lunedì 12 agosto 2024

Olimpiadi - finale 1° posto: stava per... ma non succede. Usa oro, +1 sulla Francia

- Francia-Usa (finale 1°p.). Mamma mia, cos'abbiamo visto. Anzi, cosa non abbiamo visto, per un'unghia: la sorpresa del secolo. Una sconfitta degli Usa nel basket donne, il loro cavallo di battaglia più sicuro fra gli sport di squadra (più ancora che il basket maschile), era talmente improbabile che i bookmakers offrivano la vittoria francese a 11, come dire San Marino contro di noi.

L'organizzazione dei Giochi giustamente ha dato al basket donne l'onore di chiudere le competizioni; e sarebbe stato da cinema, per le francesi, regalare al loro Paese l'oro più clamoroso come suggello finale delle loro Olimpiadi. Tutto in fumo, ed era surreale la scena a partita appena finita, con le francesi in lacrime irrefrenabili mentre le americane, per qualche attimo, sembravano quasi incredule di aver rischiato così grosso ed esultavano timidamente.

La spedizione americana, iniziata sotto una cattiva stella per la controversa esclusione di Caitlin Clark, e proseguita con la polemica tra Ionescu e i tifosi belgi, stava per finire col più inatteso dei patatrac (nessuna avvisaglia c'era stata nel dominio in semifinale contro l'Australia), che avrebbe scatenato il finimondo. Forse l'hanno pensato, coach Reeve (non apparsa in pieno controllo della situazione in finale) e le giocatrici, che tranquille non erano, commettendo errori mai visti da parte loro. Persino Stewart e Wilson, anche se quest'ultima poi si è sbloccata eccome.

Il piano della Francia, impaludare il gioco in una guerriglia difensiva e a basso ritmo (giocando a viso aperto sarebbe stato un suicidio, come successo all'Australia in semifinale; ma l'Australia sa giocare solo così), ha funzionato in modo clamoroso, azzerando il gap di talento fra le due squadre. Questo dal 2° quarto in avanti, dopo che il primo, finito 9-17, sembrava già l'anticamera di una galoppata Usa. Invece poi con un'intensità e uno sforzo collettivo pazzesco, la Francia non ha più concesso nulla di facile.

Da parte loro le francesi, già per natura discontinue in attacco, hanno pagato lo sforzo difensivo mancando (eufemismo) di lucidità e precisione in attacco. Il 25-25 all'intervallo, ottenuto con uno sblocco offensivo innescato da una tripla da 11 metri di Fauthoux sullo scadere dei 24", le galvanizzava legittimamente.
L'unica loro vera fiammata offensiva, all'inizio del 3° quarto (10-0 con due triple di Ayayi), le portava incredibilmente a +10 e a quel punto credo siano subentrate le vertigini da una parte e sicuramente c'è stata una scossa dall'altra, con qualche cambio finalmente azzeccato (Plum, Ionescu; non toccano invece il campo Loyd e Taurasi, mentre Griner misteriosamente fa la muffa in panca tutto il 2° tempo dopo aver avuto impatto immediato nel primo) e il già citato risveglio di Wilson: partita rimessa in piedi rapidamente.

Nel 4° periodo il metro arbitrale, che a lungo ha tollerato di tutto (zero liberi per la Francia fino al 23'), si è messo a elargire tiri liberi a raffica, ma più a favore delle americane; alla fine 34 per gli Usa contro 13 per la Francia.
L'ultimo vantaggio francese è a 5' dalla fine ma gli Usa non riescono a chiuderla pur avendone le occasioni. Spreca pure la Francia, tradita da Johannès, l'unica insieme a Williams ad essere in grado, potenzialmente, di segnare canestri di talento quando la pressione si fosse alzata al massimo. Williams lo fa, ma Johannès sbaglia quasi tutto (con quella faccia enigmatica, sempre uguale, come se fosse in una bolla personale) e così i conti non tornano per le francesi, sia pure per un'unghia.

Negli ultimi 2 minuti: Plum, che sembra ridere mentre batte due liberi cruciali, :blink: fa 2/2; risponde Williams con un arresto e tiro dalla media (59-60), Copper segna in entrata battendo Williams (rarissimo mancato aiuto difensivo francese), dopo un errore per parte Stewart stoppa Fauthoux a -20 secondi e sembra finita, ma Wilson fa 1/2, Johannès 2/2 (61-63), Plum di nuovo ridacchiando 2/2 (61-65), Williams mette un triplone a -5" (64-65), Copper fa 2/2, timeout esauriti, rimessa da fondo per Johannès che corre, lancia per Williams ma né lei né la compagna si rendono conto che la franco-americana è troppo avanti, sicché quando tira, e segna clamorosamente, è chiaro senza bisogno di replay che il tiro è solo da 2. Beffa atroce, finisce 66-67 per gli Usa.

Wilson 21 punti+13 rimba, Plum e Copper 12 (entrambe dalla panchina); Williams 19, unica in doppia cifra per le francesi, poi Ayayi e Johannès con 9. Percentuali al tiro: 34% Usa contro 32% Francia, eloquente sulle sofferenze di entrambi gli attacchi; le americane hanno aggiunto 19 palle perse ma hanno capitalizzato i 34 tiri liberi a favore contro 13; pari i rimbalzi offensivi a 19.

Ennesimo argento per il basket femminile francese dopo i 5 di fila agli Europei e l'altro olimpico nel 2012.

Le americane vincono l'ottavo oro di fila e fanno vincere il medagliere alla loro squadra olimpica: 40° oro al pari della Cina ma con più argenti. Le critiche, però, non mancheranno e sono meritate, almeno per la finale. La sensazione del comitato di selezione, che servisse convocare le migliori, senza regali a Clark (se era davvero un regalo portarla, per motivi di marketing e non tecnici; il dibattito è lecito) o ad altre rookies glamour, era corretta. Forse però, affidandosi a un conservatorismo eccessivo nelle scelte (cioè più veterane possibili), gli Usa hanno finito per portare qualche elemento un po' bollito (con rispetto parlando). Anche se, siamo onesti: in una partita in cui ha faticato una Stewart, possiamo ritenere probabile che Clark avrebbe risolto tutto a suon di triple da 9 metri e assistoni al bacio? Temo di no. Però forse, almeno per seminare qualcosa in vista del futuro, era meglio portare lei che una Taurasi malinconicamente "n.e." nella finale che le consegna il sesto oro personale.

L'unica cosa di cui si è sicuri è che la storia del basket è andata vicina a essere riscritta ma non è successo.
La grande domanda, in prospettiva, è se si è trattato di un'occasione più unica che rara oppure se è il segnale di un divario ristretto fra Usa e resto del mondo, come ormai è sicuro nel maschile. Impossibile rispondere ora.
Per il resto, nel complesso, questa edizione promuove l'Europa (anche se alla fine porta a casa solo una medaglia), ricaccia indietro l'Asia che era emersa alla grande negli ultimi anni (l'Asia vera e propria, perché l'Australia cestisticamente ormai è asiatica), applaude la Nigeria come bella realtà competitiva.

- I premi individuali: A'ja Wilson mvp del torneo. Con lei in quintetto ideale: Stewart, Meesseman, Alanna Smith e Gabby Williams. Direi lineare.

- Nota finale sul pubblico: la media a partita del torneo femminile è stata di 19.763 spettatori. Certo nel contesto di un'Olimpiade dove era pieno dappertutto, ma è una cifra straordinaria comunque.

- PS: aggiunta del 12/8 dopo l'uscita dei dati Auditel. La finale trasmessa da Rai2 nel pomeriggio ha totalizzato: prima parte 2.132.000 spettatori pari al 21.7%; seconda parte 1.778.000 spettatori pari al 19.4%. In extremis una fettina della famosa "visibilità per il basket femminile" (seppure non italiano) l'abbiamo raggiunta... :b:

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