le sue pargole che, invece di spadellare malamente da 3 (2/20, esatta replica della semifinale), quando davano la palla dentro, soprattutto alla brava Otto, il modo di scardinare il bunker finnico si trovava non dico facilmente, ma almeno con più frequenza. Possibile che ci riuscissimo noi con Zanetti (e non solo) mentre la Francia con tutto quel po' po' di materiale no? :woot:
Pessima prestazione di Broliron, la loro "Matilde Villa dei poveri", diciamo così, nel senso che per personalità, doti di palleggio, inventiva in attacco e taglia minuta, ricorda un po' l'attuale reyerina quando aveva 15 anni e mezzo pure lei (Broliron, casualmente, è anch'essa di dicembre, ma 2008). Solo che la brianzola non ce la ricordiamo mai così dissennata com'è stata Broliron in questa finale. Si è incaponita in un tiro da 3 e dalla media che non entrava praticamente mai, chiudendo con 9 punti e 4/21 dal campo, coinvolgendo solo di rado le compagne. Le quali, va detto ad attenuante della suddetta rea, spesso le hanno ricacciato la boccia per inopinata paralisi decisionale; qualcuna era addirittura fuori controllo motorio per eccesso di tensione (presumiamo), ad esempio la n° 10 Courbot.
Ma certo è ingiusto additare colpevoli singole. E' riemersa, mettiamola così, la pecca storica del basket francese (vista anche in finale olimpica), e cioè che l'arte pura di fare canestro non è nelle loro priorità. Per cui, se trovano una squadra che gli blocca il "piano A" (e pure il B), manca quell'inventiva fuori copione che ti salva in quei casi. E' così che in passato hanno gettato ori e collezionato argenti che, come questo, non puoi certo buttare via ma nemmeno essere soddisfatto se sei la squadra più forte.

Per farla breve con la cronaca: la Finlandia, prendendo sempre più fiducia, va all'intervallo sul 32-25 in suo favore. Già shock così, ma si pensa: "ok, brave ma adesso la Francia reagisce e ne fa polpette". Non avviene mai. Anzi, le finniche nel 3° quarto volano a +12 (45-33), colpendo da 3 una zona che, come la nostra, non produce frutti contro la loro puntuale circolazione.
Toccato il fondo, la Francia si scuote con uno 0-8 per chiudere la penultima frazione (45-41). Ora la difesa francese a sua volta non fa passare più nulla, la Finlandia segnerà 4 punti negli ultimi 15'.
Eppure neanche questo è sufficiente. La Francia torna a impallarsi in attacco, certo con grandi meriti della Finlandia che dimostra una forza mentale (e resistenza fisica) da standing ovation, però è clamoroso come le super-favorite sbaglino letteralmente tutto. Da 48-44 al 32' non si muove foglia, salvo 1 punto finnico, sino a 1'30" dalla sirena. Lì Broliron ha un momento di lucidità e serve un assist per Otto (vivaddio) che deposita, 49-46. Ma dura poco perché nell'azione successiva, dopo l'ennesimo recupero francese, Broliron si fa murare in area e perde palla.
Manca meno di un minuto. La Finlandia prende una tripla allo scadere dei 24", che sbaglia. La Francia trova fallo con la già citata Courbot, che stavolta è brava a mettere almeno un libero (49-47 a -30"). Sfortunata la Finlandia nell'entrata che poteva chiudere i conti, ma prende il rimbalzo e fa scorrere tempo d'oro, poi commette infrazione di 14" ma ce ne sono ormai solo 11" sul cronometro.
Timeout Francia. L'idea partorita, apparentemente e banalmente, è palla a Broliron che ci pensa lei. In effetti avevamo fatto così anche noi contro la Francia in U20 lo scorso anno, palla a M. Villa e levarsi di mezzo, solo che la nostra veniva da una prestazione maiuscola, Broliron no. E infatti si lancia in entrata sul lato destro, appoggia a tabella sulla chiusura finnica, ma sbaglia. 49-47 punteggio finale, Finlandia oro.

- Mvp, seppur perdente, viene premiata la francese Otto. Soddisfazione per noi con Hassan, riconoscimento prevedibile, e nel complesso meritato, per quei lampi di classe (e non solo lampi) che ha prodotto, con il top contro il Belgio, la nostra vittoria più importante. Aveva qui un ruolo diverso da quello finora interpretato in azzurro, e cioè di "giovane diamante" con licenza di stupire in mezzo a compagne più esperte; stavolta pur essendo ancora sotto il limite di categoria era il chiaro riferimento numero 1. In qualche modo ha fatto le pentole ma forse non del tutto i coperchi, in rapporto al suo potenziale che è davvero notevole. Questo pur senza dimenticare che era al secondo evento dell'estate dopo il Mundial U17.
La buona notizia? Be', che è forse la prima volta che una nostra rappresentante è la più alta nel quintetto ideale. Se Otto è listata 1.88, ci sta almeno un 1.90 vero per Hassan. Salvo smentita di chi l'ha misurata dappresso.. :D

La più grande sorpresa giovanile di sempre, questo trionfo finnico? Well, servirebbe un lungo scavo negli archivi. Dell'epoca recente sì. Fa piacere la crepa nel duopolio Francia-Spagna che sembrava inattaccabile più che mai, quest'anno (nel 2023 c'era stato l'oro U18 della Slovenia di Sivka). La Finlandia sarà il nuovo Belgio? Glielo auguriamo, di sicuro hanno almeno 2 annate ('07-08) molto competitive. Però, francamente, una Meesseman non s'intravede, e forse nemmeno un'Allemand o una Vanloo.

- Il risultato della finalissima cambia il giudizio sull'Italia? Un po' sì, perché a ben guardare abbiamo quasi fatto meglio noi contro la Finlandia rispetto alla Francia, la quale ha sì perso di 2 mentre noi di 9, ma noi siamo stati avanti per più tempo e, in qualche modo, sofferto di meno la difesa finnica rispetto al nostro standard. Non credo che al posto della Finlandia saremmo riusciti a mettere in crisi la Francia. Anche se il precedente della semifinale 2023, in cui ci davano per asfaltati e invece quasi vincemmo, autorizza a pensarla diversamente. Ma ormai è solo fantabasket. La realtà è che l'estate 2024 è finita e non abbiamo preso, per poco, la seconda medaglia.
E' un 4° posto che, oggettivamente, è meglio di quanto ci aspettassimo alla vigilia; e ottenuto con mezza squadra 2009, ricordiamo ancora. Non si può non ricordare anche l'aiuto della sorte nella prima fase. Però ce lo siamo meritato con un'identità difensiva solida (prime 4 partite, sempre meno di 50 punti subiti, togliendo l'overtime con la Germania) e un collettivo capace di coprire, col suo valore aggiunto, le lacune individuali.
Se parliamo di singole, quante di questa nidiata hanno un potenziale da serie A, a parte ovviamente Hassan e diremmo almeno Zanetti? Non lo direi a botta sicura come lo si poteva dire di certe nostre recenti squadre medagliate. Ma c'è un discorso da fare, che sembra dimenticato: queste ragazze sono la "generazione Covid", cioè si sono fermate (o quasi) per due anni nell'epoca in cui uscivano dal minibasket e iniziavano il basket vero. Quante volte dicevamo, allora, che era un disastro, che ne avrebbero pagato le conseguenze per sempre? Allora non possiamo ora far finta che il loro percorso di crescita sia stato come quello di chi è venuto prima. Naturalmente vale lo stesso per il resto d'Europa (tranne forse Francia e Spagna) ed ecco perché il livello generale può essere in ribasso.

Nel complesso, ovvio dirlo, siamo scesi rispetto agli anni dorati di prima del Covid. Ma non siamo crollati. E' probabilmente più normale così che prima, seppure la sparizione di Russia e Bielorussia ci dia un aiutino in termini di posizioni. Escono ora le 2004, la nostra annata migliore tra quelle giovanili attuali, ma per fortuna le 2009 sembrano competitive.
Peraltro nemmeno 3 ori in un'estate risolverebbero il nostro eterno grattacapo, e cioè di come tradurre i successi junior in successi senior. Per cui può anche non cambiare nulla, in quest'ottica, se invece di due medaglie all'anno ne vinciamo una, o persino nessuna.
La ricreazione delle nazionali giovanili 2024 è finita, ci resta davanti un'annata senior con seri problemi da risolvere (soprattutto in A1) e un'annata giovanile in cui dovremo verificare la tenuta delle tesserate. Come sempre, del resto.


Euro U16 - semifinali: il grande sogno con la Finlandia si spegne negli ultimi 5'

- Italia-Finlandia (semif.): peccato. Ci crediamo a lungo, quasi fino alla fine, ma cediamo negli ultimi 5 minuti dopo aver dato, a tratti, la sensazione di avere qualcosa in più. Ma nel momento in cui c'era da vincerla, lo hanno fatto loro, e in modo relativamente nitido, cioè non per episodi. Può sembrare strano considerare superiore a noi una squadra della Finlandia, però queste tipe sono solide come il marmo, anche se non incantano con un gioco alla spuma ad alto punteggio, perché il talento è relativo. Non hanno, per dire, una Hassan, cioè un'individualità che spicca a colpo d'occhio (al di là del rendimento effettivo). Ma eseguono molto bene e sono ossi durissimi in difesa.

Che la Finlandia stia emergendo lo abbiamo scoperto già lo scorso anno, quando battemmo proprio lei nella finale 3° posto, anche se c'era solo una 2008 che abbiamo ritrovato adesso (Gardziella); le 2007 le abbiamo sconfitte pure nella finale 7° posto al Mondiale U17 di quest'estate. Stavolta festeggiano loro. E del resto, considerando che la Finlandia è, a oggi, imbattuta (anche se al 99% perderà contro la Francia in finale), e che ha quasi tutte 2008 rispetto al nostro gruppo per metà 2009, il risultato ci sta tutto. Anche se, anche se... quando arrivi così vicino ti resta il rimpianto di qualcosa che si poteva fare di diverso per cambiare l'esito. Di sicuro si dovevano perdere meno palloni: 31 (contro 19 loro), una zavorra fatale. Poi anche i rimbalzi in attacco: ce ne hanno presi 15 e lasciati solo 6, dopo che ne avevamo presi tanti in quasi tutte le partite. Entrambe le voci statistiche sono conseguenza di una maggiore intensità e fisicità finnica. Così non è bastato tirare meglio di loro: noi 18/47, loro 19/67: con 20 tentativi in più, saremmo dovuti essere vicini al 50% per vincere, ma contro quella difesa (e viste le nostre medie abituali...) era quasi impossibile.

Un po' di riassunto. Difensiva, tirata, spigolosa fin dall'inizio. La interpretiamo bene nel 1° quarto tenendo botta in difesa e andando a cercare punti vicino a canestro, da 0-4 a 8-4. Poi tocca a loro replicare, 8-10. Sudando e incassando stopponi, ma senza tirarci indietro, racimoliamo 4 punti per andare 12-10, poi loro pareggiano con un'accelerazione allo scadere (12-12).
Il 2° quarto è ancora più oscillante. Prima subiamo, 14-20, poi confezioniamo i nostri migliori 5 minuti del torneo (insieme a quelli iniziali contro la Croazia), con un parziale di 15-2 in cui spicca Olandi con 6 punti; a segno anche Diagne, Zanetti e Hassan che provvede anche a coronare il parzialone con una tripla. Lì sogniamo, non tanto per il vantaggio (solo +7 e manca una vita) ma perché sembriamo padroni del campo. Purtroppo la fiammata si esaurisce nel finale, ma con un canestro di Obaseki andiamo al riposo sul 31-27 (Zanetti 8+7 rimba e Hassan 7 punti).
Nel 3° periodo la battaglia diventa ancora più feroce. Canestri spremuti con sudori e fatiche mortali. Le nostre palle perse diventano ancora più fitte, un tormento. Continuiamo a tirare discretamente ma serve a poco, perché spesso non ci arriviamo, a tirare. Una tripla di tabella di Mosconi toglie il tappo e ci rimette avanti, 40-39, ma sarà il nostro ultimo vantaggio. Peraltro la difesa nostra regge, la Finlandia non è che abbia delle poetesse del canestro; e con un 2/3 di Mueller, da poco mandata dentro da Lucchesi, rappezziamo un meno 1 a fine quarto (44-45): tutto aperto.
Purtroppo l'ultimo quarto, quello della verità, si mette subito male. L'ennesima persa ci costa il contropiede del meno 4. Proviamo una zona ma ci puniscono con la tripla del meno 6 (46-52), pesante con un punteggio così basso e con la spia dell'attacco nostro in riserva.
In realtà abbiamo una reazione, 50-53 con 6'30" sul cronometro. Ma è il nostro canto del cigno. Becchiamo un'entrata in "reverse" che marca un nostro cedimento difensivo dopo tanta attenzione avuta durante la partita. Le palle perse toccano quota 30. Dal 50-57 a 5' dalla fine c'è uno stallo: la Finlandia si blocca, noi abbiamo una serie di occasioni per il meno 5 ma le sbagliamo tutte. Segnano il 50-59 e il punteggio si paralizza di nuovo per 2 minuti, poi viene ritoccato a babbo ormai morto: 52-61.
Zanetti, la migliore, chiude con 16 punti (5/7 al tiro) + 11 rimbalzi anche se 9 perse; Hassan 11 punti (5/14), e avremmo avuto bisogno di qualcosa di più da lei; Olandi con 8 e Mosconi con 7, se sommi vedi che il resto della squadra ha segnato poco o nulla. Per loro Helasuo 12 e Gardziella 10 in un sistema ultra-democratico.

- Finisce così il sogno di un argento che forse con ottimismo vedevamo raggiungibile al 50%.
Ora il tabellone favorevole si ritorce contro, perché se perdevamo in semi con Francia o Spagna, si poteva sperare in un "repeat" del 2023 battendo la Finlandia nella finalina. Così invece ci tocca la Spagna, battuta dalla Francia in una semi che tutti vedono come la finale anticipata (e i risultati finora lo autorizzano eccome): le francesi pur spadellando da 3 (2/20) sfruttano la supremazia interna e vanno a +10 all'intervallo, poi +18; gran rimonta spagnola fino a meno 4 nell'ultimo, ma altri 3 rimbalzi in attacco cavano le castagne dal fuoco per le gallette (65-57) che hanno la stelluccia Broliron a 12 (ma con 4/15), meglio le interne Otto e Cissoko, mentre per la Spagna 15 di Segura, 13 di Llompart e Okafor ma poco dalle altre. Nel complesso Francia superiore ed è la terza volta che battono le super-rivali su 3 Europei 2024 (mentre ai Mondiali han vinto le iberiche per il 3° posto).
Insomma aria di tris d'ori per la Francia.

Nella foto: Hassan braccata a vista dall'arcigna difesa finnica.


domenica 25 agosto 2024

Euro U16 - ottavi & quarti: dominio sulla Grecia e battaglia vinta col Belgio, siamo in semi

Italia-Grecia (ottavi): era difficile trovare un accoppiamento più morbido di questo; bene noi a chiudere subito la pratica (26-9 al 10', 43-19 al 20'; 81-43 alla fine), così poi c'è stato spazio per tutte, risparmiando energie alle più impiegate. Zanetti 14, Hassan 13, Obaseki 11.

Da notare che la Germania ha sudato varie camicie per piegare Israele (e domani perderà con la Spagna), a conferma del fatto che c'è andata decisamente bene...

- Italia-Belgio (quarti): bella vittoria con cui non sprechiamo l'occasione fornita dalla suerte. Il Belgio, terzo in un girone duro, aveva fatto fuori la Lettonia; pericolo pubblico la guardia Kibedi, 36 e 35 punti nelle due partite precedenti; noi la limitiamo a 11 con 3/18.
Ciò nonostante è una battaglia dura dall'inizio alla fine. Duello ad alto punteggio nel 1° quarto (21-20); buono sprazzo nostro a inizio 2° (+7) ma ci riprendono (34-34), poi Zuccon ci confeziona un +4 all'intervallo. Fiammata di Hassan al rientro dalla pausa: gioco da 4 punti + altra tripla, voliamo 45-34, poi margine stabile per tutto il 3° (55-45).
Ma c'è da soffrire ancora. Respingiamo una prima rimonta belga (55-50 ma 60-52 con Hassan a -4'30"), ma le fiammingo-vallone non mollano: 60-57 a -3'20". Segnano Diagne e Hassan (64-58) ma il Belgio insiste e resiste, 64-62 a -1'05". Ci cavano le castagne Olandi in entrata e un libero a testa di Diagne e Mosconi dopo buone difese nostre (68-62).
Hassan 23 punti (4/10 da 2, 2/3 da 3, 9/11 ai liberi) + 8 rimbalzi, la sua miglior prestazione in questo Europeo; Zanetti 10; tiriamo abbastanza bene (40%), il Belgio prende più rimbalzi offensivi ma noi perdiamo meno palloni.

- Siamo in semifinale; più di quanto sperassimo alla vigilia dell'Europeo; uguale a quanto sperassimo dopo la compilazione del tabellone ma non era facile superare questo Belgio.
Troviamo la Finlandia, imbattuta ma non schiacciasassi contro Polonia e Ungheria in ottavi e quarti (e col Belgio nel girone ha fatto meglio di noi ma non di tantissimo). Schiacciasassi che invece sono, come previsto, Spagna e Francia, con scarti imbarazzanti: nei quarti, Spagna 80-28 sulla Germania (che ci ha battuti), Francia 103-54 sulla Slovenia (che aveva battuto il Belgio). Il fossato tra le due punkabbestie e le altre sembra divenuto una voragine.

[* scritto in differita]

Euro U16 (Miskolc) - 1^ fase: la classifica avulsa regala il primato all'Italia

Premesse. Ci si presenta dopo una preparazione con contrattempi (Baldassarre, per guai fisici, l'assenza più rilevante, già top scorer all'Euro U16 dello scorso anno) e risultati così-così nelle amichevoli, servite però al Grande Impastatore (in senso apprezzativo) Lucchesi per scremare il gruppo delle "possibili", ovvero quelle da affiancare ai punti di riferimento sicuri.

Tre già presenti lo scorso anno: M.Zanetti, Mosconi e ovviamente Hassan, indicata dal sito Fiba tra le 10 protagoniste più attese nonostante sia 2009 (Zanetti e Hassan già all'opera nel Mondiale U17 quest'estate). Così come è del 2009 metà del gruppo: 6 su 12.
Si parte senza particolari aspettative, né con l'ottimismo pre-Euro U20 né col pessimismo (forse eccessivo) pre Euro-U18. L'unica cosa che si può dire (ma è una banalità) è che più tardi troviamo Spagna e Francia, meglio è. <_<

- Italia-Croazia. Partenza col piede giusto, anzi col miglior quarto (probabilmente) di tutta la nostra spedizione: 15-1 dopo 5', poi 19-4, poi 26-12 al 10'. Capitalizziamo questa fiammata iniziale, poi decisamente spenta nei due quarti centrali (6 e 11 punti) mantenendo un vantaggio tra il +8 e il +10, che però a inizio 4° periodo viene quasi annullato dalle croate (che non hanno la loro miglior 2008, Vukosa): 45-43 al 33'. Ripartiamo con un 6-0 di Zuccon-Mosconi-Olandi e una difesa tornata a far bene nel finale (58-49).
Zuccon 12 (6/9 al tiro) + 14 rimba, Hassan 12 (anche se 4/14) + 10 rimba, Mosconi 11, Zanetti 9; buona prova collettiva anche se più d'una è scentrata al tiro; compensiamo con la mostruosa cifra di 34 rimbalzi offensivi.

- Germania-Italia. Sconfitta al supplementare. Andamento oscillante, a basso punteggio, in cui nel 2° e 3° quarto inseguiamo; risaliamo da meno 11 a meno 1 nel terzo, poi l'ultimo è un testa-a-testa durissimo, canestri col contagocce, da 46-46 a 2' dalla fine si segna solo 1 punto per parte (noi l'ultimo con Hassan a -49"). Sull'ultimo possesso attaccano loro ma recuperiamo palla.
Nell'overtime le tedesche scappano a +6, dimezziamo lo scarto con Hassan e un libero di Appetiti, poi la stessa Appetiti recupera palla con un buon anticipo difensivo a -15" ma Hassan sbaglia la tripla del pari a una manciata di secondi (non un brutto tiro, un passo dietro l'arco dopo leggero "step back"): 55-52.
Hassan 14 punti con 6/20, Zanetti 9; più che il 37% al tiro paghiamo le 30 perse.
Forte rischio di finire secondi, sulla strada della Spagna nei quarti.

- Italia-Svezia. La sorte ci sorride. Facciamo la nostra parte battendo le svedesi senza patemi: 18-6 il 1° quarto, poi controllato stabilmente, 61-46 alla fine (Hassan 18 con 7/16 + 10 rimba, Mosconi 15, Obaseki 8), ma soprattutto ci va alla grande con l'altro risultato, ovvero la Croazia batte di 5 la Germania, scarto perfetto per regalarci il primo posto in classifica avulsa (noi +6, Germania -2, Croazia -4).
Cambia tutta la vita perché, invece di secondi contro un insidioso Israele e, come detto sopra, sulla strada del molosso Spagna nei quarti, ci si apre un corridoio d'oro: Grecia (scarsina) negli ottavi, poi contro la vincente di Belgio-Lettonia, e soprattutto né Spagna né Francia nella nostra metà di tabellone (ma meglio un passo per volta)...


[* scritto "in differita"]

lunedì 12 agosto 2024

Olimpiadi - finale 1° posto: stava per... ma non succede. Usa oro, +1 sulla Francia

- Francia-Usa (finale 1°p.). Mamma mia, cos'abbiamo visto. Anzi, cosa non abbiamo visto, per un'unghia: la sorpresa del secolo. Una sconfitta degli Usa nel basket donne, il loro cavallo di battaglia più sicuro fra gli sport di squadra (più ancora che il basket maschile), era talmente improbabile che i bookmakers offrivano la vittoria francese a 11, come dire San Marino contro di noi.

L'organizzazione dei Giochi giustamente ha dato al basket donne l'onore di chiudere le competizioni; e sarebbe stato da cinema, per le francesi, regalare al loro Paese l'oro più clamoroso come suggello finale delle loro Olimpiadi. Tutto in fumo, ed era surreale la scena a partita appena finita, con le francesi in lacrime irrefrenabili mentre le americane, per qualche attimo, sembravano quasi incredule di aver rischiato così grosso ed esultavano timidamente.

La spedizione americana, iniziata sotto una cattiva stella per la controversa esclusione di Caitlin Clark, e proseguita con la polemica tra Ionescu e i tifosi belgi, stava per finire col più inatteso dei patatrac (nessuna avvisaglia c'era stata nel dominio in semifinale contro l'Australia), che avrebbe scatenato il finimondo. Forse l'hanno pensato, coach Reeve (non apparsa in pieno controllo della situazione in finale) e le giocatrici, che tranquille non erano, commettendo errori mai visti da parte loro. Persino Stewart e Wilson, anche se quest'ultima poi si è sbloccata eccome.

Il piano della Francia, impaludare il gioco in una guerriglia difensiva e a basso ritmo (giocando a viso aperto sarebbe stato un suicidio, come successo all'Australia in semifinale; ma l'Australia sa giocare solo così), ha funzionato in modo clamoroso, azzerando il gap di talento fra le due squadre. Questo dal 2° quarto in avanti, dopo che il primo, finito 9-17, sembrava già l'anticamera di una galoppata Usa. Invece poi con un'intensità e uno sforzo collettivo pazzesco, la Francia non ha più concesso nulla di facile.

Da parte loro le francesi, già per natura discontinue in attacco, hanno pagato lo sforzo difensivo mancando (eufemismo) di lucidità e precisione in attacco. Il 25-25 all'intervallo, ottenuto con uno sblocco offensivo innescato da una tripla da 11 metri di Fauthoux sullo scadere dei 24", le galvanizzava legittimamente.
L'unica loro vera fiammata offensiva, all'inizio del 3° quarto (10-0 con due triple di Ayayi), le portava incredibilmente a +10 e a quel punto credo siano subentrate le vertigini da una parte e sicuramente c'è stata una scossa dall'altra, con qualche cambio finalmente azzeccato (Plum, Ionescu; non toccano invece il campo Loyd e Taurasi, mentre Griner misteriosamente fa la muffa in panca tutto il 2° tempo dopo aver avuto impatto immediato nel primo) e il già citato risveglio di Wilson: partita rimessa in piedi rapidamente.

Nel 4° periodo il metro arbitrale, che a lungo ha tollerato di tutto (zero liberi per la Francia fino al 23'), si è messo a elargire tiri liberi a raffica, ma più a favore delle americane; alla fine 34 per gli Usa contro 13 per la Francia.
L'ultimo vantaggio francese è a 5' dalla fine ma gli Usa non riescono a chiuderla pur avendone le occasioni. Spreca pure la Francia, tradita da Johannès, l'unica insieme a Williams ad essere in grado, potenzialmente, di segnare canestri di talento quando la pressione si fosse alzata al massimo. Williams lo fa, ma Johannès sbaglia quasi tutto (con quella faccia enigmatica, sempre uguale, come se fosse in una bolla personale) e così i conti non tornano per le francesi, sia pure per un'unghia.

Negli ultimi 2 minuti: Plum, che sembra ridere mentre batte due liberi cruciali, :blink: fa 2/2; risponde Williams con un arresto e tiro dalla media (59-60), Copper segna in entrata battendo Williams (rarissimo mancato aiuto difensivo francese), dopo un errore per parte Stewart stoppa Fauthoux a -20 secondi e sembra finita, ma Wilson fa 1/2, Johannès 2/2 (61-63), Plum di nuovo ridacchiando 2/2 (61-65), Williams mette un triplone a -5" (64-65), Copper fa 2/2, timeout esauriti, rimessa da fondo per Johannès che corre, lancia per Williams ma né lei né la compagna si rendono conto che la franco-americana è troppo avanti, sicché quando tira, e segna clamorosamente, è chiaro senza bisogno di replay che il tiro è solo da 2. Beffa atroce, finisce 66-67 per gli Usa.

Wilson 21 punti+13 rimba, Plum e Copper 12 (entrambe dalla panchina); Williams 19, unica in doppia cifra per le francesi, poi Ayayi e Johannès con 9. Percentuali al tiro: 34% Usa contro 32% Francia, eloquente sulle sofferenze di entrambi gli attacchi; le americane hanno aggiunto 19 palle perse ma hanno capitalizzato i 34 tiri liberi a favore contro 13; pari i rimbalzi offensivi a 19.

Ennesimo argento per il basket femminile francese dopo i 5 di fila agli Europei e l'altro olimpico nel 2012.

Le americane vincono l'ottavo oro di fila e fanno vincere il medagliere alla loro squadra olimpica: 40° oro al pari della Cina ma con più argenti. Le critiche, però, non mancheranno e sono meritate, almeno per la finale. La sensazione del comitato di selezione, che servisse convocare le migliori, senza regali a Clark (se era davvero un regalo portarla, per motivi di marketing e non tecnici; il dibattito è lecito) o ad altre rookies glamour, era corretta. Forse però, affidandosi a un conservatorismo eccessivo nelle scelte (cioè più veterane possibili), gli Usa hanno finito per portare qualche elemento un po' bollito (con rispetto parlando). Anche se, siamo onesti: in una partita in cui ha faticato una Stewart, possiamo ritenere probabile che Clark avrebbe risolto tutto a suon di triple da 9 metri e assistoni al bacio? Temo di no. Però forse, almeno per seminare qualcosa in vista del futuro, era meglio portare lei che una Taurasi malinconicamente "n.e." nella finale che le consegna il sesto oro personale.

L'unica cosa di cui si è sicuri è che la storia del basket è andata vicina a essere riscritta ma non è successo.
La grande domanda, in prospettiva, è se si è trattato di un'occasione più unica che rara oppure se è il segnale di un divario ristretto fra Usa e resto del mondo, come ormai è sicuro nel maschile. Impossibile rispondere ora.
Per il resto, nel complesso, questa edizione promuove l'Europa (anche se alla fine porta a casa solo una medaglia), ricaccia indietro l'Asia che era emersa alla grande negli ultimi anni (l'Asia vera e propria, perché l'Australia cestisticamente ormai è asiatica), applaude la Nigeria come bella realtà competitiva.

- I premi individuali: A'ja Wilson mvp del torneo. Con lei in quintetto ideale: Stewart, Meesseman, Alanna Smith e Gabby Williams. Direi lineare.

- Nota finale sul pubblico: la media a partita del torneo femminile è stata di 19.763 spettatori. Certo nel contesto di un'Olimpiade dove era pieno dappertutto, ma è una cifra straordinaria comunque.

- PS: aggiunta del 12/8 dopo l'uscita dei dati Auditel. La finale trasmessa da Rai2 nel pomeriggio ha totalizzato: prima parte 2.132.000 spettatori pari al 21.7%; seconda parte 1.778.000 spettatori pari al 19.4%. In extremis una fettina della famosa "visibilità per il basket femminile" (seppure non italiano) l'abbiamo raggiunta... :b:

Euro U18 - Finale: la Francia ormai sa vincere, batte di nuovo la Spagna

- Francia-Spagna (fin. 1° posto). Dopo aver fatto puré della concorrenza (95-27 in semifinale per la Francia su Israele, per dire), le solite superpotenze si sfidano nell'unica, per entrambe, partita vera del torneo. Meglio all'inizio la Spagna, che conduce di misura (max +6) con la coppia formata da Carrion sul perimetro e Fam (già in evidenza nell'Euro U20) sotto canestro. La Francia prende il comando dal 2° periodo grazie a una fisicità superiore che s'impone a rimbalzo offensivo e provoca palle perse frequenti alle iberiche. Si segna però poco e così le transalpine non vanno oltre un +7, ridotto a +4 all'intervallo (32-28).

Terzo quarto devastante da parte della Francia, che con una serie di folate di Cissé, Cleante e Angloma segna 30 punti e allunga a +16 al 30' (62-46).
Dal -18 la Spagna ha la forza di rialzarsi fino a meno 4, distacco ribadito anche a 2' dalla fine. Cruciale una tripla di Cleante, con personalità, mentre dall'altra parte Fam sbaglia un rigore e la Francia chiude i conti (80-70).
E' già il secondo oro dell'estate per le francesi (dopo quello U20 vinto sempre contro la Spagna, e in quel caso a sorpresa, come si ricorderà), che a differenza di qualche anno fa sembrano aver invertito la tendenza delle finali, in cui di solito le spagnole erano più concrete.
Per le vittoriose, 22 punti Cissé, 16 a testa Cleante e Angloma; per le battute, 24 di Carrion, 18 di Fam; non basta tirare col 49% contro 44% perché, come detto, palle perse e rimbalzi offensivi concessi costano tanti possessi in meno.

- Il bronzo della Serbia, battendo Israele nella finaluccia, ci gira il dito nella piaga perché le serbe le avevamo battute, di 2 per il calo finale ma a tratti persino dominando. Tant'è, loro hanno avuto un'occasione e ne hanno saputo approfittare.

- L'ala francese Angloma è eletta mvp. Con lei in quintetto ideale la spagnola Fam, la lungagnona portoghese Silva, il play israeliano Raviv e l'esterna tuttofare Popovic della Serbia.

- Nota a margine: se la categoria U18 è la più attendibile fotografia dei valori che vedremo a livello senior tra qualche anno (perché in U16 si è troppo acerbe e in U20 spesso manca qualche pezzo grosso, impegnato in faccende più importanti), c'è da preoccuparsi perché il fossato tra Spagna-Francia e il resto d'Europa, anziché diminuire, sembra diventare abissale. E del resto anche in U20 hanno spadroneggiato; al Mondiale U17 si sono giocate il bronzo e la Francia ha fatto a pezzi noi che siamo stati la terza migliore europea...

Olimpiadi - finale 3° posto: l'Australia piega il Belgio e torna in medaglia dopo 12 anni

- Australia-Belgio (fin. 3° posto). Partita godibile fra due squadre che giocano più per costruire che per distruggere, a costo di essere a volte ingenue. Equilibrio con vantaggi alterni fino a metà 3° quarto, quando le cangure scappano a +10. La solita "genio & sregolatezza" Vanloo guida una fiammata per il controsorpasso (60-61 al 30'). Nel nuovo testa-a-testa sono le marsupiali a trovare il guizzo decisivo con un +7 a 4' dalla fine; il Belgio ricuce ancora ma a -25" la tripla del possibile pareggio di Deleare, dall'angolo, è stoppata da Talbot; rimessa belga ma infrazione banale di 24". L'Australia riallunga a +7, inutile la tabellata da 3 di Vanloo sulla sirena (85-81).
Magbegor un martello, 30 punti quasi tutti da sotto più 13 rimba; Vanloo 26 punti + 11 assist, Meesseman 23.
Per l'Australia un bel ritorno nell'elite olimpica dopo due edizioni senza medaglia. Ha proposto un ben riuscito mix generazionale, di cui ha fatto parte seppure marginalmente il totem Jackson che porta a casa la quinta medaglia ai Giochi.
Il Belgio resta col cerino in mano dopo essere arrivato a un'unghia dalla finale (peraltro anche dopo essersi salvato per un punto nella fase a gironi). Grosso rimpianto l'assenza di Allemand che ha costretto a dipendere troppo dagli estri lunatici di Vanloo.

La grande Meesseman chiuderà dunque la carriera senza medaglie olimpiche? C'è da temere di sì, a meno che il Belgio riesca a prolungare il suo ciclo miracoloso inserendo nuova linfa e sperando che Emma sia ancora dominante a 35 anni nel 2028. 

Euro U18 - La beffa con l'Ungheria, poi 3 vittorie per finire al 9° posto

- Italia-Ungheria (ottavi). Beffa atroce. Con colpe nostre, ma anche sfiga. Testa-a-testa estenuante in cui nel 1° tempo tiriamo intorno al 30% ma reggiamo con l'intensità (30-31). Attacchiamo meglio nel 3° quarto in cui proviamo una mini-fuga a +5 con due canestri di fila di una Trozzola che ha sempre più personalità, ma veniamo raggiunti (51-51) e brevemente sorpassati a inizio 4° periodo. Lì confezioniamo il nostro frangente migliore con un 11-2, supportato da una forte difesa e coronato da un 6-0 di Ramon, Guzzoni e Trozzola. Ci troviamo sul 64-56 a 3' dalla fine. Una tripla rianima l'Ungheria e da lì ci si spegne la luce. Le magiare accorciano con un canestro da sotto (64-61). Ci dà respiro Torresani con una bella entrata sul lato sinistro (66-61 a -50").

Inizia da lì il nostro finale da mani nei capelli. Concediamo 4 rimbalzi in attacco nella stessa azione e, dai e dai, ci segnano una tripla (66-64 a -24"). Perdiamo palla appena superata la metà campo, con Torresani raddoppiata in pressing; rimedia Giacchetti deviando il contropiede ungherese; mischia selvaggia per la palla, gli arbitri dopo lunga review ci danno rimessa a -4.5 secondi. Fallo su Giacchetti che, all'apparenza, piange per la tensione (si è anche letto che invece era per il dolore di una botta subita); fatto sta che la ragazza sbaglia il primo libero; si gira verso la panchina che le dà indicazione di sbagliare apposta il secondo. Col senno di poi un ipertatticismo fatale, perché Giacchetti, o per la suddetta tensione o perché non ha mai provato a sbagliare apposta in vita sua, spara una mina che becca solo il tabellone. Disastroso: invece di segnare il +3, oppure sbagliare in modo normale costringendo l'Ungheria a farsi tutto il campo, regaliamo una rimessa in zona d'attacco. Ramon sfiora il recupero ma riesce solo a deviare; Toman riprende il controllo, si arresta e spara una tripla da 9-10 metri che ci uccide (66-67).
Forse è il prezzo da pagare per quella tripla di Tempia che ci salvò lo scorso anno sempre in U18; fatto sta che stavolta la sfiga ci vede benissimo (anche se Toman è stata micidiale tutta la partita, 6/8 da 3) e ci costringe alla lotta-salvezza anziché goderci la crociera fra le prime 8, che tecnicamente avevamo meritato.
Trozzola 15 punti, Franchini 12. Giacchetti solo 7 con 1/7 anche se 7 assist.

- Italia-Lussemburgo (classif. 9°/16°). La salvezza c'è; la sorte ci mette contro un'avversaria non esattamente terribile, anche se non sono rose e fiori per le nostre. Da 5-0 becchiamo uno 0-11 che mette qualche brivido. Ma c'è tutto il tempo per macinare una squadra che si regge su due giocatrici, soprattutto Etute (24 punti). Nel 2° quarto scappiamo sul +18. Ma a metà del terzo c'è di nuovo da soffrire: solo +6. Una buona Zuccon ci ridà spinta; a inizio ultimo quarto la chiudiamo e poi dilaghiamo in modo troppo severo per l'onesto Lussemburgo (77-53). Zucconi 19, Giacchetti 13, Cibinetto 12 dopo essersi... smascherata dalla protezione usata nei giorni scorsi.

- Italia-Polonia (semif. 9°/10°). Doppio break nel 1° e 3°quarto, chiusa con largo anticipo (72-52). Trozzola 18, Gorini 12. Notevoli i 23 rimbalzi offensivi e i 20 recuperi; rivedibile l'8/37 da 3.

- Italia-Lettonia (finale 9°/10°). Primo tempo gagliardo in attacco (49-33), flessione nel terzo, ripartiamo nell'ultimo (75-60). Ben 27 per Trozzola con 6/7 da 2 e 4/5 da 3; è lei la top scorer azzurra della spedizione con 14,1 davanti agli 11,9 di Giacchetti (che è leader negli assist, 5,1, mentre Zuccon guida i rimbalzi con 9,3).

- Nel complesso: piazzamento in linea con le attese; come gioco e crescita del gruppo strada facendo, a mio parere meglio stavolta di 2 anni fa in U16 (con le stesse annate anche se metà gruppo è cambiata) quando fummo ottavi. L'Europeo U18, nonostante abbiamo vinto qui 2 dei nostri 4 ori dell'epoca recente, è per noi quello più difficile storicamente. E' piaciuta la personalità delle ragazze, certo anche con limiti grossi di discontinuità (oltre che tecnici in generale) che abbiamo pagato nelle due sconfitte.

sabato 10 agosto 2024

Olimpiadi - semifinali: Usa a trattore sull'Australia; epico overtime per la Francia sul Belgio

- Usa-Australia. Le campionesse di tutto fanno poltiglia dell'eterna rivale; il punteggio finale di 85-64 è addomesticato dal lungo garbage time. A 1' dalla fine del 3° quarto era 63-36 e questo racconta meglio che partita è stata. Scatto immediato Usa, 12-4, con rubate e contropiede. Unica mini-reazione cangura sul 18-16 (poi 20-16 al 10'); ripartenza 12-0 delle americane a inizio 2° quarto e si poteva già abbassare il sipario.

Stewart 16 punti, Young 14; a segno in 11 per le Usa, cioè tutte tranne Taurasi, unica a giocare meno di 10'. Per la verità anche l'Australia ha avuto 11 elementi a segno, ma più che altro perché più d'una delle marsupiali ha approfittato dell'ultimo quarto a difese sfilacciate. Madgen la sola ad avere un reale impatto dalla panca a partita aperta; invece per gli Usa l'ingresso di Griner, Loyd e Plum ha dato il via al break spacca-partita.
Chi ha visto gli Usa maschi sudare mille camicie contro la Serbia, a parità di talento individuale, ha avuto la conferma della differenza tra le due squadre yankee (cioè l'organizzazione collettiva e l'abitudine a giocare in Fiba), e spiega perché le loro femmine siano più imbattibili degli uomini, salvo miracoli da parte della Francia in finale.
Un fattore decisivo di oggi, fra i tanti, sono le palle perse dell'Australia, che contro le americane diventano un suicidio (però le perdi anche perché loro ti strozzano con la pressione). Ma pure se le cangure fossero state impeccabili, avrebbero perso comunque, perché le armi Usa sono atomiche anche a difesa schierata.

- Francia-Belgio. Emozioni al massimo, ma onestamente non certo la miglior prestazione sul piano tecnico da parte di ambo le contendenti. Sono fioccati "airballs", palle perse banali, disattenzioni difensive. D'altronde era la partita della vita per tutte quante (il Belgio per la prima volta in semifinale, la Francia con la pressione di non deludere il suo pubblico e non mancare la chance di una finale in casa); e sono gruppi che si conoscono fin troppo bene fra loro, quindi sanno bene come limitarsi a vicenda.
Ma al di là degli errori, che hanno superato le prodezze, la follia è stata l'andamento: da 10-17 per il Belgio, parziale di 19-1 per la Francia (+11), stringendo la difesa e dominando a rimbalzo offensivo; controparziale di 2-28 per il Belgio (+15), contro-controparziale di 28-7 per le padrone di casa (+6 a 4' dalla fine). A turno una squadra spadroneggiava e l'altra spariva dal campo, sia sul piano delle esecuzioni offensive che dell'intensità in difesa.
Per la Francia una spiegazione possibile è che alcune giocatrici erano fuori partita (Johannès su tutte, all'inizio anche Gabby Williams) mentre altre erano decisamente più sul pezzo (Ayayi, Salaun, Rupert sia pure alterna), quindi a seconda di chi era in campo andava su o giù (notevole il +20 di plus/minus per la regista Fauthoux contro il -14 della pari-ruolo Bernies), ma è solo un tentativo di trovare razionalità dove forse non ce n'è stata.
Ancora all'inizio dell'ultimo minuto è +6 Francia ma il Belgio pareggia con 3 liberi di Vanloo e poi una tripla di Meesseman (66-66). Ahi ahi ahi Ayayi, perché lei sbaglia dall'angolo sulla sirena.
Potrebbe essere psicodramma per le francesi (costrette ad archiviare definitivamente Johannès), che invece riprendono subito il comando con una Williams salita in cattedra alla distanza: lei stessa quando il Belgio si riporta a meno 1 attacca Meesseman in entrata e la batte con magistrale tempismo; Vanloo fa airball da 3 e le gallette arrotondano dalla lunetta (81-75) fra il tripudio dei 12.500 dell'arena di Bercy, seppure non tutti visto che era pieno anche di belgi.
Williams 18 punti, Ayayi 17, Rupert 15 per le trionfanti, che assorbono una Johannès da 2 punti con 1/10; Meesseman 19 (+14 rimbalzi e 6 assist, e non è stata nemmeno la sua miglior partita...), Linskens 15, Ramette 13 per le deluse, mentre Vanloo fa 11 ma con 2/11, 7 perse e tante rampogne da Chicca Macchi in veste di commentatrice di Eurosport, che l'ha bacchettata a raffica.

- Speranze per la Francia contro gli Usa? In teoria poche ma se l'idea di aver già messo una medaglia in carniere dà serenità, se l'ambiente dà la carica e non mette pressione, se le americane in qualche modo lasciano aperta la porta, le francesi sono le uniche con la profondità necessaria per reggere sui 40 minuti. Certo sul piano tecnico dovranno giocare molto meglio di oggi. Tirare meglio, soprattutto, perché col 30% le americane ti ammazzano, e certo non ti concedono 19 rimbalzi offensivi come il Belgio stavolta.

giovedì 8 agosto 2024

Olimpiadi - quarti: dominano Usa, Australia, Francia e Belgio

In generale: interesse sì, bel gioco sì, pathos però pochino. In tutte e 4 le partite si è capito fin troppo rapidamente chi avrebbe vinto. Trasferimento da Lilla a Parigi-Bercy dove hanno assistito circa 12.000 spettatori a gara.

Per chi vuol vedere highlights, qui c'è Belgio-Spagna, qui Francia-Germania, qui Serbia-Australia.

- Serbia-Australia: curioso rematch della sfida maschile del giorno prima. Entrambe seconde nel proprio girone, ma alla prova del campo c'è un abisso fra le due squadre, così come evidentemente il gruppo delle serbivore, vista anche la debacle della Spagna, era inferiore a quello delle cangure. Le quali peraltro dopo la scivolata con la Nigeria stanno dimostrando di valere la zona-medaglie di cui erano accreditate alla vigilia. Stavolta fanno il break a fine 1° quarto (19-26) e continuano a spingere nel secondo, chiudendo virtualmente tutto già all'intervallo (32-48; a poco servono i canestri di Raca sulla sirena sia del 1° che del 2°. Un'Australia dal pacchetto completo, triple, gioco interno, contropiede, che va a canestro con grande agio; fatica invece la Serbia, che mostra la corda, anche perché Anderson è fuori fase e poi si fa pure male all'inguine (sembra). Sussultino serbo nel 3° periodo ma brutale risposta australiana con uno 0-17 che uccide definitivamente una partita mai nata; ultimo quarto di pura accademia (67-85). Per l'Australia 22 di Alanna Smith, 13 di Melbourne e George; per la Serbia 17 di Noglic.

- Spagna-Belgio: la sfida più attesa, rivincita della finale europea 2023. Le iberiche arrivano con 3 vittorie su 3, ma convincente solo l'ultima; il Belgio da una sola vittoria, ma il girone si è dimostrato di ben altra pasta. Si parte a martello da entrambe le parti, ma il Belgio un po' di più, con un 4/4 iniziale da 3 e la solita Meesseman. La Spagna replica con Gustafson che fa 15 punti nei primi 11' (vantaggio 29-26, ma sarà l'ultimo). Poi nel 2° quarto si rompe già l'equilibrio, con l'impatto dell'armadio Linskens a fianco di Meesseman. Anche Ramette, il nome nuovo del Belgio già in evidenza nel girone, contribuisce al break (+12) mentre la Spagna s'inceppa (spenta Rodriguez che era stata ottima nella prima fase, poca roba anche Conde). All'intervallo è 37-48, poi il Belgio da killer uccide la partita nel 3° quarto (anche +22). Vanloo con le sue triple "folli" e le esultanze sfrenate dà le botte definitive, anche nell'ultimo quarto quando la Spagna prova (timidamente) a crederci sul -11 a 4' dalla fine. 66-79 il conclusivo. Gustafson 21 per le battute, Meesseman e Linskens 19 per le fiammingo-vallone che per la prima volta sono in semifinale olimpica.

- Francia-Germania: la partita poteva essere incerta ma solo se le tedesche avessero accelerato ulteriormente la loro già rapida ascesa verso l'élite mondiale; o se le padrone di casa fossero incappate in una giornata nera. Altrimenti era inevitabile pagare dazio contro l'esperienza enorme, ma anche la profondità delle avversarie, che hanno ruotato in 11 contro 7 (di cui una per meno di 10'). Così è stato. Qualche vantaggio iniziale tedesco finché il quintetto di partenza ha tenuto, con la rientrante N. Sabally in evidenza, molto più della sorella Satou, ingabbiata da una feroce marcatura che le è costata palle perse e tiri difficili. Poi Johannès (molto ispirata al tiro) e Chery (che, nota di colore, con 97 kg risulta la più pesante fra tutte le atlete della squadra olimpica francese, s'intende di tutte le discipline), ma in generale il gioco francese che abbina difesa forte a circolazione paziente, scavano un solco già profondo (40-24 al 18'). Salaun e Williams ricacciano indietro le tedesche a inizio ripresa, poi tocca a Johannès e Rupert, poi ancora Johannès e Chery: troppa roba. Finisce 84-71 con, pure qui, un ultimo quarto di semplice scorrimento. Nyara Sabally 20 per le sconfitte, Johannès 24 per le gallette.

- Usa-Nigeria: come sempre, l'unica incertezza nelle partite delle americane è il momento in cui arriverà il break che ammazza la partita: se già all'inizio o dopo un po'. In questo caso, contro una Nigeria dignitosissima, arriva dopo la metà del 2° quarto, da +4 a +19. Non c'è scampo: qualsiasi squadra normale, anche buona, ha un numero limitato di giocatrici di primo livello; loro ne hanno 12. Poi qualcuna è "super-super" (Stewart e Wilson) e qualcun'altra meno incisiva, ma comunque quando il quintetto ti ha fatto tirare il collo per resistere, entrano quelle della panca che sono tipo Griner, Ionescu, Copper, Plum, e non ce la fai più. Stavolta gli Usa fanno 76-48 in 3 quarti, poi staccano la spina e lasciano che la Nigeria esca con scarto onorevole (88-74), sigillando la sua Olimpiade da rivelazione. Wilson 20 per le yankees, Amukamara 19 per le afro.

Le semifinali sono Usa-Australia (pronostico chiuso) e un derby Francia-Belgio da grasso che cola.