lunedì 31 marzo 2025

Lo strano caso delle due capocannoniere (Tagliamento e Moore)

Curiosità: ma chi è la vera capocannoniera di A1? Oggi, a distanza di poche ore, sia Geas che Brixia hanno celebrato la vittoria di una propria atleta. La prima per punti segnati totali è Tagliamento, la prima per media è Moore. Ma qual è il criterio ufficiale di Lega? Non è chiaro, perché nella sezione delle classifiche individuali sono ordinate secondo media, ma nei riepiloghi di giornata erano classificate per punti totali. Un po' di chiarezza sarebbe necessaria.



Ncaa: la rivincita delle bionde (Bueckers e Van Lith), il dramma di Watkins. Fuori subito Blasigh

- La piaga dei crociati rotti, incubo del basket femminile a ogni latitudine, ha colpito al cuore anche il torneo Ncaa, quando nel match di 2° turno tra USC (Southern California) e la modesta Mississippi State, dopo appena 5 minuti la stella delle californiane, forse la giocatrice più spettacolare di tutto il panorama universitario, ovvero la guardia JuJu Watkins, è crollata a terra durante una percussione a canestro, urlando per il dolore a un ginocchio. All'istante è calato il gelo sul palazzetto, anche perché, come è di regola nei primi 2 turni, era quello della testa di serie, cioè appunto USC.
Si è intuito subito che non era cosa lieve, e infatti poche ore dopo è arrivata la ferale notizia: "torn ACL", ovvero crociato rotto. :cry:
La March Madness al femminile ha perso così una delle 2-3 protagoniste più attese. Immediata l'inondazione di messaggi di solidarietà per Watkins sui social, sia dai fans che dalle colleghe. Si dice che "gli infortuni fanno parte del gioco", ma quando colpiscono una come lei è più difficile digerirli; resta un senso d'ingiustizia, anche se idealmente il dispiacere dovrebbe essere il medesimo per tutte le infortunate.
Senza Watkins comunque la squadra è avanzata senza problemi al 3° turno, più a fatica (67-61 su Kansas State) invece al quarto, ovvero la finale del Regional, alias "Elite 8", dove troverà Connecticut di Geno Auriemma.

- E appunto UConn, dopo i primi 2 turni "passeggiati" com'è per tutte le teste di serie (un problema annoso, nell'Ncaa femminile, dove la competitività è meno generalizzata rispetto al maschile), ha liquidato bene Oklahoma (82-59) nel terzo, avanzando alle Elite 8 per la sfida a USC orfana di JuJu. Grande protagonista è stata Paige Bueckers, che come dicevamo nello scorso resoconto è colei che ha più riflettori addosso, dovendosi definire se è divina o solo una forte mortale. Ebbene, nella partita in questione si è avvicinata al divino, sciorinando 40 punti (vedi qui gli highlights) con 10/19 da 2 e 6/8 da 3. Una prestazione da realizzatrice purissima (meno "a 360 gradi" di quanto facesse Caitlin Clark, se vogliamo fare paragoni, cioè con meno presenza in altre fasi del gioco), tuttavia notevole. E fa piacere per lei dopo anni tribolati da infortuni.
Adesso contro USC si alza il livello di difficoltà pur senza Watkins dall'altra parte; per superare l'esame di divinità mancano ancora diversi steps.

- L'altra bionda che s'è presa una rivincita su anni difficili è Hailey Van Lith. La poliedrica guardiola (è di taglia modesta e poco atletica, almeno rispetto alle più quotate pariruolo), poliedrica nel senso che l'abbiamo vista medagliata a Parigi '24 nel 3x3, ha segnato 26 punti con 9 rimbalzi e 4 assist per TCU (Texas Christian, università religiosa da 60.000 dollari di retta all'anno, pare) nel 3° turno contro la molto quotata Notre Dame della coppia Hidalgo-Miles, entrambe spadellanti nell'occasione (6/29 dal campo sommate).
"Rivincita" nel suo caso è perché Van Lith ha girovagato per ben 3 colleges diversi nella sua carriera, andando a impegolarsi lo scorso anno a Louisiana State (LSU), alla corte di Angel Reese, dove era come lo sciroppo di fragola sui maccheroni, ovvero un condimento che può essere buono di per sé ma non c'entra nulla col contesto; sicché il suo torneo 2024 era passato agli annali soprattutto per la quantità industriale di canestri in faccia incassati per mano di Caitlin Clark nella supersfida di Elite 8.
Stavolta è un'altra storia, almeno per ora. Il 71-62 su Notre Dame vale a TCU il primo ingresso della sua storia nelle Elite 8. Sarà sfavorita nel derby contro Texas, squadra con poco glamour ma molto solida.

- Gli altri due quarti di finale alias Elite 8 sono: South Carolina campione in carica, e probabile favorita per il bis, contro una sottovalutata ma tignosa Duke, che nel derby contro North Carolina in Sweet 16 (cioè il 3° turno) ha prevalso con uno stitico 47-38; e UCLA della supertorre Betts contro LSU che, senza più Reese, ha comunque elementi di tutto rispetto come Annesah Morrow (30 punti nel 3° turno contro North Carolina State).
Queste due partite in realtà si sono appena disputate, nel momento in cui scrivo, ma non metto i buoi davanti al carro.
Va notato che le sorprese sono state quasi zero: sono arrivate fra le top-8 tutte le teste di serie n°1 e giocano contro #2, massimo #3.

- Fra tante partite fin troppo squilibrate, drammatico invece è stato il finale del match di 2° turno tra Kansas State e Kentucky, finito 80-79 dopo un overtime. Kentucky, che aveva superato il turno precedente di 1 punto, stavolta piange, soprattutto Georgia Amoore, un'altra della stirpe di guardie bianche molto glamour, che ha sbagliato allo scadere il layup della vittoria. Ma ha filosoficamente dichiarato nel postpartita: "Non lascerò che 5 anni di carriera siano definiti da un errore". -_-

- E la nostra unica alfiera Vittoria Blasigh? Well, il suo torneo è durato un amen, spazzata via con la sua South Florida da parte di Tennessee, squadra niente male, che poi ha superato un altro turno e ha dato filo da torcere a Texas nelle Sweet 16. Per la friulana 34 minuti in campo (buono) per 6 punti con 3/8 al tiro, 8 rimbalzi e 3 assist. Riproviamoci, saremo più fortunati (forse).

Nella "locandina" le 4 sfide di Elite 8, che danno accesso alle Final Four. 


domenica 30 marzo 2025

A1: l'ultimo turno non cambia nulla. Faenza, ciliegia sulla torta. Carlotta "patricida" manda Brixia ai playout

- Non c'era molto da decidere nell'infrasettimanale di chiusura della nostra A1-bonsai. Sì, in teoria restava da assegnare l'ultimo biglietto-playoff, ma è chiaro che la condizione "se Brescia batte Schio" equivaleva a "se nevica al mare in luglio". :blink:
Festeggia quindi Battipaglia che col 30% di vittorie stagionali entra nell'olimpo delle 8 elette; ci sarebbe da spulciare gli annali per vedere se è il minimo storico per una squadra che va ai playoff, ma in ogni caso non è certo colpa delle campane, le quali hanno spremuto il massimo dal loro potenziale, alternando scoppole tremende a zampate nei momenti che contavano (specie in casa), segnatamente il 2-0 su Brescia che alla fine ha fatto la differenza. E quindi patron Rossini, coach Serventi e suddite, dal divano, debbono solo controllare che Schio non conceda inopinati regali (peraltro agli antipodi della mentalità cannibalesca del club scledense) per poter poi abbandonarsi, immaginiamo, ad abbondanti libagioni di spumante, perché a settembre sembrava improbabile un loro ottavo posto.

- Brescia-Schio. Dicevamo, appunto, partita decisiva ma non troppo: Tagliamento e socie hanno sciupato le chances di qualificazione (meritoriamente guadagnate con l'impresa sul Geas) scendendo in campo con un quarto e mezzo di ritardo a S. Martino nel turno scorso. Battere Schio, la cui decima giocatrice è più forte di qualsiasi bresciana (con l'eccezione di Tagliamento, concediamo pure), era più utopia che sogno; speranza neanche a parlarne.
Sapore aggiuntivo era dato dal primo ritorno di Carlotta Zanardi a Brescia, lei che del club è stata la quintessenza dalle origini; e dal fatto che proprio alla sua Schio fossero affidati i destini del papà Stefano. Lei ha fatto giustamente la sua parte (7 punti in 18') ma anche se l'affetto per il genitore l'avesse indotta a sabotare la propria compagine, non sarebbe bastato.
Schio scappa via subito (5-15 al 4'), il resto della gara è un elastico tra riavvicinamenti bresciani e nuove spallate scledensi. Tagliamento è titanica nello sforzo, ma si sa che "titanico" significa grande quanto vano, e infatti Schio assorbe senza rischio alcuno le sue folate, anche perché le compagne di Marzia non le danno man forte in attacco.
Insomma finisce 61-80 senza sussulti. Si hanno: Tagliamento 29 (4/10 da 2, 6/11 da 3, 11 rimbalzi, 3 assist) ma nessun'altra in doppia cifra; Laksa 18, Salaun 15, Verona 13.
Schio chiude 19-1 la regular, Brescia 6-14 e costretta al purgatorio-playout, dove non so se è favorita con Sassari: le sarde sono mezze cotte, forse anche cotte intere, però è pur sempre squadra esperta che ha fatto i quarti di EuroCup.

- Derthona-Faenza. Qui entriamo nel novero delle partite ininfluenti per le posizioni, quindi andiamo telegrafici. Brava Faenza che non s'appaga di quanto già fatto sopra ogni riga in stagione e confeziona un'ulteriore perla, anche se le piemontesi erano senza Zahui e quindi con ancor meno straniere (considerato poi che l'unica, Premasunac, ha fatto 0 punti con 0/4) rispetto alle azzoppate romagnole.
Andamento a strappi: 9-22 al10', poi 31-30 al 20', testa a testa nel terzo, nuova fiammata faentina con un 12-24 nel quarto per chiudere 64-74.
Si hanno: Attura 18, Penna 13 per le battute; Fondren e Roumy 28 a testa, emblematico, per Faenza; Fondren "leggermente" più a 360 gradi aggiungendo 18 rimbalzi e 5 assist per 48 di valutazione.

- Campobasso-Venezia. Il duello potrebbe ripetersi in semifinale e quindi nessuna delle due aveva interesse a scoprire le carte migliori (specie le molisane, che all'andata peraltro avevano vinto); infatti la partita scivola abbastanza liscia, senza frizzi (20-32 al 20', rimontina molisana da -17 (33-50) a -6 (51-57) ma a buoi scappati.
Si hanno: Quinonez 19 da una parte, Kuier 14-Villa 13 dall'altra; ancora interessante Mompremier con 10+10 rimba e 5/5 da 2.

- Sassari-Geas. Partita che sarebbe contata (per le sarde) solo se Brescia avesse battuto Schio (in tal caso agganciando Battipaglia le avrebbero strappato il fattore-campo nei playout), ma era fantascienza. Quindi sfida senza nulla in palio, giocata a viso aperto, divertente botta e risposta col Geas che scappa via e Sassari che lo riprendeva (39-39 al 20'), finché all'inizio dell'ultimo quarto le sestesi se ne vanno via (70-82).
Si hanno: Taylor 32, verve ritrovata, per la Dinamo, che ha anche Toffolo a 17; dall'altra parte solita macchina Moore, 25 con 11/17 da 2, l'ex di turno Makurat 10. Va riconosciuto alle Zanottiane che nelle ultime due partite sono migliorate nell'intensità difensiva e nella selezione dei tiri (meno triple a tamburo, più palloni dentro).

- Alpo-S. Martino. Derby veneto che poteva anche finire a favore delle veronesi, discrete, se le Lupe non avessero avuto troppa voglia di spendere energie per una vittoria platonica. Così non è; in un match a viso aperto hanno la meglio le più forti (72-82), che hanno 5 elementi fra gli 11 e i 13 punti, mentre Alpo ha una vigorosa Ejiofor (24 punti e 20 rimbalzi), Spinelli a quota 15, non abbastanza per contrastare il collettivo di Piazza.

- E dunque nei playoff abbiamo due serie scontate (Schio-Batti e Venezia-Faenza, soprattutto la prima, mentre nella seconda ci sarà in gara-2 un'orgogliosa compagine selettiana che terrà testa a lungo prima della classica "uscita a testa alta) e due che promettono pepe. Senza dubbio Derthona-S. Martino, in cui le Lupe sembrano arrivare con più smalto; mentre Campo-Geas è un'incognita soprattutto per la poco decifrabile consistenza delle sestesi ora che conterà davvero. A ben guardare, il Geas in campionato ha battuto tutte almeno una volta, tranne Schio e Venezia; il che significa che è... Sesto (ultima volta che faccio 'sta battuta) per la discontinuità di rendimento, ma il potenziale su singola partita è all'altezza anche di una Campobasso. Che, sintetizzando, è favorita ma non quanto il divario in classifica presupporrebbe.

- Curiosa "doppia corona" fra le marcatrici: Tagliamento se si contano i punti assoluti, Moore in base alla media (che a nostro parere è quella che conta). Ben 6 italiane fra le top 20 marcatrici (contando pure Scalia che formalmente è nostrana).
Sorprese positive: Faenza, Derthona e Battipaglia nell'ordine; delusioni le due lombarde, Sassari e parzialmente Alpo. In linea con le attese le altre con un "+" per S. Martino.
In generale che si può dire a mo' di chiosa? Che l'azzoppamento subìto in estate dal campionato lo rendeva automaticamente un anno di vacche magre e sofferenza; in più lo strapotere delle due corazzate venete s'è acuito; su 38 partite contro le altre squadre hanno sommato una sola sconfitta. In questo contesto, tutto considerato, qualcosa di pregevole s'è pur visto.

Nella foto: Carlotta Zanardi omaggiata da Brixia per il suo ritorno.


giovedì 27 marzo 2025

Amarcord di Valerie Still: All Star Game 1993

Segnalo un post pubblicato su Facebook una decina di giorni fa dalla grande Valerie Still, che rievocava un All Star Game del 1993 a Vicenza; guardate che elenco di stelle, c'era il gotha mondiale da noi (anche se ormai eravamo verso la fine dell'epoca d'oro). Partita trasmessa nel "pomeriggio sportivo" di Rai3, palazzetto pieno ecc. Ma ai tempi avevamo davvero il meglio del meglio.



mercoledì 26 marzo 2025

A1: Schio sigilla il primato; definito quasi tutto, Battipaglia verso i playoff. A2: acuti Ragusa-Udine-Trieste

 Penultima giornata di A1 adatta ai deboli di cuore, che non hanno rischiato l'infarto per eccesso di emozioni: :blink: nessuna partita con scarto in singola cifra, tutte tranne una dai 19 punti in su.

- Faenza-Campobasso: un certo equilibrio qui c'è, anche se le molisane prendono il sopravvento nel finale del 1° quarto (da 15-9 per le romagnuole a 17-23 per le ospiti) e non mollano più il bastone del comando, senza né dilagare (23-32 al 20' dopo un 2° periodo stitico, 41-49 al 30') né farsi riprendere, anche se una fiammata faentina, o meglio di Turel con 3 triple, rimette in discussione l'esito sul 57-60 a 2'30" dalla fine. La risposta di Campobasso è perentoria con uno 0-8 da lì in fondo, con Kacerik nell'insolito ruolo di finalizzatrice segnando gli ultimi 5 punti (57-68).
Si hanno: Fondren 14, Roumy 13, Turel 12 per le caserecce, cui non basta il buon 48% dal campo a fronte di ben 24 perdute; Kunaiyi 19+10 rimba, Scalia 11 per le viaggianti.
Per Campobasso era già definito il 3° posto, Faenza invece perde le chances di inseguire il sesto, ovvero evitare le due molosse nei playoff; giocherà con Venezia e uscirà subito ma ovviamente resterà una stagione sopra le righe per le Selettiane.

- S. Martino-Brescia. Match televisivo che avrà certamente spodestato la Nazionale di calcio (in quasi contemporanea) nella classifica degli eventi più visti della domenica sera. O forse no. Era in ogni caso una disfida cruciale per le lombarde, che si giocavano il 95% delle loro chances di playoffs, ma importante anche per le Lupe, che dovevano blindare il 5° posto. Sono le giallonere a centrare l'obiettivo, grazie al margine abissale accumulato nel primo quarto e mezzo, per meriti propri ma almeno al 50% per lo stato confusionale delle bresciane, le quali una settimana prima contro il Geas erano a 40 punti abbondanti dopo 15', stavolta avevano un desolante (!) sul tabellone dopo altrettanti minuti, contro 32 subiti. :cry: Certo, la difesa di S. Martino non era la stessa al lattemiele che avevano trovato in casa delle sestesi, tuttavia le bresciane sembravano preda d'un morbo collettivo che le rendeva tese, scoordinate, apparentemente inabili a buttare la palla dentro il cerchio, foss'anche da mezzo metro senza avversarie intorno.
Toccato il meno 25, partiva una risalita longobarda che, accennata nel finale del 2° quarto (37-15), si concretizzava vieppiù convintamente nel terzo, con un parziale di 14-26; sul meno 8 e l'inerzia a favore all'inizio dell'ultimo quarto, sembrava ci fosse spazio per completare un miracoloso aggancio; ma come a volte succede, se la rimontante sciupa una buona occasione, l'incantesimo si spezza e la freccia torna a girare. Così avviene quando Brescia sbaglia 3 tiri nella stessa azione, di cui uno molto banale con Johnson da sotto, e dall'altra parte D'Alie segna in "reverse" sbloccando le sue, che da quel momento riprendono a spadroneggiare, riallungando sino al 73-54 conclusivo.
Si hanno: Simon 21, D'Alie e Del Pero 10 per le Lupe; Ivanova 15, Tagliamento 13 e una positiva Bongiorno 10 per Brescia. Non c'è però la "SuperMarzia" che aveva incantato 7 giorni prima coi suoi 35 punti (e non solo); stavolta si ferma a 3/14 dal campo pur senza lesinare sforzi. Sommando l'1/8 di Togliani (altra metamorfosi in negativo rispetto all'impresa col Geas) e l'1/6 di Johnson, si ha un 5/28 delle tre terminali principi bresciane, letale per ogni speranza di fare il colpo.
E quindi S. Martino quinta, contro Derthona con legittime ambizioni; Brescia appesa al sottile filo di un miracolo contro Schio all'ultima giornata. Chiaro che con ogni probabilità saranno playouts, e non senza rimpianti.

- Geas-Battipaglia. Arriva la primavera e il Geas produce, quantomeno, una rondine. Ovvero un'inversione di tendenza, vedremo se occasionale o definitiva, rispetto al recente periodaccio. Non che sia stata una prestazione da spellarsi le mani, quella delle Zanottiane contro una Battipaglia che, nella sua tendenza ad alternare prestazioni gagliarde ad altre inconsistenti, stavolta era più sul secondo versante (anche se non del tutto pessima). Però, rispetto ai cracs con Faenza e Brescia, le sestesi hanno sciorinato una difesa più solida e una scelta più paziente delle conclusioni, utilizzando il "centroboa" Moore come riferimento costante; e lei ha spesso concluso in prima persona ma anche aperto spazi per le compagne.
Nel primo tempo Battipaglia è rimasta aggrappata mietendo rimbalzi offensivi (12) a fronte di molti sprechi al tiro; poi il Geas le ha chiuso anche quel rubinetto e allora le campane... sono suonate a morto. Il 19-8 del 3° quarto ha chiuso tutto; finale 75-55.
Si hanno: Moore 26 (8/11 da 2, 10/12 ai liberi, 30 di valutazione), Spreafico 14 per le padrone di casa; Smorto 12+12 rimba, solita agonista notevole, Cupido 9, ma nessuna realmente in vena offensiva per Batti, e non poteva bastare.
E quindi: il Geas è ufficialmente... sesto :XD: ; troverà Campobasso in un incrocio ormai classico; Battipaglia chiude la sua regular, avendo il riposo nell'ultimo turno, e affida le sue sorti a Schio, che non è un brutto affidarsi, diciamo.

- Schio-Alpo. Derby testa-coda che non poteva avere storia, e infatti non ce l'ha se non all'inizio; 49-27 intervallo; 79-49 finale. Salaun 21, Juhasz-Laksa 16, e se i grossi calibri sono in forma è una buona notizia per le scledensi in prospettiva-Eurolega; in assenza di Sottana e Dojkic parte in quintetto Zanardi con 7 punti e 5 assist in 30'. Per Alpo, Tulonen 12.
A Schio la vittoria serviva comunque per rendere matematico il primato in regular; giocherà i quarti contro Battipaglia al 99%, altrimenti con Brescia, in un curioso rematch a 72 ore di distanza (giovedì-domenica). Peraltro è curioso che Carlotta Zanardi sarà arbitra del destino del padre Stefano... Ancor più saporito sarebbe se si ritrovassero ai playoff, per quanto sarebbe battaglia ad armi impari. :ph34r:

- Venezia-Sassari. Anche qui c'era poco da aspettarsi sul piano dell'agonismo, ma è ancora più a senso unico del previsto: 50-18 all'intervallo, 90-60 alla fine perché l'Umana non fa la... disumana.
C'auguriamo per la Dinamo che fosse semplicemente in modalità "inutile dannarsi l'anima nella certezza di perdere", altrimenti le pile sono davvero scariche (Taylor 4 punti) e c'è da preoccuparsi anche se Alpo e Brescia (o Battipaglia) non sono ovviamente la Reyer...
Sul versante lagunare c'era curiosità per l'esordio di Beatrice Mompremier, il recentissimo innesto che sembra in grado di garantire un po' più d'incisività interna rispetto a Stankovic. Per ora fa 8 punti e 6 rimbalzi in 16' (3 canestri dal campo tutti da sotto), interessante ma difficile da valutare in un match così poco probante.
Kuier fa 18 punti in 18', Fassina e Santucci 13 a capoccia. Fuori Berkani per problemi fisici che rappresentano un cruccio in vista dei playoff. Per le nuragiche, Gonzalez 19 e Begic 17.

- In A2, dopo un periodo in cui le "bigs" dell'Ovest avevano perso punti per strada, stavolta fanno percorso netto (avevano tutte un turno favorevole), così come le leaders della seconda fila, ovvero Livorno (anche se soffre contro Giussano che ha fatto esordire Marciniak) e Broni (che senza Russo non ha vita facile a Salerno ma passa). Dietro è gran bagarre fra 7° e 12° posto con 6 compagini in 4 punti.
All'Est c'erano due scontri diretti nella gran caldera delle prime 6: li vincono Udine su Matelica (con 23 di Gianolla e 22 di Gregori) e Ragusa a Roseto, con 26 di una Consolini "vintage". Inoltre colpo di Trieste a Treviso, sicché Mantova rimane al comando con Udine unica inseguitrice ravvicinata: il clamoroso primato finale per le virgiliane sembra davvero possibile. Lotta a quattro squadre in 2 punti fra 8° e 11° posto.

sabato 22 marzo 2025

Ncaa: March Madness al via - favorite & dive - Bueckers, sei divina o umana? - l'Italia c'è con Blasigh

- Poco più d'un mese fa, Pierluca Princigalli, dirigente del BFM Milano, mi ha mandato delle foto da lui scattate al derbissimo di Los Angeles, ovvero USC (Southern California) della fenomenale guardia JuJu Watkins, second'anno da quasi 25 punti a partita, e UCLA della centrona di 2.01 Lauren Betts (figlia di Andrew che vedemmo in Italia alla Fortitudo Bologna e Reggio Emilia), terz'anno da quasi 20 punti e 10 rimbalzi a botta.
Quella partita è stata vinta da USC, così come la successiva sfida del 2 marzo, ma UCLA si è presa la rivincita nella finale della Big Ten Conference, antipasto della magica riffa del torneo Ncaa che è cominciato in queste ore: nei giorni scorsi il turno preliminare, ieri, venerdì 21, il primo turno vero e proprio. Dai primi risultati, giunti nel nostro tardo pomeriggio, equivalente al mezzodì americano, c'era già una vittima illustre, Iowa State della mastodontica Audi Crooks, una che fa sembrare uno stecco Shante Evans, per intenderci; ma ha anche mani morbide.

Non c'è più Caitlin Clark e quindi non c'è il delirio di massa che aveva accompagnato la scorsa stagione, però la sua "aura" si sente ancora, in termini d'interesse cresciuto rispetto a quando non c'era lei (nel senso: i picchi toccati dalle partite di Clark degli ultimi due anni sono irraggiungibili, ma la media è superiore alla media precedente la venuta della Messia da Iowa). Risulta ad esempio che la stagione '24/25 è stata la più vista su Espn dal 2008/09, quando l'audience era meno frammentata fra mille canali eccetera. Il costo dei biglietti delle partite, nelle piazze più importanti, è lievitato.
E intanto le giocatrici di grido incassano dei bei soldi grazie alla recente regola Ncaa sui diritti d'immagine monetizzabili. Buon per loro.

- Senza la diva Caitlin, il palcoscenico è aperto a varie candidate per il ruolo di prima donna; la più attesa al varco, cioè quella che deve dimostrare di più, è Paige Bueckers, la bionda e palliduccia stella di Connecticut del santone Auriemma.
Chi segue l'Ncaa da tempo ricorderà che Bueckers era candidata ad essere... Caitlin Clark prima di Clark, ovvero la fidanzatina cestistica dell'America profonda, giacché faceva mirabilie prima che arrivasse "CC", ma già ai tempi dell'high school; al primo anno segnava già 20 punti a partita e sciorinava miracoli. Stiamo parlando del lontano 2020/21. Poi però infortuni vari le hanno messo le ruote tra i bastoni, e le hanno tolto, in qualche modo, i superpoteri. Resta un'ottima giocatrice, da 19 punti a partita, buona passatrice, classe indiscutibile, ma senza quell'alone di magia che aveva prima. Qualche prestazione sottotono nei big match le ha attirato critiche anche da parte di coach Geno. E del resto essendo lei ormai al 5° anno (ne ha ottenuto uno di bonus avendone saltato uno intero per infortunio), a 24 anni e mezzo non è più un giovine prospetto. Naturalmente ha la grande occasione per tornare divina e portare UConn al titolo.

- Il quintetto ideale della stagione è stato così eletto: JuJu Watkins, Hannah Hidalgo (play 2° anno di Notre Dame dai capelli super-afro tinti di biondastro), Paige Bueckers, Lauren Betts e Madison Booker (ala di Texas).
Da notare che Watkins, Hidalgo e Booker sono tutte del 2005, come a dire che il futuro è in buone mani.

- E chi è favorito per vincere il titolo? Nel magma della stagione regolare, dove i calendari non sono omogenei, non c'è (come sempre) una classifica unitaria ma si fa riferimento al "ranking", compilato da esperti che pesano il valore dei risultati ottenuti; non c'è stata, a differenza degli scorsi anni, una dominatrice assoluta (lo scorso anno, ricordiamo, South Carolina vinse il titolo senza perdere una sola gara); le prime posizioni di quest'anno risultano: 1) UCLA, 2) South Carolina, 3) Connecticut, 4) USC, 5) Texas; al 6° posto l'outsider TCU (Texas Christian) di Hailey Van Lith, che abbiamo visto anche alle Olimpiadi nel 3x3, una della stirpe di guardie bianche amate dall'americano medio (come Clark e Bueckers).

- Le teste di serie #1 dei classici quattro tabelloni detti Regionals sono: UCLA, South Carolina, USC e Texas. USC s'è incazzata perché l'hanno messa dalla stessa parte di Connecticut, il che significa che solo una fra Watkins e Bueckers potrà andare alla somma tenzone delle Final Four. :woot: Se si concretizza il duello nella finale del loro Regional (equipollente a un quarto di finale), sarà spettacolo.

- Dov'è la Vittoria?, si chiedeva Mameli. Non so in generale ma qui nel torneo Vittoria c'è e con lei l'Italia: intendiamo naturalmente Blasigh, l'estrosa friulana che milita a South Florida, la quale è accreditata del ranking #12 del suo tabellone, il che significa che è sfavorita al primo turno contro la #5 Tennessee. La nostra alfiera ha avuto 10,5 punti in stagione in 26' d'impiego medio.
Non è stata selezionata per il torneo Ncaa, invece, Washington State di Eleonora Villa, eliminata in semifinale nel torneo di conference. Villa comunque protagonista con 13,6 punti a partita; eletta nel 2° quintetto di conference.

A sinistra, una delle foto scattate da Pierluca Princigalli al derby USC-UCLA di febbraio; a destra una "locandina" della March Madness con le stelle delle 10 squadre-top.


venerdì 21 marzo 2025

Massimiliano Mascolo ricorda Dante Carzaniga

Oggi a Saronno parenti e amici saluteranno per l'ultima volta Dante Carzaniga, che ha legato il suo nome al basket viterbese per il campionato di A1 femminile 1989-90; la stagione successiva venne esonerato dopo dieci giornate, ma per le bizzarre regole del tempo restò alla finestra solo per un paio di mesi prima di rientrare sulla panchina di Schio (sempre in A1), dove sostituì Giuseppe Lo Giudice, altra vecchia conoscenza della pallacanestro cittadina.
Ho vissuto da vicino il campionato 89-90 della squadra allora abbinata alla Saturnia di Enzo Brunelli, e con Dante posso dire di avere instaurato un buon rapporto più per merito suo. Mi resta impresso il "Hai bisogno, Max?" alla fine di ogni partita, che fosse andata splendidamente oppure da schifo. Ricordo alcuni cazziatoni epici specie alle più giovani, ma non è che alle veterane, al bisogno, gliele mandasse a dire. Si prese male con un collega (mio) che in uno slancio di tifo gli aveva urlato qualcosa dalla tribuna, e non ci fu verso di rimettere a posto la situazione nonostante i tentativi di dirigenti e amici: riuscimmo solo a organizzare un frettoloso brindisi durante una trasferta di coppa Ronchetti, ma più che di pace si trattò di una tregua.
Riaffiora alla memoria soprattutto un ricordo. La squadra era partita benissimo con nove vittorie nelle prime dodici partite e alla penultima d'andata ospitò Cesena per quello che era diventato un confronto con il primo posto in palio. Cesena era fortissima, e infatti vinse lo scudetto: ci rullò per bene segnando quasi cento punti a via dei Monti Cimini. Viterbo aveva come straniere l'immensa Walker e la giovane Stewart, che al secondo anno in Italia stava dando il consueto contributo di agonismo e fisicità, ma che contro Clarissa Davis e Catarina Pollini si trovò a malpartito. Sulle pagine del Corriere di Viterbo la criticai aspramente. Dante mi telefonò e con molto garbo mi spiegò che aveva chiesto a Stewart alcune soluzioni tattiche che lei aveva diligentemente eseguito ma che la avevano penalizzata in attacco. "Se ha sbagliato partita vuol dire che prima di lei l'ho sbagliata io", aggiunse, prendendosi la sua parte di colpa.
Quella squadra firmò - appena pochi giorni dopo - la stupenda impresa di Tuzla quando andò a violare il campo della squadra che allora si fregiava del titolo di campione d'Europa, e che poi si rifece con gli interessi (e grazie a un arbitraggio contestato) in una drammatica gara di ritorno a Viterbo. La Saturnia chiuse al sesto posto la prima fase del campionato, e venne eliminata nei quarti di finale dalla Comense dopo avere vinto gara-1 in Lombardia. Cesena e Como giocarono una storica serie scudetto, con le romagnole che rimontarono dallo 0-2 per vincere il tricolore. Erano anni in cui i club italiani dominavano in Europa, e le migliori straniere (specie americane) mostravano un gran basket sui campi del nostro Paese. Anni che sembrano sempre più lontani ora che perdiamo per strada alcuni protagonisti come è stato Dante.

mercoledì 19 marzo 2025

A1: estasi Brescia (Tagliamento 35) e rebus-Geas; morso-Lupe per il 5° posto. A2: Mantova top all'Est, Milano e Broni doppietta sulle tosche

- Faenza-S. Martino: "spareggio" per il 5° posto, vinto nettamente dalle Lupe, le quali scattano bene (anche +9 nel 1° quarto), subiscono la rimonta romagnola sino al pareggio a inizio 3° quarto, ma riprendono il largo con un parzialaccio di 0-15, dal quale Faenza non riesce a riprendersi; 65-83 il conclusivo. Fondren 24 contro Bickle 26, bel duello ma SML ha più contorno. Faenza difficilmente riuscirà a finire davanti al Geas per la sesta piazza (e del resto il Geas è... Sesto per definizione), in quanto ha Campobasso e Derthona negli ultimi due turni mentre le suddite di Nonino hanno Battipaglia e Sassari, e a parità in classifica sono davanti alle Selettiane.

- Derthona-Alpo: punteggio finale poco generoso per le veronesi che per due quarti hanno tenuto botta, 23-22 al 10' e 50-42 al 20', ma poi non ne hanno più avuto per opporsi alle folate di una Derthona da 55% dal campo; 26-10 il 3° parziale, 92-62 lo score finale. Zahui e Penna 16 punti, Leonardi 14, Melchiori 7+12 assist. Per Alpo 11 di Keller e Moriconi. Per le piemontesi è matematico il 4° posto, grasso che cola per una neopromossa sia pure dotata di mezzi.

- Sassari-Schio: anche qui c'è una resistenza della sfavorita che poi però si sfarina alla distanza. Anzi, le nuragiche sono gagliardamente davanti grazie a una fiammata da 15-3 nel corso del 1° quarto (anche +10), poi restano al comando sia pur di stretta misura nel secondo; da 38-38 all'intervallo però pure i sassi sanno cosa succederà, ovvero che la marea scledense inesorabilmente salirà sommergendo la Dinamo; così è infatti con un +8 al 30' e un crudo +22 finale (65-87). Taylor 22, Begic 15 per Sassari; Salaun 26, Juhasz 19, Bestagno 13 per Schio che resta prima.

- Battipaglia-Venezia: pure qui "tutto va come deve andare"; le campane provano a recuperare, da meno 16 a meno 9 nel 2° quarto, ma la Reyer è feroce nella ripresa, chiudendo 45-80. Vojtulek 13 punti ma è un coltellino contro le bombe a mano, segnatamente Kuier (24+9 rimba), Smalls (15), Fassina (13) e il solito roster sterminato. Al quale, s'apprende poi, viene aggiunta ora la lunga americana, di passaporto anche ungherese, Mompremier, dal campionato turco.

- Geas-Brescia: personalmente mi sono recato a quella che si è rivelata la partita più frizzante della giornata, anzi l’unica combattuta fino in fondo. E anche l’unica a partorire una sorpresa, per quanto il Geas non si fosse mostrato affidabilissimo nel recente periodo e Brixia avesse invece dimostrato quantomeno la voglia di combattere fino in fondo per i playoff, nonostante la perdita di Evans, che forse non era il prototipo della giocatrice che lotta e si sacrifica “ventre a terra”, però il suo spessore in area lo dava eccome.
Per la prima volta è aperta al pubblico anche la tribuna lato opposto alle panchine, il che fa piacere. Ma per la quinta volta di fila gli spettatori di Cinisello dovranno assistere una sconfitta della compagine di Zanotti, bresciana contro Brescia.
Il 1° quarto è una clamorosa santabarbara di triple da una parte e dall’altra, tant’è che finiranno ambo con 5/11 dall’arco la prima frazione. Roba da 44 tentativi in proiezione sui 40 minuti (poi il Geas non c’andrà molto lontano, 35, mentre Brescia si bilancerà meglio). Le protagoniste sono Tagliamento, che mostra subito d’essere in giornata di grazia, sciorinando non solo triple ma un repertorio completo, dalla media, in avvicinamento, variando lo spartito con intelligenza quando è marcata da una lunga (Jakubcova) o da una piccola (Conte). Un po’ più monotona, ma assai efficace in questo inizio, è l’appena citata Jakubcova, la quale martella da ogni posizione oltre l’arco, segnando i primi 14 punti del Geas. Il quale poi ha un buon impatto dall’enigmatica Gwathmey, che stavolta sembra avere la luna giusta, distillando la sua antica classe. Al 10’ si è su un ultra-garibaldino 27-29 per le bresciane.
Nel 2° quarto emerge la differenza d’intensità in favore di Brixia, che continua a correre come una dannata, e va a segno da sotto con Ivanova, Togliani, e con Bongiorno in acrobazia, per un parziale di 0-9 che vale il massimo vantaggio di tutta la gara (31-42 al 15’); difesa Geas all’acqua di colonia.
Ma in una partita così offensiva basta una fiammata di qua e uno spegnimento di là per ricucire rapidamente, e infatti ecco la reazione sestese con Spreafico, Moore e ancora Jakubcova con due triplazze: all’intervallo è ripristinato l'equilibrio, 48-49. Jakubcova ha addirittura 24 punti alla pausa, contro 18 di Tagliamento. La differenza è che la prima si spegnerà, la seconda insisterà eccome.
inizio ripresa c’è il momento migliore per le Zanottiane, con le amate triple, 4 a bersaglio, compresa una di Spreafico con l'aggiuntivo per il massimo vantaggio di casa, 67-60 al 28'30”. E’ però una supremazia momentanea dettata appunto dalla vena balistica, non da una vera presa in mano del gioco. Si continua, cioè, a fare la partita più adatta alle bresciane, con scorribande a tutto campo e tiri rapidi, anziché un gioco più ragionato e basato sulle lunghe, che avrebbe favorito il Geas, almeno in teoria. Invece vai di triple, ma quando non entrano più, sei nelle pesti.
Sicché all'inizio dell'ultimo quarto la freccia s'inverte di nuovo: torna ad alzare l'intensità Brescia che strappa palloni, corre in contropiede, riprende a colpire dall'arco; parziale di 2-13 per il sorpasso: clamoroso, sul 67-66 Geas, il contropiede subìto con Tagliamento che segna, subisce fallo di Gwathmey, la portorico-americana protesta inutilmente, tecnico che è 5° fallo, partita finita. Poi 69-73 al 33' con tripla di Johnson, fin lì un po’ anonima ma utile in questo frangente.
Si scuote il Geas con Moore e Conte per il pareggio, 76-76 a -4'20", ma è l'ultima parità, perché nel momento decisivo c’è solo Brixia, che piazza uno 0-7 micidiale con 4 liberi di Tagliamento, imprendibile per questa difesa sestese così inerme, e una tripla ben costruita di Togliani (76-83 a -2'15”), la quale poco prima ha anche incassato abilmente uno sfondo da Conti; mentre nel frattempo il Geas sbaglia tutto. Poi, perso per perso, le padrone di casa vanno all’assalto e arrivano a meno 3 con una tripla di Conte (83-86 a -16”), ma chiude Togliani dalla lunetta: 83-88.

- Si hanno: per il Geas, Jakubcova 26 con 6/10 da 3 ma solo 2 punti dopo l’intermezzo; Spreafico 14 con 3/3 da 2, 2/10 da 3 ma 8 assist, comunque tra le migliori fra le sue; un po’ anonima Moore rispetto al solito (13 con 5/11), discreta Conte (11), solito mistero Gwathmey che fa 11 in 12’ con 5/7 al tiro ma, come detto, si auto-elimina con quel tecnico. La sua produzione di punti e valutazione è dimezzata rispetto allo scorso anno. Non è certo solo lei a mancare all’appello, anzi sono più preoccupanti Conti e Makurat, che dopo i guai fisici di un mese e mezzo fa, non si sono ancora ritrovate (domenica, in due, 4 punti con 1/9 al tiro).
Per Brescia, immensa Tagliamento con 35 punti, 8/9 da 2, 3/6 da 3, 10/10 ai liberi, 6 rimbalzi, 6 assist, 9 falli subiti, 47 di valutazione; :b: ottima spalla Togliani (19 con 5/11 dal campo, 6/7 ai liberi, 5 assist, 25 di valuta); solita guerriera Yurkevichus (10 punti e 17 rimbalzi, 26 di valu), le altre hanno fatto gregariato ma nel senso positivo del termine, cioè sbattendosi tutte per far vincere la squadra.
A livello di percentuali di squadra, da notare, come già accennato, che mentre nel 1° quarto sparavano ambo da 3 a raffica, il Geas ha continuato a farlo, finendo con 13/35 dall’arco a fronte di un 17/32 da 2, mentre Brescia ha poi attaccato di più il ferro e colpito anche dalla media, per un 21/39 da 2 a fronte di 9/21 da 3.

- E’ la prima volta, al sesto tentativo, che Brescia batte il Geas in A1. E soprattutto vale la speranza di potercela ancora fare per i playoffs, previo però battere San Martino nel prossimo turno, sperando intanto che le care amiche sestesi (si fa per dire) non si facciano impallinare anche da Battipaglia, altrimenti all’ultima giornata le Zanardiane dovrebbero fare il miracolo con Schio ma non ce le vedo.
Nel dopopartita gli argomenti di conversazione erano due: se Tagliamento merita la Nazionale (a mio parere sì, perlomeno al raduno, poi sta a lei dimostrare a Capobianco di potersi inserire in un ruolo che ovviamente non può essere di primo violino) e quale sia il male oscuro del Geas, cioè perché, dopo 3 settimane dalla debacle con Faenza, non si sia visto il minimo passo avanti.
Perdere in casa con Brescia pur segnando 83 punti con 13 triple indica che il problema principale non è stato l’attacco anche se, a ben guardare, i 35 tentativi da 3 contro 32 da 2, contro una squadra che dopo la partenza di Evans è rimasta sguarnita sotto canestro, sono specchio di un attacco non lucidissimo nelle scelte. Ma, appunto, non è sul fronte offensivo che le rossonere l'hanno persa, bensì in difesa. In questo periodo, le avversarie del Geas fanno festa in attacco perché non vengono messe in difficoltà, né sul perimetro dove tirano con ampia libertà, né dentro l'area dove penetrano con troppo agio.
In conferenza stampa sia Jakubcova che Zanotti dicevano logicamente (in sintesi) che è inaccettabile questa prestazione difensiva e bisognerà mettersi sotto per fare meglio. Ok, ma è un problema risolvibile con più voglia di applicarsi? Ci auguriamo di sì per le sestesi, ma sarebbe strano, allora, non averlo già risolto prima, senza mostrare segnali di miglioramento rispetto ai k.o. con Faenza e Campobasso. In questo Geas c’è tanta gente che canta (cioè gioca di talento, gran triploni, ecc.) e poca che porta la croce (cioè si sbatte di sacrificio in difesa e per le compagne, come hanno fatto quelle di Brescia domenica). Tempo per redimersi c'è ancora ma inizia ad assottigliarsi.

- In A2, giornata molto filo-lombarda con una tripletta nei big match suddivisi nei due gironi. All’OvestMilano batte Valdarno con una difesa al granito nel 2° e 3° quarto (4 e 8 punti concessi); una tripla di Lazzaro… resuscita :blink: le aretine salvando per un solo punto la differenza-canestri ma se il Sanga vince il recupero con Livorno aggancia la vetta.
Ha del drammatico Broni-Empoli, con le pavesi che perdono Russo per infortunio nel 3° quarto (si teme tendine d’Achille), :cry: scivolano a meno 8 e sembrano spacciate, invece reagiscono e sorpassano in tromba (+9) con una clamorosa Baldelli da 17 punti nell’ultimo quarto. Se fosse confermato che Russo starà fuori per il resto della stagione, è una tegola per Broni proprio nel momento in cui tutti stavano (giustamente) temendola come mina pronta a esplodere in faccia a tutti nei playoff, partendo dal 5° posto; non che il personale rimanente a Diamanti sia scarso (casomai… Scarsi), :XD: ma lui utilizzava 7 elementi e Russo era l’anima caratteriale oltre che tecnica.
All’Est, mentre Treviso cade con Ragusa, nella sfida al vertice Mantova vince 82-87 in casa di Matelica, la quale sfiora una clamorosa rimonta da meno 26 a meno 2, ma è respinta da Fietta; in precedenza show balistico di Fusari, 8/10 da 3. Sempre più bestiale l'equilibrio in vetta: Mantova 5 sconfitte, seguono 5 squadre con 6 k.o., tra cui Ragusa che è 3 punti sotto per penalità.

- E a proposito di codesta grandinata di Fusari, abbinandola con il 13/35 di squadra del Geas: l'impressione (che andrebbe supportata da uno studio statistico, ad averne tempo) è che l’uso illimitato di triple stia diventando sempre più frequente, non dico come nel maschile ma la differenza s’assottiglia. Ragazze che tirano 10 volte in una partita e magari ne mettono 5 o 6 non sono mosche bianche. Amaiquen Siciliano, ad esempio, ha quasi 7 tentativi a partita col 36%. Ne ha circa 6 Miccio, che ha celebrato la sua gara n°500 in A2 (record) e qualche anno fa sembrava una fromboliera pazza, adesso è quasi la norma... Mi sembra ieri quando, all'indomani dell'aumento a 6,75 della distanza dell'arco, si commentava "Per il femminile è una disgrazia, non avranno mai la forza per tirare bene da così lontano"; e invece le giocatrici odierne sparano anche da 7-8 metri con una naturalezza impressionante.

Nella foto (di M.Brioschi): Tagliamento regna a Cinisello.