giovedì 8 agosto 2024

Olimpiadi - quarti: dominano Usa, Australia, Francia e Belgio

In generale: interesse sì, bel gioco sì, pathos però pochino. In tutte e 4 le partite si è capito fin troppo rapidamente chi avrebbe vinto. Trasferimento da Lilla a Parigi-Bercy dove hanno assistito circa 12.000 spettatori a gara.

Per chi vuol vedere highlights, qui c'è Belgio-Spagna, qui Francia-Germania, qui Serbia-Australia.

- Serbia-Australia: curioso rematch della sfida maschile del giorno prima. Entrambe seconde nel proprio girone, ma alla prova del campo c'è un abisso fra le due squadre, così come evidentemente il gruppo delle serbivore, vista anche la debacle della Spagna, era inferiore a quello delle cangure. Le quali peraltro dopo la scivolata con la Nigeria stanno dimostrando di valere la zona-medaglie di cui erano accreditate alla vigilia. Stavolta fanno il break a fine 1° quarto (19-26) e continuano a spingere nel secondo, chiudendo virtualmente tutto già all'intervallo (32-48; a poco servono i canestri di Raca sulla sirena sia del 1° che del 2°. Un'Australia dal pacchetto completo, triple, gioco interno, contropiede, che va a canestro con grande agio; fatica invece la Serbia, che mostra la corda, anche perché Anderson è fuori fase e poi si fa pure male all'inguine (sembra). Sussultino serbo nel 3° periodo ma brutale risposta australiana con uno 0-17 che uccide definitivamente una partita mai nata; ultimo quarto di pura accademia (67-85). Per l'Australia 22 di Alanna Smith, 13 di Melbourne e George; per la Serbia 17 di Noglic.

- Spagna-Belgio: la sfida più attesa, rivincita della finale europea 2023. Le iberiche arrivano con 3 vittorie su 3, ma convincente solo l'ultima; il Belgio da una sola vittoria, ma il girone si è dimostrato di ben altra pasta. Si parte a martello da entrambe le parti, ma il Belgio un po' di più, con un 4/4 iniziale da 3 e la solita Meesseman. La Spagna replica con Gustafson che fa 15 punti nei primi 11' (vantaggio 29-26, ma sarà l'ultimo). Poi nel 2° quarto si rompe già l'equilibrio, con l'impatto dell'armadio Linskens a fianco di Meesseman. Anche Ramette, il nome nuovo del Belgio già in evidenza nel girone, contribuisce al break (+12) mentre la Spagna s'inceppa (spenta Rodriguez che era stata ottima nella prima fase, poca roba anche Conde). All'intervallo è 37-48, poi il Belgio da killer uccide la partita nel 3° quarto (anche +22). Vanloo con le sue triple "folli" e le esultanze sfrenate dà le botte definitive, anche nell'ultimo quarto quando la Spagna prova (timidamente) a crederci sul -11 a 4' dalla fine. 66-79 il conclusivo. Gustafson 21 per le battute, Meesseman e Linskens 19 per le fiammingo-vallone che per la prima volta sono in semifinale olimpica.

- Francia-Germania: la partita poteva essere incerta ma solo se le tedesche avessero accelerato ulteriormente la loro già rapida ascesa verso l'élite mondiale; o se le padrone di casa fossero incappate in una giornata nera. Altrimenti era inevitabile pagare dazio contro l'esperienza enorme, ma anche la profondità delle avversarie, che hanno ruotato in 11 contro 7 (di cui una per meno di 10'). Così è stato. Qualche vantaggio iniziale tedesco finché il quintetto di partenza ha tenuto, con la rientrante N. Sabally in evidenza, molto più della sorella Satou, ingabbiata da una feroce marcatura che le è costata palle perse e tiri difficili. Poi Johannès (molto ispirata al tiro) e Chery (che, nota di colore, con 97 kg risulta la più pesante fra tutte le atlete della squadra olimpica francese, s'intende di tutte le discipline), ma in generale il gioco francese che abbina difesa forte a circolazione paziente, scavano un solco già profondo (40-24 al 18'). Salaun e Williams ricacciano indietro le tedesche a inizio ripresa, poi tocca a Johannès e Rupert, poi ancora Johannès e Chery: troppa roba. Finisce 84-71 con, pure qui, un ultimo quarto di semplice scorrimento. Nyara Sabally 20 per le sconfitte, Johannès 24 per le gallette.

- Usa-Nigeria: come sempre, l'unica incertezza nelle partite delle americane è il momento in cui arriverà il break che ammazza la partita: se già all'inizio o dopo un po'. In questo caso, contro una Nigeria dignitosissima, arriva dopo la metà del 2° quarto, da +4 a +19. Non c'è scampo: qualsiasi squadra normale, anche buona, ha un numero limitato di giocatrici di primo livello; loro ne hanno 12. Poi qualcuna è "super-super" (Stewart e Wilson) e qualcun'altra meno incisiva, ma comunque quando il quintetto ti ha fatto tirare il collo per resistere, entrano quelle della panca che sono tipo Griner, Ionescu, Copper, Plum, e non ce la fai più. Stavolta gli Usa fanno 76-48 in 3 quarti, poi staccano la spina e lasciano che la Nigeria esca con scarto onorevole (88-74), sigillando la sua Olimpiade da rivelazione. Wilson 20 per le yankees, Amukamara 19 per le afro.

Le semifinali sono Usa-Australia (pronostico chiuso) e un derby Francia-Belgio da grasso che cola.

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