- Usa-Australia. Le campionesse di tutto fanno poltiglia dell'eterna rivale; il punteggio finale di 85-64 è addomesticato dal lungo garbage time. A 1' dalla fine del 3° quarto era 63-36 e questo racconta meglio che partita è stata. Scatto immediato Usa, 12-4, con rubate e contropiede. Unica mini-reazione cangura sul 18-16 (poi 20-16 al 10'); ripartenza 12-0 delle americane a inizio 2° quarto e si poteva già abbassare il sipario.
Stewart 16 punti, Young 14; a segno in 11 per le Usa, cioè tutte tranne Taurasi, unica a giocare meno di 10'. Per la verità anche l'Australia ha avuto 11 elementi a segno, ma più che altro perché più d'una delle marsupiali ha approfittato dell'ultimo quarto a difese sfilacciate. Madgen la sola ad avere un reale impatto dalla panca a partita aperta; invece per gli Usa l'ingresso di Griner, Loyd e Plum ha dato il via al break spacca-partita.Chi ha visto gli Usa maschi sudare mille camicie contro la Serbia, a parità di talento individuale, ha avuto la conferma della differenza tra le due squadre yankee (cioè l'organizzazione collettiva e l'abitudine a giocare in Fiba), e spiega perché le loro femmine siano più imbattibili degli uomini, salvo miracoli da parte della Francia in finale.
Un fattore decisivo di oggi, fra i tanti, sono le palle perse dell'Australia, che contro le americane diventano un suicidio (però le perdi anche perché loro ti strozzano con la pressione). Ma pure se le cangure fossero state impeccabili, avrebbero perso comunque, perché le armi Usa sono atomiche anche a difesa schierata.
- Francia-Belgio. Emozioni al massimo, ma onestamente non certo la miglior prestazione sul piano tecnico da parte di ambo le contendenti. Sono fioccati "airballs", palle perse banali, disattenzioni difensive. D'altronde era la partita della vita per tutte quante (il Belgio per la prima volta in semifinale, la Francia con la pressione di non deludere il suo pubblico e non mancare la chance di una finale in casa); e sono gruppi che si conoscono fin troppo bene fra loro, quindi sanno bene come limitarsi a vicenda.
Ma al di là degli errori, che hanno superato le prodezze, la follia è stata l'andamento: da 10-17 per il Belgio, parziale di 19-1 per la Francia (+11), stringendo la difesa e dominando a rimbalzo offensivo; controparziale di 2-28 per il Belgio (+15), contro-controparziale di 28-7 per le padrone di casa (+6 a 4' dalla fine). A turno una squadra spadroneggiava e l'altra spariva dal campo, sia sul piano delle esecuzioni offensive che dell'intensità in difesa.
Per la Francia una spiegazione possibile è che alcune giocatrici erano fuori partita (Johannès su tutte, all'inizio anche Gabby Williams) mentre altre erano decisamente più sul pezzo (Ayayi, Salaun, Rupert sia pure alterna), quindi a seconda di chi era in campo andava su o giù (notevole il +20 di plus/minus per la regista Fauthoux contro il -14 della pari-ruolo Bernies), ma è solo un tentativo di trovare razionalità dove forse non ce n'è stata.
Ancora all'inizio dell'ultimo minuto è +6 Francia ma il Belgio pareggia con 3 liberi di Vanloo e poi una tripla di Meesseman (66-66). Ahi ahi ahi Ayayi, perché lei sbaglia dall'angolo sulla sirena.
Potrebbe essere psicodramma per le francesi (costrette ad archiviare definitivamente Johannès), che invece riprendono subito il comando con una Williams salita in cattedra alla distanza: lei stessa quando il Belgio si riporta a meno 1 attacca Meesseman in entrata e la batte con magistrale tempismo; Vanloo fa airball da 3 e le gallette arrotondano dalla lunetta (81-75) fra il tripudio dei 12.500 dell'arena di Bercy, seppure non tutti visto che era pieno anche di belgi.
Williams 18 punti, Ayayi 17, Rupert 15 per le trionfanti, che assorbono una Johannès da 2 punti con 1/10; Meesseman 19 (+14 rimbalzi e 6 assist, e non è stata nemmeno la sua miglior partita...), Linskens 15, Ramette 13 per le deluse, mentre Vanloo fa 11 ma con 2/11, 7 perse e tante rampogne da Chicca Macchi in veste di commentatrice di Eurosport, che l'ha bacchettata a raffica.
- Speranze per la Francia contro gli Usa? In teoria poche ma se l'idea di aver già messo una medaglia in carniere dà serenità, se l'ambiente dà la carica e non mette pressione, se le americane in qualche modo lasciano aperta la porta, le francesi sono le uniche con la profondità necessaria per reggere sui 40 minuti. Certo sul piano tecnico dovranno giocare molto meglio di oggi. Tirare meglio, soprattutto, perché col 30% le americane ti ammazzano, e certo non ti concedono 19 rimbalzi offensivi come il Belgio stavolta.
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