- Si è ritirata ufficialmente, a fine febbraio, Diana Taurasi, di cui era già nell'aria che a ottobre scorso avesse giocato la sua ultima partita, quando fu eliminata dai playoff Wnba. Come dicemmo già in quell'occasione, di sicuro è stata... la più forte giocatrice con passaporto italiano di sempre, se non s'offendono Mabel Bocchi e Cata Pollini (ma credo non s'offenderebbero). Anche se ovviamente è una forzatura perché oltre al passaporto e alle origini non ha mai avuto a che fare col Belpaese (a differenza di sua moglie, Penny Taylor, per tanti anni stella di Schio).
Più significativo è chiedersi se Taurasi è stata la migliore di sempre in assoluto; il dibattito in America è in corso. Di sicuro è una candidata ma non con la stessa prorompenza (se esiste il termine) che un Michael Jordan ha nel dibattito maschile. Ha vinto, sempre da protagonista, dovunque abbia giocato: college (2 titoli), Wnba (3), Eurolega (4), Mondiali (3), Olimpiadi (6), e in quest'ultima tenzone il suo record resterà probabilmente inviolato, perché, anche ammesso che in futuro vincano sempre le americane, per eguagliarlo devi vincere il primo oro a 22 anni e l'ultimo a 42...Personalità "doppio alfa", mai tiratasi indietro da un tiro decisivo, che spesso e volentieri segnava (anzi, non uno ma anche 5 o 6 di fila in sfuriate offensive memorabili), anche passatrice sopra la media, seppur non sarà ricordata per quello, come non sarà ricordata per la difesa arcigna. Qualche difetto che può mettere in dubbio il suo ruolo di miglior giocatrice della storia.
- Forse Taurasi ha tirato un po' in lungo la parte declinante della sua carriera, in cui peraltro ha sciorinato "canti del cigno" di assoluto livello (ma la comparsata olimpica a Parigi è parsa solo una passerella alla carriera). Carismatica ma non troppo mediatica, almeno non nel senso moderno del termine, ovvero dell'esibirsi sui social ammiccando ai "followers" anche con pose fuori dal campo; in questo è stata "una di altri tempi", facendo solo la giocatrice, il che forse le è costato qualcosa in termini di popolarità fra le nuove generazioni e l'ha indotta a scivolare in quell'apparente moto d'invidia nei confronti di Caitlin Clark, che le ha causato una "shitstorm" sui social manco fosse Pietrangeli che cercava di sminuire Sinner.
- Durante il Superbowl, la riffa finale del football (quello con la pall'ovale) che come è noto è l'evento sportivo più seguito d'America, fra i seguitissimi spots pubblicitari ha suscitato interesse quello della Nike sullo sport femminile, basato su una carrellata di atlete famose che recitano frasi improntate al cliché "voi ci volete inferiori, noi ve lo mettiamo in quel posto" (ovviamente detto in modo più elegante). Ebbene, tra queste atlete vi sono 3 cestiste (Caitlin Clark, A'ja Wilson e Sabrina Ionescu), una calciatrice, una velocista e una ginnasta, indice del momento di particolare attrattività del basket femminile laggiù negli States. Te lo immagini uno spot di un'azienda italiana importante con 6 sportive di cui tre sono, che so, Zanda, Tilde Villa e Sottana?
- Di questa bonanza, com'è noto, ha cercato di approfittare la lega di 3 x 3 "Unrivaled", nata quest'anno su iniziativa di due top-players della Wnba, Breanna Stewart e Napheesa Collier, che hanno coagulato vari investitori e trovato partners televisivi non di poco conto come la TNT, e rastrellato qualcosa come 28 milioni di dollari da sponsor e investitori, di cui hanno potuto destinarne 8 ai salari delle giocatrici, le quali essendo solo una quarantina (36 originarie più qualche rimpiazzo chiamato in corsa per sopperire a infortuni), si sono spartite una bella tortazza, in rapporto ai soli 2 mesi d'impegno. Tanto per dire: salario-base tra i 100.000 e i 200.000 dollari; 50.000 a ogni componente della squadra campione; addirittura 200.000 alla vincitrice del torneo di 1 vs 1. Una sfida palese ai salari risicati della Wnba.
- La prima stagione di Unrivaled è terminata proprio ieri, 17 marzo, con la vittoria delle "Rose" (inglese al singolare, non italiano al plurale), le quali nella finale secca hanno sconfitto le "Vinyl", 62-54, partita con molti errori, pesando probabilmente la tensione. Il trio che ha giocato quasi tutta la partita per le trionfanti era composto da Chelsea Gray (la più nota, anche oro olimpico, eletta mvp della finale), Azura Stevens (lungagnona emergente, che ha fatto 19 punti e 18 rimbalzi) e Brittney Sykes; nel roster, ma fuori per infortunio, la "starlette" mediatica Angel Reese.
Per le battute in finale c'erano due volti noti dalle nostre parti: Rhyne Howard (scudetto con Schio nel '23), Dearica Hamby (ex Ragusa); poi anche Jordin Canada, guardia razzente, e la lunga Boston, mentre era fuori per infortunio Ogunbowale, che sarebbe stata la migliore.
In semifinale (sempre partite secche, forse troppo "liofilizzata" come formula dopo una regular season da 14 partite per squadra; si giocava soprattutto nei weekend) era caduta a sorpresa, in una tiratissima partita contro le "Vinyl" (73-70 con canestro vincente di Hamby), la squadra dominatrice della prima fase, le "Lunar Owls" di Napheesa Collier, che ha segnato 36 punti ma è stata un po' tradita dalle compagne di lusso, ovvero Allisha Gray, Skylar Diggins-Smith e Courtney Williams. Clamoroso se si considera che le "Gufe" avevano fatto 13-1 in stagione mentre le "Vinile" si erano piazzate quarte con 5-9. Formula forse rivedibile. Nell'altra semifinale, le "Rose" con una clamorosa C. Gray da 39 punti (15/23 al tiro) hanno battuto le "Laces" di Kayla McBride (attesa ora dal Fenerbahce), Tiffani Hayes e Alyssa Thomas. Le due squadre eliminate nella prima fase sono state le "Mist" di Breanna Stewart e le "Phantom" di Brittney Griner.
La stessa Collier era stata votata mvp della stagione regolare oltre a vincere il torneo di 1 vs 1, in sostanza premiando se stessa, visto che come detto prima è una delle fondatrici della lega.
- E a proposito di tale torneo, pur non essendo una novità assoluta (anni fa c'era un circuito mondiale con tappe in tutto il mondo e finali ad Alcatraz, l'isola californiana famosa per il carcere; non ricordo se era anche femminile), è la prima volta che una lega professionistica l'ha inserita nel suo programma stagionale. In febbraio si è fermato il campionato per una settimana e le giocatrici si sono scannate in 1 vs 1 con un tabellone tennistico a eliminazione diretta; partite secchissime al meglio degli 11 punti, chi segnava teneva palla, il che rendeva già quasi decisivo fare i primi due-tre canestri.
Dal punto di vista televisivo erano interessanti le inquadrature ravvicinate, che nel 3x3 o 5x5 ovviamente non sono possibili, che facevano apprezzare "dal di dentro" le dinamiche del gioco, ad esempio quanto sia difficile andare a canestro quando hai una cristona assatanata che ti difende davanti.
Detto che ben 7 atlete hanno dovuto rinunciare per infortunio (una piaga forse imprevista; in qualche modo il 3x3 a ritmi forsennati è più logorante del classico 5x5?), e detto che la divina Breanna Stewart è stata fatta fuori già al 1° turno (non è stata una gran stagione per lei, considerando pure la già citata esclusione dai playoff con la squadra), in semifinale sono arrivate 3 ali-lunghe su 4 (interessante quindi notare che le piccole sembrano svantaggiate in quel tipo di sfida individuale) e l'unica guardia, Ogunbowale, è stata eliminata dall'emergente canadese Aaliyah Edwards; nell'altra semifinale la solita Collier ha battuto la pivottona Stevens. La finale era al meglio delle 3 partite; Edwards ha vinto la prima ma poi Collier l'ha macinata nelle altre due, pigliandosi il bottino.
Collier è un'ottima giocatrice, completa, fa sempre bene (si ricorderà che dominò la scorsa finale di Eurolega con 33 punti, poi ha fatto una stagione della madonna in Wnba con Minnesota), ma ha il difetto di essere eccitante quanto la compagna di classe secchiona che prende sempre voti alti perché studia tanto (intendo sia in campo, dove fa tutto molto concreto ma poco di spettacolare, sia nelle interviste, dove ha sempre il sorriso standard con frasi standard); questo forse la rende meno popolare di quanto meriterebbe.
- Comunque la si pensi su questa lega, che è solo parente del basket canonico, un evento che mette insieme 36 delle migliori 50 (all'incirca) giocatrici del mondo meritava di essere seguito, e ora che è terminata la prima stagione - in attesa dei bilanci economici e d'interesse; i dati di audience mi sembravano senza infamia e senza lode* - vanno analizzati pregi e difetti, anziché liquidato con alzata di sopracciglio e "che gran cagata" dopo aver guardato (forse) mezza azione.
Per cui ho guardato varie volte le dirette streaming notturne e, in rapida sintesi, posso dire che era sempre divertente da guardare, perché in sostanza vedevi le migliori al mondo giocare alla garibaldina, di puro talento e senza fronzoli, e poi era pensato esplicitamente come spettacolo tv (anziché come intrattenimento per pubblico pagante in arena), quindi tempi compressi, niente pause interminabili, finita una partita ne iniziava un'altra, ecc. Il fatto che fosse 3x3 e non 5x5 per me cambiava poco, si apprezzava comunque il gesto tecnico di alto livello. Se hai Brittney Griner contro Breanna Stewart, godi anche se si giocano sulla sabbia con una palla di pezza.
I problemi di fondo per me erano due: 1) alla lunga era ripetitivo vedere le stesse squadre sfidarsi mille volte nella stessa arena, giacché il campo era unico per tutta la Lega (se ho ben capito però in futuro vorrebbero farla itinerante); 2) le squadre non hanno una vera identità, non rappresentando città, per cui, che vincessero le Tizie o le Caie era indifferente, a meno di appassionarsi alle singole giocatrici per cui tifi per l'una o per l'altra. E infatti il concetto-base di Unrivaled è di puntare molto sulle individualità.
Vedremo se e come avrà delle evoluzioni future; certo è, però, come già notavamo, che la concorrenza per l'Eurolega, in termini di attrattività per le top-players americane, è micidiale.

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