giovedì 6 marzo 2025

A1: Faenza si conferma nel recupero. A2: il "miracolo" di Giussano, il colpo di Siciliano-Ragusa e il caso dei pulmini di Roseto alla vigilia della Copp'Italia

- Appendice telegrafica sul recupero di A1, Alpo-Faenza, che per ambo le compagini si risolve in una conferma: ovviamente in positivo per le romagnole e in negativo per le veronesi. Le quali, in una sgradita fotocopia di sabato con Brescia, cedono in volata dopo aver anche condotto, in un match a fasi alterne. Meglio Faenza nei primi 2 quarti (31-35), buono il terzo di Alpo che passa in testa e si presenta avanti di 4 a poco più di 5' dalla fine.
Qui però la svolta decisiva, perché Faenza in meno di 1'30" piazza 3 stoccate, due con Scekic da dentro l'area e una con Turel da 3 in transizione (62-65 a -3'50"), mentre Alpo commette una serie tremenda di errori, fra tiri e palle perse. Serie che continua anche quando le romagnole a loro volta s'inceppano e non sferrano il k.o.; dopo un'altra sinfonia di pastrocchi delle locali, Faenza ha buon gioco a chiudere i conti con un libero di Fondren e un arresto-e-tiro di Turel (62-68 a -17"); finale 65-69.
Si hanno: Tulonen 21 per Alpo che però ha quasi nulla da Ejiofor (che invece era stata in evidenza contro Brescia) e, ahi ahi, dal recente innesto Keller che per la seconda volta non sembra esattamente una che ti svolta la stagione... Per Faenza le garanzie Fondren (17) e Roumy (16) sono supportate da una vieppiù sorprendente Scekic (8 + 12 rimba + 3 stoppate) e dal plotone di proletarie italiane d'assalto.
E Faenza, ascolta oh popolo, oggi 5 marzo notte è quinta da sola. "Do you believe in miracles?", come esclamò una volta Federico Buffa (ex fidanzato dell'ex giocatrice Brembilla, tra parentesi, ma soprattutto ex telecronista Nba).

A2: nei miracoli ci ha creduto, e ne ha realizzato uno, la giovane Giussano nel derby contro Costa a cui ho assistito personalmente (e consiglio questa videosintesi personale di circa 3 minuti).
Non solo era penultima contro seconda, ma le Foxes giussanesi erano all'osso dopo la partenza di Reani per Vigarano e l'indisponibilità della nipote d'arte Colico. In sostanza aveva 8 giocatrici da ruotare di cui 6 nate dal 2005 in poi; non che Costa sia stagionata, ma le sue 5 "senior" c'erano tutte (Penz, Bonomi, N'Guessan e le due straniere) e sommate a "Big O" Osazuwa e le altre young girls, sembrava più che sufficiente per controllare saldamente la partita.
Oltretutto, non è che Giussano fosse in serata clamorosa al tiro. Anzi, tra le varie Lussignoli, Crippa, Ramon e inizialmente anche Diotti, non entrava nulla. Però Giussano è stata brava a mettere sul parquet un agonismo che è riuscito ad annullare il gap tecnico, con l'aiuto, probabilmente, di quel campo particolare che è il bunker di Arese, dove gli spazi sembrano stretti per via delle pareti laterali vicinissime (tribune solo dietro i due canestri).
Fatto sta che Costa non riusciva né a correre, né a infilare triple, né a dominare a rimbalzo come sembrava logico facesse. N'Guessan la più incisiva, ma rispondeva dall'altra parte l'ex di turno Bernardi. Punteggio comunque bassissimo. Costa aveva l'aria di aspettare che la vittoria le venisse incontro fisiologicamente, senza doversi dannare per conquistarla, giocando come il gatto col topo.
E a un certo punto sembrava che andasse proprio così, dopo un triplone a campanile di Osazuwa sulla sirena del 3° quarto (+6) e un break all'inizio dell'ultimo, sbloccando finalmente qualche contropiede e un paio di triple di Penz e Bonomi. Sul 41-52 a -4'30" pareva davvero chiusa, anche perché pensavi "Giussano così stitica, quando li segna 11 in 4 minuti?". Ebbene, inopinatamente ne ha segnati 13, contro uno solo. Protagoniste Bernardi (due triple) e, bella notizia per le nostre nazionali giovanili, la 2008 Zanetti con un canestro su rimbalzo offensivo e soprattutto un sontuoso canestro in "reverse" su giro dorsale in post basso. Poi Diotti pareggiava in arresto e tiro.
Nel frattempo, Costa sbagliava tutto, anche da mezzo metro. Dopo l'ultimo errore, nella mischia a rimbalzo, frittata da dodici uova con fallo in attacco di Osazuwa su Zanetti. Per la verità è forse un fischio "di confusione", di quelli utili agli arbitri per evitare il supplementare, ma resta un'ingenuità, e comunque Costa non ci doveva arrivare a quel punto.
Zanetti segna un libero, sbaglia il secondo, rimbalzo Costa ma c'è gente che scivola, palla fuori, rimessa Costa ma mancano solo 7 decimi. Dopo il timeout, rimessa con "lob" verso il centro dell'area ma intercettato. Vince clamorosamente Giussano 54-53 (19 di Bernardi e 15 di Zanetti contro 18 di N'Guessan e 10 di Osazuwa).

- Quindi: Costa scivola dal 2° al 4° posto (raggiunta da Empoli e da Milano che ha una partita in meno). Intanto Valdarno si salva all'overtime a Livorno e resta solitaria.
Nel girone Est, una clamorosa Siciliano (37 punti, 11/20 dal campo, 9/10 ai liberi, 10 rimbalzi, 11 falli subiti, 46 di valutazione) trascina Ragusa a sbancare Udine, che dopo l'intervento salva-società ha recuperato Gianolla, Bovenzi e Cancelli rispetto alla scorsa partita, ma non è bastato. In testa Matelica e Mantova ma ci sono 6 squadre a quota 5 e 6 sconfitte (compresa Ragusa che ha 3 punti di penalità).
Tra queste c'è Roseto, la quale non ha giocato a Vicenza per guasto ai pulmini societari, sospetto sabotaggio:woot: Devo dire che questa ci mancava, in tanti anni di bizzarrie del femminile. Il tutto dopo che la scorsa partita un individuo rosetano aveva commesso invasione di campo, forse un altro sabotaggio, procacciando la squalifica del PalaMaggetti.
Insomma non l'ideale viatico per la Coppa Italia da ospitare in casa nel weekend imminente.

Coppa Italia, dunque: chi vince? Non ne ho la più pallida idea. :wacko:
Però nemmeno è il caso di rifugiarsi nel classico "In partite secche può succedere di tutto". Che è vero, ma è anche vero che Crema ha vinto 5 edizioni di fila, quindi esiste una logica del più forte. Lo scorso anno ha vinto Derthona, l'anno prima Udine, e non erano capitate lì per caso.
Solo che al momento il panorama è quantomeno ingarbugliato. L'Est è stato sottovalutato a torto nelle scorse edizioni ma stavolta offre davvero poche certezze: Udine, che era la migliore, e anche la più rodata nella competizione, è come una nave che ha attraversato una burrasca ed è rimasta con qualche vela rattoppata; Roseto, Mantova e Matelica sono tutte buone ma ce le vedi a vincere 3 big matches in 3 giorni? Con tutto il rispetto, no. Almeno uno sì, non sto dicendo che finiranno tutte fuori subito. Ma non paiono da trofeo. Forse Matelica se azzecca il colpaccio su Valdarno alla prima, poi trova la vincente di Mantova-Empoli che è fattibile, e poi va in gas e arriva fino in fondo. Ma resta improbabile. Non vorrei sottostimare Mantova che ha gente mica male come Orazzo, Fietta, Fusari e le due argentine, però stesso discorso, 3 partitoni di fila li ha in canna? E Roseto? Stessi dubbi ma in più ha anche un tabellone arduo. Occhio poi che ultimamente nessuno è profeta in patria, in queste Final Eight.
E dunque, se Udine non produce un ritorno di fiamma, punterei su un'esponente dell'Ovest. Valdarno merita credito per il primato nel suo girone e per l'organico, che pur senza Conde ha fior di gente per la categoria. Milano e Costa come prime alternative, anzi Milano potrebbe anche essere favorita, se ha recuperato almeno Guarneri fra le due assenti della partita scorsa (Merisio dovrebbe essere out sicura). Però il Sanga ha Roseto, compagine di casa, al primo scoglio e il fattore ambientale potrebbe pesare.

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