Si è intuito subito che non era cosa lieve, e infatti poche ore dopo è arrivata la ferale notizia: "torn ACL", ovvero crociato rotto.
La March Madness al femminile ha perso così una delle 2-3 protagoniste più attese. Immediata l'inondazione di messaggi di solidarietà per Watkins sui social, sia dai fans che dalle colleghe. Si dice che "gli infortuni fanno parte del gioco", ma quando colpiscono una come lei è più difficile digerirli; resta un senso d'ingiustizia, anche se idealmente il dispiacere dovrebbe essere il medesimo per tutte le infortunate.
Senza Watkins comunque la squadra è avanzata senza problemi al 3° turno, più a fatica (67-61 su Kansas State) invece al quarto, ovvero la finale del Regional, alias "Elite 8", dove troverà Connecticut di Geno Auriemma.
- E appunto UConn, dopo i primi 2 turni "passeggiati" com'è per tutte le teste di serie (un problema annoso, nell'Ncaa femminile, dove la competitività è meno generalizzata rispetto al maschile), ha liquidato bene Oklahoma (82-59) nel terzo, avanzando alle Elite 8 per la sfida a USC orfana di JuJu. Grande protagonista è stata Paige Bueckers, che come dicevamo nello scorso resoconto è colei che ha più riflettori addosso, dovendosi definire se è divina o solo una forte mortale. Ebbene, nella partita in questione si è avvicinata al divino, sciorinando 40 punti (vedi qui gli highlights) con 10/19 da 2 e 6/8 da 3. Una prestazione da realizzatrice purissima (meno "a 360 gradi" di quanto facesse Caitlin Clark, se vogliamo fare paragoni, cioè con meno presenza in altre fasi del gioco), tuttavia notevole. E fa piacere per lei dopo anni tribolati da infortuni.
Adesso contro USC si alza il livello di difficoltà pur senza Watkins dall'altra parte; per superare l'esame di divinità mancano ancora diversi steps.
- L'altra bionda che s'è presa una rivincita su anni difficili è Hailey Van Lith. La poliedrica guardiola (è di taglia modesta e poco atletica, almeno rispetto alle più quotate pariruolo), poliedrica nel senso che l'abbiamo vista medagliata a Parigi '24 nel 3x3, ha segnato 26 punti con 9 rimbalzi e 4 assist per TCU (Texas Christian, università religiosa da 60.000 dollari di retta all'anno, pare) nel 3° turno contro la molto quotata Notre Dame della coppia Hidalgo-Miles, entrambe spadellanti nell'occasione (6/29 dal campo sommate).
"Rivincita" nel suo caso è perché Van Lith ha girovagato per ben 3 colleges diversi nella sua carriera, andando a impegolarsi lo scorso anno a Louisiana State (LSU), alla corte di Angel Reese, dove era come lo sciroppo di fragola sui maccheroni, ovvero un condimento che può essere buono di per sé ma non c'entra nulla col contesto; sicché il suo torneo 2024 era passato agli annali soprattutto per la quantità industriale di canestri in faccia incassati per mano di Caitlin Clark nella supersfida di Elite 8.
Stavolta è un'altra storia, almeno per ora. Il 71-62 su Notre Dame vale a TCU il primo ingresso della sua storia nelle Elite 8. Sarà sfavorita nel derby contro Texas, squadra con poco glamour ma molto solida.
- Gli altri due quarti di finale alias Elite 8 sono: South Carolina campione in carica, e probabile favorita per il bis, contro una sottovalutata ma tignosa Duke, che nel derby contro North Carolina in Sweet 16 (cioè il 3° turno) ha prevalso con uno stitico 47-38; e UCLA della supertorre Betts contro LSU che, senza più Reese, ha comunque elementi di tutto rispetto come Annesah Morrow (30 punti nel 3° turno contro North Carolina State).
Queste due partite in realtà si sono appena disputate, nel momento in cui scrivo, ma non metto i buoi davanti al carro.
Va notato che le sorprese sono state quasi zero: sono arrivate fra le top-8 tutte le teste di serie n°1 e giocano contro #2, massimo #3.
- Fra tante partite fin troppo squilibrate, drammatico invece è stato il finale del match di 2° turno tra Kansas State e Kentucky, finito 80-79 dopo un overtime. Kentucky, che aveva superato il turno precedente di 1 punto, stavolta piange, soprattutto Georgia Amoore, un'altra della stirpe di guardie bianche molto glamour, che ha sbagliato allo scadere il layup della vittoria. Ma ha filosoficamente dichiarato nel postpartita: "Non lascerò che 5 anni di carriera siano definiti da un errore".
- E la nostra unica alfiera Vittoria Blasigh? Well, il suo torneo è durato un amen, spazzata via con la sua South Florida da parte di Tennessee, squadra niente male, che poi ha superato un altro turno e ha dato filo da torcere a Texas nelle Sweet 16. Per la friulana 34 minuti in campo (buono) per 6 punti con 3/8 al tiro, 8 rimbalzi e 3 assist. Riproviamoci, saremo più fortunati (forse).
Nella "locandina" le 4 sfide di Elite 8, che danno accesso alle Final Four.

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